Il titolo di capocannoniere della Coppa del Mondo è certamente qualcosa che ogni centravanti di livello internazionale sogna. Ma non è così semplice portarlo a casa, considerando che il Mondiale è una competizione molto particolare, in cui non è neanche sicuro che ogni squadra giocherà più di tre partite.

Ecco perché ogni edizione fa storia a sé. E se è vero che nel corso degli anni grandi centravanti come Gerd Müller, Paolo Rossi, Ronaldo il Fenomeno, Miroslav Klose o Harry Kane hanno chiuso la manifestazione da re dei bomber, ci sono stati anche casi (il più recente quello di James Rodriguez nel 2014) in cui a vincere il premio non è stato un vero e proprio attaccante. Per non parlare delle edizioni dei mondiali in cui il trono è stato condiviso da quattro calciatori (2010) o addirittura sei (1962).

Meglio giocare più incontri

Il fattore girone

Abbondanza in casa Francia

I favoriti di sempre

I sudamericani e la sorpresa Vlahovic

Meglio giocare più incontri

Da cosa dipende dunque il successo nella classifica marcatori del mondiale? Nella maggior parte dei casi, dal numero di partite giocate. Chi fa parte di una nazionale che arriva perlomeno in semifinale ha un’alta possibilità di segnare più degli altri, come dimostra il fatto che spesso il re dei bomber della Coppa del Mondo è addirittura un calciatore della squadra vincitrice.

Ma arrivare nelle prime quattro può bastare, come può testimoniare Just Fontaine, recordman di reti in una singola edizione (13) con la Francia terza nel mondiale del 1958.

Hristo con Messi e la scarpa d'oro!

Succede anche però che un girone clamoroso permetta addirittura di laurearsi capocannoniere a chi gioca appena tre match. È il caso del russo Oleg Salenko, che a USA ’94 vince il titolo assieme a Hristo Stoichkov con 6 reti. Peccato che il bulgaro giochi sette partite, mentre a Salenko ne bastano tre, soprattutto quella contro il Camerun in cui il russo cala una cinquina davvero impronosticabile per il sito scommesse!

Il fattore girone

Meglio quindi valutare le possibilità dei vari bomber di vincere la classifica marcatori considerando sia le possibilità della loro nazionale che il girone che affronteranno al primo turno… Si parte dal detentore, nonché uno dei grandi favoriti: Harry Kane. L’Uragano ha segnato 6 reti nella scorsa edizione, in cui l’Inghilterra si è arrampicata alle semifinali.

L'uragano Kane!

Anche quest’anno i Tre Leoni dovrebbero fare bene e il centravanti del Tottenham può cominciare ad accumulare marcature già nelle partite contro Iran, Stati Uniti e la vincente del playoff europeo ancora da disputare, magari riuscendo anche a strappare già nella prima fase il titolo di miglior bomber inglese di sempre a Wayne Rooney (attualmente a 53, con Kane a 49).

Dunque, alte le possibilità per le quote Coppa del Mondo di un bis da parte del capitano dell’Inghilterra.

Abbondanza in casa Francia

Vista la stagione con il Real Madrid, impossibile non inserire nel gruppo Karim Benzema. Il francese è in un momento di grazia e trasforma in gol praticamente ogni pallone e il girone della Francia, con Danimarca, Tunisia e una tra Emirati Arabi Uniti, Australia e Perù, non sembra troppo complicato. Il suo problema però…sono i compagni di squadra. Nella nazionale transalpina, Benzema non è l’unica stella e neanche l’unico realizzatore.

Un'esultanza di Benzema!

Nel 2018, senza di lui, hanno segnato quattro gol Griezmann (rigorista della squadra) e Mbappè. Dunque, il classe 1987 potrebbe avere qualche difficoltà in più, ma Euro 2020 dà indicazioni positive. Per lui, due partite così e così e poi quattro reti nelle restanti due. E chissà, se la Francia non fosse stata eliminata agli ottavi avrebbe superato anche Cristiano Ronaldo e Patrik Schick, capocannonieri a quota 5.

Insomma, più possibilità per lui che per Mbappè, anche perché con il ritorno di Benzema il numero 7 è costretto ad agire più lateralmente nell’attacco di Deschamps.

I favoriti di sempre

A proposito di Euro 2020, conosciamo bene il capocannoniere dell'edizione itinerante e quanti gol ha fatto Cristiano Ronaldo, ma quante possibilità ha di vincere il titolo nuovamente il fenomenale CR7?! Il Portogallo ha un girone complicato con Uruguay, Corea del Sud e Ghana, ma considerando che nel 2018 CR7 ne ha fatti tre alla Spagna non si può certo escludere che il cinque volte Pallone d’Oro faccia benissimo già nella fase iniziale.

Il girone difficile però lascia aperta la possibilità che la nazionale di Fernando Santos si classifichi per seconda, trovando poi subito avversari complicati nella fase a eliminazione diretta, o che non passi del tutto il turno. Dunque, difficile immaginare CR7 sul trono dei bomber. Ma col portoghese, mai dire mai.

Anche il Belgio ha una candidatura importante secondo i nostri pronostici oggi misti, quella di Romelu Lukaku. Il centravanti sta avendo grossi problemi al Chelsea, ma quando indossa la maglia della nazionale è un vero e proprio cecchino, come dimostra la media reti con i Diavoli Rossi. Per lui già buone prestazioni in Russia nel 2018, ma soprattutto un girone con due avversarie non troppo temibili, Canada e Marocco, oltre alla Croazia.

Lukaku in un bellissimo scatto!

Considerando che il Belgio non dovrebbe avere problemi a passare la fase a gironi, se l’ex interista dovesse fare bene nelle prime partite ha molte possibilità di portare a casa il titolo di miglior bomber del torneo. E poi…c’è Lewandowski. Il polacco avrebbe tutte le carte in regola, viste le cifre degli ultimi anni, ma la sua nazionale ha un girone complicatissimo.

C’è l’Arabia Saudita, contro cui Lewa potrebbe divertirsi non poco, ma poi anche Argentina e Messico, il che significa che la Polonia non è neanche così certa di passare il primo turno. E poi il centravanti del Bayern ha un pessimo score quando si parla di grandi tornei, come dimostrano i deludenti europei dello scorso anno…
Volando altrove, il Sudamerica offre qualche altro nome papabile per il titolo.

I sudamericani e la sorpresa Vlahovic

L’Argentina non avrà un Batistuta, ma ha pur sempre…un Messi. Peccato che la Pulce non abbia mai brillato ai Mondiali, anzi… La Copa America vinta nella scorsa estate potrebbe però aver finalmente sbloccato il numero 10, che ha uno score che va assolutamente migliorato: in Coppa del Mondo per lui solo 6 reti in 19 partite. Stessi gol fatti di Neymar, che però li ha realizzati in soli 10 match.

Anche il Brasile di O'Ney e di Gabriel Jesus, però, non è che abbia un girone semplicissimo. Per i verdeoro in calendario ci sono Serbia, Svizzera e Camerun, non esattamente nazionali che permettono di immaginare valanghe di reti da parte della Canarinha.

Restando nel continente sudamericano, vale la pena dare un’occhiata alla nuova stella dell’Uruguay, Darwin Nunez, che si è preso il posto da titolare nelle partite di qualificazione ai mondiali nonostante nella rosa della Celeste ci siano ancora mostri sacri come Luis Suarez e Edinson Cavani. Anche il centravanti del Benfica, però, paga il gruppo complicato che si troverà davanti Cristiano Ronaldo.

Se poi si vuole puntare su una sorpresa, ci sono un paio di nomi. C’è Dusan Vlahovic, stella della Serbia e della Juventus, oppure Ferran Torres, falso nueve di una Spagna che sembra essersi rimessa molto bene in carreggiata.

Vlahovic esulta contro il Portogallo!

Mancheranno invece alla kermesse Erling Braut Haaland e Ciro Immobile, due che negli ultimi anni hanno segnato tantissime reti. Ma per loro, soprattutto per l’azzurro, il sogno di diventare capocannoniere dei mondiali sembra destinato a non avverarsi mai…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

June 1, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Vietato sorprendersi, perché in fondo Silvio Berlusconi lo aveva detto. Quando il Cavaliere nel 2019 ha rilevato il Monza, assegnando la presidenza a suo fratello Paolo e la direzione della società al fido Adriano Galliani, l’obiettivo era chiaro: arrivare il prima possibile in Serie A, una categoria che il club brianzolo non aveva mai raggiunto.

La prima stagione è stata subito trionfale, con la vittoria del girone A della Serie C e la promozione in B. Il doppio salto non è riuscito, nonostante un ottimo terzo posto nella serie cadetta 2020/21, complice la sconfitta nelle semifinali dei playoff contro il Cittadella. Ma il secondo tentativo è stato quello giusto: quarto posto nella regular season, Brescia eliminato in semifinale e Pisa sconfitto in una doppia finale al cardiopalma. E adesso, la missione del Cavaliere è compiuta. O forse no?

Non una neopromossa qualsiasi

Il colpo Belotti

I rapporti del Monza con Milan ed Inter

I record di mercato dei brianzoli

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Non una neopromossa qualsiasi

Beh, difficile immaginare Berlusconi, uno che ha portato il Milan a diventare per un periodo la società più titolata al mondo a livello internazionale, intenzionato a fermarsi. Una volta raggiunta la promozione, gli obiettivi sono immediatamente cambiati e le scommesse Serie A non includeranno i brianzoli tra le candidate all'antipatico elastico tra le due categorie. E pazienza se forse le dichiarazioni del numero uno del club, che ha parlato apertamente di scudetto e Champions League, forse sono un po’ esagerate.

Quello che si capisce è che però la proprietà ha tutte le intenzioni di investire ulteriormente sul mercato, dopo che già nelle scorse stagioni aveva attrezzato squadre che alla prova dei fatti si sono dimostrate tra le migliori della categoria in cui sono scese in campo.

La coppia di platino del calcio italiano!

Basterebbe pensare al mercato della stagione 2021/22, quella che ha portato alla tanto attesa prima promozione in A dopo 110 anni di storia. Nonostante gli addii di due calciatori di grido come Mario Balotelli e Kevin-Prince Boateng, il Monza si è infatti ulteriormente rinforzato rispetto alla squadra che aveva sfiorato la A nella stagione precedente.

L’acquisto più costoso è stato Patrick Ciurria, arrivato per 1,5 milioni di euro dal Pordenone e diventato il tuttofare di Giovanni Stroppa, visto che nel 3-5-2 del tecnico è stato schierato sia a centrocampo che in diversi ruoli offensivi. Per puntare alla massima serie, poi, il Monza ha portato al Brianteo molti calciatori che in A ci hanno giocato. È il caso di Luca Caldirola, acquistato dal Benevento per 800mila euro, di Luca Marrone (500mila euro dal Crotone) e di Luca Mazzitelli (300mila euro dal Sassuolo).

Non sono mancati anche prestiti importanti, come quello di Pedro Pereira dal Benfica o di Mattia Valoti dalla SPAL (che hanno entrambi obbligo di riscatto condizionato). E se questo è stato il mercato di Serie B, per la A ci sono da attendersi fuochi d’artificio.

Il colpo Belotti

Il primo grande colpo del Monza potrebbe essere addirittura un campione d’Europa: nel mirino dei brianzoli c’è infatti…un lombardo DOC come Andrea Belotti. Il Gallo è in scadenza di contratto con il Torino e per lui ci sono anche opzioni importanti, come quelle del Milan (che anni fa era pronto ad affidargli l’attacco) e dell’Inter. Il punto è che i due club milanesi non possono certo garantire al centravanti della nazionale un ruolo da protagonista, vista la presenza in rosa di calciatori di assoluto rilievo nel ruolo.

Il Gallo Belotti!

Ed ecco quindi che invece il Monza può giocarsi le sue carte, perché al Brianteo il Gallo sarebbe per forza di cose la stella della squadra ed un'opzione valida come marcatore per le quote calcio. E poi un colpo simile a parametro zero sarebbe…il marchio di fabbrica del Condor Galliani, che nel corso degli anni al Milan ha saputo portare gratis calciatori di esperienza che sono poi stati fondamentali per le sorti dei rossoneri.

I rapporti del Monza con Milan ed Inter

E a proposito di Milan, un altro degli obiettivi più importanti del Monza è di casa a Milanello. Anzi, di ritorno, considerando che Mattia Caldara, dopo la retrocessione del Venezia, è destinato a rientrare alla base alla fine del prestito.

Per lui, con un contratto in scadenza nel 2023, il Monza potrebbe essere la destinazione migliore. Il centrale classe 1994 sembrava destinato a rappresentare il futuro del calcio italiano, ma alcuni infortuni ne hanno pregiudicato il salto di qualità. Al Brianteo può trovare l’ambiente giusto per provare a riprendersi quello che la sfortuna gli ha tolto: un club in cui allo stesso tempo può non avere troppe pressioni e sentire comunque l’ambizione di voler puntare in alto.

Rimanendo a Milano, ma cambiando sponda cittadina, l’Inter è avvisata: Galliani ha spiegato che uno degli obiettivi principali della prima stagione in Serie A sarà…vincere il derby con i nerazzurri. E chissà che nel frattempo il Condor non decida di andare a fare spesa proprio ad Appiano Gentile. Nella rosa della promozione c’era già infatti il difensore centrale Lorenzo Pirola, classe 2002.

Per lui, prodotto del settore giovanile interista, i brianzoli hanno il diritto di riscatto, mentre i nerazzurri si sono tenuti la possibilità di riprenderlo in caso di acquisto da parte del Monza. Ma non è l’unico calciatore di proprietà dell’Inter a cui si pensa da quelle parti. Per il centrocampo il nome forte è infatti quello di Stefano Sensi.

Il classe 1995 è anche lui di ritorno dopo mezza stagione alla Sampdoria, ma non sembra fondamentale nei piani di Simone Inzaghi. Dunque, possibile vederlo dare dinamismo alla mediana di Stroppa, a cui una mezzala dalla facilità di inserimento come quella di Sensi farebbe molto comodo.

I record di mercato dei brianzoli

Quello che sembra praticamente certo è che comunque il Monza infrangerà il suo record per il calciatore più costoso, al momento detenuto dal croato Mirko Maric, pagato 4,5 milioni all’NK Osijek nel 2020.

Lo segue Michele Di Gregorio, il portiere della promozione, già riscattato dall’Inter per la prossima stagione per 4 milioni, la stessa cifra spesa nel 2021 per portare José Machín dal Parma al Brianteo ma anche nel 2020 per prelevare Carlos Augusto dal Corinthians. A chiudere la top 5 c’è Davide Diaw, pagato 3,5 milioni al Pordenone nel gennaio 2021.

Per le cessioni record, invece, si va parecchio indietro nel tempo, con alcuni nomi poi passati alla storia del calcio italiano e non solo. Il calciatore del Monza che ha permesso l’incasso maggiore è infatti ancora Pierluigi Casiraghi, che nel 1989 costa alla Juventus 6 miliardi di lire, quindi 3,3 milioni di euro.

Seguono il belga Jean-Francois Gillett, acquistato dal Bari nel 2000 per 2,5 milioni, Christian Abbiati, che Galliani nel 1998 si è portato al Milan per 1,6 milioni, il brasiliano Santos, ceduto all’Albinoleffe per 650mila euro nel 2006 e Patrice Evra, che nel 2000 è tornato in patria, al Nizza, per appena 600mila euro. Dimostrazione che passare dalle parti del Brianteo…porta fortuna!

*Le prime tre immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

May 30, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini

All’apparenza, il calcio è uno sport semplice. Si scende in campo, si gioca, chi segna di più vince. Eppure persino dietro una singola partita nelle categorie più basse del pallone nostrano, c’è una certa…burocrazia.

Già, perché mica basta presentarsi allo stadio e schierare la propria formazione… Ogni club è infatti tenuto a gestire tramite il proprio team manager, compilare e a consegnare all’arbitro l’elenco di gara, quello che viene comunemente definito “distinta”. Si tratta di un documento fondamentale, la cui compilazione è regolarizzata, attraverso istruzioni ben precise, dalle NOIF interne della Federcalcio.

Come si compila la distinta

Chi compare nell'elenco

La verifica dell'arbitro

Gli errori nella distinta: Diawara

Il caso Bologna - Inter

Riccardo Pinzi a Salerno

Come si compila la distinta

La compilazione avviene su moduli messi a disposizione dalla FIGC o almeno a essi conformi. Nella prima colonna vanno inseriti i numeri di maglia dei calciatori che scendono in campo, poi si passa alle distinzioni dovute alla presenza o no in campo e al ruolo. Come è logico che sia, nelle prima undici righe vanno inseriti i giocatori titolari, partendo obbligatoriamente dal portiere e poi via con tutti gli altri, in ordine numerico.

Anche le riserve vengono indicate in questa maniera, con il portiere (o anche i portieri) davanti a tutti e poi gli altri. Vanno altresì indicati anche il capitano e il vice-capitano per la partita in questione. Ma non basta certo l’elenco.

Di ogni calciatore, ma anche di tutti i dirigenti e degli altri tesserati inseriti nella distinta, viene infatti richiesto anche il numero di tessera FIGC o in alternativa gli estremi di un documento di identità. Nell’assurdo (ma non troppo) caso in cui un calciatore non abbia sotto mano nessuna delle due cose, toccherà eventualmente all’arbitro…garantire per lui per conoscenza diretta, altrimenti non c’è modo di poter partecipare alla gara e potrebbero cambiare, di conseguenza, le quote calcio oggi!

Chi compare nell'elenco

Parlando invece dei non calciatori, chi altro c’è sulla distinta? Ci sono persone che possono essere inserite e altre che invece…devono. Quelle obbligatorie sono il dirigente accompagnatore ufficiale, il medico di squadra e un operatore sanitario. Tutti quanti devono essere tesserati dal club per la stagione in corso.

Stesso discorso vale per i membri opzionali tra cui, strano ma vero, spuntano l’addetto agli arbitri, ma anche l’allenatore e il suo vice e i calciatori di riserva. In pratica, se una squadra decide di presentarsi in undici, senza tecnico e senza sostituti, è liberissima di farlo, a patto che porti con sé il dirigente accompagnatore, il medico e l’operatore sanitario.

E, ovviamente, che i nominativi siano corrispondenti all’identità di chi andrà a bordo campo, visto che agli arbitri è richiesta una certa severità nel controllo. Per quanto riguarda le categorie maggiori, c’è anche la possibilità di inserire fino a cinque persone che facciano parte della cosiddetta “panchina aggiuntiva”, in cui siedono membri dello staff che possono fornire alla squadra assistenza tecnica durante la partita. Anche in questo caso, c’è necessità che ci si identifichi con numero di tessera o con gli estremi di un documento.

La verifica dell'arbitro

Le NOIF che riguardano la Serie A non presentano la necessità di inserire la data di nascita dei calciatori, ma in altri casi è necessario, perchè l’arbitro deve controllare anche altre cose… Nelle serie inferiori esistono infatti regolamenti che prevedono l’obbligo per i club di utilizzare un determinato numero di calciatori under-21 o di averne un tot in campo in ogni momento.

L'arbitro Davide Ghersini!

Dunque il direttore di gara deve avere consegnate anche le date di nascita di tutti i calciatori, anche se non gli compete evidenziare se una delle due squadre non ha rispettato la norma. E in passato era anche utile sapere di che nazionalità fosse che scendeva in campo: ai tempi in cui c’era la regola dei tre stranieri, era infatti necessario capire quali e quanti fossero i calciatori non italiani.

Stesso discorso quando si è passato a parlare di extracomunitari, visto che l’arbitro doveva sincerarsi di chi fosse in possesso di un passaporto di stati membri dell’Unione Europea e chi no. 

E se ci si sbaglia a compilare la distinta? Beh, sono problemi. Per esempio ogni sostituzione all’interno del documento, come quelle necessarie per infortunio, se avvenuta dopo che è stata consegnata all’arbitro, va firmata da parte del dirigente accompagnatore. E una volta che è terminata la possibilità di modifiche, la distinta fa fede.

Gli errori nella distinta: Diawara

Eclatante il caso della partita della nazionale tra Italia e Bosnia, con Francesco Acerbi che è stato…obbligato a scendere in campo al posto di Chiellini perché sulla distinta c’era il suo nome tra quelli dei titolari e non quello dell'ex capitano della Juventus. Se poi si tratta di errori che non creano problemi particolari, come un nome trascritto male o una data di nascita errata, arriva la multa.

Attenzione però, perchè le date di nascita vengono poi controllate con i tesseramenti, quindi se si sbaglia la data e si viola qualche regola sulla presenza in campo dei giovani, si perde a tavolino.

E succede anche che finire in distinta quando non si può costi assai caro. È il caso di Diawara, che nel match tra Roma e Verona della scorsa stagione è regolarmente inserito nel documento consegnato all’arbitro.

Peccato che nel consegnare la lista dei 25 calciatori alla Lega di Serie A prima dell’inizio del campionato, la Roma non abbia inserito il centrocampista, ritenendolo ancora tra gli under-22 (e quindi liberamente utilizzabile), quando in realtà il giocatore aveva già compiuto 23 anni. Se Diawara non fosse stato segnato nella distinta, i giallorossi l’avrebbero passata liscia.

Diawara in azione

Ma visto che nel documento ufficiale è stato messo il suo nome, dunque quello di un calciatore non comunicato alla Lega, è stato impossibile per la squadra capitolina chiedere clemenza al Giudice Sportivo ed evitare lo 0-3 a tavolino, davvero fastidioso anche per i siti scommesse!

Il caso Bologna - Inter

A proposito di vittorie o sconfitte a tavolino, la distinta è anche stata protagonista di un caso altrettanto eclatante, quello del match tra Bologna e Inter, che non si è giocato nel bel mezzo della confusione di inizio 2022 tra ASL e protocolli per affrontare l’ormai nota problematica sanitaria mondiale. Il Bologna non si è infatti presentato in campo, ma la sera prima i suoi dirigenti avevano caricato una “bozza” di distinta sul sito della Lega, dimenticandosi però di toglierla prima dell’orario in cui doveva iniziare il match.

Di conseguenza l’arbitro Ayroldi si è ritrovato tra le mani la distinta compilata dal club, ma senza la squadra sul terreno di gioco. Un vizio di forma che in linea teorica poteva regalare lo 0-3 a tavolino ai nerazzurri. Vista la situazione, il Giudice Sportivo ha però poi deciso che la partita, quella che risulterà poi decisiva per lo scudetto rossonero, andasse rigiocata.

Inzaghi, Farris e la maledetta Bologna!

Ma in ogni caso, occhio alla distinta, perché un documento ufficiale…fa sempre fede in caso di controversie!

Riccardo Pinzi a Salerno

Tra i casi più recenti legati alla compilazione della distinta, c’è quello che riguarda Riccardo Pinzi, figlio di Giampiero, straordinaria bandiera dell'Udinese. Il calciatore, naturalmente cresciuto nella società dei Pozzo, è entrato nell’ultimo match della stagione 2021/22, contro la Salernitana, pur non essendo inserito nella distinta consegnata all’arbitro a inizio stagione.

Giampiero Pinzi, straordinaria bandiera dell'Udinese!

Le verifiche successive hanno segnalato che Pinzi invece era inserito nella distinta online, causando però comunque un altro problema: con il suo nome, l’Udinese aveva inserito 13 calciatori tra le riserve, invece dei 12 permessi. Una situazione che ha seriamente rischiato di compromettere la lotta per la salvezza. Se la sconfitta contro i friulani fosse costata alla Salernitana la retrocessione, il club campano avrebbe potuto fare ricorso e chiedere il 3-0 a tavolino per l’ingresso del calciatore bianconero.

Ma alla fine, che i granata si sono comunque salvati grazie alla sterilità dell'attacco sardo, non c’è stato bisogno di intervenire… 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

May 24, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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