Come già scritto su queste pagine WEB, più che Serie B, sarebbe meglio chiamarla Serie A/2. Negli ultimi anni il livello del campionato cadetto è salito di parecchio, come dimostrano le ottime prestazioni nella massima serie di alcune delle neopromosse.

E se la stagione 2021/22 è stata tremendamente appassionante, con tantissime squadre che si sono giocate la promozione diretta in Serie A fino all’ultima giornata, le premesse per l’edizione 2022/23 della B sono addirittura superiori, anche rispetto al campionato vinto nel 2007 dalla Juve: si parte a Ferragosto subito con due gare top, Parma - Bari e Venezia - Genoa!!!

Nelle sette settimane di pausa della serie A da inizio novembre, sarà clamorosa la visibilità per una B davvero meravigliosa!

Cagliari e Genoa

Il Palermo e le altre neopromosse

Il Parma guida le deluse

Il campionato di B, il vero Master per i tecnici

Quanti talenti lanciati in Serie B

Le differenze con la Championship inglese

I calciatori di B ai Mondiali 2022

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Cagliari e Genoa

Tra i sette volti nuovi della prossima stagione, ci sono storie parecchio diverse. Scendono nella serie cadetta ben 10 Scudetti, i 9 del Genoa e quello del Cagliari.

Le due compagini rossoblù hanno scritto entrambe la storia del calcio italiano, con i liguri che sono il club più antico del pallone tricolore e i sardi che sono gli unici rappresentanti dell’isola a essere mai arrivati a giocare in Serie A. A far loro compagnia nella discesa c’è il Venezia, tornato in B dopo appena un anno nella massima serie. 

Bani, certezza della difesa del Genoa

Attenzione, Cagliari e Genoa, protagoniste nelle ultime stagioni di salvezze più o meno meritate, con vette per il diciassettesimo posto a volte veramente basse, si troveranno davanti ad un campionato molto, molto più complicato; per chi scrive è nettamente più difficile vincere la B che salvarsi in A!

Ottimo il colpo del Genoa con l'acquisto di Massimo Coda: il bomber campano avrà sempre un ingaggio top tra gli stipendi Serie B!

Il Palermo e le altre neopromosse

Ma c’è parecchio da dire anche sulle neopromosse dalla Serie C. Intanto c’è il ritorno del Palermo, che dopo le tortuose vicende societarie degli ultimi anni è finalmente riuscito a rivedere la luce vincendo il lungo e tortuoso percorso playoff.

Discorso simile per il Bari, che al terzo (costoso) tentativo di liberarsi dalle catene della terza categoria professionistica ha dominato il suo girone, staccando il pass diretto per la B. Altro ritorno quello del Modena, che, con una garanzia come Attilio Tesser in panchina, continua la sua scalata cominciata dalla Serie D dopo il fallimento.

E a proposito di scalate, impossibile non essere affascinati da quella del Sudtirol, che introduce un nuovo modo di fare calcio, in campo e fuori! Gli alto-atesini hanno portato per la prima volta la loro regione in Serie B grazie a una programmazione calcistica e societaria che nel pallone tricolore ha pochi rivali.

Il Parma guida le deluse

Le sette nuove arrivate troveranno però pane per i loro denti. Sono molte le squadre che lotteranno per la promozione, come dimostra l’appassionante stagione passata. Ci sono le grandi deluse, come il Benevento, il Pisa e il Frosinone, rimaste senza posto sul treno che portava in Serie A, ma anche il Parma, partito con i favori delle quote Serie B e incappato in un’annata davvero inaccettabile, come risultati.

E poi ancora, protagoniste storiche della Serie A come Brescia e Perugia club modello per gestione e idee come il Cittadella. Aggiungiamo il Cosenza e la straordinaria passione con la quale i suoi tifosi hanno consentito a Mister Bisoli di giocare in 12 nel ritorno del playout contro il Vicenza. Insomma, la competitività non manca.

Il campionato di B, il vero Master per i tecnici

Anche in panchina, perché negli ultimi anni la Serie B ha contribuito a lanciare un buon numero di allenatori che ora sono protagonisti nella massima categoria. A parte due dei tecnici neopromossi che sono stati confermati (Marco Baroni al Lecce e Giovanni Stroppa al Monza), altri dei protagonisti del prossimo campionato di A sono cresciuti e sbocciati in cadetteria.

Chi è già in un club importante è Vincenzo Italiano, promosso con lo Spezia nel 2020 e ora sulla panchina della Fiorentina. Uno dei più quotati è Alessio Dionisi, artefice del ritorno in A dell’Empoli nel 2021 e ora erede di Roberto De Zerbi al Sassuolo.

E anche alcuni dei club che hanno cambiato allenatore hanno optato per tecnici che arrivano direttamente dalla Serie B, come Massimiliano Alvini (dal Perugia alla Cremonese) e Andrea Sottil (dall’Ascoli all’Udinese), o che comunque hanno un’esperienza recente e vincente nella categoria (è il caso di Paolo Zanetti, che ha portato in A il Venezia e ora è all’Empoli).

Quanti talenti lanciati in Serie B

Non solo allenatori, però. La Serie B lancia spesso diversi talenti che fanno il salto nella categoria superiore. Basterebbe pensare a quelli che nelle partite di Nations League sono addirittura stati convocati da Roberto Mancini per giocare con la nazionale.

Due dei nuovi Azzurri nella stagione 2021/22 hanno giocato con il Frosinone, ma sono destinati ad altri palcoscenici: Alessio Zerbin è di proprietà del Napoli, mentre Federico Gatti è già stato acquistato dalla Juventus e potrebbe prendere il posto di una leggenda come Giorgio Chiellini.

Assieme a loro ha esordito in nazionale anche Salvatore Esposito, centrocampista classe 2000 della SPAL. Chi non è potuto partire con il CT per infortunio è Marco Carnesecchi, di proprietà dell’Atalanta, ma protagonista di un’annata pazzesca tra i pali della Cremonese.

Le differenze con la Championship inglese

Insomma, la Serie B ha tutto per essere considerata un torneo importante e pian piano si avvicina a quello che è il modello che tutte le serie cadette sognano di imitare: la Championship.

La seconda categoria inglese è certamente un mondo a parte, sia per appeal che per potenza economica. Basterebbe pensare che i club che riescono a raggiungere la Premier League possono ricevere fino a quasi 200 milioni di euro tra diritti televisivi e altre entrate. Un qualcosa che al momento è impossibile anche solo immaginare per chi fa il salto dalla Serie B alla Serie A. 

Rispetto alla Championship in questa stagione dominata dal Fulham che ha realizzato oltre 100 gol, però, la B nostrana è assai meno massacrante. Sebbene il format sia simile, tre promozioni, di cui due dirette e una attraverso i playoff, e tre retrocessioni tutte dirette, il numero delle squadre è diverso. In B i club sono 20, per 38 giornate di campionato, contro le 46 che mettono una contro l’altra le 24 società iscritte alla Championship.

Mitrovic contro il City in FA Cup

In comune, però, i due tornei hanno un livello di difficoltà molto alto, che difficilmente permette a chi scende dalla categoria superiore di tornare immediatamente in alto senza fare troppa fatica. Anzi, non mancano gli esempi di club storici che hanno passato parecchi anni nella cadetteria prima di rivedere la luce.

Una differenza abbastanza evidente la si vedrà invece a novembre 2022, quando con l’inizio dei Mondiali in Qatar la Championship si fermerà, mentre la Serie B, speriamo, dopo l'ultima comunicazione della Lega, vada avanti. Comprensibile, pensando che nel 2018 in Russia sono andati con le loro nazionali ben 34 calciatori che avevano giocato in Championship nella stagione precedente o che ci avrebbero militato in quella successiva.

Così in Qatar ci saranno tanti calciatori della Championship, in particolare nel Galles!

I calciatori di B ai Mondiali 2022

La seconda categoria inglese riceve infatti parecchio influsso di stranieri dalle nazionali considerate “minori” ed è dunque costretta a fermarsi per non falsare la competizione per le assenze causa Coppa del Mondo. 

Un problema che la Serie B non ha, visto che sono ben pochi quelli che al momento possono pensare di volare in Qatar con la loro selezione. Tra loro Kamil Glik, in forza al Benevento, che non offrirà invece il bomber del Perù, Gianluca Lapadula che, da favorito per le scommesse calcio, ha perso ai rigori con l'Australia lo spareggio in Qatar.

Lapadula con il Perù

Il Brescia ha in rosa l’australiano Fran Karacic, mentre le squadre retrocesse potrebbero perdere qualcuno dei loro calciatori (il Genoa con Vazquez, Vanheudsen, Ekuban e Badelj, gli statunitensi Tessmann e Busio del Venezia, Nandez, Rog, Pereiro Keita e Walukiewicz per il Cagliari), ma non è abbastanza per considerare lo stop. 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 13 giugno 2022.

July 16, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa

Il calcio non si fa solamente con i soldi e non è detto che i più ricchi debbano per forza vincere sempre, come dimostrano i fallimenti, veramente inaccettabili, in Europa di Paris Saint-Germain e Manchester City, partite favorite per i pronostici Champions League. Ma comunque, essere un grande club di certo aiuta.

Anche perché quando si parla delle big del Vecchio Continente si toccano vette, dal punto di vista economico, che sono davvero difficili da raggiungere.

Squadre come il Barcellona, il Bayern Monaco o le grandi della Premier League sono dei veri e propri giganti, delle holding con un valore pazzesco, che muovono quantità di denaro che altri club, che magari in classifica non arrivano neanche troppo lontani, possono solamente sognare.

La domanda dunque è lecita: qual è il club che vale di più al mondo?

Come si valuta un club di calcio

Il ranking di Forbes

Il valore delle rose

La classifica delle italiane
 

Come si valuta un club di calcio

La risposta non è univoca, se non altro perché bisognerebbe mettersi d’accordo riguardo i parametri per calcolare il valore. Se si intende quello dell’intera società, considerata come un’azienda vera e propria, vengono in aiuto le grandi testate che si occupano di economia.

E visto che ogni anno Forbes fa il suo ranking dei “most valuable football club”, si può stabilire che a maggio 2022 a primeggiare nella graduatoria è il Real Madrid.

I Blancos, secondo i calcoli della testata statunitense, si aggiudicano il titolo di club che vale di più al mondo, in una sfida all’ultimo…centesimo, altroché Barcellona Real Madrid 11 a 0, contro i rivali di sempre catalani!

Il ranking di Forbes

Il ranking di Forbes infatti racconta di un Real che vale 5,1 miliardi di dollari e che si va a piazzare di pochissimo davanti ai blaugrana, fermi a 5 miliardi. Una classifica che segna un cambiamento rispetto alla scorsa stagione, con il Barcellona che primeggiava, ma anche un ritorno alla tradizione, considerando che nei precedenti 16 anni in vetta c’erano stati sempre i 14 volte campioni d’Europa o il Manchester United.

Marcelo alza la coppa a Parigi!

Già. Dove sono i Red Devils? Con CR7 tornano dopo un anno di assenza nella top 3, visto che con i loro 4,6 miliardi di dollari di valore si sono piazzati al terzo posto, dopo che nel 2021 erano quarti dietro al Bayern Monaco.

I tedeschi perdono addirittura due posizioni, perché la quarta piazza è appannaggio del Liverpool, che si attesta davanti ai bavaresi con un valore 4,45 miliardi di dollari, poco più dei 4,275 miliardi che vale il club di Säbener Straße.

Al sesto posto si piazza il Manchester City, che vale 4,25 miliardi, poco meno del Bayern, mentre fa un bel balzo in avanti il Paris Saint-Germain. I transalpini, anche grazie all’arrivo di Messi, fanno registrare un aumento del proprio valore a 3,2 miliardi, il 28% in più rispetto alla rilevazione del 2021, e si aggiudicano la settima posizione nella…griglia di partenza dei club che valgono di più.

Arretra invece leggermente il Chelsea, che perde il 3% del suo valore e si piazza ottavo con 3,1 miliardi di dollari. Il club londinese è però l’unico della top 10 ad aver cambiato proprietà negli ultimi tempi e ha comunque pagato i problemi che hanno colpito il suo vecchio proprietario, Roman Abramovich, nell’ambito della situazione geopolitica nell’Europa dell’Est.

Al nono posto, la prima delle italiane, ovvero la Juventus, che migliora parecchio rispetto al 2021. Non solo perché nella rilevazione precedente era undicesima, ma perché è salita a 2,45 miliardi di dollari di valore, il 26% in più di quanto fatto registrare un anno prima.

Chiude la top 10 il Tottenham, che rimane pressoché stabile con i suoi 2,35 miliardi di dollari di valore, ma si vede superare dalla Signora.

Il crollo più importante è quello dell’Arsenal, che perde il 28% del suo valore e da ottava scivola all’undicesimo posto in classifica, in una zona che comincia a far intravedere le altre italiane. Ottima la performance del Milan, che come in campo fa ottime cose e aumenta il suo valore del 114%, raggiungendo la quattordicesima posizione con un valore di 1,2 miliardi di dollari.

E non basta ai cugini dell’Inter migliorare del 35%, perché i nerazzurri si fermano a un miliardo di valore, al quindicesimo posto. Rispetto alla graduatoria del 2021, esce la Roma, che in quella precedente era diciassettesima. Il dominio dei club della Premier League è comunque confermato dalla presenza negli altri posti della top 20 di Everton, Leicester City, West Ham e persino di due club che nella classifica precedente non ci erano entrati, ovvero il Leeds United e l’Aston Villa.

L'esultanza di CR7 con i compagni dello United!

Il valore delle rose

Se invece che ai conti si guarda al campo, invece, il modo più sicuro per stabilire quale sia il club che vale di più e vedere il valore complessivo della sua rosa. Del resto, anche in un momento complicato per il mondo intero, se i valori dei calciatori sono scesi rispetto alle cifre assurde di qualche anno fa, il calo è generalizzato e quindi in proporzione i conti tornano lo stesso.

Andando a spulciare le rose con il maggior valore, con l’aiuto di Transfermarkt, la classifica è rivoluzionata.
 
La top 20 si apre infatti con il Manchester City, sempre favorito per le quote Champions la cui rosa sfiora il miliardo di euro (959 milioni). A seguire c’è il Liverpool, che agguanta la seconda posizione con un valore di mercato dei suoi calciatori di 927 milioni di euro. Al terzo posto c’è il Chelsea, con una rosa da 870 milioni.

Sorprende la posizione l’altro grandissimo club di proprietà di un fondo di investimento arabo, ovvero il Paris Saint-Germain. I parigini, nonostante gli arrivi di Messi, Sergio Ramos, Donnarumma e Hakimi, non vanno oltre il quarto posto, con “appena” 817 milioni di valore della rosa.

Facile notare come le società meglio piazzate nel ranking di Forbes non si vedano in quello dei valori dei calciatori. Anzi, quella con maggior riscontro nella graduatoria di Tranfermarkt è il Manchester United quinto con una rosa da 774 milioni di euro, seguito anche qui a breve distanza dal Bayern Monaco, che si ferma a 769 milioni.

Dove sono le due regine di Forbes? Al settimo e all’ottavo posto. La rosa del Real Madrid vale 750 milioni di euro, mentre quella del Barcellona ha un valore complessivo di 626 milioni. Chiudono la top 10 l’Atletico Madrid, che è l’unica novità mettendo a confronto le due graduatorie, con 608 milioni di valore della rosa, e il Tottenham, coerente con il suo decimo posto e un parco giocatori da 595 milioni.

La classifica delle italiane

Nella classifica per valore della rosa va ancora peggio alle italiane. Il Milan, grazie al campionato vinto a sorpresa per le scommesse calcio oggi, soffia il primato tricolore alla Juventus, seppure di poco. La squadra a disposizione di Pioli vale 522 milioni, quella di Allegri si ferma a 520.

Segue a breve distanza anche l’Inter, con un parco giocatori valutato 514 milioni, mentre entra in top 20, a differenza di quella di Forbes, il Napoli, che ha giocatori che valgono 465 milioni di euro.

Molto più indietro la Roma (358 milioni), l’Atalanta (345) e la Lazio (247), con la sorpresa Sassuolo che entra nella top 50 grazie a un valore complessivo della rosa di 225 milioni.

Raspadori


 
Insomma, per capire quale sia il club che vale di più al mondo ci sono parecchi parametri diversi. Impossibile stabilire quale sia il migliore, ma visto che i risultati spesso non rispecchiano né la classifica di Forbes né quella di Transfermarkt, forse è il caso di cercare una mediazione. E soprattutto, di ricordarsi che i soldi non fanno la felicità, né tanto meno il palmares….

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

June 12, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Sensazionale l'ingaggio di Paulo Dybala: Mou ha l'uomo per il definitivo salto di qualità.

Il mercato è stato spesso croce e delizia della storia della Roma. I giallorossi hanno azzeccato con costanza grandi colpi, ma vuoi per questioni economiche e di fair play finanziario, vuoi per la voglia dei calciatori di fare il salto di qualità verso le big del calcio europeo, non è mai stato troppo semplice trattenere quelli che si sono imposti dalle parti di Trigoria.

L'esultanza di Dybala a Wembley

A parte, ovviamente, le bandiere romane e romanista, che salvo alcune rare eccezioni non hanno lasciato la Città Eterna. E anche quando non si parla di campioni come Totti e De Rossi, grazie al suo florido vivaio la società giallorossa riesce comunque a produrre calciatori che in Serie A e in Serie B ci possono stare, avendo una possibilità in più da cui trarre sostentamento economico per i suoi acquisti.

L'esterno basso turco

Iniziato il mercato, la Roma scatta subito in avanti annunciando i tre colpi già definiti nelle scorse settimane. Presentati il centrocampista Nemanja Matic, arrivato a parametro zero dal Manchester United, il portiere Mile Svilar, anche lui gratis dal Benfica, e il terzino destro Zeki Celik, prelevato dal Lille per 7 milioni di euro. 

Ora Tiago Pinto continua la sua ricerca di altri uomini per migliorare l'instant team a disposizione di Mourinho. Un altro colpo dovrebbe essere previsto a centrocampo, con in pole position un ex come Davide Frattesi

Il mercato 2021/22 a Trigoria

L'ingaggio di Matic e gli altri obiettivi giallorossi

Quanto vale Nicolò Zaniolo

Acquisti e cessioni record della Roma

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Il mercato 2021/22 a Trigoria

Il mercato 2021/22 dei giallorossi è stato, come ha spiegato lo stesso club al termine delle operazioni, un mercato di reazione. Uno degli eventi a cui reagire è stato il trasferimento in uscita che ha portato Edin Dzeko all’Inter e la Roma lo ha fatto egregiamente, spendendo 40 milioni per strappare al Chelsea Tammy Abraham.

L’inglese ha risposto con i gol, battendo tutti i record per i bomber alla prima stagione alla Roma e trascinando la squadra alla conquista, da favoriti per i pronostici, della Conference League.

Il gol di Tammy Abraham al Leicester in semifinale

L’altra questione è stata l’infortunio di Leonardo Spinazzola con la nazionale, che ha costretto Tiago Pinto ad acquistare un nuovo terzino sinistro, Matias Viña, pagato 13 milioni al Palmeiras. 

Per quanto riguarda gli altri movimenti, quello con il miglior rapporto tra spesa e resa è certamente l’arrivo di Rui Patricio per circa 12 milioni. Il portiere portoghese ha dato sicurezza alla squadra, collezionando clean sheet e parate decisive.

Meno importante l’apporto di Eldor Shomurodov, che è stato acquistato per 18 milioni di euro e ci ha messo un po’ per entrare in pieno nelle rotazioni. A gennaio 2022, infine, sono arrivati in prestito il portoghese Sergio Oliveira, per dare sostanza al centrocampo, e l’inglese Ainsley Maitland-Niles come riserva di Karsdorp sulla fascia destra.

L'ingaggio di Matic e gli altri obiettivi giallorossi

Il mercato per la stagione 2022/23 è destinato a essere legato alle scelte tattiche di Mourinho. Il portoghese ha abbandonato il suo classico 4-2-3-1 per un 3-4-2-1 più compatto e le trattative future dipenderanno molto dalla sua decisione se continuare sul percorso della difesa a tre o se tornare all’antica.

Di certo, in entrambi i casi il reparto più povero di alternative è il centrocampo, considerando che molti dei nomi in rosa (Jordan Veretout, Gonzalo Villar, Amadou Diawara, Ebrima Darboe) non sembrano rientrare nei piani dello Special One. I giallorossi hanno preso Matic come mediano ruba-palloni, una figura che a Trigoria non si vede forse dai tempi di Daniele De Rossi. 

Mou per accorciare la distanza per le quote Serie A che separano i giallorossi al quarto posto, dopo la firma di Dybala, cerca giocatori già pronti, con un CV internazionale pesante!

Matic con la maglia dello United!

Urge anche un vice Karsdorp, visto che Maitland-Niles non è stato riscattato e l’olandese non ha un’alternativa sulla sua fascia. La tipologia degli aggiustamenti, però, è per forza di cose legato al contesto tattico.

In caso di ritorno alla difesa a quattro, servirebbe un terzino più difensivo, se si continua a tre un esterno a tutta fascia.

Quanto vale Nicolò Zaniolo

Per il resto, occhio alle uscite e ai conseguenti ingressi. In caso di partenze eccellenti nell’undici titolare (soprattutto quella di Zaniolo, molto richiesto sia in Italia che all’estero), servirà un nome di una certa importanza per sostituire chi se ne va.

Il gol di Zaniolo a Tirana

L’entusiasmo generato nella scommessa vincente di dedicarsi alla Conference League fa immaginare che la proprietà voglia ripetere un colpo simile a quello che ha portato in giallorosso Abraham. Dunque, occhio alla classifica degli acquisti record della Roma, che potrebbe vedere qualche modifica al termine del mercato.

Acquisti e cessioni record della Roma

Al top, per la poca gioia della tifoseria, resta sempre Patrik Schick, che nel 2018 è stato pagato 42 milioni di euro alla Sampdoria e che è considerato uno dei flop storici dei capitolini.

L'oggetto misterioso Patrik Schick

Segue proprio Abraham, con i 40 milioni ricevuti dal Chelsea nell’estate 2021 per il cartellino del centravanti inglese. E a proposito di grandi bomber, al terzo posto c’è Gabriel Omar Batistuta, che il presidente Sensi ha strappato alla Fiorentina per 70 miliardi di lire (circa 36 milioni di euro) nel 2000 per vincere il terzo scudetto.

Chiudono la top 5 il grande talento mai del tutto realizzato del calcio tricolore, Antonio Cassano, pagato al Bari 60 miliardi di lire (31 milioni di euro) nel 2001, e il campione d’Europa 2021 Spinazzola, che la Juventus nel 2019 ha valutato 29,5 milioni di euro nello scambio con Luca Pellegrini.

Acquisti record - Roma

  1. Patrik Schick - Sampdoria (2018 - 42 milioni)
  2. Tammy Abraham - Chelsea (2021 - 40 milioni)
  3. Gabriel Omar Batistuta - Fiorentina (2000 - 36 milioni)
  4. Antonio Cassano - Bari (2001 - 31 milioni)
  5. Leonardo Spinazzola - Juventus (2019 - 29 milioni)

Per quanto riguarda le cessioni record, invece, l’asticella è ancora più alta. L’incasso maggiore della storia romanista per un giocatore è rappresentato dai 62,5 milioni di euro che nel 2018 il Liverpool spende per acquistare Alisson Becker.

I Reds sono decisamente i migliori contribuenti alla casse giallorosse, considerando che al numero due della lista ci sono i 42 milioni versati nel 2017 per Mohamed Salah. Chiude il podio il trasferimento di Radja Nainggolan all’Inter nel 2019 in cambio di 38 milioni di euro. Nella lista ci sono anche due difensori, il greco Konstantinos Manolas, inserito nel 2019 tra gli acquisti Napoli per 36 milioni, e Antonio Rüdiger, che nel 2017 ne è costati 35 al Chelsea.

Cessioni record - Roma

  1. Alisson Becker - Liverpool (2018 - 62,5 milioni)
  2. Mohamed Salah - Liverpool (2017 - 42 milioni)
  3. Radja Nainggolan - Inter (2019 - 38 milioni)
  4. Konstantinos Manolas - Napoli (2019 - 36 milioni)
  5. Antonio Rudiger - Chelsea (2017 - 35 milioni)
Alisson, uno dei due portieri più forti in attività!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 12 giugno 2022.

July 18, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Da quando nel luglio del 2004 Claudio Lotito ha acquistato la Lazio, i biancocelesti hanno cominciato a conoscere bene la gestione del numero uno. Una gestione molto diretta, con al massimo qualche collaboratore particolarmente fidato, come il direttore sportivo Igli Tare.

Il secondo anno di Maurizio Sarri alla Lazio inizia subito con qualche acquisto che farà piacere al tecnico biancocelesti. Tra i calciatori già annunciati dai capitolini c’è infatti Marcos Antonio, centrocampista brasiliano prelevato dallo Shakhtar Donetsk per 7,5 milioni. 

In difesa spazio alla nuova coppia Casale e Romagnoli: una scelta di cuore il ritorno nella Capitale per il centrale mancino classe 1995! 

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Davanti è arrivato anche Mattia Cancellieri, preso anche lui dal Verona in prestito con obbligo di riscatto per 7,5 milioni, che con i bonus possono arrivare a 9. Sistemata la mediana, Tare (o Fabiani?!...) deve accelerare per altri reparti, che sono invece più scoperti visti alcuni addii. 

Cancellieri all'esordio in Azzurro!

Le intuizioni del DS Tare

Il mercato 2021/22 dei biancocelesti

Gli obiettivi di Sarri per il suo 4-3-3

Acquisti e cessioni record della Lazio

Le intuizioni del DS Tare

Le capacità e le intuizioni internazionali dell’ex centravanti albanese hanno permesso alla Lazio di vincere, da outsider per i pronostici Serie A, ben sei trofei da quando nel 2008 si è preso prima la gestione tecnica e l’anno successivo quella del mercato. Per i biancocelesti tre Coppe Italia (compresa quella del 2013 nel derby contro la Roma) e altrettante supercoppe. 

Il tutto senza mai eccedere sul mercato, spendendo cifre non impressionanti, ma pescando calciatori funzionali per il progetto che di volta in volta il tecnico in carica ha presentato al club.

Impossibile non pensare ad acquisti del calibro di Miroslav Klose (a parametro zero), Ciro Immobile (9,5 milioni) o Sergej Milinkovic-Savic (12 milioni), tutti quanti arrivati a Formello senza esborsi eccezionali da parte della società, ma fondamentali nella storia del club.

Il mercato 2021/22 dei biancocelesti

Il mercato 2021/22 dei capitolini rappresenta un ottimo esempio al riguardo. Due degli acquisti, entrambi fedelissimi del Maestro Sarri, sono stati fatti a titolo gratuito. L’albanese Elseid Hysaj è arrivato dopo aver terminato il suo contratto con il Napoli, con la Lazio che si è assicurata un terzino ancora relativamente giovane ma con una grande esperienza sia in Serie A che in match di caratura internazionale.

Maurizio Sarri!

L’altro arrivo senza sborsare un euro è stato quello di Pedro, lo spagnolo con una bacheca sterminata che è rimasto nella Capitale dopo l’esperienza con la Roma. 

Non sono mancati altri colpi importanti, non gratuiti ma sempre sostenibili. Il calciatore più costoso è stato Toma Basic, pagato 7 milioni al Bordeaux, seguito da Felipe Anderson, tornato a Formello dal West Ham per appena 3 milioni.

FA7 contro il Napoli!

Gli obiettivi di Sarri per il suo 4-3-3

Con le operazioni principali perfezionate, compresa quella relativa aI portiere Luis Maximiano, il restante mercato 2022/23 della Lazio dipende molto dalle possibili cessioni di alcuni giocatori importanti della rosa.

In caso di una pesante iniezione di denaro, il club potrebbe puntare a calciatori dal cartellino più costoso, altrimenti, se le offerte non dovessero raggiungere quanto richiesto, la squadra verrebbe rinforzata con calciatori dai nomi meno altisonanti ma più funzionali.

Rispetto al mercato Roma si cercano calciatori più giovani. Il ruolo da rinforzare con più urgenza è certamente quello del portiere, con Strakosha che non ha rinnovato il contratto in scadenza, ma anche altre posizioni di campo possono vedere volti nuovi all’opera. Sono partiti anche Luiz Felipe e Lucas Leiva, sostituito da Marcos Antonio, brasiliano ex Shakhar dalle caratteristiche più offensive.

C’è la necessità di un vice-Immobile, considerando che il centravanti non ha un vero e proprio sostituto, forse può essere adattato Cancellieri, ma anche eventualmente quella di puntellare i reparti in caso di addii eccellenti.

Il nuovo portiere della Lazio!

Ecco spiegato perché l’interesse per alcuni centrocampisti dominanti (Milinkovic-Savic) e di qualità (Luis Alberto). 

Acquisti e cessioni record della Lazio

Nel caso il club ricevesse offerte irrinunciabili per le sue stelle, la probabilità di riscrivere la classifica delle cessioni più remunerative della storia della Lazio è alta.

Cessioni record - Lazio

  1. Christian Vieri - Inter (1999 - 46 milioni)
  2. Pavel Nedvev - Juventus (2001 - 45 milioni)
  3. Juan Sebastian Veron - Manchester United (2001 - 41 milioni)
  4. Hernan Crespo - Parma (2002 - 40 milioni)
  5. Felipe Anderson - West Ham (2018 - 42 milioni)

Il record sono ancora i 90 miliardi di lire (46,48 milioni di euro, al cambio) incassati dai biancocelesti nel 1999 dall’Inter per il cartellino di Christian Vieri. Il Bobone nazionale, più volte recordman nei trasferimenti per le scommesse Italia, si toglie la soddisfazione di battere un futuro Pallone d’Oro, Pavel Nedved, ceduto nel 2001 alla Juventus per 45 milioni di euro.

Al terzo posto della graduatoria c’è invece l’argentino Juan Sebastian Veron, che nello stesso anno il Manchester United ha acquistato per 42,60 milioni di euro. Chiudono la top 5 Hernan Crespo, volato a Milano (sponda Inter) nel 2002 per 40 milioni, e Felipe Anderson, ceduto in Premier League al West Ham di fronte a un assegno da 38 milioni.

Acquisti record - Lazio

  1. Hernan Crespo- Parma (2000 - 55 milioni)
  2. Gaizka Mendieta - Valencia (2001 - 48 milioni)
  3. Juan Sebastian Veron- Parma (1999 - 30 milioni)
  4. Christian Vieri - Atletico Madrid (1998 - 28 milioni)
  5. Jaap Stam - Manchester United (2001 - 25 milioni)

Più complicato, a meno di non trovarsi di fronte a una possibilità eccezionale, pensare che qualcuno si possa fare largo nella classifica dei cinque acquisti più costosi della storia della Lazio, composta per la maggior parte da calciatori che sono presenti anche…in quella delle cessioni.

Il trasferimento più oneroso di sempre per i biancocelesti è infatti quello di Crespo, pagato 110 miliardi di lire (56 milioni di euro) al Parma nel 2000, subito dopo il secondo scudetto, quando proprio Lazio e Parma erano le favorite per le quote Serie A!

La presentazione di Crespo a Formello!

Il secondo in graduatoria è forse il più grande flop della storia della Serie A, per rapporto tra spesa e resa: nel 2001 Gaizka Mendieta arriva dal Valencia per 90 miliardi di lire (48 milioni di euro), ma delude le attese e se ne va dopo qualche tempo.

Terzo anche in questa lista Veron, costato 30 milioni da versare al Parma nel 1999 e protagonista dello scudetto. Ben spesi anche i 29 milioni dati all’Atletico Madrid per Vieri nel 1998, che portano in dote anche in gol nella finale di Coppa delle Coppe vinta. Chiude la top 5 l’olandese Jaap Stam, lasciato andare dal Manchester United in cambio di 25 milioni di euro.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 12 giugno 2022.

July 14, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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