Calciatore di successo, poi allenatore (seppur brevemente), dirigente, opinionista e persino scrittore, sempre con quel talento e quella voglia di vincere che si portava sin da quando era un ragazzino.

Gianluca Vialli, classe 1964, è stato un pezzo di storia del calcio italiano, che parla di trionfi, qualche incomprensione di troppo e una lotta complicata affrontata con la forza di sempre. E non è certo un caso che da quando si è fatto notare all’inizio degli anni Ottanta con la maglia della “sua” Cremonese, il suo nome sia praticamente stato sinonimo del pallone tricolore in ogni angolo del mondo.

La carriera da calciatore di Vialli

L'avventura di Gianluca Vialli al Chelsea

Vialli perfetto opinionista TV

Il ruolo di Vialli in Nazionale

I guadagni di Vialli in campo e fuori

La carriera da calciatore di Vialli

La carriera parla di appena quattro squadre, abbastanza per entrare nella leggenda. I primi anni, quelli nella città che lo ha visto nascere e crescere servono per presentarsi al grande calcio, con le reti in Serie B e la promozione in A sotto la guida di Emiliano Mondonico.

Il grande salto si chiama Sampdoria, dove con Roberto Mancini crea una coppia inossidabile, sia in campo che nella vita, nonostante due caratteri che non sembrano fatti per trovarsi troppo bene.

Gianluca Vialli

Con la maglia blucerchiata arrivano trionfi impossibili da dimenticare, perchè non è semplice né scontato vincere con la Samp, in un’epoca in cui il Milan ha gli olandesi, l’Inter i tedeschi e il Napoli…Maradona.

Eppure la Doria si impone in Europa vincendo la Coppa delle Coppe nel 1990, porta a casa un clamoroso Scudetto l’anno successivo e arriva a pochi minuti dal sogno, la Coppa dei Campioni, svanita solo a causa di un siluro di Ronald Koeman nei tempi supplementari della finale di Wembley.

La Sampdoria non potrà mai prendersi la rivincita, ma Gianluca Vialli sì.

Poco dopo la delusione, per lui arriva il trasferimento alla Juventus, che è alla fine di un ciclo e sta per cominciarne un altro. La figura che traghetta i bianconeri è proprio quella dell’attaccante di Cremona, che con Trapattoni solleva la Coppa UEFA e che poi con Lippi è protagonista sia in campionato, con il suo secondo scudetto personale, che soprattutto in Champions League.

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L'avventura di Gianluca Vialli al Chelsea

Anche stavolta, c’è la voglia di qualcosa di nuovo, di diverso. E quindi Vialli lascia l’Italia, per unirsi a un ambizioso Chelsea che ha anche Zola e Di Matteo tra i suoi rappresentanti tricolori e Gullit in panchina, con cui Vialli non ha buoni rapporti.

La vittoria della FA Cup non fa nulla per migliorarli, ma la società gli risolve il problema, esonerando l’olandese e promuovendolo player-manager nel febbraio 1998. In questo strano ruolo prosegue per una stagione e mezza vincendo addirittura la Coppa delle Coppe, con l'Italia in quell'edizione rappresentata dal Vicenza come ricorderanno gli esperti di scommesse sportive e un’altra FA Cup, prima di lasciare per sempre il campo e dedicarsi solo alla panchina.

Dopo l’esonero nel settembre 2000, però, l’unica altra esperienza mangeriale è quella alla guida del Watford nella stagione 2001/02. Poi, Vialli si dedica a tutt’altro.

Vialli perfetto opinionista TV

A cosa? A parecchie attività collaterali, come quelle che lo hanno visto nella veste di commentatore TV per Sky, sulle cui frequenze ha addirittura condotto un reality.

Vialli con Bergomi negli studi Sky!

Vialli si è sempre impegnato anche nel sociale, attraverso la Fondazione Vialli e Mauro, creata con l’ex collega in campo a in TV Massimo Mauro.

Non si è fatto mancare neanche l’ebbrezza della letteratura, considerando che ha pubblicato tre libri, The Italian Job, Goals e La Bella Stagione.

Se il primo è un’analisi delle differenze tra il calcio tricolore e quello di Sua Maestà, il secondo è più personale e racconta della lunga e difficile battaglia contro il cancro al pancreas che lo ha colpito e contro cui è purtroppo tornato a combattere. 

Il ruolo di Vialli in Nazionale

Il terzo invece è scritto assieme a Roberto Mancini, parla dello Scudetto della Samp e certamente nasce dall’esperienza lavorativa più recente di Vialli, quella che l’ha portato nel 2019 a diventare capo delegazione della Nazionale italiana.

Lavorando accanto al Mancio, ufficialmente a livello dirigenziale ma poi, in realtà, come braccio destro dell’amico di sempre, Vialli è stato una figura fondamentale nella creazione della squadra che ha vinto gli Europei, come collaboratore tecnico dall’esperienza raccolta in diversi ruoli, ma anche e soprattutto come collante a livello umano.

Vialli a Wembley!

E anche, volendo, come…portafortuna, visto che dopo averlo accidentalmente “dimenticato” fuori dal pullman prima della partita di esordio, la squadra ha ripetuto il rito al momento di andare allo stadio per ogni match, con ottimi risultati. L sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile anche a Coverciano.

I guadagni di Vialli in campo e fuori

Ma quanto guadagna Gianluca Vialli? Intanto si può partire dal presupposto che non ha mai avuto troppo bisogno del calcio per arricchirsi perché la sua famiglia fa parte dall’alta borghesia imprenditoriale di Cremona, con un’attività industriale di successo.

Ma questo non significa che nel corso della sua carriera, dentro e fuori dal campo, l’ex attaccante non abbia comunque avuto ingaggi importanti da chi lo ha assunto in diversi ruoli.

Per quanto riguarda lo stipendio da capo delegazione non ci sono notizie al riguardo, ma si può scavare nel suo passato per cercare di capire quanto abbia guadagnato in carriera. Alla Juventus celebre il caso per cui Vialli guadagnava esattamente la metà di Baggio: il Divin Codino aveva un accordo con i bianconeri da 3 miliardi di lire all’anno, mentre il centravanti doveva accontentarsi di un miliardo e mezzo.

E quando c’è stato da ristrutturare i conti, l’Avvocato ha preferito disfarsi…del Coniglio Bagnato piuttosto che di Vialli. 

Che comunque la questione dei tre miliardi sembra averla presa parecchio sul serio: quando nel 1996 si è liberato a parametro zero, sfruttando la relativamente recente legge Bosman, ha ottenuto dal Chelsea esattamente quella cifra, che nella stagione di esordio lo rendeva il calciatore più pagato della Premier League.

Anche la breve esperienza al Watford gli ha fruttato bene, considerando che il contratto firmato con gli Hornets portava nelle sue casse 800mila sterline a stagione e che il club glielo ha dovuto pagare fino all’ultimo centesimo nonostante l’esonero.

E persino da talent di Sky, pare proprio che Vialli avesse uno stipendio…da top player, 1,5 milioni di euro all’anno. Ma del resto, uno che ha vinto praticamente ovunque (dentro e fuori dal campo) e in qualsiasi ruolo mica lo si vorrà pagare poco…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 3 giugno 2022.

January 6, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Ci sono due modi per intendere la Formula 1. Il primo è quello che parla di talento, manovre spericolate, voglia di rischiare pur di arrivare davanti a tutti. Il secondo è quello dello studio costante, dell'applicazione nel miglioramento della vettura, dell'affrontare la gara e il campionato mondiale con in testa una strategia ben precisa.

Non è detto che i due mondi non debbano mai collidere, visto che persino il pilota più spericolato di tanto in tanto è costretto a fare i conti con un po' di buon senso, ma è innegabile che di solito le stelle del Circus possano essere divise in queste due categorie.

E se nel cuore degli appassionati fanno più breccia i primi, i Villeneuve o i Verstappen, quando si parla di albo d’oro spesso spuntano i secondi, come Michael Schumacher o Alain Prost. Uno che per il suo approccio alle gare e per l’ossessione per il dettaglio chiamavano tutti…il Professore.

I primi passi di Alain nel mondo dei motori

I due titoli mondiali con la McLaren

La leggendaria rivalità con Senna

Con la Williams il quarto titolo

La scuderia Prost

Il contratto da record con la Ferrari

I primi passi di Alain nel mondo dei motori

Alain Marie Pascal Prost nasce a Lorette, dalle parti di Saint-Etienne, nel 1955 e a differenza di molti colleghi non è assolutamente un ragazzo prodigio del mondo dei motori. La sua prima gara in kart arriva a 14 anni e nel frattempo il giovane Alain si dedicava anche al calcio e... alla lotta libera. Il passaggio all’automobilismo a tempo pieno arriva solo nel 1975 e ci vogliono altri cinque anni per vederlo alla guida di una vettura di Formula 1.

A dargli fiducia è la McLaren, che gli offre il secondo sedile nella stagione 1980. Tra incidenti e qualche buon piazzamento, il rapporto si deteriora e quindi Prost si accasa alla Renault, che ha una vettura molto più competitiva.

Grazie al lavoro certosino del Professore, la macchina inglese migliora stagione dopo stagione e se nel 1981 e nel 1982 Prost deve accontentarsi del quinto e del quarto posto in classifica mondiale, nel 1983 rischia quasi di vincere il titolo. Il francese si presenta all'ultima gara (in Sudafrica) in vantaggio rispetto al suo rivale Nelson Piquet, ma un ritiro lo costringe ad assistere al trionfo del brasiliano.

I due titoli mondiali con la McLaren

I tempi però stanno cambiando e in McLaren da qualche anno c'è una nuova gestione, quella di Ron Dennis, che già aveva tentato inutilmente di trattenere Prost quando aveva preso la guida della scuderia. Le nuove McLaren volano e infatti il francese, tornato come seconda guida di Niki Lauda, va di nuovo ad un passo da conquistare il mondiale. Stavolta se lo aggiudica proprio l'austriaco con un distacco di appena 0,5 punti, il minimo nella storia della Formula 1.

Nel 1985 però c'è il cambio della guardia e Prost vince la sua prima corona iridata dopo una battaglia con il ferrarista Alboreto, terminata quando a poche gare dalla fine l'affidabilità della Rossa crolla, lasciando via libera al transalpino.

Il bis nel 1986 è tutto fuorché scontato, visto che la Williams ha messo su una vettura particolarmente competitiva e l’ha affidata all'inglese Nigel Mansell. Il mondiale si risolve all'ultima gara, in Australia, quando lo scoppio di un pneumatico della vettura inglese lascia via libera a Prost, che con i 10 punti della vittoria supera Mansell e si aggiudica il suo secondo titolo piloti.

Prost sul podio!

I valori in quegli anni cambiano particolarmente in fretta e il campionato 1987 è dominato dalle Williams a motore aspirato, con Piquet che ha come avversario solo il compagno di scuderia Mansell e il francese deve accontentarsi di fare da comprimario.

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La leggendaria rivalità con Senna

Nel 1988 la McLaren torna protagonista, ma per Prost c'è un rivale in più: Ayrton Senna. Dennis porta a Woking il brasiliano, formando un dream team che guida la macchina nettamente più forte, con uno straordinario score per le scommesse F1 di ben15 vittorie su 16 gare complessive.

Ma dire che i due non vadano d'accordo è un eufemismo. Nella prima delle due stagioni passate assieme ha la meglio il brasiliano, che si aggiudica il mondiale con una gara di anticipo. Stesso copione nel 1989, ma stavolta a vincere il titolo è Prost, che in una gara rocambolesca in Giappone si scontra con il compagno di squadra. Senna riparte con l’aiuto dei commissari e poi viene squalificato, con trionfo matematico del francese.

Evidente che i due non possano convivere e quindi Prost decide di andarsene, in uno scambio di piloti che lo porta in Ferrari al posto di Berger.

Con la Williams il quarto titolo

Le indicazioni del Professore fanno volare la Rossa, ma la trilogia di sfide con Senna non è terminata e anche nel 1990 si decide tutto in Giappone. Stavolta è il brasiliano a sbattere fuori il francese e a vincere matematicamente il mondiale. La delusione è forte e il 1991 è un anno interlocutorio, con Prost solo quarto nel mondiale.

Il transalpino si prende una stagione sabbatica, ma nel 1993 la Williams lo richiama per sostituire Mansell e arriva così il quarto mondiale, di nuovo davanti a Senna, ma stavolta senza patemi d’animo e con un certo vantaggio.

Prost nel giorno della cinquantesima vittoria

Prost chiude la sua carriera con 51 vittorie, un record che verrà infranto solo da Michael Schumacher e poi da Lewis Hamilton, oltre a essere il primo e finora unico francese in grado di vincere il mondiale piloti.

La scuderia Prost

Dopo il ritiro definitivo, Prost ha tentato la carriera da opinionista TV, diventando poi consulente tecnico della McLaren, testando addirittura le vetture in pista.

Nel 1997 nasce la Prost, sulle ceneri della Ligier, un’avventura da costruttore che durerà fino al 2001. Per la vettura del francese 83 Gran Premi corsi e come miglior risultato il secondo posto di Panis nel GP di Spagna del 1997. La situazione economica però costringe la Prost alla chiusura all’inizio della stagione 2002.

Dal 2017 il francese è consulente della Alpine, la scuderia transalpina di proprietà della Renault, anche se L’Equipe ha parlato di un suo disimpegno. Le sue ultime avventure in pista sono invece legate al Trofeo Andros, competizione francese che si svolge sul ghiaccio e di cui Prost è stato per ben tre volte campione.

Il contratto da record con la Ferrari

Anche dal punto di vista economico, Prost è sempre stato fenomenale, sia quando correva che con gli affari dopo il ritiro.

Prost con la Ferrari!

Basterebbe pensare che il suo contratto con la Ferrari nel 1989 era da 6 milioni di dollari, per l’epoca una cifra enorme. Secondo Business&Sport, il totale dei suoi ingaggi in carriera è di 71 milioni di dollari, a cui vanno poi aggiunte anche le attività collaterali dopo il ritiro. Del resto, il Professore i conti saprà anche farli, no?

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

June 23, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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