Dici “sette” e pensi a David Beckham, Cristiano Ronaldo, Eric Cantona e, soprattutto, a George Best, che a Manchester (sponda United) non sarà mai uno qualunque. Maglia pesante quella scelta da Edinson Cavani, arrivato nel più titolato dei club inglesi – 66 trofei fra nazionali e internazionali – nelle ultime ore del mercato estivo. Una decisione che sa, profeticamente, di rinascita.

Ritorno al passato

La 7 è stata, infatti, indossata dal bomber uruguagio agli albori della sua carriera europea, prima al Palermo (dove ha militato dal 2007 al 2010, segnando 37 gol in 117 partite) e poi al Napoli (104 reti in 138 gare in tre stagioni).

Cavani esulta in maglia rosanero!

Poi passò il treno del Paris Saint Germain a trazione qatariota, impossibile non salirci. Sessantaquattro milioni più bonus il compenso assicurato alla società di Aurelio De Laurentiis, ingaggio faraonico all’attaccante, arrivato a toccare quota 12 milioni nell’ultimo rinnovo del 2017.

Nei sette anni trascorsi sui campi della Ligue 1, Cavani ha letteralmente scritto la storia del club parigino, arrivando al record di 200 gol in 301 match disputati e sollevando al cielo 21 trofei nazionali, fra campionati (sei) e coppe varie. Numeri che, tuttavia, non gli sono valsi la riconoscenza eterna.

La crisi

Che il clima intorno a lui fosse cambiato, il centravanti lo ha intuito all’inizio dell’ultima stagione, quando il telefono rimaneva muto nonostante il contratto in scadenza. Inevitabile la separazione per un tipo orgoglioso come Cavani, complici anche alcuni atteggiamenti da prima donna e l’insofferenza manifestata in una squadra ricca di fuoriclasse che rischiavano di fargli ombra, Neymar su tutti.

Proprio il brasiliano – con cui più volte si è conteso anche a brutto muso un calcio piazzato – avrebbe messo da parte l’ascia di guerra cercando di convincerlo a restare. Niente da fare. La dirigenza parigina ha commesso una leggerezza clamorosa, non riuscendo neanche a prolungare l'accordo con il calciatore per i due mesi di proroga della stagione: secondo voi, con Cavani a guidare l'attacco, per le scommesse online, il Paris avrebbe terminato la partita contro il Bayern senza andare in gol?!

Telenovela

Ma nonostante il nome e il parametro zero per Cavani trovare una nuova squadra è stata operazione tutt’altro per facile. Età (33) e stipendio richiesto agli interlocutori (10 milioni) in un mondo del calcio piegato dalla crisi, hanno frenato ogni possibile interesse. Ne è venuta fuori il classico tormentone estivo di calciomercato, che ha lambito anche i club del nostro campionato.

Il ritorno di Cavani in A avrebbe spostato clamorosamente anche le relative quote delle scommesse calcio!

A conti fatti la più vicina fra le italiane ad assicurarsene le prestazioni è stata la Juventus, che corteggiava l’uruguagio da almeno due anni. Ingolosito dallo status di svincolato, il ds bianconero Fabio Paratici gli avrebbe offerto un biennale da 8 milioni a stagione. “No grazie” la risposta del giocatore che, secondo voci piuttosto accreditate, non avrebbe gradito la destinazione per non tradire il Napoli.

Sul clamoroso ritorno in azzurro si è parlato per qualche settimana in primavera, ma si è trattato più di un rumor proveniente dalla Francia che non di una vera trattativa. Più enigmatico l’avvicinamento alla Roma, sponsorizzato da un misterioso gruppo sudamericano interessato a subentrare a James Pallotta, prima dell’arrivo dei Friedkin e che avrebbe voluto presentarsi con il classico colpo da corsa in massa all’aeroporto.

Un sondaggio sembra averlo fatto anche la Lazio dopo aver visto sfumare l’arrivo di David Silva, ma sul bomber in quei giorni era già forte l’interesse del Benfica.

Il giallo Benfica

E qui si entra nel campo del giallo. La società di Lisbona aveva coltivato a lungo l’idea di assicurarsi i gol di Cavani, tanto che sulla stampa internazionale il buon esito dell’operazione era considerato scontato, proprio nel momento nel quale la capitale portoghese, ospitando la Final 8 di Champions, era al centro del mondo calcistico!

Il banco è saltato durante il faccia a faccia fra i rappresentanti del calciatore e la dirigenza degli “encarnados”. Cavani voleva un triennale da 10 milioni l’anno più una mai svelata “richiesta particolare” che avrebbe irritato non poco i portoghesi.

Il finale

A settembre la telenovela si è spostata in Spagna. Marca ha rivelato che l’attaccante si era offerto al Real, ma il club madrileno cui è stato più vicino è l’Atletico che avrebbe voluto affiancarlo a Suarez, replicando in maglia biancorossa l'attacco stellare della Nazionale del Maestro Tabarez! 

L’offerta è stata di un contratto annuale con opzione per il secondo a cifre più basse dei 10 milioni richiesti dall’entourage di Cavani.

L’interessamento del Manchester United è maturato negli ultimi giorni di mercato. A convincere Cavani anche una telefonata del tecnico Solskjaer che, potendo contare sulle reti dell'ex bomber del Napoli, avrà sicuramente più possibilità per le scommesse Champions di qualificarsi nel complicato gruppo H che presenta ai nastri di partenza due delle semifinaliste dell'ultima edizione.

La firma è arrivata sul gong: al bomber un anno a 10 milioni con opzione per il secondo. Non proprio quello che voleva, ma stavolta la meta era troppo prestigiosa per rifiutare.

*Il testo è di Luca La Mantia; le immagini, distribuite da AP Photo, di Ricardo Mazalan ed Alessandro Fucarini.

October 17, 2020

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Harry Blackstone, Lance Burton, Cardini, Andrés Iniesta, David Copperfield. 
Sapete chi è l’intruso in questo elenco di maghi? Beh, tutti tranne l’ex giocatore del Barcellona, l’illusionista più bravo della lista. 

Sì, perché se è vero che questa tipologia di arte effettua dei trick che si reggono sull’inganno, dei giochi di abilità che altro non fanno che spostare l’attenzione degli spettatori dal trucchetto che il mago sta realizzando, al contrario, le giocate di Don Andrés Iniesta erano tutto fuorché finzione.  

Pensate che gioia deve avere il sindaco di *Fuentealbilla, comune spagnolo di 1.951 abitanti, ogni volta che parlando di calcio, ricorda che in un posto dimenticato da Dio e da Wikipedia sia comunque nato un calciatore come Iniesta. 

Pensate pure a Dio, premesso che ne esista uno e se c’è sicuramente segue il calcio, quando ha deciso che la nazionale spagnola, pur sempre ricca di campioni nella sua storia, doveva attendere fino al 2010 un gol di Iniesta al 116esimo della finale contro l’Olanda per vincere il primo Mondiale della storia roja. 

Il giorno dell’addio al Barcellona, nel suo discorso culminato nelle lacrime, dice che preferirebbe “essere ricordato più come una grande persona che per un grande giocatore”. 
Non conosciamo di persona Don Andrés e non abbiamo dubbi sul fatto che possa essere la persona migliore di questo mondo, ma superare ciò che è stato il calciatore nel suo raro caso è pressoché impossibile per tutti. 


*A proposito di Fuentealbilla, di sicuro non sarà poi stato così orgoglioso di lui il sindaco del paese quando Iniesta iniziò a muovere i suoi primi passi da piccolo calciatore. Il paese è piccolissimo, tutti si conoscono e tutti conoscono José Antonio Iniesta, muratore con la fissa del calcio e con una Ford Orion con cui ha cominciato a fare 100 chilometri 3 volte alla settimana quando l’Albacete decide di aggregare in squadra il piccolo Andrés.

 

Per questo motivo e per altri (dovette risparmiare per 3 mesi per acquistare le scarpette nuove al figlio), i membri della famiglia Iniesta vengono etichettati come “gli scemi del villaggio”.

L'altro gol della vita 

Ad Iniesta va attributo anche un altro goal che sì, probabilmente ha influenzato e cambiato le sorti di un’era calcistica come questa degli anni 20 che sta per chiudersi. Il suo goal al Chelsea nella semifinale di ritorno di Champions League del 2009 rientra nella sua straordinaria capacità di risolvere le situazioni più delicate. In momenti in cui molti perderebbero anche l’ormai innata capacità di reggersi in piedi, Iniesta riesce senza scomporsi a fare la cosa più complessa, forse ai limiti della balistica nel caso del goal al Chelsea. 

Insomma, Iniesta, tra i giocatori più forti della storia del mondo, riesce con leggerezza e senza mai evadere in atteggiamenti estroversi, a essere giocatore e uomo universalmente amato. Uno che fa andare le cose come devono andare. 
Numero 8 in tutta la trafila delle giovanili e in quasi tutta la sua vita al Barcellona. A 8 anni iniziò all’Albacete. Numero 8 anche nella sua ultima esperienza asiatica nel Vissel Kobe. Forse Il numero 8 più forte della storia del calcio, parola di chi di numeri 8 se ne intende. 
 

*Il testo dell'articolo è di Luigi Di Maso, responsabile editoriale di Social Media Soccer.

October 16, 2020

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La fine degli anni settanta, insieme alle proteste, alle rivolte di classe e alla disco music, portò una ventata di aria nuova grazie alla tv locali. Una, cinque, dieci, settimana dopo settimana nuovi canali iniziarono a impreziosire la televisione, fino ad allora monopolizzata dalla tv di Stato. RaiUno e RaiDue. La terza rete arrivò per contrastare l’avanzata delle tv private, che avevano poche risorse ma tante idee. Una di queste, fu quella di portare il calcio internazionale dentro casa degli italiani.

A Roma arriva nel 1979-80 grazie a un accordo che la local station Teleregione 45 chiude con l’agenzia Pegaso, detentrice dei diritti televisivi del calcio brasiliano. Il telecronista deputato a raccontare il campionato carioca è un giovane Mario Mattioli (oggi a Rai Sport) che si trova a commentare le partite a distanza di settimane; affittare i ponti per la trasmissione via satellite è una spesa che le tv regionali non possono sostenere, e per questo, le immagini arrivano direttamente tramite cassette BVU.

La definizione del prodotto lascia a desiderare, a volte c’è il colore, a volte le immagini sono in bianco e nero. Ma entrare dentro al Maracanà per un derby tra Flamengo e Fluminense è un’emozione unica. C’è Zico, c’è Junior, c’è Leandro, personaggi che il grande pubblico avrebbe scoperto soltanto due anni dopo, ai Mondiali di Spagna del 1982.

In quel festival di futbòl - a metà tra il Carnevale di Rio e il Paese dei balocchi - ci sono anche Socrates, Falcao, Eder, Cláudio Adão e Biro Biro. La Democraçia Corinthiana è qualcosa che si percepisce di sfuggita sulle maglie della squadra bianconera, la lotta di classe di Socrates e compagni non traspare, ma saprà muovere le coscienze del popolo brasiliano.

 

 

Il calcio brasiliano di Teleregione 45 è un programma di nicchia, va in onda nel pomeriggio e ha il merito di aprire un varco, sfruttato con grande intuito da Michele Plastino che su Teleroma 56, l’anno seguente acquista i diritti del calcio inglese, tedesco e spagnolo, impossessandosi anche dei diritti tv del campionato brasiliano, ora gestiti da Globo Tv.

E’ un anno magico, dove l’Aston Villa vince il titolo inglese grazie ai gol di Peter White e alla prodezze di Gary Shaw. In Germania i protagonisti sono Karl-Heinz Rummenigge e Paul Breitner: il loro Bayern Monaco detta legge. In Spagna la notizia clamorosa è quella del Real Sociedad che vince il titolo grazie agli scontri diretti, pur arrivando a pari punti con il Real Madrid. Le telecronache di Michele Plastino raccontano anche il successo del Gremio che si aggiudica la doppia finale, battendo per due volte il São Paulo.

Le emittenti romane - intanto - hanno iniziato a vendere le loro telecronache alle altre emittenti sul territorio nazionale lasciando solo una sorta di esclusiva regionale: ciò significa che alcune partite vengono trasmesse in differita di alcuni mesi rispetto al calendario reale.

L'arrivo di Mediaset

Ma è un affare troppo grande per restare all’interno di piccole realtà locali, e infatti sui diritti tv dei campionati internazionali piomba come un falco l’editore di Mediaset, tal Silvio Berlusconi che si porta a casa anche i diritti del Mundialito per club costringendo la tv di Stato a trattare per trasmettere le partite della Nazionale Italiana.

Il calcio internazionale entra a far parte dei palinsesti Mediaset, mentre Koper Capodistria - contemporaneamente alla Tv Svizzera Italiana - avvia la trasmissione delle partite di calcio in diretta delle Coppe Europee e degli incontri delle Nazionali. Mentre la tv di Stato concede la diretta di una partita (tutte le coppe europee si giocano di mercoledì sera, e quindi in contemporanea), solitamente di Coppa Dei Campioni, il resto d’Europa si inizia a muovere sui diritti UEFA.

Da questo momento in avanti - e fino all’avvento delle Pay-tv - va in scena il bipolarismo tra Rai e Mediaset, le tv locali vengono tagliate fuori da qualsiasi asta per i diritti del calcio internazionale. Una delle poche eccezioni - nel 2005 - Super Tre, emittente locale romana che riesce ad ottenere i diritti televisivi della finale Intertoto tra Lazio e Marsiglia in programma il 27 luglio: per la cronaca, finisce 1-1: segnano Di Canio e Méité.

L'esultanza di Di Canio contro il Marsiglia!

Ma in questi giorni, le tv locali hanno trovato nuovamente la ribalta grazie a Como Tv che ha acquisito i diritti per la trasmissione in diretta di tutte le partite di qualificazione ai Mondiali del Qatar 2022 della CONMEBOL, sfide che vedranno come protagoniste le nazionali di Brasile, Argentina, vittorioso in rimonta nell'ultima tornata per le scommesse online, Uruguay, Cile, Bolivia, Colombia, Paraguay, Ecuador e Venezuela.

In tutto, saranno novanta partite trasmesse in diretta sulla piattaforma ufficiale del Como 1907, oppure on demand.

*L'immagine di apertura è di Giuseppe Calzuola (AP Photo).

 
October 16, 2020

Di Simone Pieretti

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Giornalista, scrittore, innamorato di futbol. Scrive per trasmettere emozioni e alimentare sogni. Il calcio è una scienza imperfetta: è arte, è musica, è poesia. E' un viaggio nel tempo che ci fa tornare bambini ogni qual volta diamo un calcio a un pallone.

 

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Piste da ballo e gradinate sono idealmente unite da una lunga scarica d’adrenalina. Luoghi d’aggregazione per eccellenza, zone dove sono interdetti i freni inibitori, la musica e il canto ne rappresentano il comune denominatore. Nel corso degli anni non si contano le hit dance che sono state mutuate dai tifosi e riadattate per osannare il nome della propria squadra o un suo giocatore rappresentativo.

Dall’America Latina all’Est Europa, il tifo organizzato è un opificio canoro che non conosce tregua né limiti alla fantasia. È spesso capitato che alcuni brani siano diventati veri e propri tormentoni grazie alla loro trasformazione in cori da stadio.

Dal Tetris alla Curva Sud

È il caso, almeno a Roma, della leggendaria colonna sonora del videogioco Tetris nella sua versione per il Game Boy. Siamo agli albori degli anni ‘90, la console portatile della Nintendo riscuote un successo straordinario tra bambini, adolescenti e non solo. Il Tetris, in particolare, ne rappresenta l’icona. La sua amabile musichetta, ripresa da un canto popolare russo, il Korobeiniki, è una nenia che rimane impressa nella mente.

Nell’estate ‘91, in pieno periodo di espansione della fama del Game Boy, la Roma acquista dalla Juventus, inserito nell’affare che porta a Torino il portiere Angelo Peruzzi, l’ala tedesca Thomas Hassler. Per lui, campione del mondo a Italia '90, si tratta di un arrivo a Trigoria posticipato di dodici mesi: l’anno prima, infatti, proprio quando il suo acquisto sembrava cosa fatta, la Juve lo soffia a Dino Viola.

Il funambolo biondo, classe sopraffina e volto simpatico, ci mette poco a far breccia nel cuore dei tifosi giallorossi. I quali gli dedicano un coro: «Poporopoporopo, Tommasino Hassler-gol!», sulle note della musica di Tetris. Il coro della Sud consacra come tormentone cittadino una musica che era già in voga in sale giochi, bar, muretti di periferia. Prima ancora del cuore pulsante del tifo romanista, infatti, era stato un dj romano a riadattare questa musica popolare russa sdoganata dalla Nintendo.

Hassler in un derby romano

Il suo nome è Eugenio Passalacqua. Oggi è imprenditore nel campo della ristorazione, ma in passato è stato un dj famoso. Quando non si occupava di fornelli ma di consolle, mandava in visibilio le piste da ballo dello Stivale con il remix della musica di Tetris. A lui si deve questa intuizione. «Tutto nacque un pomeriggio», racconta, «stavo giocando a Tetris con il Game Boy, quando ho pensato: “Perché non riadattare questa musica in discoteca?”».

Detto, fatto. «Una serata, in un locale di Perugia, lanciai questa traccia all’inizio di un set, visto che si adattava bene con la musica techno, e la cosa fu molto apprezzata. Così pensai di inserirci una base sotto. Ebbene, non mi sarei mai aspettato di aver creato un simile successo». Il suo remix raggiunge la vetta della classifica di Radio Dj, fa ballare un’intera generazione di discotecari negli anni del riflusso e si afferma in Curva Sud, dedicata al beniamimo Hassler.

«Mi accorsi che era diventata un coro da stadio guardando una partita in tv, fui molto stupito e, devo ammettere, non ci rimasi proprio benissimo: sono tifoso laziale, avrei preferito che non fossero i romanisti a rilanciarla», racconta Eugenio, sorridendo. Al di là del rivalità, il coro della Sud è un ulteriore attestato nei confronti della sua creazione.

In quasi trent’anni è cambiato il calcio, ma anche la musica da discoteca. «I brani in passato erano più ritmati, più adatti per essere riproposti in uno stadio, oggi girano perlopiù brani melodici, che si prestano meno», la riflessione di Eugenio.

Nostalgia dance

Succede, infatti, che ancora oggi le musiche dance che vanno per la maggiore nelle Curve provengano da tracce un po’ datate. Esempio eloquente in questo senso sono i dirimpettai dei romanisti: da un paio d’anni la Curva Nord laziale ha riadattato il brano Freed From Desire di Gala, uscito nel 1996, per farne un coro di sostegno all’undici biancoceleste. Un’idea capace di estasiare la Nord, confezionata in realtà dai tifosi irlandesi durante gli Europei 2016.

Corre l’anno 1998 quando, sempre i laziali, entusiasti per l’arrivo a sorpresa del bomber Christian Vieri dall’Atletico Madrid, dedicano al loro nuovo bomber il coro «Ce l’abbiamo solo noi, Bobo Vieri-gol» sulle note di Doo Dah dei Cartoons, gruppo danese finito nel dimenticatoio dopo il successo di questa traccia.

Sempre a un bomber, stavolta in maglia romanista, l’argentino Abel Balbo, la Sud dedica un coro che ne ripete nome e cognome ossessivamente sulle note di No Limit dei 2 Unlimited, successo nelle dancefloor dell’estate 1993, proprio quella che porta alla corte di mister Mazzone l’attaccante dalla chioma bruna proveniente dall’Udinese.

Roma, Italia, ma non solo: il legame tra discoteche e Curve è alimentato da innumerevoli cori in tutto il globo.

L’apoteosi è a Rotterdam, patria della techno, dove le musiche di Dj Paul Elstak vengono sparate prima delle partite dalle casse del de Kuip, la tana del Feyenoord, protagonista del gruppo K di Europa League per le scommesse calcio, facendo tripudiare l’intera tifoseria. O almeno, era così fin quando gli accessi negli stadi erano liberi.

*Il testo dell'articolo è di Federico Cenci; le immagini di Domenico Stinellis e Giulio Broglio (AP Photo).

October 14, 2020

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“Non siamo il cimitero degli elefanti” fu la battuta che a fine 2014 filtrò dalle segrete stanze di Trigoria per allontanare la suggestione di un clamoroso ingaggio di Zlatan Ibrahimovic da parte della Roma nel successivo mercato invernale. Il club giallorosso ai tempi ragionava solo in termini di giocatori dalla busta paga leggera, non troppo anziani, da valorizzare e monetizzare.

E per di più annoverava già nelle proprie fila un attaccante, avviato – secondo una valutazione aziendale non proprio romantica - verso il tramonto calcistico: Francesco Totti

Pensionati d'oro

Per la cronaca lo storico capitano smise tre anni dopo fra singhiozzi e lucciconi, con in testa il pensiero, mai nascosto, di poter ancora dire la sua nonostante i 40 anni suonati. E come dargli torto. Una Serie A in piena crisi tecnica ed economica oggi rifulge solo delle giocate di nomi altisonanti a un passo dalla pensione che solo una manciata di stagioni fa avrebbero concluso le proprie attività a suon di milioni in compagini dei “campionati in via di sviluppo” di Stati Uniti, Medio ed estremo Oriente.

Gli esempi sono quelli dello stesso Ibrahimovic (39 anni), di Frank Ribery (37) e del rientrato Gianluigi Buffon (42). Ma, estendendo a profili più giovani, anche di Pedro (33), venuto a Roma – citando le parole dell’Ad giallorosso Guido Fienga – per “dare alla squadra uno spirito vincente”. 

Strategie a perdere

Dove non arrivano le esigenze economiche, di un marketing stile figurine Panini e di botteghino (quando si potrà) dei club ci pensa la naturale idiosincrasia per le scelte progettuali di allenatori come Antonio Conte, che nell’ossessione di costruire un istant team pronto a cucirsi subito lo scudetto sul petto si affida all’esperienza di Ashley Young (35) e Alexander Kolarov (34). Per non parlare della telenovela Dzeko (34), inossidabile bomber che Andrea Pirlo avrebbe voluto come partner di Cristiano Ronaldo.

Il derby di Milano è inserito nel Toto8 settimanale!

Lo stesso asso portoghese (35) può essere considerato uno dei simboli del cambio di paradigma che allontana la serie A dalle più importanti leghe europee e la avvicina a quelle esotiche e nordamericane. Fuori dal progetto del Real Madrid, per motivi anagrafici e d’ingaggio, il tre volte Pallone d’oro si è accasato alla Juventus nel 2018 spuntando uno stipendio da 31 milioni l’anno. Un azzardo finanziario che provocò la rottura fra Andrea Agnelli e l’allora Ad bianconero Beppe Marotta, di tutt’altro avviso circa la strada da seguire per arrivare alla Champions.  

Anni d'oro

Il campionato italiano che oggi cerca di uscire dalla crisi di appeal internazionale affidandosi ai “grandi vecchi” del calcio mondiale è lo stesso che, nei suoi anni d’oro (in particolare '90 e 2000) se ne liberava per fare spazio ai maggiori talenti che il calcio producesse. Parliamo di un sistema che riusciva ad assicurarsi assoluti crack come Ronaldo “il fenomeno” a 21 anni, Andriy Shevchenko a 23, Gabriel Omar Batistuta a 22, Hernan Crespo a 21.

Il caso emblematico è, però, quello di Zinedine Zidane. Arrivato alla Juve dal Bordeaux a 24 anni per 7,5 miliardi di vecchie lire, dopo due scudetti, una supercoppa italiana, 212 presente e 31 reti fu ceduto al Real Madrid a 29 per la cifra record di 150 miliardi. Incasso con cui la società di Torino riuscì a porre le basi di un mercato straordinario: Buffon (23 anni, 105 miliardi), Lilian Thuram (29, 70 miliardi), Pavel Nedved (stessa età e prezzo di Thuram) e Marcelo Salas (27 anni, 25 miliardi). E via con un nuovo ciclo.  

La Premier italiana

Come non ricordare, poi, la lunga fase che vide grandi illustri rappresentanti del calcio italiano uscire dai confini nazionali per trasformarsi in autentici protagonisti in Premier League fra il 1996 e il 1997? Si può dire che la parabola del Chelsea, prima dell’arrivo di Abramovich, sia cominciata con i gol di Gianluca Vialli (arrivato a 32 anni), le geometrie di Roberto Di Matteo (26) e le giocate Gianfranco Zola (30).

Quest’ultimo, fra l’altro, dopo 59 reti in 229 partite è tuttora considerato uno dei più grandi giocatori della storia dei Blues. E poi ancora Fabrizio Ravanelli (17 gol in 37 gare nel Middlesbrough) dove giunse a 28 anni, dopo essere stato primo marcatore della finale di Roma per le scommesse Champions . Ancora, Paolo Di Canio (fra i simboli del West Ham) e Marco Negri, nel 1998 diventato capocannoniere della Scottish premier division (32 reti) con i Glasgow Rangers. 

*Il testo dell'articolo è di Luca La Mantia; la foto di Darko Vojinovic (AP Photo).

October 13, 2020

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Riuscirà la Croazia tra le mura amiche del Maksimir di Zagabria a scacciare gli spettri che le aleggiano attorno dal 15 luglio 2018? Già, perché il primo precedente dei balcanici contro i blues, dopo la sconfitta nella finale del Mondiale di Russia, è stato una sorta di spiacevole rewind.

Nell’andata dell’incontro valevole per il girone C della Nations League, l’8 settembre scorso, la Francia si è imposta con il medesimo risultato di due anni prima, stavolta allo Stade de France: 4 a 2. Entrambi i poker hanno avuto un marcatore comune: Antoine Griezmann, assurto a vero e proprio incubo dei croati.

Francia - Italia

Spagna - Olanda

Argentina - Germania

Francia - Brasile

Brasile - Italia

La rapida rivincita del 2006

Eppure, negli ultimi trent’anni, il primo precedente tra due Nazionali che poco prima si erano affrontate in una finale di un Mondiale, ha spesso avuto il sapore della vendetta. Lo sanno bene gli stessi francesi. Le lancette dei ricordi ritornano allora a quattordici anni fa: estate 2006, in luglio il trionfo dell’Italia a Berlino, sancito dalla lotteria dei calci di rigore dopo una sfida terminata 1 a 1 e caratterizzata dall’ormai iconica testata di Zidane a Materazzi. È una sconfitta, per i Galletti, resa ancora più amara dal fatto di averla subita da parte dei cugini italiani.

Ma l’occasione per una rivincita il destino la offre presto: meno di due mesi dopo è già ora delle qualificazioni agli Europei di Austria e Svizzera del 2008. Francia e Italia capitano tutt’e due nel girone B. Il nuovo faccia a faccia tra le due Nazionali si disputa a Parigi, dove un’Italia irriconoscibile viene irretita da una Francia gagliarda: il risultato finale recita 3 a 1 per i padroni di casa. Per gli azzurri, che all’esordio delle qualificazioni non erano andati al di là dell’1 a 1 in casa con la Lituania, la strada verso l’Europeo si fa in salita.

Vendetta in goleada

Ancora più robusta è la rivincita che i Paesi Bassi si tolgono la soddisfazione di prendersi contro la Spagna dopo la finale del Mondiale, terminata 1 a 0 per la Roja l’11 luglio 2010 a Johannesburg, in Sudafrica. È il 2014, le due finaliste si ritrovano a Bahia, in Brasile, in una gara valida per il Gruppo B della fase eliminatoria del Mondiale verdeoro.

Eppure gli uomini di Del Bosque passano in vantaggio dagli undici metri con Xabi Alonso al 27esimo del primo tempo. Al termine della prima frazione, Van Persie accorcia però le distanze. E poi, nel secondo tempo è goleada orange con Robben, ancora Van Persie, De Vrij e di nuovo Robben a suggellare il 5 a 1 e la candidatura olandese per la vittoria finale.

Da una finale all’altra: la rivincita tedesca

Di misura ma dall’importanza nettamente maggiore è la rivincita che la Germania Ovest si prende con l’Argentina all’Olimpico di Roma nella finale di Italia ‘90. Quattro anni prima, nel tripudio dell’Atzeca di Città del Messico, l’albiceleste di Maradona aveva battuto la Germania Ovest per 3 a 2.

La musica cambia «sotto un cielo di un’estate italiana», per dirla con Bennato e Nannini: l’8 luglio 1990, a sette minuti dal termine della partita, il centravanti tedesco Voeller, che all’Olimpico è di casa con la maglia della Roma, viene steso in area avversaria dall’udinese Sensini. L’arbitro fischia il rigore che l’interista Brehme trasforma. Per la Germania una vittoria che travalica il confine sportivo, in attesa di un’agognata unità nazionale dopo la caduta del muro di Berlino nel novembre ‘89.

Le rivincite in Confederantions Cup

È sempre Germania protagonista nel giugno 2005. Ma stavolta il risultato non sorride ai tedeschi. Tre anni prima, a Yokohama, una doppietta di Ronaldo aveva consegnato la Coppa del Mondo tra le mani del Brasile, battendo in finale proprio i tedeschi. Tre anni dopo, semifinale di Confederations Cup, la regola della vendetta non funziona: sono ancora i verdeoro a imporsi, dopo una partita terminata 3 a 2 con Adriano primo e doppio marcatore per le scommesse calcio al termine di un caleidoscopio di emozioni in quel di Norimberga.

Dopo la finale del 1998 in Francia, nel 2001 è sempre una semifinale di Confederations Cup, stavolta al Suwon World Cup Stadium, in Corea del Sud, ed è sempre il Brasile a uscire sconfitto: un destro di Pires e un colpo di testa di Desailly sono separati da una punizione di Menezes, nel suo unico gol in maglia verdeoro: 2 a 1.

Ma il faccia a faccia tra recenti finaliste può anche finire in parità, ovvio. L’8 giugno 1997 partorisce uno scoppiettante 3 a 3 la gara tra Italia e Brasile valida per il Torneo di Francia, una sorta di anticamera del Mondiale che si disputerà in terra transalpina un anno dopo. Pareggio tra le due Nazionali, a reti bianche, anche tre anni prima a Pasadena: ma in quella sfida fu fatale l’errore di Baggio ai rigori.

Un altro spettro, quel pallone calciato sopra la traversa, che si aggira nella storia del football.
 

*Il testo dell'articolo è di Federico Cenci; la foto di Francois Mori (AP Photo).

October 13, 2020

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Ecco l'imperdibile calendario sportivo del 2021: un anno di sport diviso mese per mese!

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

GENNAIO 2021

2 gennaio - Calcio, Premier League, 17° giornata, Chelsea-Manchester City;      
3 gennaio - Calcio, Serie A, 15° giornata, Atalanta-Sassuolo, ore 15;
3 gennaio - Calcio, Liga, 15° giornata, Real Madrid-Celta Vigo;

3-15 gennnaio - Tutto il Resto, Rally Dakar 2021;
5 gennaio - Tennis, Delray Beach, ATP 250, Florida;
6 gennaio - Calcio, Serie A, 16° giornata, Milan-Juventus;
6 gennaio - Calcio, Liga, recupero 2° giornata, Athletic Bilbao-Barcellona;
10 gennaio - Calcio, Serie A, 17° giornata, Roma-Inter, ore 12.30 (DAZN);
10 gennaio - Basket, Serie A, 15° giornata, Dinamo Sassari-Cantù;
11-17 gennaio - Calcio, Supercoppa spagnola, Arabia Saudita;
12 gennaio - Calcio, Premier League, 18 giornata, Leicester City- Chelsea;

Un'immagine di Roma-Juventus

Foto Gregorio Borgia (AP Photo).

12 gennaio - Calcio, Liga, recupero 1° giornata, Atletico Madrid-Siviglia;

12 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Milan - Torino;

13 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Fiorentina - Inter;

13 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Napoli - Empoli;

13 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Juventus - Genoa;

14 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Sassuolo - SPAL;

14 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Atalanta - Cagliari;

15 gennaio - Calcio, Serie A, 18° giornata, Lazio-Roma, ore 20.45 (SKY);
16 gennaio - Calcio, Premier League, 19 giornata, Liverpool- Manchester United;
17 gennaio - Calcio, Serie A, 18° giornata, Inter-Juve, ore 20.45 (SKY);
17 gennaio - Basket, Serie A, 16° giornata, Cremona-Trieste;
18 gennaio – 31 gennaio, Tennis - Australian Open, Melbourne;

19 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Roma - Spezia;

20 gennaio, Calcio, Supercoppa italiana, Juventus - Napoli, Reggio Emilia;

21 gennaio - Calcio, Coppa Italia, ottavi di finale Lazio - Parma;
23 gennaio - Calcio, Serie A, 19° giornata, Milan-Atalanta, ore 18 (SKY);
24 gennaio - Calcio, Ligue 1, 21° giornata, Monaco – Marsiglia;
24 gennaio - Basket, Serie A, 17° giornata, Varese-Fortitudo Bologna;
27 gennaio - Calcio, Premier League, 20°  giornata, Tottenham - Liverpool
30 gennaio - Calcio, Premier League, 21° giornata, Arsenal – Manchester United;
31 gennaio - Calcio, Serie A, 20° giornata, Atalanta-Lazio, ore 15 (DAZN);
31 gennaio - Basket, Serie A, 18° giornata, Milano-Trieste,

31 gennaio - Tennis, Sidney, ATP 250, Adelaide, Melbourne;

Un gol dell'Arsenal allo United!Foto Matt Dunham (AP Photo)    


FEBBRAIO 2021

1 febbraio - Tennis, ATP Cup, Melbourne;

3 febbraio - Calcio, Premier League, 22° giornata, Tottenham – Chelsea;
6 febbraio - Calcio, Premier League, 23° giornata, Liverpool – Manchester City

Il trofeo Vince Lombardi

Foto David J. Phillip (AP Photo)

6 febbraio - Calcio, Serie A, 21° giornata, Juventus-Roma, ore 18 (SKY);

7 febbraio - Football    NFL, Super Bowl, Tampa;
7 febbraio - Calcio, Ligue 1, 24° giornata, Marsiglia-Paris;

8 febbraio - Tennis, Australian Open, Melbourne;
10 febbraio - Calcio, FA Cup, quinto turno;
13 febbraio - Calcio, Premier League, 24° giornata, Leicester City-Liverpool;
13 febbraio - Calcio, Serie A, 22° giornata, Napoli-Juventus, ore 18 (SKY);
16-17 febbraio - Calcio, Champions League, Ottavi di finale, andata;
18 febbraio - Calcio, Europa League, Sedicesimi di finale, andata;
20 febbraio - Calcio, Premier League, 25° giornata, Arsenal-Manchester City; 
21 febbraio - Calcio, Serie A, 23° giornata, Milan-Inter;

Uno scatto del derby d Milano

Foto Luca Bruno (AP Photo)

20 - 28 febbraio ATP 250 Cordoba Open, Cordoba
21 - 28 febbraio ATP 250 Open Sud De France, Montpellier
21 febbraio - Calcio, Ligue 1, 26° giornata, Paris-Monaco;
23-24 febbraio -  Calcio, Champions League, Ottavi di finale, andata;
25 febbraio - Calcio, Europa League, Sedicesimi di finale, ritorno;    
27 febbraio - Calcio, Premier League, 26° giornata, Chelsea-Manchester United;

27 febbraio - 7 marzo ATP 500 ABN Amro World Tennis Tournament, Rotterdam
27 febbraio - 7 marzo ATP 250 Argentina Open, Buenos Aires
28 febbraio - Calcio, Serie A, 24° giornata, Roma-Milan, ore 20.45 (SKY);
28 febbraio - Calcio, Ligue 1, 27° giornata, Marsiglia-Lione;
28 febbraio -  Calcio, Liga, 25° giornata, Siviglia-Barcellona;
28 febbraio - Basket, Serie A, 20° giornata, Bologna-Varese.

MARZO 2021

3 marzo - Calcio, Serie A, 25° giornata, Genoa-Sampdoria;

6 marzo - Calcio, Serie A, 26° giornata, Juventus-Lazio;

6 marzo - Calcio, Bundesliga, 24°  giornata, Bayern Monaco Borussia Dortmund;
6 marzo - Calcio, Premier League, 27° giornata, Manchester City -Manchester United;
7 marzo - Basket, Serie A, 21° giornata, Trieste-Cantù;

6 - 13 marzo ATP 250 Qatar Open, Doha
6 - 14 marzo ATP 250 Chile Open, Santiago
7 - 14 marzo ATP 250 Open 13 Provence, Marsiglia
9-10 marzo - Calcio, Champions League, Ottavi di finale, ritorno;
11 marzo - Calcio, Europa League, Ottavi di finale, andata;
13 marzo - Calcio, Premier League, 28° giornata, Arsenal-Tottenham;

13 - 20 marzo ATP 500 Open del Messico, Acapulco
14 marzo - Calcio, Serie A, 27° giornata, Milan-Napoli;

14 marzo - Basket, Serie A, 22° giornata, Treviso-Fortitudo;
16-17 marzo - Calcio, Champions League, Ottavi di finale, ritorno;    
18 marzo - Calcio, Europa League, Ottavi di finale, ritorno;    
19 marzo - Calcio, Champions League, sorteggio quarti di finale e semifinale;
20 marzo -   Calcio, Premier League, 29° giornata, Liverpool-Chelsea; 
20 marzo - Calcio, FA Cup, Quarti di finale;     

City campione nel 2019

Foto Tim Ireland (AP Photo)

21 marzo - Calcio, Serie A, 28° giornata, Roma-Napoli;
21 marzo - Calcio, Ligue 1, 30° giornata, Lione-Paris;
21 marzo - Basket, Serie A, 23° giornata, Milano-Cantù;
28 marzo - Basket, Serie A, 24° giornata, Bologna-Fortitudo Bologna,

28 marzo - Formula 1, GP Bahrein, Sakhir.

APRILE 2021

2-3-4 aprile - Basket, Coppa Italia – Final Eight;
3 aprile - Calcio, Serie A, 29° giornata, Torino-Juventus;
3 aprile - Basket, Serie A, 25° giornata, Milano-Varese;
3 aprile - Calcio, Bundesliga, 27°  giornata, Lipsia-Bayern Monaco;
3 aprile - Calcio, Premier League, 30° giornata, Arsenal-Liverpool;
4 aprile -  Calcio, Liga, 29° giornata, Siviglia-Atletico Madrid;
6-7 aprile - Calcio, Champions League, Quarti di finale, andata;
8 aprile - Calcio, Europa League, Quarti di finale, andata;
10 aprile - Calcio, Premier League, 31° giornata, Tottenham-Manchester United;
11 aprile - Calcio, Serie A, 30° giornata, Fiorentina-Atalanta;
11 aprile - Basket, Serie A, 26° giornata, Reyer-Brescia;
11 aprile -  Calcio, Liga, 30° giornata, Real Madrid-Barcellona;

Il super clasico!

Foto Manu Fernandez (AP Photo)

13-14 aprile - Calcio, Champions League, Quarti di finale, ritorno;
14 aprile - Basket, Serie A, 27° giornata, Bologna-Treviso;

15 aprile - Calcio, Europa League, Quarti di finale, ritorno;
17 aprile - Calcio, FA Cup, semifinali;
17 aprile - Calcio, Premier League, 32° giornata, Everton-Tottenham;

L'attaccante degli Spurs sempre implacabile!

Foto Adam Davy (AP Photo)

18 aprile - Formula 1, GP Italia, Imola;

18 aprile - Calcio, Serie A, 31° giornata, Atalanta-Juventus;
18 aprile - Basket, Serie A, 28° giornata, Milano-Bologna;
21 aprile - Calcio, Bundesliga, 30°  giornata, Bayern Monaco- Bayer Leverkusen;   
21 aprile - Calcio, Serie A, 32° giornata, Napoli-Lazio;
21 aprile - Ciclismo, Parigi-Roubaix;
24 aprile - Calcio, Premier League, 33° giornata, Arsenal-Everton;
25 aprile - Calcio, Serie A, 33° giornata, Lazio-Milan;
25 aprile - Calcio, Ligue 1, 34° giornata, Lione-Lille;
27-28 aprile - Calcio, Champions League, Semifinale, andata;
29 aprile - Calcio, Europa League, Semifinale, andata.

MAGGIO 2021

1 maggio - Calcio, Premier League, 34° giornata, Manchester United - Liverpool;
2 maggio - Calcio, Serie A, 34° giornata, Udinese-Juventus;

2 maggio - Formula 1, GP, sede da confermare;;
6  maggio - Calcio, Champions League, Semifinale, ritorno;
7 maggio - Calcio, Europa League, Semifinale, ritorno;
8 maggio - Calcio, Premier League, 35° giornata, Manchester City – Chelsea;

La terna arbitrale in Premier

Foto di Dave Thompson (AP Photo)


9 maggio - Formula 1, GP Spagna, Barcellona;

9 maggio - Calcio, Serie A, 35° giornata, Juventus-Milan;
9 maggio -  Calcio, Liga, 35° giornata, Real Madrid-Siviglia;
9 maggio -  Calcio, Liga, 35° giornata, Barcellona-Atletico Madrid;
12 maggio - Calcio, Serie A, 36° giornata, Inter-Roma;
12 maggio - Calcio, Premier League, 36° giornata, Chelsea - Arsenal;
15 maggio - Calcio, FA Cup, finale;
15 maggio - Calcio, Premier League, 37° giornata, Chelsea-Leicester City;
16 maggio - Calcio, Serie A, 37° giornata, Juventus-Inter;
19 maggio - Calcio, Finale Coppa Italia, Milano;  

Napoli vittorioso nel 2020!Foto Andrew Medichini (AP Photo) 

23 maggio - Formula 1, GP Principato di Monaco, Montecarlo;

23 maggio - Calcio, Serie A, 38° ed ultima giornata, Atalanta-Milan;
23 maggio - Calcio, Premier League, 38° ed ultima giornata, Manchester City – Everton;
26 maggio - Calcio, Europa League, Finale, Danzica, Polonia;
28-31 maggio - Basket, Euroleague – Final Four, Colonia, Germania;
29 maggio - Calcio, Champions League, Finale, Istanbul, Turchia.

GIUGNO 2021

5 giugno - Basket, inizio NBA Finals;

6 giugno - Formula 1, GP Azerbaijan, Baku;
11 giugno - Calcio, Euro 2020, gara inaugurale, Turchia-Italia, Roma, ore 21;

Un'esultanza azzurra (in maglia verde) all'Olimpico!

Foto Alessandra Tarantino (AP Photo)

11 giugno - 10 luglio, Coppa America, Argentina, Colombia;

13 giugno - Formula 1, GP Canada, Montreal;

16 giugno - Calcio, Euro 2020, Italia-Svizzera, Roma, ore 21;
20 giugno - Calcio, Euro 2020, Italia-Galles, Roma, ore 18;
23 giugno-11 luglio - Tennis, Wimbledon, Londra;

26 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Amsterdam;
26 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Londra;
27 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Budapest;
27 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Bilbao;

27 giugno - Formula 1, GP Francia, Le Castellet;

Lo Starting Eleven della Francia durante le qualificazioni!

Foto di Francois Mori (AP Photo).

28 giugno -  Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Copenaghen;
28 giugno -  Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale,  Bucarest;

29 giugno-4 luglio, Basket - qualificazioni olimpiche, Serbia;
29 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Dublino;
29 giugno - Calcio, Euro 2020 – ottavo di finale, Glasgow.

LUGLIO 2021

2 luglio - Calcio, Euro 2020, quarto di finale, San Pietroburgo;
2 luglio - Calcio, Euro 2020,  quarto di finale, Monaco;

La formazione inglese!

Foto di Visar Kryeziu (AP Photo).

3 luglio - Calcio, Euro 2020, quarto di finale, Baku;
3 luglio - Calcio, Euro 2020, quarto di finale, Roma;

4 luglio - Formula 1, GP Austria, Spielberg;
6 luglio - Calcio, Euro 2020, semifinale, Londra;
7 luglio - Calcio, Euro 2020, semifinale, Londra;
10 luglio - Calcio - Coppa America - Finale, Barranquilla;

Leo Messi cerca il primo titolo con l'Argentina!

Foto Fernando Vergara (AP Photo)

11 luglio -  Calcio - Euro 2020 – Finale, Londra;

10 luglio - Calcio - Coppa America - Finale, Barranquilla;

18 luglio - Formula 1, GP Gran Bretagna, Silverstone;

23 luglio -  Olimpiadi, cerimonia d'apertura dei Giochi della XXXII Olimpiade,Tokyo.

AGOSTO 2021

1 agosto - Formula 1, GP Ungheria, Budapest;

8 agosto -  Olimpiadi, cerimonia di chiusura dei Giochi della XXXII Olimpiade,Tokyo;

Federica Pellegrini

Foto Lee Jin-man (AP Photo)

24 agosto-5 settembre, Giochi Paralimpici di Tokyo;

29 agosto - Formula 1, GP Belgio, Spa.

SETTEMBRE 2021

5 settembre - Formula 1, GP Olanda, Zandvoort;
12 settembre - Formula 1, GP d'Italia, Monza;
26 settembre - Formula 1, GP Russia, Soci;

24-26 settembre - Tennis, Laver Cup, Boston.

Nadal

OTTOBRE 2021

3 ottobre - Formula 1, GP Singapore, Singapore;

6-10 ottobre, Calcio, Final 4 Nations League, Italia;

10 ottobre - Formula 1, GP Giappone, Suzuka;

24 ottobre - Formula 1, GP USA, Austin;

24-31 ottobre, Tennis, ATP 500 di Basilea,


31 ottobre - Formula 1, GP Messico, Città del Messico;

Un'immagine di Inghilterra - Svizzera

Foto di Luis Vieira (AP Photo).

NOVEMBRE 2021

14-21 novembre, Tennis, ATP Finals, Torino;

Un'immagine delle ATP Finals del 2010 a Londra

7 novembre - Formula 1, GP Brasile, San Paolo;

21 novembre - Formula 1, GP Australia, Melbourne;
 

 

 

DICEMBRE 2021

5 dicembre - Formula 1, GP Arabia Saudita, Jeddah;

12 dicembre - Formula 1, GP Abu Dhabi, Abu Dhabi.

Hamilton, l'uomo dei record!
Foto di Manu Fernandez (AP Photo).

 

January 12, 2021

Di 888sport

888sport
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The 888sport blog, based at 888 Towers in the heart of London, employs an army of betting and tipping experts for your daily punting pleasure, as well as an irreverent, and occasionally opinionated, look at the absolute madness that is the world of sport.

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E' nel 1996 che, per la prima volte, il termine "guardalinee" iniziò a essere rivisto dall'Ifab, l'International Football Association Board. A beneficio di un altro sostantivo, più qualificante, a tutto tondo e che, al suo interno, già prefigurava la modernità a cui stava andando in contro questo tipo di ruolo: "assistente arbitrale", siglato successivamente "AA" nelle distinte da compilare per gli addetti ai lavori. Una figura del circo calcistico che per decenni è rimasta nell'ambito della pura manovalanza, salvo poi nobilitarsi nei tempi contemporanei.

Fino al termine degli anni Ottanta, inoltre, non esisteva un ruolo specifico da guardalinee e la funzione era immancabilmente assolta da ex arbitri o colleghi sezionali dei fischietti che dirigevano in Serie A. E, per l'appunto, solo in epoca modernissima è stato istituito (dall'Aia) un corso che definisse precisamente la nuova figura del guardalinee.

Esattamente come gli arbitri, si tratta di un punto di partenza: da qui, la possibilità di crescere e scalare le categorie fino al massimo campionato italiano. La regola numero 6 del regolamento arbitrale che definisce tutti i loro compiti.

Una figura riconosciuta e nobilitata

Si diceva della sigla "AA". Una prima curiosità, quando si legge una distinta ufficiale, chi sarà l'AA1 e chi l'AA2? Semplicissimo: il primo corrisponde all'assistente arbitrale che corre lungo la linea delle panchine, il secondo quello dalla parte opposta. La coppia di guardalinee, che con l'arbitro forma la cosiddetta "terna", viene designata dal Comitato Regionale Arbitri dalla Promozione in poi, con la possibilità che i tre soggetti provengano anche da tre sezioni diverse.

Dalla Prima alla Terza Categoria, infatti, per evidenti ragioni di budget, sono invece le società contendenti a fornire il nome di un tesserato (dirigente accompagnatore, quand'anche un semplice panchinaro) che svolgerà le funzioni di guardalinee.

Le principali funzioni

Quali sono, quindi, le principali funzioni dell'assistente arbitrale (dalla Promozione in su)? Anzitutto, segnalare la chiamata di fuorigioco, indicare quando la palla è uscita completamente dal perimetro di gioco, quale squadra deve riprenderlo (il gioco) stabilendo chi sia stato a toccare per ultimo il pallone prima che uscisse; avvisare l'arbitro nel caso un'infrazione sia avvenuta dalle sue parti, richiamare l'attenzione del collega - alzando in orizzontale la bandierina a scacchi gialloarancione - in caso di sostituzione (tra i professionisti, dopo la segnalazione del quarto uomo, che interloquisce con le panchine).

Ancora, controllare e vigilare, sul regolare comportamento degli occupanti delle due panchine. Infine, in caso di comportamenti non consoni allo spirito del gioco (insulti, proteste e quant'altro) il guardalinee dovrà informare l'arbitro che prenderà i dovuti provvedimenti, decisivi anche per le scommesse calcio!

L'avvento della tecnologia  

Naturalmente, l'avvento del VAR ha comunque riassestato l'apporto degli assistenti arbitrali. Il direttore di gara ha un importante ausilio in più, quello dell'occhio elettronico, che interviene in occasione degli offside, degli interventi fallosi che determinano un calcio di rigore, ma non solo. Oltre al VAR, una vera e propria rivoluzione era già stata attuata dall'avvento della Goal Line Technology che ha completamente debellato, senza discussioni, le polemiche sui gol fantasma.

Quante volte, il guardalinee è stato fondamentale - sia in positivo che in negativo - per determinare l'amletico quesito del "gol-non gol"? Per un certo periodo, si era provato ad affidarsi anche a due ulteriori guardalinee, ovvero gli assistenti di porta. Esperimento, va detto, non del tutto riuscito.

Le direzioni della bandierina a scacchi gialloarancione

I guardalinee, o assistenti arbitrali che dir si voglia, restano comunque una vera e propria estensione dell'arbitro, con cui c'è grandissima collaborazione. I movimenti della bandierina a scacchi gialloarancione vengono dati per scontati, tuttavia è molto importante e interessante ricordare quali sono, a seconda dei diversi avvenimenti di una partita. La rimessa laterale viene segnalata con il braccio che regge la bandierina teso e parallelo al terreno, oppure a 45 gradi. E con essa viene indicata anche la cosiddetta "direzione".

Quando un calciatore difendente tocca per ultimo il pallone, che finisce oltre la linea di fondo, il guardalinee (o assistente) deve anzitutto alzare con la mano destra la bandierina in posizione verticale per segnalare che il pallone non è più in gioco e correre verso la bandierina del corner. Sistemato il pallone nell'archetto dell'angolo, generalmente il guardalinee compie un breve cenno all'arbitro per confermare che tutto è regolare per poter riprendere il gioco.

Detto delle sostituzioni con la bandierina alzata "a manubrio" e tenuta in orizzontale, nel lato opposto viene invece esibita in caso di calcio di rinvio, così come nel caso dei falli laterali e del fuorigioco. In caso di gol. la bandierina, insieme alla corsa del guardalinee, punta quindi la metà campo.

I compensi

Quanto guadagnano i guardalinee a seconda delle competizioni? Quasi sempre, circa il 50% in meno dei colleghi arbitri. Parlando - sempre - in termini di cifre "lorde", in campo internazionale, 1440 euro all'inizio e 1740 a partire dai quarti di finale dei tornei Uefa e Fifa. In Serie A, mediamente, si parla di mille euro a match (500 per il quarto uomo). A scalare, 400 euro per ogni partita di Serie B e 100 in C.

*L'immagine di apertura è di Luca Bruno (AP Photo).

 
October 12, 2020

Di Stefano Fonsato

Stefano Fonsato
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Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

Stefano Fonsato
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Il mercato è finito, tanto in Serie A quanto in quelle inferiori.

Monza regina del mercato

I più pagati in Serie B

Il contratto più oneroso in Championship

Il caso Micah Richards

E se nel massimo campionato a fare rumore sono stati gli acquisti di Chiesa, Osimhen e Arthur, tanto per citare i più costosi, c’è stato un trasferimento abbastanza clamoroso in Serie B.

Monza regina del mercato

Al Monza di Berlusconi e Galliani si è unito un vecchio amico del Cavaliere e del Dottore: Kevin-Prince Boateng. Il trequartista ghanese evoca certamente buonissimi ricordi alla dirigenza del club brianzolo, considerando che assieme hanno conquistato l’ultimo scudetto della storia del Milan, quello del 2010/11 con in panchina Max Allegri. Un ottimo viatico per una società ambiziosa che punta al doppio salto.

Il Condor Galliani!

Per vedere il Boa scendere di categoria, però, c’è stato bisogno di un certosino lavoro da parte di Galliani. Che se per quello che riguarda il progetto sportivo non avrà certamente avuto bisogno di convincere Boateng della bontà del futuro del club, forse ha avuto qualche problema in più dal punto di vista economico. Il Monza, tra le favorite per il doppio salto di categoria per le scommesse Serie B  è una realtà in crescita, ma uno come l’ex Milan e Barcellona sul monte ingaggi pesa eccome.

L’ultimo stipendio da Serie A di Boateng, quello che fino a qualche giorno fa gli corrispondeva la Fiorentina, era di 1,3 milioni di euro. Non tantissimo nel calcio attuale, ma troppo per chi vuole far quadrare i conti. Ecco perché, come ha spiegato Galliani, c’è stato bisogno di un sacrificio da parte del calciatore.

L’AD del Monza non ha parlato di cifre ben precise, ma ci ha tenuto a precisare che, tra stipendio da parte del club brianzolo e buonuscita da parte della Fiorentina (che comunque ha tolto dal libro paga un calciatore fuori dal progetto), Boateng percepirà comunque meno di quello che avrebbe visto arrivare sul suo conto se fosse rimasto al Franchi da fuori rosa.

I più pagati in Serie B

Dunque, se i calcoli di Galliani sono esatti (e non c’è motivo per cui non lo siano), probabile che il Boa non sia il calciatore più pagato della Serie B. Sul gradino più alto del podio era salito, prima di intraprendere l'avventura da commentatore a DAZN, ancora una volta Emanuele Giaccherini, capitano del Chievo Verona.

Il tutto perché il pupillo di Conte, che lo ha sempre tenuto in altissima considerazione sia ai tempi della Juventus che in Nazionale, si porta ancora dietro il contratto da un milione di euro (850mila euro fissi, più 150mila in premi) risalente a quando i Mussi Volanti giocavano in Serie A.

Normale dunque che le cifre percepite da Giak risultino sensibilmente più alte rispetto a quelle dei colleghi. Era già successo in precedenza, quando Pazzini, sceso in B con il suo Verona, guadagnava anche lui un milione di euro netti a stagione, grazie anche al paracadute che bilanciava le perdite del club scaligero!

Il contratto più oneroso in Championship

Nulla però rispetto alle situazioni che si possono incontrare in giro per l’Europa, in particolare in Premier League. Il campionato più ricco del mondo offre stipendi che nessun altro torneo può pareggiare, non tanto alle sue stelle quanto ai calciatori di medio livello. E succede dunque che chi retrocede lo faccia portandosi dietro contratti faraonici, firmati quando la possibilità di scendere di livello in Championship non sembrava altro che un lontano spauracchio.

Esemplare in questo senso il caso di Jack Rodwell, che ha contribuito non poco negli ultimi anni alle…sfortune del Sunderland. Il club biancorosso ha acquistato l’ex calciatore del Manchester City nel 2014 facendogli firmare un quinquennale da 3,8 milioni di sterline a stagione. Cifra davvero alta, ma in linea con i parametri della Premier League. Peccato che il suo sia l’unico contratto della rosa che non preveda una clausola che decurti l’ingaggio in caso di retrocessione.

Jack Rodwell contro il City!

Quando i Black Cats finiscono in Championship nel 2017, lo stipendio di Rodwell resta quindi invariato. Il Sunderland spera di tornare immediatamente in Premier, ma nella stagione 2017/18, la prima a essere immortalata nel documentario Sunderland Till I Die, il club riesce addirittura a retrocedere in League One, la terza serie inglese. Solo a quel punto arriva un taglio per Rodwell, che comunque dovrebbe percepire 2,3 milioni di sterline, una cifra spropositata per la categoria. Dovrebbe, perché a novembre 2018 club e calciatore trovano un accordo per rescindere il contratto.

Il caso Micah Richards

Un’altra storia niente male al riguardo è quella di Micah Richards. L’ex difensore della Fiorentina è tornato nella sua Birmingham per chiudere la carriera con la maglia dell’Aston Villa. Per lui stipendio da quasi 4 milioni in Premier League, poi decurtato con la retrocessione dei Villans in Championship. Ma se oltre due milioni di sterline l’anno non sembrano poi troppi, c’è una questione abbastanza particolare.

Micah Richards nell'esperienza a Firenze!

Tra l’agosto 2015, dopo la retrocessione, e il 2019, Richards gioca appena tre partite, tutte nella prima stagione nella seconda serie, a causa degli infortuni, che da sempre gli hanno reso la vita impossibile.

Ma l’assurdità è nel contratto dell’ex difensore: nella stagione 2017/18 l’Aston Villa arriva al quarto posto e si gioca la finale playoff contro il Fulham in un incontro sulla carta equilibrato per le scommesse calcio. Lo perde, per la disperazione dei suoi tifosi, delle casse societarie (con la dirigenza che già assaporava la pioggia di milioni garantiti dalla Premier League) ma anche…di Richards. Che, in caso di promozione, avrebbe visto il suo stipendio tornare a quattro milioni anche se non giocava da due anni.

Insomma, quando si retrocede, occhio agli stipendi e alle clausole. Ne va della bontà… dei bilanci.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 10 ottobre 2020.

 
October 21, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Molti anni fa, la nazionale under-21 era la vera e propria anticamera della selezione maggiore. Gettando un’occhiata alle convocazioni dei CT era possibile intravedere con una certa dose di certezza buona parte della nazionale degli anni successivi. Certo, c’era chi non rispettava le aspettative e chi invece (come Luca Toni o Fabio Grosso) spuntava fuori ad alti livelli con qualche anno di ritardo, saltando a piè pari la fase delle giovanili.

Ma insomma, il nucleo dell’Italia al Mondiale 1990 era quello di Vicini quando era selezionatore dell’Under, così come il gruppo che ha vinto il mondiale nel 2006 è in gran parte figlio delle squadre di Cesare Maldini, Marco Tardelli e Claudio Gentile.

Ora invece guardare alle convocazioni dell’Under-21 non regala alcun tipo di certezza. Perché in fondo, a ben vedere, non ne hanno neanche i ragazzi convocati. E lo dimostrano tranquillamente le ultime scelte da parte del CT Nicolato. Escludendo alcuni casi, come quelli di Bastoni, di Tonali e del nuovo jolly difensivo della Juventus Frabotta, i calciatori azzurri possono essere divisi in due grandi gruppi: quelli che giocano con difficoltà nella propria squadra e quelli che invece sono stati prestati altrove.  

Una spiegazione assurda

Una situazione che deriva da una serie di motivi che stanno impoverendo sempre più la capacità dell’Under-21 di formare nuove stelle per la nazionale maggiore, al punto che, sempre più spesso, si preferisce inserire i nuovi talenti (Zaniolo è l’esempio più recente) direttamente nella selezione A. 

Il punto principale è che i giovani non trovano molto spazio in Serie A, in particolare nelle big. Difficile trovare un tecnico che non abbia qualche ritrosia nel far giocare in pianta stabile le stelline che arrivano dal vivaio. In Italia una situazione come quella del Borussia Dortmund, in cui spesso il classe 2000 Haaland è il più vecchio del reparto offensivo, è difficilmente replicabile.

Ci sono eccezioni, come appunto Tonali o Bastoni, ma la loro presenza in Under-21 somiglia più a un “prestito” da parte di Mancini piuttosto che a una convocazione vera e propria. Quelli che invece rappresentano l’ossatura della selezione sono, paradossalmente, quelli che hanno più problemi a trovare una collocazione fissa nelle loro squadre.

Gli esempi più lampanti sono quelli di Cutrone, Scamacca e Pinamonti, trio d’attacco azzurro che però il campo in Serie A lo vede con parecchia difficoltà. Sia l’attaccante del Genoa che quello della Fiorentina hanno addirittura tentato la carta dell’avventura all’estero, al PSV e al Wolverhampton, ma sono entrambi rientrati in patria a fare i conti con la situazione dei giovani italiani.

Scamacca è in prestito al Genoa dal Sassuolo, che non gli poteva garantire minutaggio sufficiente. Cutrone è alla Fiorentina, anche lui in prestito dai Wolves, e nelle prime tre giornate di campionato 2020/2021 ha raccolto appena 43 minuti, partendo alle spalle di Vlahovic e di Kouamè nelle gerarchie di Iachini. Peggio ancora va a Pinamonti, che ha all’attivo tre panchine e non ha molte speranze, nonostante il contratto milionario, di soppiantare uno tra Lukaku e Lautaro nell’Inter di Conte.

L'ipervalutazione

Storie che raccontano diverse facce della stessa medaglia, quella dell’ipervalutazione dei giovani. Pinamonti sembrava destinato ad andare al Parma in uno scambio con Gervinho, ma poi non se n’è fatto nulla perché i club non hanno trovato un accordo sulla valutazione del calciatore. Scamacca è all’ennesimo prestito (Cremonese, PEC Zwolle, Ascoli e Genoa) da quando è arrivato al Sassuolo. Eppure una volta, quando un giovane non sfondava, scendeva…di categoria o perlomeno di livello.

La storia del calcio italiano è piena di ragazzi scartati dalle big che hanno saputo emergere ripartendo dalle piccole. Ora però questo non è possibile, perché al momento attuale le uniche squadre in grado di acquistare a titolo definitivo un giovane calciatore sono quelle con le maggiori disponibilità economiche.

Il che accade perché, per motivi di bilancio, i ragazzi sono inseriti in scambi in cui vengono ipervalutati per far quadrare i conti. Un metodo che funziona, ma nel breve termine, perché poi, per non incorrere nelle temibili minusvalenze, bisogna anche trovare qualcuno che ricompri il calciatore in questione per una cifra quasi simile.

E quindi, volendo fare un esempio, Pinamonti non finirà mai al Crotone a titolo definitivo, ma al massimo ci andrà soltanto in prestito. Il che sottintende che i calabresi, dovendo scegliere se valorizzare un prodotto altrui o un calciatore di proprietà, difficilmente preferiranno mettere in campo chi non offre neanche un minimo di ritorno economico a lungo termine.

Altro esempio, la Juventus che cede Luca Pellegrini in prestito prima al Cagliari e poi al Genoa non può certo sperare che Giulini o Preziosi lo riscattino alle cifre per cui è stato messo a bilancio nello scambio che ha portato alla Roma Spinazzola.

Il caso Mandragora

Il caso più esemplare da questo punto di vista è certamente quello di Rolando Mandragora. Il cartellino del regista, che per una buona dose di sfortuna non è ancora riuscito a dimostrare tutto il suo valore, è stato protagonista negli ultimi anni di un curioso percorso.

Cerchiamo di fare un po' di ordine anche se l'esercizio mentale non è dei più semplici: la Juventus lo ha acquistato in maniera definitiva nel 2016 dal Genoa, pagandolo 9 milioni di euro. Nel 2018 la Vecchia Signora lo ha ceduto all’Udinese, che per averlo ha sborsato 20 milioni di euro, garantendo ai campioni d’Italia una corposa plusvalenza. Andiamo avanti: dopo altri due anni, a settembre 2020, la Juventus, sempre favorita per lo scudetto per le scommesse Serie A decide di acquistare di nuovo Mandragora, pagandolo 10 milioni.

Ovvero più o meno la cifra che serviva all’Udinese per non incappare in una minusvalenza. Il giorno dopo, paradosso dei paradossi, il calciatore viene di nuovo ceduto in prestito…all’Udinese. Un caso limite, certo, ma che spiega molto bene uno dei grandi problemi che il calcio italiano ha quando si tratta di gestire i giovani talenti.

Se i ragazzi vengono valutati decine di milioni, saranno sempre le stesse squadre quelle che se li potranno permettere. Ovvero quelle squadre che poi per forza di cose li presteranno altrove, facendo ricominciare il circolo vizioso. E chi ne paga le conseguenze è l’Under-21…ma anche la nazionale maggiore.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Alessandra Tarantino (AP Photo).

October 9, 2020

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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