Uno dei nuovi mezzi di intrattenimento o di apprendimento più utilizzato è quello dei podcast.
Le trasmissioni audio on demand sono diventate molto seguite negli ultimi anni, anche per la possibilità da parte di chi ne usufruisce di ascoltarle nel tempo libero o durante molti tipi di attività, non costringendo a passare tempo davanti a uno schermo. E non sorprende che nel vastissimo mondo della produzione podcast abbiano fatto capolino anche quelli dedicati al mondo dello sport.
Sono moltissimi gli appuntamenti, alcuni fissi e altri con calendario variabile, che permettono agli appassionati di diverse discipline di ascoltare un podcast al riguardo. Al punto che forse può essere utile cercare di capire quali siano i migliori (o comunque tra quelli più importanti) per un determinato sport.
La Riserva tra i podcast calcistici
A farla da padrone, neanche a dirlo, è il calcio. Sono tanti i podcast che si occupano di pallone, alcuni dei quali sono dedicati a una squadra in particolare, altri ad argomenti specifici come il calciomercato.
Per non parlare di quelli tematici che si dedicano a raccontare storie o periodi particolari dello sport più amato d’Italia (e non solo). E persino molti club hanno cominciato a produrre i propri podcast, che permettono ai tifosi di godersi contenuti sempre nuovi che raccontano la storia della propria squadra del cuore o seguono l’andamento del campionato della squadra in questione.
Ma dovendo parlare di una sola produzione, difficile non menzionare La Riserva, creato da tre delle penne (anzi, meglio, delle voci) che danno vita alla celebre testata Ultimo Uomo.
Il podcast di Daniele Manusia, Emanuele Atturo e Simone Conte è uno dei più ascoltati sul calcio per la capacità dei conduttori di saper parlare di pallone in maniera particolarmente competente, ma allo stesso tempo senza mai prendersi troppo sul serio.
E oltre al pubblico che segue costantemente Ultimo Uomo nel formato web, La Riserva ha saputo prendersi una fetta di pubblico importante, come dimostrato anche da alcuni eventi in cui i conduttori hanno prodotto il format dal vivo, con la presenza del pubblico.
Terruzzi racconta la F1 il podcast top sui motori
Se invece si parla di Formula 1, è impossibile non affidarsi a una vera e propria leggenda del settore come Giorgio Terruzzi. Il giornalista milanese ha da sempre seguito il Circus e proprio per questo dal 2018 ha lanciato un suo podcast, prodotto in collaborazione con la Red Bull, sempre favorita per il titolo secondo le scommesse sportive, intitolato semplicemente “Terruzzi racconta la Formula 1”.
Oltre a occuparsi della stretta attualità, commentando i Gran Premi del campionato mondiale in corso, Terruzzi sfrutta la sua enorme conoscenza dell’argomento e l’esperienza di decenni di carriera passati a seguire la disciplina per creare un format che è un must per gli appassionati di Formula 1.
A fare compagnia alla celebre firma di tante testate motoristiche ci sono da qualche tempo altri colleghi, come Pino Allevi. Il progetto è nato quando i podcast erano già molto diffusi, ma non erano ancora un fenomeno di costume come sono diventati ora.
E adesso che è arrivato ormai alla sua quinta stagione, è un must sia per gli amanti della Formula 1 ma anche per chi vuole avvicinarsi a questo affascinante mondo, facendosi guidare da chi in vita sua ne ha viste molte e…ne racconta parecchie!
Con Overtime sei sempre aggiornato sul Mondo NBA
Tra gli sport più seguiti in Italia c’è anche il basket e la palla a spicchi ha parecchi format che si occupano della pallacanestro italiana, di quella continentale e, ovviamente, di quella NBA.
La produzione che si distingue di più è certamente “Overtime - Storie in cuffia”, il podcast del sito quasi omonimo (Overtime - storie a spicchi) che si occupa di tutte le sfaccettature del mondo del basket. Si parla particolarmente di NBA, con approfondimenti e storie raccontate con una dose di ironia che permette anche ai non troppo esperti di seguire le puntate.
E poi ci sono gli ospiti, ovvero quei personaggi che sono appassionati di NBA, ascoltano il podcast e quindi decidono che si può anche diventarne protagonisti. Uno dei casi più recenti è quello di Gregorio Paltrinieri. Il campionissimo del nuoto azzurro è da sempre un tifoso dei New York Knicks e ha preso parte a una puntata dedicata proprio alla franchigia della Grande Mela.
Rimbalzi, il gioiello sportivo di Chora Media
Per chi invece è appassionato di storie, non c’è nulla di meglio di Rimbalzi.
Nonostante il nome possa far pensare a una produzione sul basket, il podcast creato per Chora Media da Angelo Carotenuto, ex responsabile della sezione sport di La Repubblica, in realtà si occupa di qualsiasi disciplina, l’importante è che ci sia qualcosa di affascinante da raccontare.
La durata non eccessiva (si parla di una dozzina di minuti, al massimo una quindicina) è pensata per coinvolgere l’ascoltatore ma allo stesso tempo non costringerlo ad ascoltare puntate fiume, con il rischio di annoiarsi o di perdere il filo se si sta facendo altro.
Un podcast che non fa differenza tra passato e presente, ma che si concentra su atleti che con un loro gesto, come l'ultimo canestro di MJ23 il 16 aprile 2023, una prestazione o una carriera intera sono riusciti a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport.
The Peter Crouch Podcast supera anche le tv inglesi
E infine, per non limitarsi all’Italia, meglio guardare anche a un podcast straniero. E non uno qualsiasi, bensì uno di quelli che vengono condotti da un grande ex calciatore, un qualcosa che in Italia non ha ancora preso piede.
In Inghilterra c’è l’imbarazzo della scelta, ma se Vibe with FIVE di Rio Ferdinand è interessante soprattutto parlando di attualità, a vincere la palma di produzione più interessante c’è decisamente The Peter Crouch Podcast. Come suggerisce il nome stesso, a mettersi dietro al microfono è l’ex attaccante di Liverpool, Tottenham e nazionale inglese, che al termine della sua carriera si è riscoperto storyteller.
Ma oltre a scrivere libri e a fare l’opinionista, Crouch ha deciso di dedicarsi anche ai podcast, lanciando il suo, che è diventato di culto oltremanica, al punto che gli ascoltatori sono addirittura milioni a ogni puntata.
L’ex centravanti invita ex colleghi, ma anche calciatori ancora in attività e allenatori, ma senza troppe formalità. Crouch sceglie il tema della puntata e, tra aneddoti sulla sua carriera e gli interventi degli ospiti, è in grado di dare spettacolo davanti a un microfono tanto quanto faceva in campo.
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Tornei vinti da Alcaraz: cinque tornei già vinti nel 2025, gli ultimi, prima della leggendaria finale di Parigi 2025, rispettivamente i numero 18 e 19, sulla terra rossa sono stati i 1.000 di Monte Carlo e Roma.
Con una striscia di 18 successi consecutivi, a Londra, Carlos conquista il titolo numero 21, il quarto sull'erba.
Tra l'altro lo spagnolo, classe 2003, dopo Becker e Borg è stato il terzo più giovane di sempre a conquistare Wimbledon e lo fa al quarto torneo giocato sull'erba!!!
Un predestinato. Difficile dire altro di Carlos Alcaraz, classe 2003, uno che ad appena 19 anni si è aggiudicato il suo primo torneo del Grande Slam (gli US Open 2022) e che contestualmente è anche diventato il numero uno più giovane della storia della classifica ATP.
Nel 2026 Alcaraz ha vinto 12 incontri su 12
Del resto, che lo spagnolo avrebbe fatto faville lo si era già capito dai primi passi, considerando le vittorie da juniores, le ottime prestazioni nel circuito Challenger e soprattutto la conquista delle Next Gen ATP Finals nel 2021.
Ma che il talento di Murcia sarebbe immediatamente diventato l’uomo da battere del tennis mondiale, con l’etichetta di successore del suo connazionale Rafa Nadal, forse non era così scontato.
In Australia il Career Grand Slam
Eppure, a neanche vent’anni Alcaraz è già al top e, considerando l’età, può ancora crescere. E aumentare il suo bottino attuale, che, con il successo di Monte Carlo del 13 aprile 2025, di Roma 3 settimane dopo e di Parigi nella finale più bella di sempre, parla di 21 titoli vinti in carriera, due in più di Sinner!
Se l'impresa clamorosa di superare al quinto set Djokovic a Wimbledon davanti al Re di Spagna, era valsa per Alcaraz il primo titolo a Londra, il secondo negli Slam, a Parigi il 9 giugno 2024, Carlos conquista anche il Roland Garros (18-3 lo score complessivo in carriera di Alcaraz sulla terra francese)!
Il 1 febbraio 2026, Carlos vince il torneo 25, il settimo Slam e raggiunge il Career Grand Slam!
Tornei vinti da Alcaraz
Nel 2024, torneo olimpico e Masters compresi, Carlos Alcaraz ha vinto 4 tornei in stagione con un record complessivo di 53-13; mentre in carriera di soli premi ha incassato oltre 36 milioni di dollari (11 nel 2024).
Il conteggio complessivo dei match da professionista del fenomenale Carlos dice 208 - 54, nel suo storico dei Masters 1.000 siamo a 27 partecipazioni con 7 successi (7 finali vinte su 8) e un record di 63-21.
In Croazia il primo torneo ATP vinto da Alcaraz
Il suo primo torneo vinto in carriera è stato il Croatia Open 2021 a Umag (ATP 250), dove lo spagnolo è partito con il numero 7 del seed. Sulla terra battuta croata Alcaraz ha battuto il francese Pouille, lo slovacco Martin, il serbo Kraijnovic e il connazionale Ramos Vinolas, per arrivare a giocarsi il titolo contro il francese Richard Gasquet.
Nella finale l’iberico non ha avuto pietà del transalpino e con un netto 6-2 6-2 è diventato il giocatore più giovane a vincere un titolo ATP dal 2008, quando il giapponese Kei Nishikori si era imposto a Delray Beach. Alla fine dello stesso anno è arrivata la vittoria nelle Next Gen Finals, contro lo statunitense Korda.
A Rio Alcaraz vince il primo ATP 500
Ma l’anno migliore (almeno finora) della carriera di Alcaraz è decisamente stato il 2022.
Lo spagnolo ha aperto le danze con il suo primo ATP 500, quello di Rio de Janeiro, sempre sulla terra battuta. In terra carioca l’iberico è partito con il numero 7 e ha superato il connazionale Munar e l’argentino Delbonis nei primi due turni.
Ai quarti di finale Alcaraz si è scontrato con Matteo Berrettini, numero uno del seed, e lo ha battuto in tre set, per poi eliminare in semifinale un altro azzurro, Fabio Fognini. L’ultimo atto lo ha visto sfidare l’argentino Diego Schwartzmann, regolato con un 6-4, 6-2.
Alcaraz batte un altro record a Miami nel 2022
Neanche il tempo di festeggiare che a marzo 2022 è arrivato anche il primo Master 1000, il Miami Open.
Sul cemento della Florida Alcaraz parte dal secondo turno come testa di serie numero 14 ed elimina in due set nell’ordine l’ungherese Fucsovic, il croato Cilic e soprattutto il greco Tsitsipas, numero 3 del seed.
La strada verso la finale è un po’ più complicata, con il serbo Kecmanovic che lo costringe a tre set e il polacco Hurkacz che lo porta a due tie-break.
Nell’ultimo atto l’avversario è il norvegese Casper Ruud, numero 6 del tabellone, battuto per 7-5, 6-4, per diventare il più giovane vincitore di un Masters 1000 dai tempi di Nadal a Montecarlo nel 2005.
La doppietta sulla terra iberica
La marcia trionfale di Alcaraz continua nei tornei di casa e sulla terra battuta, prima a Barcellona (500) e poi a Madrid (altro Masters 1000).
In Catalogna lo spagnolo parte dal secondo turno e regola il sudcoreano Kwon e il connazionale Munar, prima di battagliare di nuovo con Tsitsipas in tre set ai quarti.
Altri tre set servono per regolare l’australiano De Minaur in semifinale, mentre ne bastano due (6-3, 6-2) per vincere il titolo contro l’altro iberico Pablo Carreño Busta.
Nella capitale il cammino lo vede sconfiggere prima il georgiano Basilashvili, poi il britannico Norrie, ma soprattutto, da sfavorito per le scommesse Rafa Nadal ai quarti di finale, in un match che sa di passaggio di consegne.
Per arrivare alla finale, c’è di mezzo un certo Novak Djokovic, battuto in tre tiratissimi set, per poi avere la meglio con una certa facilità contro il tedesco Alexander Zverev per 6-3, 6-1.
Per fermare Alcaraz…ci vogliono gli azzurri, visto che lo spagnolo perde due finali consecutive sulla terra battuta, prima ad Amburgo contro Lorenzo Musetti e poi di nuovo a Umag contro Jannik Sinner, nell'ennesimo capitolo della rivalità Alcaraz/Sinner che dominerà questo sport nei prossimi anni!
Alcaraz trionfa negli US Open 2022
Ma è solo il preludio alla vittoria più importante (sempre finora!) della sua carriera, quella agli US Open 2022. Alcaraz vince i primi tre turni senza troppi patemi d’animo, battendo gli argentini Baez e Coria e poi lo statunitense Brooksby. Agli ottavi però Cilic gli crea più di qualche problema, costringendolo a giocare tutti e cinque i set.
E non va certo meglio ai quarti, dove arriva una vera e propria maratona contro Jannik Sinner, seguita da quella in semifinale contro un altro talento USA, Tiafoe.
La finalissima al Billie Jean King National Center è di nuovo contro Ruud. battuto per 6-4, 2-6, 7-6, 6-3.
Alcaraz diventa il più giovane vincitore degli US Open dai tempi di Sampras (1990), il primo tennista nato dopo il 2000 a vincere uno Slam e batte anche il record di precocità come numero 1 del mondo che apparteneva a Lleyton Hewitt dal 2001.
Carlos inizia il 2023 vincendo a Baires
Il 2023 dello spagnolo si apre con la vittoria dell’Argentina Open.
Sulla terra battuta di Buenos Aires Alcaraz ha qualche difficoltà solo al secondo turno con il serbo Dere, per poi battere in due set l’altro serbo Lajovic e il connazionale Zapata Miralles e andarsi a giocare la finale con il britannico Cameron Norrie, regolato con un 6-3, 7-5.
Norrie si prende la rivincita poco tempo dopo, battendo lo spagnolo, campione uscente, nella finale a Rio de Janeiro.
Alcaraz vince il Masters 1000 di Indian Wells
Ma a marzo Alcaraz si prende un’altra soddisfazione, quella di vincere a Indian Wells. Il terzo Masters 1000 della carriera l’iberico lo conquista vincendo tutte le sue partite in due set.
A cadere sotto i suoi colpi nei primi turni sono l’australiano Kokkinakis, l’olandese Griekspoor, il britannico Draper e il canadese Auger-Aliassime.
L’unico che gli crea dei problemi è il solito Sinner, che però viene sconfitto in semifinale, prima di sfidare il russo Daniil Medvedev nell’ultimo atto, vinto per 6-3, 6-2. Questa, al momento, l’ultima vittoria di un torneo da parte di Carlos Alcaraz.
Ma vista la carriera del talento di Murcia, non c’è tanto da chiedersi se la lista verrà aggiornata, ma più che altro domandarsi…quando lo sarà!
Alcaraz si conferma a Barcellona e Madrid nel 2023
Il terzo titolo della stagione 2023 Alcaraz lo vince in casa, all’ATP 500 di Barcellona, già conquistato nell’annata precedente.
Sulla terra rossa catalana, lo spagnolo si presenta da numero 2 del mondo e numero 1 del seed e mantiene a pieno i pronostici della vigilia, imponendosi senza mai concedere neanche un set ai malcapitati avversari che si trova di fronte.
La marcia trionfale comincia al secondo turno contro il portoghese Borges e prosegue al terzo contro un connazionale, Bautista Agut. Scontro tra iberici anche ai quarti di finale, quello contro Davidovich Fokina, che alla fine sarà il match più difficile di tutto il torneo per Alcaraz.
La semifinale contro il britannico Evans è poco più di un allenamento per la finalissima, quella contro il numero 2 del tabellone, il greco Stefanos Tsitsipas, che viene regolato con un buon 6-3, 6-4 per la seconda vittoria consecutiva a Barcellona del talento di Murcia.
Il 2023 trionfale di Alcaraz continua e sempre in terra di Spagna. A distanza di dodici mesi dalla vittoria nella precedente edizione, Carlitos si impone di nuovo a Madrid, conquistando il quarto torneo stagionale, nonché il secondo ATP 1000 dell’anno.
Il cammino dell’iberico, partito con la testa di serie numero 1, lo ha visto soffrire un po’ al secondo turno contro il finlandese Ruusuvuori, contro cui sono serviti tre set.
Vittorie poi più agevoli contro Dimitrov al terzo turno e contro Zverev, distrutto agli ottavi con un netto 6-1, 6-2.
Nei quarti di finale Alcaraz si è trovato di fronte il russo Khachanov, battuto in due set, e la stessa sorte è toccata in semifinale al croato Coric. Nell’ultimo atto, lo spagnolo ha affrontato il tedesco Struff, che si era arrampicato fino alla finale partendo nel tabellone principale da lucky loser.
E il teutonico ha fatto faticare Re Carlos, che però alla fine si è imposto in tre set (6-4, 3-6, 6-3), confermando il suo momento di grazia.
Carlos vince anche sull'erba
Il 25 giugno 2023, battendo con un doppio 6-4 6-4 l'australiano Alex de Minaur, un avversario davvero complicato da affrontare sulle superfici veloci, Alcaraz trionfa nel prestigioso torneo del Queen's e si aggiudica l'undicesimo torneo della sua carriera da pro, il primo sull'erba!
Curioso come nel tradizionale impegno di preparazione a Wimbledon, il fenomeno iberico abbia perso un solo set, il primo al suo esordio contro il francese Arthur Rinderknech, vincendo, consecutivamente, gli altri 10...
Rispetto ai tornei vinti da Djokovic, Carlos, a livello di proiezione di età, è avanti di oltre 12 mesi!
Dopo 8 mesi, Alcaraz piazza il titolo numero 13
Carlos spezza un lunghissimo digiuno di 8 mesi esatti e vince, senza i favori del pronostico per le scommesse tennis, per la seconda volta consecutiva il Masters 1000 di Indian Wells.
Al primo turno, contro il nostro Matteo Arnaldi ha perso il primo set, al tie break, prima di lasciare al giocatore ligure solo un gioco nelle successive due partite. Tra i sedicesimi ed i quarti percorso netto, con 3 vittorie per 2 set a zero contro, nell'ordine, Felix Auger-Aliassime, l'ungherese Fabian Marozsan e Zverev, liquidato con un perentorio 6-3 6-1.
In finale supera Medvedev in due set con Daniil competitivo solo nella prima ora di gioco, ma il torneo probabilmente lo conquista dal giorno prima nella rimonta in semi contro Sinner: dopo l’interruzione per pioggia con appena 3 giochi disputati, nel sabato americano Jannik rientra in campo e conquista, giocando un tennis irreale, 4 games consecutivi, aggiudicandosi praticamente il 100% degli scambi lunghi.
Sotto di un set, Alcaraz cambia marcia e vincendo 6-2 il terzo, riesce a riportare in parità (4-4) i precedenti con l’italiano.
Con la conferma in California, Alcaraz stoppa il primo tentativo di Sinner di superarlo nel ranking ATP; ma il sorpasso avviene, puntuale, nel 1000 successivo a Miami!
La doppietta Parigi/Londra del 2024
Dopo aver esultato il 9 giugno a Parigi, poco più di un mese più tardi, il 14 luglio 2024 superando Djokovic in tre set, con percentuali di punti realizzati sulla prima di servizio da metaverso, Carlos bissa il successo contro Djokovic mai in partita, a Londra nello slam più prestigioso.
Alcaraz è solo il sesto atleta nella storia a vincere Roland Garros e Wimbledon nella stessa stagione!
Mercoledì 2 ottobre a Pechino in una finale che assomiglia più all'atto conclusivo di uno slam che ad un torneo 500, Alcaraz battendo al tie break del terzo Sinner, vince il suo sedicesimo titolo in carriera!
Roland Garros 2025
Per evidenziare l'incredibile equilibrio, ricordiamo che dopo ben 5 ore e 5 minuti di gioco, Sinner ed Alcaraz erano... 5-5 al quinto set, prima di un avvio travolgente dello spagnolo nel super tie break!
La partita decisiva di Parigi 2025 è semplicemente un distillato di storia dello sport: nella finale più lunga della storia di questo torneo, Carlos si dimostra assolutamente imbattibile al quinto set (record 13-1 negli incontri con 5 partite, unica sconfitta dal nostro Super Matt in Australia) e realizza la remuntada delle remuntade.
Nel terzo set Sinner è infatti avanti 2 set a zero, 5-3 con break e 0-40 sul servizio di Alcaraz, prima di una clamorosa sequenza di... 13 punti a 1!
Anche nel tie-break del quarto sotto, Carlos va subito in doppio svantaggio, prima di conquistare quattro punti consecutivi.
Rischiando su ogni singola pallina (ben 60 colpi vincenti, ma anche 7 doppi falli), Carlos si conferma Campione del Roland Garros e diventa il primo tennista della generazione dei nati dopo il 2000 a vincere 20 tornei ATP!
Queen's 2025
A distanza di due anni, Alcaraz, all'interno della sua striscia di 18 vittorie a zero dal torneo di Roma, torna a vincere sul campo che porta il nome di Murray!
In una bella finale, con il numero 25 del Mondo, Lehecka, Carlos chiude in tre set senza mai cedere il servizio. 18 aces messi a segno, compreso un game perfetto da 4 aces nel secondo set e va a 29-3 in carriera sull'erba dall'esordio sulla superficie che coincide con Wimbledon 2021.
A proposito di 4, con il torneo londinese Alcaraz ha già vinto 4 tornei sull'erba, come l'idolo Nadal in 20 anni di carriera!
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Se nelle scorse stagioni il calcio italiano era nel mirino per i pessimi risultati in Europa, ultimamente non ci si può certamente lamentare, con 6 squadre su 7 che sono arrivate almeno ai quarti di finale in Champions, Europa e Conference League.
E se è vero che le competizioni continentali portano ricavi importanti grazie agli accordi televisivi, è altrettanto vero che a sorridere sono anche i botteghini, perchè i big match europei sono spesso garanzia di incassi stratosferici.
E non sorprende che il derby tricolore tra Milan e Napoli, con 8.507.542,00 € d'incasso, abbia sfiorato il primato assoluto, mentre nella gara di ritorno al San Paolo, perdonateci, lo chiamiamo ancora così, con 52.728 spettatori è stata toccata la quota di 6 milioni di euro, disintegrando di oltre un milione, il primato precedente della citta di Napoli, degli ottavi di Champions 2017, con il Madrid corsaro in Campania.
A proposito di incassi da 6 milioni di euro circa, inseriamo anche il Derby d'Italia del 4 febbraio 2024 a Milano, mentre per l'Inter, nella stagione della seconda stella, l'ottavo di andata contro l'Atletico del Cholo Simeone vale 9 milioni di euro al botteghino!
L'incasso record dell'Olimpico di Roma, con l'attuale capienza di 66.000 spettatori è stato registrato per i quarti di finale di Europa League con il Milan, oltre 4 milioni di euro!
Gli EuroDerby della Champions 2023 battono ogni record
Il doppio EuroDerby ha spedito in finale di Champions League l’Inter, ma ha anche stabilito per ben due volte il primato di incasso per una partita del calcio italiano.
Se il match di andata ha fatto incassare al Milan, ufficialmente padrone di casa, ben 10,4 milioni di euro, quello di ritorno ha fatto due volte le fortune dell’Inter.
Oltre al biglietto per Istanbul, infatti, i nerazzurri hanno anche frantumato il primato stabilito neanche una settimana prima, con un incasso complessivo da 12,5 milioni.
Le due stracittadine sono dunque le prime partite più ricche della storia del pallone tricolore, superando il muro che sembrava invalicabile dei 10 milioni e scavalcando Milan-Tottenham, che deteneva il record con 9,1 milioni ed incassando complessivamente 23 milioni di euro nei 180'!
Milan - Napoli sfiora i 9 milioni di euro al botteghino
La sfida di andata tra la squadra di Pioli e quella di Spalletti non è riuscita a superare il muro dei 10 milioni di euro di incassi.
E quindi il primato è ancora quello stabilito dai rossoneri nel turno precedente, quando hanno ospitato a San Siro il Tottenham.
In quel caso l’incasso ha superato di poco i 9 milioni di euro, ma il meccanismo di prevendita garantiva agli abbonati un prezzo più basso per i biglietti.
Considerando che per quanto riguarda il match con il Tottenham la media del costo di un singolo biglietto è stata di 122 euro, la partita con il Napoli ha ampiamente superato anche i 130.
I Top 10 incassi del calcio italiano sempre a San Siro
Il primato resta comunque in casa Milan, ma più in generale rimane a Milano, che lo deteneva anche prima che il Diavolo giocasse con il Tottenham.
Complice la sua capienza, infatti, San Siro ha un record del tutto particolare, considerando che tutte e dieci le partite con gli incassi più importanti del calcio italiano si sono giocate alla Scala del Calcio.
In realtà, prima di Milan-Napoli nella top 10 c’era un’intrusa, ovvero la sfida tra Roma e Liverpool di Champions League del 2018. In quel caso, a fronte di quasi 62mila biglietti venduti, si è raggiunto un incasso di 5,45 milioni di euro, che però ora non è abbastanza per far rimanere l'Olimpico all’interno della Top 10.
Inter - Milan 2024 registra il maggior incasso di sempre in Serie A
Il derby meneghino del 22 settembre 2024 con 7 milioni di euro di incasso rappresenta l'incasso più alto di sempre in Serie A!
Torniamo alla classifica: all’ultimo posto ci finisce dunque un Derby d’Italia, quello giocato nell’aprile 2019.
A vedere quell’incontro tra Inter e Juventus, terminato in parità con reti di Nainggolan e CR7, c’erano quasi 74mila persone, per un incasso di 5,59 milioni di euro.
Ma visto che si parla di San Siro, impossibile non pensare a cosa può succedere quando si affrontano i due club…padroni di casa.
E infatti al nono posto ci finisce un Inter-Milan, quello giocato a febbraio 2020. In quell’occasione a fare la storia è Zlatan Ibrahimovic, che diventa il calciatore più anziano a segnare nel derby della Madonnina, ma la partita la vince l’Inter per 4-2. E il botteghino sorride, con quasi 76mila spettatori e ben 5,61 milioni di euro di incasso.
Chi c’è all’ottavo posto? Ma ovviamente un altro Inter-Milan, quello del febbraio 2023. Anche in quel caso si impongono i nerazzurri con gol di Lautaro Martinez e i 75500 spettatori garantiscono un incasso di 5,83 milioni, cifre che segnalano un leggero aumento dei prezzi rispetto alla partita di due anni prima.
Si va avanti, verso la settima posizione, dove, neanche a dirlo, c’è un altro derby della Madonnina. In questo caso però il club padrone di casa è il Milan, che nel marzo del 2019 stacca ben 77400 biglietti per la stracittadina.
Peccato per i rossoneri che anche stavolta il risultato finale dica Inter in un match rocambolesco che finisce 2-3 per i nerazzurri. Ma i rossoneri possono consolarsi pensando all’incasso, che ha raggiunto i 5,87 milioni di euro.
Con la Champions si incassa di più
Non di sola Serie A però vive San Siro, che quando c’è la Champions League, complici dei prezzi più alti dei biglietti, si veste di gala. È il caso del match che è in sesta posizione, quello tra Inter e Barcellona nel novembre del 2018.
Che i titoli di accesso in media costassero di più lo dicono le cifre: ad assistere all’1-1 con gol di Malcom e Icardi ci sono “appena” 73mila persone, ma l’incasso sfiora i 6 milioni, fermandosi a 5,91.
Per superare il muro dei 6 milioni ci vuole un altro match tra Inter e Juventus, quello dell’ottobre 2019, il primo di Antonio Conte da tecnico nerazzurro.
A San Siro arrivano quasi 76mila spettatori, per un incasso totale di 6,62 milioni di euro, ma gli interisti restano delusi: la sfida argentina la vince la Juventus con Dybala e Higuain, che ribaltano il vantaggio di Lautaro Martinez.
Al quarto posto c’è invece un’altra partita europea della stagione 2022/23, quella che nei gironi ha messo di fronte Milan e Chelsea nell’ottobre del 2022.
Sugli spalti ci sono 75mila persone, la cifra incassata è di 6,81 milioni, ma non va benissimo ai rossoneri, che perdono, da sfavoriti per le scommesse, per 0-2, pur non pregiudicando per nulla il loro cammino in Champions League.
Inter - Barcellona 2019 era il precedente primato
Ai piedi del podio c’è infine un altro incrocio tra Inter e Barcellona, quello del dicembre 2019, che per i nerazzurri è un dentro o fuori.
Alla fine la squadra di Conte finisce in Europa League a causa dell’1-2 finale firmato Ansu Fati, ma stabilisce comunque il record di incasso per una partita in Italia con ben 7,88 milioni di euro con poco meno di 72mila persone sugli spalti.
Record che poi è stato infranto prima da Milan-Tottenham e poi da Milan-Napoli.
Le cifre in crescendo suggeriscono che i prezzi medi dei biglietti, soprattutto quando c’è di mezzo la Champions League, crescono a dismisura.
Se poi le squadre italiane (anzi, le milanesi…) si qualificano per le fasi più importanti, l’incasso è destinato a raggiungere cifre stratosferiche, come dimostrano le ultime partite casalinghe.
Come si arriva ad un incasso record
Merito dei rincari del singolo titolo di accesso, ma anche dei pacchetti “hospitality”, che permettono di vivere il match all’interno di una VIP lounge con ristorazione, hostess e parcheggio riservato.
E se già per il campionato questi pacchetti costano parecchio anche in abbonamento, figurarsi quando c’è una serata di gala.
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 6 aprile 2023.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Quando si parla della Serie A degli anni Novanta, balza subito all’occhio la quantità impressionante di grandissimi centravanti. All’epoca in Italia sono arrivati bomber che al giorno d’oggi avrebbero quotazioni di mercato eccezionali.
E andava anche a finire che qualcuno veniva messo in ombra da quelli decisamente fuori categoria. È probabilmente il caso di Abel Balbo, che ha giocato nel Belpaese per oltre dieci anni e che spesso non viene ricordato con gli onori del merito.
I numeri di Abel Balbo
Abel Eduardo Balbo è nato nel 1966 in Argentina, a Villa Constitución, e in carriera ha realizzato 207 reti in 527 partite disputate tra i club e la nazionale. La sua carriera è cominciata in patria, con le maglie del Newell’s Old Boys (sotto la guida di Marcelo Bielsa nelle squadre giovanili) e successivamente del River Plate.
A credere in lui in Italia è l’Udinese, che lo porta in Serie A all’inizio della stagione 1989/90.
Le 11 reti del centravanti non bastano a evitare la retrocessione, e neanche le 22 segnate l'anno successivo, che lo elevano ad uno dei migliori attaccanti della storia della B, permettono ai friulani di tornare nella massima categoria.
Al secondo tentativo però l’Udinese centra la promozione e la quarta e ultima stagione in bianconero di Balbo lo vede realizzare 22 reti tra campionato e spareggio per la salvezza.
La Roma investe quasi 20 miliardi per acquistare Balbo
Per l’argentino però si spalancano le porte di una big, che in questo caso è la Roma.
I giallorossi lo pagano 18 miliardi di lire e Balbo resta a Trigoria per cinque anni (per poi tornare successivamente), diventando il terminale offensivo della squadra di Carlo Mazzone, facendo spesso coppia con l’altro sudamericano Daniel Fonseca e godendo dei primi passi calcistici di un giovane talento delle giovanili romaniste chiamato Francesco Totti.
Le annate di Balbo alla Roma sono tutte molto positive in quanto a reti realizzate. La migliore è quella 1994/95, in cui il centravanti realizza 22 reti in campionato, venendo superato sul trono dei bomber solo dal connazionale Batistuta con 26 marcature.
In totale, Balbo realizza 87 reti nella sua storia giallorossa, che gli permettono di essere l’ottavo marcatore di sempre della storia del club capitolino.
L’arrivo di Vincenzo Montella nella stagione 1998 significa per Balbo, già trentaduenne, l’addio al posto da titolare e quindi l’argentino decide di provare altre esperienze in Italia, prima con la maglia del Parma, con cui vince una Coppa Italia, e poi con quella della Fiorentina, con cui invece esordisce in Champions League, segnando 4 reti nella competizione.
Con un chirurgico destro al Manchester United campione in carica, Balbo regala una prestigiosa vittoria, da outsider per le scommesse sportive, alla squadra di Trap nel secondo gruppo, secondo la formula dell'epoca della Coppa dalle grandi orecchie!
Il richiamo della Roma però è troppo forte e quando nell’estate 2000 Capello lo chiama, Balbo si ripresenta a Trigoria per altre due stagioni in giallorosso, che saranno quelle più vincenti della sua carriera.
Pur giocando poco e non andando mai in rete, il centravanti si laurea campione d’Italia e vince anche la Supercoppa nella stagione successiva, prima di chiudere la sua carriera nell’annata 2002/03 con qualche fugace apparizione con la maglia del Boca Juniors.
Balbo con l’Albiceleste
Nel raccontare la carriera di Balbo, non si può ignorare l’esperienza con la nazionale argentina.
Il centravanti esordisce con l’Albiceleste nel 1989 e in quasi un decennio gioca tre volte i Mondiali (1990, 1994, 1998) e due volte la Copa America, ma ottiene solamente 37 presenze e 11 reti, sia per la tanta concorrenza che si trovava davanti all’epoca (in primis Batistuta) che per l’ostracismo del CT Alfio Basile, che per oltre tre anni si rifiuta di convocarlo.
Tra le sue reti comunque c’è quella che nel 1993 aiuta l’Argentina a superare i playoff intercontinentali contro l’Australia per ottenere un posto ai Mondiali 1994 negli USA.
Il Balbo di oggi allenatore ed imprenditore
Ma cosa combina oggi Abel Balbo? Si è dato alla panchina, in un percorso iniziato parecchio tempo fa prima a Treviso nel 2009 e poi ad Arezzo e successivamente interrotto nel 2012, per dedicarsi alla carriera da procuratore sportivo.
Il ritorno da allenatore è arrivato nel 2022, alla guida del Central Cordoba, per poi fare un’altra breve esperienza alla guida dell’Estudiantes, termina però dopo appena 7 partite.
Non che l’argentino stia comunque con le mani in mano, considerando che ha messo su una azienda agricola in patria ma che la sua vita si svolge principalmente negli Stati Uniti, dove vivono due dei suoi figli e dove il calciatore ha anche deciso di aprire una scuola calcio a Boston.
Del resto, Balbo ha giocato in un periodo in cui i calciatori guadagnavano molto, ma non certo le cifre attuali.
E si considera che all’epoca del trasferimento di Balbo al Parma Totti aveva appena rinnovato con la Roma ed era quello che aveva lo stipendio più alto in rosa con 3 miliardi a stagione (1,5 milioni attuali), si capisce come i guadagni dell’argentino possano essere stati buoni, ma non eccezionali.
Il coro della Sud per Abel Balbo
Di certo, però, Balbo è rimasto nel cuore di molti appassionati. Al punto che quando da qualche parte parte la canzone No Limit dei 2 Unlimited, di certo ci sarà qualcuno pronto a cantarci sopra “Balbo, Abel Balbo”, come hanno cominciato a fare i tifosi romanisti nel 1993, quando l’argentino è approdato a Trigoria.
Un coro che ha segnato un’epoca del tifo giallorosso e che a volte viene tirato ancora fuori dalla Curva Sud come doveroso omaggio a una vera e propria leggenda del club.
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Quando si parla dei “bei vecchi tempi” del calcio, una delle cose che i nostalgici ricordano con più affetto è la necessità di non sottoscrivere abbonamenti per vedere le partite.
All’epoca, spiegano molti, i match si vedevano in chiaro. Ma era esattamente così? Beh, non proprio.
La Serie A, per esempio, in chiaro non ci è mai andata, se non in sporadici casi.
Gli highlights della Serie A sulla RAI
La RAI ha lungo mantenuto i diritti del massimo campionato, ma mostrando gli highlights al termine delle partite, il secondo tempo di una gara (ma comunque in differita) o di tanto in tanto, per motivi di ordine pubblico, incontri interi ma con trasmissione circostanziata a un determinato territorio o a una regione.
Storia a sé hanno sempre i posticipi, che la RAI ha trasmesso con una certa costanza nel corso dei decenni, così come i match di spareggio, sempre da Under per le scommesse sportive!
L'era delle pay-tv
Poi all’inizio degli anni Novanta sono arrivate le pay-tv (prima Tele+, poi Stream e infine Sky), che hanno cominciato a trasmettere le partite in diretta e che hanno fatto sì che il massimo campionato diventasse tutto a pagamento. In compenso, per un po’ è ancora stato possibile guardare le coppe europee sui canali in chiaro.
Prima la RAI, che però spesso escludeva dalla trasmissione la provincia dei club italiani impegnati, e poi tutte le altre televisioni private (Mediaset, ma anche Telemontecarlo, LA7 hanno nel corso degli anni acquisito i diritti di trasmissione delle competizioni continentali.
Poi però la TV a pagamento ha preso piede anche nelle coppe, con la trasmissione in ogni caso di almeno un match per turno su un canale visibile a tutti, che sia da parte della RAI, di Mediaset o di altre emittenti, spesso legate a chi ha acquisito i diritti dell’intero torneo.
Il successo televisivo della Coppa Italia in chiaro
Una competizione che da parecchio va in onda solo in chiaro è invece la Coppa Italia, per cui nessuno ha acquisito i diritti criptati ormai da più di 10 anni.
La seconda competizione nazionale è andata in onda per lungo tempo solo sulla RAI, ma ci sono stati anche periodi negli anni Novanta in cui i diritti erano solamente di Fininvest, che nella sua incarnazione più recente, Mediaset, si è aggiudicata la possibilità di trasmettere i match di Coppa Italia per il triennio in corso, interrompendo così una trasmissione continua della TV di stato dell’evento che durava ormai da trent’anni (in alcune stagioni anche con il supporto di altre emittenti).
Gli Azzurri da sempre in diretta sulla RAI
Discorso diverso per la nazionale, che è stata a lungo monopolio della RAI. Con la nascita delle TV private ci sono stati alcuni tentativi da parte di altre emittenti di prendersi i match degli azzurri.
Si parte per esempio con il caso della Coppa d’Oro dei Campioni del Mondo (il cosiddetto Mundialito) nel 1980, con i diritti della competizione acquisiti dall’allora Fininvest, per poi proseguire nei primi anni Novanta, con il tentativo da parte di Tele+ di soffiare alla RAI un match di qualificazione ai Mondiali del 1994.
Ma alla fine le partite dell’Italia sono sempre andate in onda sulla TV di stato, anche nel lungo periodo in cui Telemontecarlo e TeleCapodistria, da emittenti internazionali e quindi non soggette alle normative italiane e dell’Eurovisione, trasmettevano comunque i match degli azzurri, ma spesso in differita.
Negli anni Novanta c’è stata anche la prima partita trasmessa in chiaro da Mediaset, ma anche ora che a volte i diritti delle grandi competizioni vengono acquisiti da altri (negli anni Novanta spesso Telemontecarlo, ora Sky o Mediaset), se gioca la nazionale la trasmissione è (anche) sulla RAI.
Il calcio live su Sportitalia
E per gli altri campionati, che succede? Che nel corso dei decenni c’è stata una girandola di situazioni, che ha portato a periodi in cui alcuni campionati erano visibili in chiaro.
Negli anni Ottanta c’era la possibilità di vedere le partite dei campionati argentino e olandese, mentre Telemontecarlo ha sempre avuto un occhio di riguardo per le sintesi dei grandi tornei, senza però la possibilità di trasmettere le partite intere.
L’avvento delle Pay TV ha fatto poi sì che i tornei più importanti (Premier League, La Liga, Bundesliga, etc) finissero per essere criptati, con la quasi impossibilità di vederli in chiaro.
Da questa situazione però sono spesso rimasti fuori i campionati meno pubblicizzati e quelli sudamericani, che di frequente, soprattutto grazie al lavoro di Sportitalia negli ultimi due decenni, sono stati trasmessi per parecchi anni, come quello argentino o la Championship, la seconda serie inglese.
Al momento attuale Sportitalia trasmette in chiaro la Primavera, la Serie D, il campionato svedese, quello australiano, quello argentino e quello brasiliano, oltre a competizioni come la Coppa di Francia e la Scottish Cup. Non sono poi mancate situazioni particolari, come la doppia semifinale di Copa del Rey tra Real Madrid e Barcellona, i cui diritti sono stati acquisiti dal circuito di TeleLombardia.
Dove si vede il football all'estero
Qui, poi, la situazione è chiaramente variegata, ma i campionati sono quasi impossibili da vedere in chiaro. In Inghilterra la BBC trasmette gli highlights della Premier League, la FA Cup e le partite della nazionale (suddivise con ITV), mentre il campionato è diviso tra BT Sport, Sky Sports e Amazon Prime.
La Liga in Spagna è divisa tra Telefonica e DAZN, senza spazio per TVE, una situazione che è simile a quella che c’è in Germania (Sky e DAZN) o in Francia (Amazon e Canal+). In Italia però si potrebbe andare controcorrente, perchè se la Lega dovesse aprire alla trasmissione gratuita di alcune partite della Serie A per il triennio 2024/27, sia la Rai che Mediaset potrebbero essere interessate.
Un tentativo che potrebbe aiutare a riportare il calcio italiano ai fasti di un tempo, oltre che a riavvicinare al pallone quelli che a pagare per vedere le partite non ci pensano proprio…
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
È venuto, ha visto, ha vinto e ha scritto pagine e pagine di record. Di chi si parla? Ma ovviamente di Zlatan Ibrahimovic, che ha appena fatto ciò che gli riesce meglio, ovvero prendersi i riflettori.
La rete segnata dallo svedese, al secondo tentativo dagli 11 metri, nel match con l'Udinese lo spedisce infatti ulteriormente nella storia della Serie A, perché trasforma il Colosso di Malmö nel marcatore più anziano (che Ibra ci perdoni…) della storia del massimo campionato, un primato molto, molto più importante anche rispetto al gol più veloce!
Da un eccesso ad un altro: davvero curioso come il quasi omonimo Arijon Ibrahimovic, calciatore del Frosinone, sia il primo classe 2005 a realizzare un gol in Serie A!
Tutti i record di Ibra
La carta di identità del centravanti del Milan al momento della marcatura segna infatti 41 anni, 5 mesi e 15 giorni, abbastanza per prendersi l’ennesimo primato di una carriera che è sempre più leggendaria. Non mancano infatti nel suo palmares altri record di longevità.
Con la ripetizione del rigore al Friuli, Ibra si prende (ovviamente ) anche il primato, per le quote Serie A, di straniero più anziano a segnare in A, ma ogni volta che scende in campo lo svedese aggiorna il record per il giocatore di movimento più anziano in campo nel massimo campionato.
Tra i record a suo nome ci sono anche quello del calciatore più anziano ad aver segnato 15 gol in un solo campionato, quello per la doppietta più avanti negli anni e anche quello come marcatore più “esperto” della storia del derby di Milano.
Ma quello di goleador più anziano della Serie A è decisamente la ciliegina sulla torta.
Il precedente primato di Billy Costacurta
Il record, in ogni caso, resta comunque in casa Milan, considerando che Ibra lo ha appena sfilato a un altro degli highlander rossoneri del calcio tricolore. Si tratta di Alessandro “Billy” Costacurta, che ha mantenuto il primato per quasi 16 anni.
Il 19 maggio 2007, in quella che è stata l’ultima partita della sua lunga e vincente carriera, il difensore ha infatti segnato, sempre su calcio di rigore, nella sconfitta del Milan contro l’Udinese, prendendosi così il titolo di marcatore più anziano della storia della Serie A, essendo andato in gol a 41 anni e 25 giorni.
Un primato che molti ritenevano difficilissimo da abbattere, ma evidentemente non avevano fatto i conti con la voglia di primeggiare del centravanti svedese.
E a proposito di centravanti che hanno fatto la storia del calcio italiano, a sua volta Costacurta aveva infranto un primato che sembrava decisamente intoccabile, in quanto era stato stabilito addirittura 53 anni prima.
L'ultimo dei 274 gol di Silvio Piola
Bisogna infatti tornare al 7 febbraio 1954, giorno in cui Silvio Piola segna l’ultimo dei suoi 274 gol in Serie A. In quel Novara-Milan il bomber di Robbio realizza in rovesciata quella che per tantissimo tempo rimarrà la rete più anziana del massimo torneo tricolore, alla veneranda età di 40 anni, 6 mesi e 9 giorni.
Piola, tra l’altro, ha a lungo preceduto lo stesso Ibrahimovic, che prima di prendersi il primato è stato per parecchio tempo al terzo posto della classifica grazie al gol realizzato nel gennaio 2022 contro il Venezia a 40 anni, 3 mesi e 6 giorni. Ma ora, anche una leggenda come il campione del mondo 1938 si è vista superare da Zlatan.
Nella lista non mancano altri nomi che hanno scritto pagine importantissime della storia del calcio italiano. Come colui che chiude il ristrettissimo club di quelli che sono stati capaci di segnare in Serie A dopo aver compiuto i 40 anni.
Si parla di Pietro Vierchowod lo Zar, che non solo fino a 41 anni ha…terrorizzato gli attaccanti avversari nel massimo campionato, ma che si è anche tolto la soddisfazione di andare in gol dopo essere già entrato a far parte degli “anta”.
Il suo ultimo gol arriva a 40 anni, un mese e 17 giorni, in un pareggio del suo Piacenza contro la Salernitana nel maggio del 1999.
Totti contro il Toro sfiora i 40 anni
Può esistere una lista di record di longevità senza che ci finisca dentro Francesco Totti? Ovviamente no.
E infatti l’ex capitano della Roma è presente nella classifica dei marcatori più anziani della storia della Serie A, essendo il primo di quelli che non hanno segnato dopo i 40 anni.
E dire che Totti ce l’ha messa davvero tutta, perchè il suo ultimo gol nel massimo campionato arriva ad appena due giorni dal quarantesimo compleanno, nel 3-1 che la Roma subisce dal Torino il 25 settembre 2016. E quindi gli almanacchi dicono che l’età del Pupone al momento della marcatura è di 39 anni, 11 mesi e 29 giorni.
Peccato che il match…non sia stato posticipato di circa 48 ore! Totti chiude la top 5, ma anche nel resto dei 10 marcatori più anziani della storia della Serie A ci sono nomi importanti.
A partire da quello di Sergio Pellissier, leggenda del Chievo, che regala il suo ultimo gol alla squadra gialloblù nel gennaio 2019, in una sconfitta per 3-4 contro la Fiorentina. Per il centravanti valdostano il conteggio si ferma a 39 anni, 9 mesi e 15 giorni.
E poi…c’è Paolo. Basterebbe il nome per capire che si parla chiaramente di Maldini, un altro che è rimasto in campo un’eternità e sempre ad altissimi livelli.
Per il leggendario tifoso milanista l’ultima marcatura in Serie A arriva nel marzo del 2008, durante un match che i rossoneri perdono contro l’Atalanta, quando la carta d'identità segna 39 anni, 9 mesi e 4 giorni. Il fatto che le carriere dei calciatori si siano mediamente allungate fa sì che la maggior parte di quelli presenti nella top 10 siano giocatori relativamente recenti.
Oltre a Piola, l’unica altra incursione di qualcuno dei tempi che fu è quella di Carlo Reguzzoni, centrocampista della Pro Patria, che nel settembre 1947 segna a 39 anni, 8 mesi e 3 giorni contro il Milan.
Il secondo straniero e ultimo della lista dei primi dieci marcatori più anziani della Serie A è invece un altro difensore, il portoghese Bruno Alves. Per lui il gol arriva a 39 anni, 5 mesi e 19 giorni, quando nel maggio 2021 il centrale trafigge la porta del Sassuolo ma non riesce a impedire la sconfitta del suo Parma.
A San Siro arriva la firma di Fabio Quagliarella
L’attaccante campano non segnava in A dal maggio 2022, con il gol nel 4-1 della Sampdoria alla Fiorentina realizzato a 39 anni, 3 mesi e 15 giorni.
Il che significa che il destro con il quale il classe 1983, che è nato a gennaio, ha regalato il pari momentaneo ai suoi nella sfida con il Milan del 20 maggio 2023, lo spedisce dritto dritto nella lista di quelli che hanno segnato dopo i 40 anni.
E come ha dimostrato la sua infinita carriera, mai dire mai con Quaglia che è a quota 182 reti in Serie A…
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 18 marzo 2023.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Quello del secondo portiere è un ruolo complicato. Se tutti i calciatori di movimento possono sperare di fare.. le scarpe, anzi gli scarpini, a qualche compagno, l’estremo difensore sa benissimo che è molto complicato entrare nell’undici che va in campo, a meno di qualche infortunio, di una squalifica o di un momento di forma molto negativo del titolare.
Fare il dodicesimo, nella maggior parte dei casi, significa scaldare la panchina per buona parte della stagione, ma anche farsi trovare pronti in caso di necessità pur non avendo assolutamente il ritmo partita. Dunque, è quasi logico che molti portieri non apprezzino questo ruolo in una rosa e che spingano per andare altrove e trovare minuti.
Ed è quindi complicato vedere estremi difensori di ottimo livello fare i secondi, figuriamoci come terzi portieri. Ma in certi casi succede eccome. Basterebbe pensare alla Juventus, che ha un dodicesimo di quelli importanti: Mattia Perin.
Mattia Perin il miglior secondo portiere
Il portiere di Latina potrebbe giocare da titolare in tantissime squadre italiane e non solo, eppure ha accettato il ruolo di dodicesimo in bianconero. E quando c’è stato da sostituire Wojcech Szczesny, Perin non si è fatto pregare, diventando grandissimo protagonista della striscia di vittorie e di clean sheet della squadra di Allegri nel girone di andata della Serie A 2022/23.
La Juventus dunque sa che, in caso di problemi al polacco, in panchina c’è un portiere in grado di sostituirlo senza far scendere la qualità della squadra. Ma del resto alla Continassa sono abituati, perchè negli anni scorsi a fare il secondo portiere c’è stato addirittura Gianluigi Buffon.
Il SuperGigi nazionale è tornato in bianconero dopo la breve esperienza al Paris Saint-Germain e si è messo a disposizione come riserva di Szczesny. Non esattamente quello che ci si aspetta da uno dei migliori estremi difensori della storia del calcio!
Che secondi portieri alle spalle di Szczesny
Il portiere polacco, comunque, vanta una schiera di secondi di livello davvero impressionante.
Quando era alla Roma, Szczesny è stato per una stagione il titolare in campionato, relegando alle partite nelle coppe un certo Alisson Becker, su cui poi i giallorossi hanno deciso di puntare, anche considerando che “Tek” era in prestito dall’Arsenal mentre il brasiliano era di proprietà del club capitolino.
Capitan Handanovic diventa secondo portiere
Anche all’Inter nella stagione 2022/23 in porta vanno sul sicuro.
Tra i pali ormai c’è definitivamente Andrè Onana, arrivato a parametro zero dall’Ajax e che ha scelto il 24 come numero maglia portiere; la sua titolarità è stato per un po’ insidiata, all'inizio della stagione d'esordio a San Siro, da una vera e propria leggenda dell’Inter, Samir Handanovic.
Lo sloveno, che è stato il capitano nerazzurro dell’ultimo scudetto, continua a combattere per la possibilità di dire ancora la sua e, dopo un decennio passato all’Inter, resta comunque un portiere in grado di fare la differenza nonostante la carta di identità dica ormai oltre 38 anni.
In Serie A non è comunque raro vedere situazioni simili, come dimostrano le ultime stagioni del Napoli, che ora ha puntato su Alex Meret, che però è stato a lungo in ballottaggio e spesso secondo di un collega più esperto come il colombiano Ospina.
E nella storia del nostro campionato ci sono situazioni in cui a volte un dodicesimo ha cambiato tutto, prendendosi il posto e rivelandosi fondamentale per le sorti della sua squadra.
Abbiati da secondo ad eroe rossonero
È il caso di Christian Abbiati, che nella stagione 1998/99 sfrutta la squalifica del titolare Sebastiano Rossi per diventare il titolare del Milan e mettere le mani (è il caso di dirlo) sullo scudetto.
Negli anni poi il portiere di Abbiategrasso accetta anche di fare il dodicesimo, come quando in rossonero arriva Dida, con cui c’è stato un continuo…scambio di titolarità nel primo decennio del nuovo millennio.
Le migliori coppie di portieri
Chi negli ultimi anni ha sempre avuto una coppia di portieri di altissimo livello è il Real Madrid. Ora come ora il dodicesimo è l’ucraino Andrij Lunin, ma non c’è da farsi ingannare dal fatto che non gioca molto. Il secondo di Thibaut Courtois è considerato un talento e ha portato la sua nazionale alla vittoria del Mondiale Under-20 del 2019, di cui è stato incoronato miglior portiere.
Il belga, però, gli lascia soltanto le briciole, visto che comunque anche lui è abituato a una concorrenza spietata. Negli ultimi anni Courtois ha infatti relegato in panchina un collega che ha vinto, da protagonista per le scommesse sportive, per tre volte la Champions League come Keylor Navas.
Il costaricano, dopo una stagione da secondo, ha deciso di andarsene al Paris Saint-Germain, per poi ritrovarsi però nella scomoda posizione di avere davanti qualcuno di ingombrante come Gigio Donnarumma.
E quando ha capito che anche al Parco dei Principi il club non avrebbe puntato su di lui, Navas ha deciso di volare in Premier League per giocare, vestendo la maglia del Nottingham Forest. Un caso decisamente a parte lo fa il Bayern Monaco, che nel corso degli anni ha dovuto…far fronte alla voglia di Manuel Neuer di non farsi sconfiggere dal tempo che passa.
Qualche stagione fa i bavaresi hanno portato a Säbener Straße Alexander Nubel, con l’idea di fargli un giorno prendere il posto del campione del mondo 2014. Neuer però è rimasto titolare indiscusso e Nubel è stato costretto a fare le valigie per giocare, accettando un prestito biennale al Monaco.
Ora in rosa il Bayern ha un altro dodicesimo di livello assoluto come Yann Sommer. Lo svizzero è stato acquistato…per necessità, dopo che Neuer si è fratturato una gamba sciando, ma non lo sta certo facendo rimpiangere.
Ma il fatto che l’ex Borussia Mönchengladbach abbia firmato un contratto fino al 2025 lascia presagire che al ritorno del tedesco ci sarà una bella lotta per i pali del club bavarese.
Un caso a parte poi lo fanno le nazionali, perchè i CT possono scegliere e hanno spesso a disposizione portieri di altissimo livello.
Dunque, è necessario che qualcuno faccia il dodicesimo pur essendo una stella. Succede a Ederson nel Brasile, dove è chiuso da Alisson, o a Ter Stegen in Germania, dove il dualismo tra il portiere del Barcellona e il solito Neuer è stato a lungo argomento di discussione.
E in Italia, portieri della Nazionale? Il numero uno azzurro ora è indiscutibilmente Donnarumma, ma la nuova generazione di estremi difensori, tra il già citato Meret e gli emergenti Carnesecchi e Vicario, fa dormire a Mancini sonni tranquilli: un ottimo dodicesimo, se dovesse servire, la nostra nazionale lo trova con una certa facilità…
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Patrimonio Bandecchi: intervenuto il 6 settembre 2023 a “La Zanzara”, sul tema dell’introduzione delle guardie giurate private, vista la carenza d’organico, in attesa della nuova assunzione di 60 vigili urbani, il Sindaco Bandecchi si è aperto a 360 gradi.
Nel simpatico contradditorio con Cruciani e Parenzo, Bandecchi ha dichiarato un patrimonio di 3 miliardi di euro: tra gli asset dello straordinario imprenditore toscano, troppo, troppo sottovalutato nei salotti che contano, quello più importante, con un valore di circa 2,3 miliardi di euro, è chiaramente l’Unicusano.
Bandecchi non vende favole e nelle sue aziende ha oltre 2.000 tra dipendenti e collaboratori.
Rispetto per i presidenti di una volta
Tra l'altro chi in questi anni ha avuto ancora il coraggio di investire nell'industria pallone merita un rispetto particolare.
Il calcio italiano è sempre stato un’enorme fucina di personaggi particolari a livello presidenziale. Nel corso dei decenni ci sono stati numeri uno di grandi e piccoli club che hanno scritto a loro modo la storia del pallone tricolore.
Basterebbe pensare a leggende come Costantino Rozzi, che ha fatto grande l’Ascoli, o a Romeo Anconetani, “Presidentissimo” del Pisa per oltre 15 anni.
E persino in un periodo in cui i club italiani finiscono spesso nelle mani di imprenditori o di fondi provenienti dall’estero, non mancano comunque figure in grado di spiccare, come quella di Stefano Bandecchi, che, per un breve ma fortunato periodo, è stato anche Presidente sul campo e Sindaco dal lunedì al venerdì!
Il fondatore dell'Università Niccolò Cusano
Bandecchi è conosciuto principalmente per essere il fondatore e il presidente del consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, ma se si parla di calcio è anche il presidente della Ternana, da lui acquistata nel giugno 2017 al termine dell’era di Edoardo Longarini.
Prima di approdare al Libero Liberati, Bandecchi è anche stato presidente (tra il 2014 e il 2017) del Fondi Calcio.
L'era della Ternana di Bandecchi
Sono state sette le stagioni della Ternana con alla guida l’imprenditore nato a Livorno ma romano d’adozione,.
La prima annata, quella in cui il club ha cambiato nome in Ternana Unicusano, è terminata con la retrocessione in C e ci sono voluti altri tre anni perchè le Fere tornassero nella serie cadetta, vincendo il loro girone, da favoriti per le scommesse calcio e portando anche a casa la Supercoppa di categoria.
Una volta rimesso piede in B, la squadra ha inizialmente mantenuto una posizione di metà classifica, anche grazie agli investimenti del numero uno ed alla competenza in panchina di Cristiano Lucarelli, un altro che di scelte calcistiche di cuore se ne intende davvero...
A dimostrazione della bontà del lavoro di Bandecchi, c’è quello che è accaduto tra 2023 e 2024. In seguito alla sua elezione a sindaco di Terni, il primo cittadino della città umbra ha passato la mano, cedendo la Ternana al gruppo Pharmaguida.
Senza il suo vulcanico proprietario (nonché ufficialmente anche presidente tra il 2019 e il 2023), la squadra è immediatamente retrocessa di nuovo in C, in un play out davvero complicato con il Bari, partito, per le quote Serie B, con ben altre ambizioni!
In ogni caso, Bandecchi non si è totalmente disinteressato del calcio, rimanendo legato a quello femminile. Nell’agosto del 2023 è infatti diventato presidente della Ternana Women, che a differenza della squadra maschile è rimasta di proprietà dell’Unicusano.
Bandecchi l'imprenditore dai mille ruoli
Ma chi è Stefano Bandecchi? Di certo quella del classe 1961 è una figura decisamente poliedrica. Basterebbe pensare che sul suo sito ufficiale si autodefinisce “l’imprenditore dai mille ruoli”.
Prima di dedicarsi agli affari ha fatto il servizio militare nei paracadutisti, partecipando anche a una missione in Libano.
Tra le attività a cui si dedica c’è chiaramente la formazione, ma anche la ristorazione, il benessere e l’editoria e la ricerca scientifica.
Il successo dell'Università degli Studi Niccolò Cusano
L’Università degli Studi Niccolò Cusano nasce nel 2006 ed è una delle principali università telematiche del paese, avendo accolto negli anni oltre 100mila studenti e avendo formato ben 45mila laureati.
Nel corso degli anni il ventaglio delle attività legate all’Università degli Studi Niccolò Cusano si è parecchio ampliato, con la creazione di Radio Cusano Campus e della Cusano Italia TV e la nascita del Campus dell’Ateneo.
Non si tratta però della prima esperienza di Bandecchi nel mondo della formazione, perchè il numero uno della Ternana aveva anche fondato nel 1995 Universitalia, istituto di preparazione agli esami universitari.
Tra le scommesse personali, nel suo curriculum merita una menzione anche la fondazione di altri due atenei al di fuori dei confini tricolori, rispettivamente nel Regno Unito e in Francia. Per quello britannico è arrivata persino l’acquisizione di Withersdane Hall, una struttura storica a sud est di Londra, dalle parte di Ashford, costata oltre 3 milioni di sterline e trasformata in un meraviglioso campus.
E anche la radio e la TV dell’università (a cui si aggiungono anche altre testate come Cusano Magazine, UniCusano TAG 24, Edicusano) non sono il primo passo di Bandecchi nell’editoria, perchè il livornese è anche stato nel corso degli anni direttore di Radio Manà Manà, Radio Manà Manà sport, oltre che del quotidiano Le Novae.
Da segnalare al riguardo anche l’ampia attività di comunicazione effettuata sui social, ma anche la creazione e la conduzione di un proprio programma televisivo, “L’Imprenditore e gli altri”, che va in onda su Cusano Italia TV e si occupa di politica, economia e mondo dell’imprenditoria, con l’alternarsi di parecchi ospiti che conversano con lo stesso Bandecchi.
Per lui anche parecchio interesse nel mondo della politica, con la candidatura alle regionali nel Lazio nelle fila del centrodestra nel 2005, ma soprattutto quella a sindaco di Terni con Alternativa Popolare nelle amministrative 2023, vinte con il 28,17% dei voti.
Anche l’esperienza da primo cittadino ha riservato finora i suoi momenti particolari, come le dimissioni per motivi politici annunciate a inizio febbraio 2024 e poi subito ritirate, oppure i tanti giusti interventi in tackle nei confronti degli altri protagonisti della politica tricolore.
Patrimonio Bandecchi
Ma in quanto è stimabile il patrimonio di Stefano Bandecchi? A fare qualche calcolo ci ha pensato lui stesso in alcune delle tante interviste concesse o nelle dirette social che lo vedono costantemente grande protagonista.
Nell'intervista sulla radio di Confindustria citata in apertura, Bandecchi, senza giri di parole, ha ammesso di avere un patrimonio di 3 miliardi di euro!
Prima ancora dell'intervista, l’imprenditore ha calcolato di guadagnare circa 4 milioni di euro l’anno, muovendone poi oltre 50 attraverso tutto l’indotto delle sue aziende.
L’ultima a entrare nel portfolio di Bandecchi è stata l’Interpan, storica azienda ternana, acquisita per una cifra che si aggira sui due milioni di euro nel gennaio 2023. Bandecchi ha anche spiegato di aver pagato 2 milioni di debiti della vecchia società quando ha rilevato la Ternana.
L’imprenditore ha raccontato di pagare 1.700 stipendi in giro per il mondo, mentre il fatturato della punta di diamante delle sue attività, l’Università degli Studi Niccolò Cusano, è stato stimato in oltre 85 milioni di euro.
Insomma, davvero un imprenditore dai mille ruoli, come ama definirsi. E sicuramente un personaggio molto particolare nel mondo del calcio, e non solo, tricolore. A noi onestamente piace, voi, amici lettori, cosa ne pensate?!
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Tornei vinti Sinner: Jannik Sinner è senza dubbio il miglior tennista italiano di tutti i tempi ed è sulla buona strada per entrare a pieno merito tra le leggende della racchetta mondiale. A neanche 25 anni, il campione di San Candido ha già numeri che fanno impallidire la maggior parte dei colleghi.
Al 3 maggio 2026, Sinner ha vinto 28 tornei, due in più di Alcaraz:
4 tornei del Grande Slam (Australian Open 2024 e 2025, US Open 2024 e Wimbledon 2025);
2 ATP Finals (2024 e 2025);
9 ATP Masters 1000;
7 ATP 500;
6 ATP 250.
Ecco la suddivisione anno per anno:
2020: 1;
2021: 4;
2022: 1;
2023: 4;
2024: 8;
2025: 6;
2026: 4.
A questi vanno aggiunte anche le due Coppe Davis vinte dall’Italia nel 2023 e nel 2024, in cui è stato grande protagonista.
Il tennista altoatesino ha ottenuto in carriera un prize money enorme, di 62,321,898 dollari, che lo ha fatto entrare nella lista dei 10 tennisti che hanno vinto di più di tutti i tempi. Il tutto, senza considerare le due vittorie nel Six Kings Slam, il torneo esibizione con premio al vincitore da circa 6 milioni di dollari.
Ecco la suddivisione dei suoi premi, espressi per semplicità in dollari, anno per anno:
2018: 9,955;
2019: 643,358;
2020: 736,791;
2021: 2,223,199;
2022: 2,855,466;
2023: 10,456,264;
2024: 19,735,703;
2025: 19,114,396;
2026: 4,337,441
SINNER NUMERO 1 DEL MONDO PER 71 SETTIMANE
Per quanto riguarda il ranking ATP, Sinner è diventato numero uno (il ventinovesimo della storia) nel giugno del 2024 e ha mantenuto la vetta per oltre un anno (65 settimane), prima di cederla a Carlos Alcaraz nel settembre 2025.
L’ha recuperata per una settimana nel novembre 2025 e poi se l’è ripresa dallo spagnolo il 13 aprile 2026, per un totale, complessivo, di 71 settimane al numero uno.
TUTTI I RECORD DI SINNER
In carriera Sinner ha stabilito una serie di record pazzeschi. Eccone qualcuno:
è uno dei quattro tennisti ad aver superato i 13mila punti nel ranking;
è uno dei quattro tennisti che hanno giocato tutte e quattro le finali dei tornei del Grande Slam nello stesso anno solare (2025);
Il 14 maggio 2026, superando, ai quart di finalei del Foro Italico, Andrej Rublev 6-2 6-4, il campionissimo di San Candido, raggiunge la vittoria consecutiva n. 32 nei tornei Masters 1000. La serie iè niziata il 29 ottobre 2025 nel Master parigino, con il sucesso in due set su Zizou Bergs!
è l’unico tennista ad aver vinto tre Masters 1000 consecutivi senza perdere neanche un set, nonchè l’unico ad aver ottenuto il Sunshine Double (Indian Wells e Miami) senza perdere un parziale;
è l'unico tennista ad aver vinto 5 Masters 1000 consecutivi!
ha il record di set consecutivi vinti nei Masters 1000 (37) e di partite consecutive vinte senza perdere neanche un set (18);
ha vinto tutti e sei i Masters 1000 che si disputano sul cemento (Indian Wells, Miami, Canada, Cincinnati, Shanghai, Paris) vinto tutti i Masters sul veloce;
è l’unico tennista che in una stagione (2024) è sempre arrivato almeno al set decisivo in ogni incontro ha la miglior percentuale di punti vinti in una sola stagione (il 2025) di sempre, il 56,45%;
ha vinto tutti e 19 gli incontri contro altri tennisti italiani, compresa la sfida con Pellegrino al Foro.
Ma quali sono, senza contare il Six Kings Slam, le 28 meraviglie dell’altoatesino?! Analizziamole, una per una, a partire dal 2020, fino a Madrid 2026!!!
1. ATP 250 SOFIA EDIZIONE 2020
Il primo titolo ATP Sinner lo conquista nel novembre 2020, al Sofia Open, torneo di categoria ATP 250.
L’azzurro parte bene regolando prima l’ungherese Fucsovics e poi lo svizzero Hüsler in due set, prima di affrontare ai quarti di finale l’australiano De Minaur, numero 3 del seed. Sinner perde il primo set al tie-break, ma poi conquista il passaggio in semifinale imponendosi per 6-7, 6-4, 6-1.
Al penultimo atto l’avversario è un’altra delle teste di serie, ovvero il francese Mannarino, battuto però per 6-3, 7-5.
La prima finale di un torneo ATP della sua carriera Sinner la gioca contro il canadese Pospisil. È un match davvero equilibrato, anche per le quote delle scommesse, in cui il talento di San Candido si impone solo al tie-break del terzo set, con il risultato finale di 6-4, 3-6, 7-6.
2. ATP 250 MELBOURNE 2021
Seconda finale e seconda vittoria per Sinner a febbraio 2021, nella prima e unica edizione del Great Ocean Road Open di Melbourne.
L’azzurro, testa di serie numero 4, entra al secondo turno e ha vita facile contro l’australiano Vukic e lo sloveno Bedene, prima di soffrire un po’ contro il serbo Kecmanovic ai quarti di finale.
Il match più complicato è certamente la semifinale contro il russo Chacanov, numero 2 del seed, quando a Sinner ci vogliono due tie-break vinti (7-6, 4-6, 7-6) per approdare in finale.
L’ultimo atto è un inedito derby in finale contro Stefano Travaglia, vinto dall’altoatesino per 7-6, 6-4.
3. ATP 500 WASHINGTON EDIZIONE 2021
Dopo la finale persa a Miami contro Hurkacz ad aprile, Sinner si rifà di nuovo a inizio agosto, negli Stati Uniti con il Washington Open, il suo primo torneo ATP 500 vinto.
L’azzurro parte dal secondo turno come testa di serie numero 5 e non concede neanche un set agli avversari fino alla finale. Sinner batte il finlandese Ruusuvuori e una serie di statunitensi, a partire da Korda, per poi proseguire con Johnson e Brooksby.
Nella finalissima arriva l’ennesimo avversario a stelle e strisce, Mackenzie McDonald e stavolta il match è molto tirato. Alla fine Sinner si impone al terzo set, per 7-5, 4-6, 7-5.
4. ATP 250 SOFIA EDIZIONE 2021
Il mese di ottobre 2021 comincia con un altro viaggio a Sofia, per bissare la vittoria ottenuta nel 2020. Sinner parte con la testa di serie numero 1 e da campione in carica e stavolta fa percorso pieno, aggiudicandosi il torneo senza perdere neanche un set.
Gli avversari battuti sono il bielorusso Herasimau, l’australiano Duckworth e il serbo Kraijnovic, prima di affrontare in finale il francese Gael Monfils, numero 2 del seed. Nel match decisivo l’azzurro vince senza troppi problemi con un buon 6-3, 6-4.
5. ATP 250 ANVERSA EDIZIONE 2021
Il 2021 di Sinner si chiude con il poker, sul cemento dell’European Open di Anversa. L’azzurro parte anche in questo caso come testa di serie numero 1 e conferma il suo ottimo stato di forma non lasciando neanche un set a nessuno.
Al secondo turno c’è il derby tricolore contro Lorenzo Musetti, poi ai quarti la sfida con il francese Rinderknech e in semifinale quella con il sudafricano Lloyd Harris. Nella finalissima Sinner si trova di fronte l’argentino Diego Schwartzmann, numero 2 del torneo, ma il risultato non lascia dubbi sulla forma di Sinner, che si impone con un netto 6-2, 6-2.
6. ATP 250 UMAG EDIZIONE 2022
Nel 2022 arriva una sola vittoria, ma è parecchio importante sia per la superficie che per l’avversario in finale. A luglio Sinner si impone al Croatia Open Umag, che si gioca sulla terra rossa, il suo primo trionfo su questa tipologia di superficie.
Sinner parte dal secondo turno come testa di serie numero 2 e batte prima due spagnoli (Munar e Carballes Baena), per poi imporsi in semifinale in un derby contro Franco Agamenone.
In finale però c’è l’altra stella nascente del tennis europeo, lo spagnolo Carlos Alcaraz, peraltro campione uscente ad Anversa.
L’ultimo atto è una straordinaria maratona dalla quale esce vincitore Sinner, che perde il primo set al tie-break, ma poi non lascia scampo allo spagnolo imponendosi per 6-7, 6-1, 6-1.
7. ATP 250 MONTPELLIER EDIZIONE 2023
Il settimo torneo vinto dall’altoatesino è di nuovo sul cemento, nel febbraio 2023. Sinner si impone nell’Open Sud de France a Montpellier, giusto una settimana prima di perdere un’altra finale, a Rotterdam contro Medvedev.
In Francia l’azzurro è la testa di serie numero 2, ma in pratica comincia a giocare dai quarti, grazie al bye nel primo turno e al walkout di Fucsovics nel secondo.
La prima sfida è un derby contro Lorenzo Sonego, vinto in due set, mentre in semifinale Sinner batte il francese Fils. Il match che vale il titolo è contro lo statunitense Maxime Cressy, battuto con un 7-6, 6-3, per quella che è la settima meraviglia del talento di San Candido.
8. MASTERS 1.000 TORONTO EDIZIONE 2023
Jannik il 13 agosto 2023 vince nettamente la finale con l'australiano Alex de Minaur e si aggiudica, sul cemento canadese, il primo 1.000 della sua clamorosa carriera.
Da evidenziare che in Ontario, dopo aver beneficiato di un bye al primo turno, come le altre prime sette teste di serie del torneo, al secondo, Sinner ha battuto Super Matt Berrettini, nel primo confronto diretto in un match ufficiale con il romano.
Con la convinzione e la netta impressione che non sarà di certo l’ultima per il tennista sponsorizzato Nike!
9. ATP 500 PECHINO 2023
La settimana che coincide con il ritorno di un tennista azzurro nei primi 4 posti del ranking ATP non poteva che concludersi con un risultato meraviglioso: il nono successo in carriera!
Con una prestazione straordinaria, Sinner, vincendo entrambi i set al tie-break, spezza, al settimo tentativo, il tabù Medvedev e vince a Pechino il suo nono torneo in carriera. Il livello del Daimond Court cinese vale ben più di un ATP 500 come ha fotografato la semifinale superata da Jannik contro il suo avversario del presente e del futuro, Carlos Alcaraz!
10. ATP 500 VIENNA 2023
In Austria, Jannik è praticamente di casa, in un torneo che ha sempre disputato, da quando è diventato Pro.
Perfetto contro Shelton, nel derby con Sonego, davanti a Tiafoe e Rublev, accede all'atto conclusivo con l'unico momento di difficoltà in semi contro il tennista di Mosca.
Se il cammino iniziale è incoraggiante, la finale è da leggenda: strappando il servizio al vincitore degli US Open 2021 in game record da 32 punti,, Sinner batte nuovamente Medvedev: 7-6 4-6 6-3 il punteggio finale in tre ore di gioco.
11. AUSTRALIAN OPEN 2024
Dal primo turno contro Botic van de Zandschulp al quarto di finale stravinto contro un buon Rublev, Jannik non ha mai perso un set ed ha giocato sono un tie break proprio con il tennista di Mosca.
Perfetto, appunto, fino alla semifinale, Jannik domina, come in Coppa Davis, Djokovic in 4 set.
Nell'atto conclusivo, recupera con una sicurezza incredibile, uno svantaggio iniziale di 0-2 nella quarta vittoria consecutiva contro Medvedev, suo incubo sportivo all'inizio della carriera: 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3 il punteggio finale di una partita che con il commento frizzante di Jacopo Lo Monaco su Eurosport ha tenuto incollati gli italiani alla TV, segnando un record di ascolti!
Sinner è il primo tennista italiano a vincere un titolo di singolare nello Slam australiano. Solo tre i set ceduti in tutto il torneo per l'atleta più forte del Mondo nel 2024!
12. ATP 500 ROTTERDAM 2024
A Rotterdam, il 18 febbraio 2024 Sinner conquista il suo dodicesimo torneo in carriera, succedendo nell'albo d'oro a Medvedev che lo aveva sconfitto nella finale della scorsa edizione sul veloce campo olandese!
Botic van de Zandschulp, liquidato con un duplice 6-3. è il suo primo avversario anche quando rientra in Europa e gioca, da numero 1 del seeding sul veloce campo olandese.
Agli ottavi Sinner cede un set al francese Monfis, ai quarti vince il tie break con Raonic che poi si ritira, mentre in semifinale non perde mai il servizio nel 6-2 6-4 contro l'altro atleta di casa, Tallon Griekspoor.
In finale, davanti ai 15.000 dell'impianto indoor olandese, in un match più equilibrato del previsto contro il suo avversario... preferito, Alex de Minaur (sette su sette le sfide dirette tra Jannik e l'idolo di Sydney), strappa il servizio nel primo set all'australiano e chiude in 64', nonostante una percentuale molto bassa sulle seconde di servizio, 7-5, al set point numero cinque con un chirurgico ace, con un parziale finale di 8 punti a 2!.
Anche nel secondo set, davanti alla migliore versione dei colpi piatti di Alex de Minaur, Sinner, approfittando di due doppi falli e due errori di rovescio commessi dal suo avversario nel quinto game, si porta avanti; dopo 3 break consecutivi, Sinner, domenica 18 febbraio 2024 festeggia, in un colpo solo, da imbattuto nell'anno solare, il titolo numero 12 e la terza posizione nel ranking ATP!
13. A Miami Sinner fa un 13 da secondo posto
Il titolo numero 13 coincide con il raggiungimento del secondo posto nella classifica ATP: alla terza finale a Miami (19-3 il record totale di Jannik nelle 4 partecipazioni al prestigioso torneo in Florida), Sinner vince il suo secondo Master 1000 in carriera e, considerando i 600 punti da difendere rispetto all'edizione precedente, supera Alcaraz nel ranking. Sono 60 le partite vinte da Sinner nei tornei 1000 del circuito.
Jannik inizia la sua cavalcata al secondo turno, battendo in due set Vavassori e confermando il clamoroso 100% di vittorie nelle sfide tricolori. Ai sedicesimi, perde il primo set contro il gigante olandese Griekspoor: 5-7, 7-5, 6-1. Non semplice il turno successivo contro il servizio dell'australiano Christopher O'Connell.
Superato senza problemi il classe 2000 Tomas Machac ai quarti, il vero capolavoro Jannik lo realizza in semifinale: in soli 69' di gioco strapazza, infatti, l'ex bestia nera, Medvedev, al quale lascia solo 3 games.
A partire da Pechino 2023, sono 5 (ben 3 in finale) i successi consecutivi di Jannik, sempre favorito dai quotisti delle scommesse tennis, su Daniil, dopo le iniziali 6 vittorie del Campione degli Us Open 2021.
In finale, in una sfida che nel 2023 a Miami si era giocata al primo turno, supera l'ottimo Dimitrov, l'altro protagonista assoluto del torneo e di un inizio 2024 molto brillante: nel primo set, dopo aver salvato una palla break, strappa il servizio all'avversario nel terzo turno di battuta del bulgaro. Break consolidato, praticamente ingiocabile quando entra la prima, chiude 6-3 in 43' la prima partita con un passante spettacolare.
Nel secondo Gregor prova all'inizio a rimanere attaccato alla sfida, ma Sinner è troppo solido e strappa per la terza volta il servizio a Dimitrov nel 4 gioco: 6-3, 6-1 il risultato finale!
14. Sull'erba tedesca Sinner vince anche da numero 1
Il primo torneo iniziato da numero 1 del Mondo coincide per Jannik la prima vittoria sull'erba ed il quarto titolo nel travolgente 2024!
Con la vittoria di Halle, domenica 23 giugno, Sinner è anche l'ottavo tennista di sempre ad aver centrato subito un successo, dopo essere approdato in cima alla classifica ATP.
Il trionfo in Sassonia, attribuisce al tennista azzurro consapevolezza anche sull'erba.
In finale, nel doppio tie-break vinto su Hubert Hurkacz, Jannik è stato molto solido al servizio, collezionando 10 aces, dei quali 3 consecutivi: Sinner ha concesso al temibile gigante polacco una palla break e, complessivamente, solo 11 punti nei suoi turni di servizio.
Il cammino di Sinner verso l’inedito, per un atleta italiano, titolo dell’ATP 500 di Halle parte in salita: in ognuna delle sfide dei primi tre turni, infatti, Jannik, lascia un set, sempre al tie break ai suoi avversari: in ordine di tabellone, l’olandese Tallon Griekspoor, l’ungherese Fábián Marozsá ed il tedesco Struff.
Nella settimana in Sassonia le prestazioni di Sinner sono in continuo crescendo e proprio quando l’Azzurro inizia ad aggiudicarsi i giochi decisivi, contro il cinese Zhang Zhizhen e davanti l’amico rivale Hubert Hurkacz, utile, tra l'altro, anche come compagno di doppio, per prendere più confidenza con la superficie, chiude per 2 set a zero la semifinale e la finale di domenica 23 giugno!
15. MASTERS 1.000 CINCINNATI EDIZIONE 2024
Il torneo vinto in Ohio segna una pagina nuova, più matura, nella straodinaria carriera del tennista azzurro. A Cincinnati, infatti, Jannik va oltre l'ostacolo di una forma fisica non perfetta, con un tabellone molto, molto complicato: la doppia sfida, tra quarti e semi, con Rublev che lo aveva battuto solo una settimana prima in Canada e Zverev, sua bestia nera, superato al tie break del terzo, vale assolutamente il percorso in uno slam!
Nella notte italiana tra lunedì e martedì 20 agosto 2024 supera, in appena 96 minuti, nella finale, Frances Tiafoe, con lo statunitense in partita solo nel primo set.
16. US OPEN EDIZIONE 2024
Nell'ultima partita stagionale di un torneo del Grande Slam, Sinner supera emozione e 23.000 tifosi americani!
Il 6 settembre, nella finale contro Taylor Fritz, numero 12 del tabellone, vince, nell'anno 2024 per la decima volta in altrettanti incontri, contro tennisti americani. Sempre nella stagione che lo incorona a leggenda dello sport, non solo del tennis, ha l'incredibile record di 45-1 contro giocatori fuori dalla Top Ten del ranking.
Nella partita che conferma il dominio assoluto del circuito dei tennisti europei, con 59 slam consecutivi conquistati, Jannik diventa il primo italiano a vincere a New York.
Dopo oltre 14 ore in campo nei 6 turni precedenti, con una sfida epica con Medvedev ai quarti, i tre set della finalissima volano via in modo molto controllato, in particolare i primi due vinti complessivamente in un'ora e 16'.
Dopo oltre 14 ore in campo nei 6 turni precedenti, con una sfida epica con Medvedev ai quarti, i tre set della finalissima volano via in modo molto controllato, in particolare i primi due vinti complessivamente in un'ora e 16'.
17. MASTERS 1.000 SHANGHAI EDIZIONE 2024
Il 13 ottobre Sinner diventa il più giovane ad aver vinto Shanghai e conquista il titolo n. 17 in carriera, il settimo del 2024, tre dei quali della categoria 1.000. Nel torneo non è mai sceso sotto il 67% di prime in campo.
Superato con un pizzico di fortuna Shelton agli ottavi, Jannik schianta Medvedev ai quarti ed evita l'incrocio contro Alcaraz, battuto da Machac , in semi.
In finale contro la leggenda Djokovic alla ricerca del titolo numero 100 in carriera, l'incontro è in equilibrio fino al passante del primo punto del tie break, chiuso 7-5 in 56'.
Al quarto game del secondo set, con un formidabile passante in corsa lungo linea, Sinner strappa il servizio per la prima volta a Nole e trionfa 7-6 6-3 con lo schiaffo, marchio di fabbrica, al volo ed ace finale!
18. FINALS ATP EDIZIONE 2024
Nel novembre 2024, Sinner vince per la prima volta in Italia e, soprattutto, diventa il primo italiano a trionfare nelle Finals! Dopo il match in finale del 2023 perso al fotofinish contro Nole, parte come numero 1 del seeding ed è protagonista di un percorso netto: fa 5 su 5, senza mai cedere un set agli avversari.
Nei due incontri con Fritz, nel girone e nell'atto conclusivo di domenica 17 novembre, vince sempre 6-4, 6-4 e con il successo nel torneo numero 18 in carriera, si aggiudica, nello stesso anno solare, i due Slam sul cemento e le Finals con i migliori 8 della stagione.
Semplicemente ingiocabile per tutti!
19. AUSTRALIAN OPEN 2025
Nella parte sicuramente meno complicata del tabellone, Sinner inizia piano il suo cammino a confermarsi Maestro del cemento: perde un set con l'australiano Schoolkate al secondo turno e soffre il gioco del danese Rune agli ottavi, uscendo da una situazione complicata, anche da un punto di vista mentale.
Tra quarti e semi, De Minaur e Shelton non rappresentano ostacoli insuperabili...
Domenica 26 gennaio contro Zverev, numero 2 del Mondo, dopo un inizio di match nel quale regna l'equilibrio, breaka all'ottavo gioco, nel game più lungo del set e vince 6-3 in 46'.
Nel secondo, vincendo un clamoroso scambio sul 30-30 del 5-6 arriva al sesto tiebreak tra i due: un nastro molto fortunato ed un travolgente dritto sulla linea sono decisivi per il 7-4 che regala anche il secondo set al tennista di San Candido!
Nel terzo ed ultimo set, al sesto game, Sinner risponde in profondità alla seconda di servizio del rivale e lo costringe all'errore sul colpo successivo. Sinner chiude 6-3 7-6 6-3
Ben 6 turni di battuta vinti a zero su 15. Una finale senza storia, senza mai concedere una palla break, solo tre volte Sinner ha servito sul 40-40!
20. WIMBLEDON EDIZIONE 2025
Il torneo ATP numero 20 vinto da Sinner è sicuramente (con tutto il rispetto per gli altri) il più importante. L’azzurro infatti si impone a Wimbledon, diventando il primo italiano a vincere sull’erba dell’evento più prestigioso del tennis mondiale.
Il cammino del campionissimo di San Candido a Londra però non è semplice. Dopo aver battuto nei primi tre turni in tre set il nostro Luca Nardi, l’australiano Aleksandar Vukic e lo spagnolo Pedro Martinez, Sinner va in netta difficoltà agli ottavi di finale contro Dimitrov. Ma il bulgaro, con due set di vantaggio, è costretto a ritirarsi e lancia il numero uno del mondo ai quarti.
Lì, Sinner ha la meglio su Shelton in tre set e in semifinale strapazza Djokovic, sempre in tre parziali. La finale è la rivincita del Roland Garros perso un mese prima contro Alcaraz e stavolta Sinner non manca il bersaglio grosso.
L’azzurro perde il primo set per 4-6, ma poi vince i tre successivi con lo stesso punteggio, scrivendo il suo nome nella leggenda dello sport italiano e conquistando il suo quarto titolo dello Slam.
21. ATP 500 CHINA OPEN EDIZIONE 2025
Nell’ottobre 2025 Sinner si aggiudica per la seconda volta in carriera il China Open. L’azzurro, che nel frattempo è stato superato da Alcaraz nel ranking, parte come testa di serie numero 1 per l’assenza dello spagnolo e nel primo turno ha pochi problemi contro Marin Cilic.
Più complicata è la sfida con il francese Terence Atamane, che gli strappa un set, mentre ai quarti di finale l’ungherese Fabian Marozsan oppone resistenza solo nel secondo set, ma non gli basta.
La semifinale è l’ennesima sfida con De Minaur, anche stavolta vinta da Sinner, che però concede un parziale all’australiano. La finalissima è contro lo statunitense Learner Tien, che però può poco contro il fenomeno di San Candido, che vince 6-2, 6-2.
22. ATP 500 VIENNA OPEN EDIZIONE 2025
Neanche un mese dopo, Sinner vince per la seconda volta il torneo viennese, bissando il successo del 2023. Fino alla semifinale, il cammino dell’azzurro è molto semplice. Al primo turno annichilisce il tedesco Altmaier, al secondo vince un bel derby tutto italiano con il compagno di Davis Flavio Cobolli.
Ai quarti l’avversario è il kazako Alexander Bublik, sconfitto con un doppio 6-4, mentre la vittima sacrificale in semifinale è il solito De Minaur, battuto in due set. La finale è più complicata, perchè Zverev non ha voglia di fare la comparsa e vince il primo set. Ma Sinner ribalta il match, chiuso per 3-6, 6-3, 7-5, per il titolo numero 22 della carriera.
23. ATP MASTERS 1000 PARIGI EDIZIONE 2025
Nell’ultimo Masters 1000 del 2025, Sinner parte come testa di serie numero 2 e quindi entra in gioco al secondo turno, battendo con facilità in due set il belga Zizou Bergs. Al terzo turno l’azzurro liquida l’argentino Francisco Cerundolo e anche ai quarti contro Shelton il campionissimo altoatesino ha pochissimi problemi.
La marcia trionfale continua in semifinale contro l’ex bestia nera Zverev, con un rapporto di forza ormai ribaltato, come dimostra il risultato: un 6-0, 6-1 che ammutolisce il tedesco. Sulla strada di Sinner per il primo titolo al Masters 1000 francese c’è Felix Auger-Aliassime, ma anche il canadese non può nulla contro lo strapotere dell’azzurro, che chiude 6-4, 7-6 e vince il torneo senza perdere neanche un set.
24. ATP FINALS EDIZIONE 2025
Sinner si presenta alle Finals 2025 a Torino con in cascina due slam e cinque titoli totali in stagione e da numero 2 del ranking. Nel suo girone, il gruppo Bjorn Borg, l’azzurro incontra Zverev, Shelton e Auger-Aliassime e chiude il raggruppamento a punteggio pieno, vincendo tutti e tre i match in due set e con un totale game di 38-22.
La semifinale lo mette di fronte ancora una volta al povero De Minaur, che anche stavolta non può nulla contro l’azzurro e cede per 7-5, 6-2. L’ultimo match della stagione, che vale il titolo delle Finals, è il perfetto riassunto dell’annata, perchè mette di fronte di nuovo Sinner e Alcaraz, in una delle loro partite più equilibrate di sempre. Alla fine vince il campionissimo di San Candido, prima con un 7-6 al tie-break e poi con un 7-5, per il sesto titolo stagionale e le seconde Finals consecutive conquistate.
25. ATP MASTERS 1000 INDIAN WELLS EDIZIONE 2025
La prima vittoria del 2026 di Sinner permette all’azzurro di vantare una statistica clamorosa, ovvero aver vinto tutti i 6 Masters 1000 sul cemento. L’ultimo che mancava, Indian Wells, arriva al termine di un torneo non semplice, anche per le condizioni climatiche californiane.
L’azzurro parte dal secondo turno e si libera facilmente di Dalibor Svrcina e di Denis Shapovalov nei primi due match. Gli ottavi sono una maratona contro il brasiliano Joao Fonseca e Sinner deve ricorrere a due tie-break per sconfiggere il giovane ma già quotatissimo verdeoro.
Gli altri tre turni ricalcano esattamente lo stesso schema. I quarti contro Tien sono quasi una formalità, così come la semifinale contro uno Zverev ormai abituato al ciclone Sinner. La finalissima è contro un altro vecchio amico, Medvedev. A differenza di altre occasioni, il russo vende cara la pelle, ma l’azzurro porta a casa il titolo numero 25 grazie a due tie-break vinti, con il secondo Masters consecutivo senza perdere neanche un set.
26. ATP MASTERS 1000 MIAMI EDIZIONE 2026
E dopo il grande slam sul cemento, Sinner si aggiudica anche il Sunshine Double, diventando l’ottavo tennista a vincere nella stessa stagione sia Indian Wells che Miami. Anche in Florida l’azzurro parte dal secondo turno, superando con pochi problemi il bosniaco Damir Džumhur, il francese Corentin Moutet e lo statunitense Alex Michelsen, tutti battuti in due set.
Ai quarti di finale tocca a Tiafoe, a cui Sinner lascia appena 4 game, e in semifinale a Zverev. La finale, contro il ceco Jiri Lehecka, permette al campione altoatesino di chiudere il conto con i Masters sul cemento, ma anche di vincere il terzo torneo 1000 consecutivo senza perdere neanche un set.
27. ATP MASTERS 1000 MONTE CARLO EDIZIONE 2026
Con la vittoria numero 27 in carriera, Sinner ottiene una serie di risultati abbastanza importante. In primis porta a casa il quarto Masters 1000 consecutivo, nonchè il primo sulla terra rossa. E poi completa la sua rincorsa ad Alcaraz, riprendendosi la vetta del ranking ATP. La superficie non è la preferita dell’azzurro, che però inizia bene strapazzando il francese Ugo Humbert al secondo turno.
Nel match successivo, Sinner interrompe la sua striscia di match senza perdere un set, concedendo un parziale al ceco Tomas Machac, ma poi riprende la sua solita marcia trionfale battendo Auger-Aliassime ai quarti. La semifinale contro Zverev è quasi una formalità, ma la finale contro Alcaraz non lo è. In un’altra sfida molto equilibrata, Sinner vince 7-6, 6-3, apre come meglio non potrebbe la stagione della terra e si riprende il numero uno.
28. ATP MASTERS 1000 MADRID EDIZIONE 2026
Il 3 maggio 2026 a Madrid, Sinnere conquista i suo ottavo Masters 1000 dei 9 attualmente in calendario: il quinto, record assoluto, consecutivo.
Tra gli avversari affrontati nella capitale iberica, oltre al primo incontro in carriera contro il mancino britannico Norrie, spicca la sfida ai quarti al Manolo Santana contro il giovane talento di casa Rafael Jodar (classe 2006), liquidato 6--2 7-6, con Jannik che ottiene tutti gli 11 punti finali del match!
Implacabile in finale contro Zverev, battuto per la decima volta di fila: bastano 25' per vincere il set 6-1 con una percentuale travolgente dell'81% delle prime di servizio in campo. Nel secondo set, i break arrivano al terzo ed al settimo gioco, per il definitivo 6-1 6-2 in meno di un'ora.
Il successo sul tedesco coincide con la vittoria numero 28 consecutiva in partite di tornei Masters 1000, a soli 3 successi dal primato di sempre di Nole Djokovic.
Tornei vinti Sinner - Domande frequenti
D: Quanti tornei ha vinto Jannik Sinner?
R: 28, così suddivisi: 4 Slam (Australian Open 2024 e 2025, US Open 2024 e Wimbledon 2025), 2 ATP Finals, 9 ATP Masters 1000, 7 ATP 500, e 6 ATP 250.
D: Quante finali complessive ha giocato Jannik Sinner?
R: 37, vincendone 28 e perdendone 9, di cui 2 Slam (Roland Garros e US Open 2025), una alle ATP Finals (2023), 4 ATP Masters 1000 e 2 ATP 500.
D: Quanti soldi ha vinto in carriera Jannik Sinner?
R: Al 15 aprile 2026, Sinner ha vinto un totale di 62,321,898 dollari in premi dei tornei ATP, quindi non considerando i due Six Kings Slam nel Golfo Persico (da circa 6 milioni ciascuno).
D: Quante settimane è stato numero 1 Jannik Sinner?
R: In testa al ranking in tre periodi distinti, Sinner è diventato numero 1 ATP per la prima volta nel giugno del 2024 e al 15 aprile 2026 è stato numero uno per 69 settimane.
D: Qual è lo score complessivo in singolare di Jannik Sinner?
R: Al 15 aprile 2026, Sinner ha giocato 439 partite in tornei ATP, con 351 vittorie e 88 sconfitte.
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy. Ultimo aggiornamento 15 maggio 2026.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.
Se, a fronte di un palmares che parla di due campionati di Serie B e uno di C2 vinti, tutto il mondo del calcio definisce Zdenek Zeman “Il Maestro”, vuol dire che il boemo ha davvero qualcosa di speciale.
Nel corso della sua lunghissima carriera il tecnico, nato a Praga nel 1947 ma arrivato in Italia a fine anni Sessanta, ha insegnato calcio (e non solo a livello tecnico) in giro per tutta la penisola, non lasciandosi sfuggire anche l’opportunità di intraprendere avventure all’estero, come quelle in Turchia, in Serbia e in Svizzera.
Ma è con il pallone tricolore che Zeman ha un rapporto unico, che lo ha portato a imprese eccezionali e alla creazione di un vero e proprio mito legato alla sua figura.
Gli esordi a livello professionistico arrivano a Licata, con tre stagioni in cui ottiene la prima storica promozione in C1 della squadra siciliana. Poi gli dà fiducia il Foggia, che però lo esonera subito, così come fa il Parma.
La buona stagione in B al Messina gli apre le porte del ritorno allo Zaccheria, dove nasce il mito di Zemanlandia. Quel Foggia vince il campionato di B 1990/91 e vola nella massima serie, dove il gioco messo in campo dalla squadra del Boemo fa innamorare tutti. Giunto alla terza salvezza consecutiva, Zeman lascia di nuovo Foggia per prendersi la panchina della Lazio.
Gli anni del boemo nella Capitale
In biancoceleste ottiene i due migliori risultati della sua carriera, un secondo e un terzo posto, per poi essere esonerato nel gennaio 1997. Tempo qualche mese ed è di nuovo in panchina, stavolta nell’altra metà di Roma. Con i giallorossi ottiene un quarto e un quinto posto e soprattutto contribuisce alla crescita di Francesco Totti. Sensi però non lo conferma, preferendogli Capello.
Comincia così per Zeman un periodo pieno di esperienze altalenanti. Viene esonerato rapidamente sia al Fenerbahce che al Napoli, poi fa bene alla Salernitana in Serie B. ma nella stagione successiva la sua panchina salta.
Arriva anche l’onta di una retrocessione in C, quella con l’Avellino, poi subito lavata dall’ottima stagione del suo Lecce 20004/05 in Serie A. Ma l’idea di Zeman, quella di firmare solo contratti annuali, lo porta a girovagare parecchio.
Nel maggio 2006 subentra al Brescia e lo salva, qualche mese dopo torna a Lecce ma viene immediatamente esonerato. L’avventura alla Stella Rossa dura una manciata di partite. Meglio tornare dove si è stati bene, a Foggia, con un sesto posto in Lega Pro Prima Divisione che gli vale l’interessamento del Pescara.
I primi due passaggi a Pescara
All’Adriatico nella stagione 2011/12 il Boemo fa (di nuovo) la storia. Quel Pescara ha in rosa calciatori destinati a scrivere pagine importanti del calcio italiano come Verratti, Insigne e Immobile e infatti vola in Serie A vincendo il campionato. Il prepotente ritorno di Zeman lo porta a sedersi di nuovo su una panchina conosciuta, quella della Roma, ma nel febbraio 2013 arriva l’esonero.
Poi altre annate complicate, come quella al Cagliari terminata con le dimissioni, o quella ottima a Lugano, senza però trovare l’accordo con la dirigenza per continuare.
Il secondo ritorno al Pescara porta una retrocessione e un esonero nella stagione successiva, mentre il quarto periodo a Foggia, durante il quale festeggia 1000 panchine, vede Zeman raggiungere i playoff ma non riuscire a ottenere la promozione.
E ora, per la terza volta, il Pescara si affida a lui per assicurarsi un posto, non scontato per le quote relative alle scommesse, nei playoff del girone C della Serie C. Una sfida che a 76 anni il Boemo affronta con la voglia di sempre.
Di certo, a mandarlo avanti è l’amore per il calcio, perchè tutto si può dire a Zeman tranne che con il pallone il boemo si sia arricchito. Basterebbe guardare ai suoi stipendi nell’ultimo decennio, in un periodo in cui i tecnici hanno cominciato ad avvicinarsi (e in alcuni casi persino a superare) i calciatori per quanto riguarda gli emolumenti ricevuti dai club.
Tutti gli ingaggi di Zeman
Nella stagione 2011/12, quella del Pescara dei miracoli, il tecnico guadagnava appena 300mila euro. Il club abruzzese ha provato a trattenere Zeman offrendogli quasi il quadruplo di quanto percepiva in Serie B, ma alla fine l’ha spuntata la Roma.
I giallorossi hanno messo sotto contratto l’allenatore ceco con una formula quasi inedita per lui, il biennale: l’accordo con la Roma prevedeva infatti 1,4 milioni di euro a stagione fino al 2014. Quando, dopo l’esonero a Trigoria, Zeman si è preso il Cagliari lo ha fatto abbassando parecchio le sue pretese: al Casteddu per il Boemo c’erano 500mila euro all’anno.
Ancora più basso lo stipendio percepito in Svizzera. L’accordo con il Lugano parlava di circa 400mila franchi svizzeri, ovvero 400mila euro.
Non sono note le cifre del contratto appena firmato con il Pescara, ma quel che è certo è che nell’ultima avventura all’Adriatico, quella tra il febbraio 2017 e il marzo 2018, il tecnico ha guadagnato 100mila euro per terminare la stagione in A, per poi passare a 500mila euro all’anno per quella successiva in B. Insomma, i soldi non sono tutto, soprattutto se ci si chiama Zdenek Zeman…
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.