Nessuno è profeta in patria, suggerivano i Vangeli, ma non è detto che non si possa fare molto bene lontano da casa. Il che è un po’ la storia di Wilfried Gnonto, nato a Verbania nel novembre 2003, una delle migliori promesse del calcio italiano. L’attaccante, nato da genitori originari della Costa d’Avorio, è subito stato inserito nelle giovanili dell’Inter, passando alla Pinetina quasi dieci anni.

Poi però Gnonto ha deciso di non legarsi ai nerazzurri con un contratto professionistico, preferendo invece cercare fortuna all’estero. Missione compiuta, perchè nel 2020 approda allo Zurigo, dove esordisce ad appena 16 anni e con cui, nel maggio 2021, segna il suo primo gol da professionista.

In Svizzera passa due stagioni in cui si mette in mostra, guadagnandosi anche la convocazione in nazionale da parte del CT Roberto Mancini e la prima presenza in azzurro, esordendo nel giugno 2022 nel match di Nations League contro la Germania.

Pochi giorni più tardi, con il gol segnato sempre contro la Germania, diventa il più giovane marcatore della storia della selezione tricolore.

Il passaggio di Gnonto dallo Zurigo al Leeds

Il contratto di Gnonto con il Leeds

Le caratteristiche tecniche di Wilfried Gnonto

La prossima destinazione del latinista del gol

Italians do it better in Premier League

Il passaggio di Gnonto dallo Zurigo al Leeds

Abbastanza per farsi notare anche altrove, perchè durante l’ultimo giorno della sessione estiva di mercato il Leeds United lo acquista per circa 4,5 milioni di euro più alcuni bonus. Comincia così la storia in Premier League di Gnonto, che a Elland Road sembra essersi già ambientato molto bene.

Il gol alla Germania

Anzi, anche troppo, considerando che la tifoseria dei Whites gli ha già dedicato un coro legato al suo essere italiano e che suggerisce che l’attaccante abbia anche delle…doti fisiche nascoste. Ma a parte questa simpatica situazione, l’impatto dell’azzurro oltremanica è stato decisamente buono.

Dopo un inizio fatto di panchine, Gnonto si è preso un posto fisso nell’undici titolare del Leeds, dando un buon apporto dal punto di vista tattico e segnando anche qualche gol, come quello splendido al volo per le quote Premier League contro il Cardiff in FA Cup, che gli è valso parecchi complimenti non solo in Inghilterra.

Il contratto di Gnonto con il Leeds

Certamente il trasferimento in Premier è stato anche un grande colpo dal punto di vista economico, visto che da quelle parti girano parecchi soldi.

E infatti il suo contratto quinquennale con il Leeds vale oltre 1,2 milioni di euro a stagione, cifre molto diverse da quanto percepiva a Zurigo (le indiscrezioni parlano di circa 250mila euro) e soprattutto da quanto avrebbe guadagnato rimanendo in Italia, visto che l’Inter era pronta a offrirgli un contratto vicino al limite contrattuale per la Serie A, ovvero tra i 20 e i 30mila euro lordi a stagione.

Dunque, una scelta che fa piacere al portafogli dell’azzurro. Ma anche al Leeds, che può ragionare sul fatto che il suo investimento, che è arrivato a un totale di 5 milioni di euro, è praticamente già raddoppiato: il valore attuale del cartellino dell’attaccante è infatti di 10 milioni di euro.

Le caratteristiche tecniche di Wilfried Gnonto

Un valore che tiene conto delle caratteristiche di Gnonto, un vero e proprio attaccante moderno. Il classe 2003 è in grado di giocare in ogni ruolo del fronte d’attacco, sia da esterno che da seconda punta, non disdegnando anche di fungere da riferimento principale.

È destro, ma è abile anche con il sinistro e nonostante un’altezza non certo importante (1,72 m) è dotato di una buona elevazione e di un ottimo tempismo negli inserimenti di testa: insomma, come Raspadori, rappresenta una soluzione per il futuro per la maglia numero 9 azzurra!

L'esultanza di Gnonto!

Tra le doti principali che lo rendono importante agli occhi dei suoi allenatori c’è certamente la capacità di pressare, messa in mostra perfettamente nelle partite con la nazionale, visto che alcune delle reti azzurre negli ultimi tempi sono arrivate grazie a palloni recuperati da Gnonto, che ha indotto l’avversario all’errore con il suo pressing alto forsennato. 

La prossima destinazione del latinista del gol

Ma che carriera può profilarsi per l’attaccante italiano? Forse è troppo presto per dirlo, considerando che si tratta di un classe 2003, ma di certo le premesse sono più che positive. Il fatto di aver preferito fare gavetta lontano dall’Italia è stato importante per Gnonto, che ha conosciuto un altro tipo di calcio in Svizzera e che ora può adattarsi meglio anche alla Premier League, avendo già esperienza di stagioni all’estero.

E il fatto che si stia prendendo la scena in quello che attualmente è senza dubbio il campionato più bello (e difficile) del mondo è un altro segnale importante. In Premier (ed è un qualcosa che vale soprattutto per chi viene da fuori dalle isole britanniche) non si fa strada senza una determinazione fuori dal comune, come dimostrano le tante storie di stranieri arrivati in Inghilterra con la fanfara e poi bollati come bidoni in pochissimo tempo.

Beh, questo non sembra essere il destino di Gnonto, che con le sue prestazioni potrebbe anche guadagnarsi a breve le attenzioni di club più blasonati del Leeds per le quote calcio!

Italians do it better in Premier League

Del resto, soprattutto quando si parla di attaccanti, in Premier League lo sanno benissimo che, come si suol dire, “italians do it better”. Sono infatti molti i calciatori tricolori che sono diventati dei veri e propri idoli in Inghilterra, a partire dagli anni Novanta quando il Chelsea ha puntato sul compianto Gianluca Vialli (che dei Blues è stato anche manager, vincendo una FA Cup e una Coppa delle Coppe) e “Magic Box” Gianfranco Zola.

In quel periodo volano oltremanica altre stelle della Serie A, come Fabrizio Ravanelli, che diventa un vero e proprio eroe di culto a Middlesbrough, dove qualche anno dopo giocherà anche Massimo “Big Mac” Maccarone.

Paolo Di Canio

Per non parlare di Paolo Di Canio, a cui al West Ham hanno intitolato addirittura una targa, grazie a cinque anni intensissimi, con la lunga squalifica per aver spintonato un arbitro, ma anche con il premio Fair Play per non aver segnato con il portiere a terra e con alcune reti rimaste nella memoria di tutti i tifosi inglesi.

E nella lista ci sarebbe anche SuperMario Balotelli, che tra una…balotellata e l’altra almeno al Manchester City è riuscito a lasciare un ricordo positivo in quanto a gol e trofei. Ora tocca a Gnonto (e anche a Scamacca, sotto contratto con il West Ham) cercare di seguire le orme degli attaccanti azzurri che si sono presi la Premier. E viste le premesse, il calciatore del Leeds United è già sulla buona strada.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

February 2, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Sono tanti i protagonisti dell’incredibile Napoli di Luciano Spalletti, che sta facendo innamorare sia l’Italia che l’Europa. Basterebbe pensare al bomber, Victor Osimhen, uno dei calciatori nigeriani più forti di sempre, la cui maschera protettiva è diventata un cult al punto che si vende come souvenir fuori dal Maradona.

O alla nuova stella, un giovanissimo georgiano dal nome impronunciabile che fa sognare un popolo, quel Khvicha Kvaratskhelia che ormai è già un mito sotto al Vesuvio.

E poi ancora un portiere affidabile come Meret, la coppia difensiva Kim-Rrahmani, le geometrie di Lobotka, i muscoli di Anguissa… Eppure c’è qualcuno che a volte viene colpevolmente dimenticato.

Ed è quasi lesa maestà, perchè di questa squadra incredibile Giovanni Di Lorenzo è il capitano.

La gavetta calcistica di Di Lorenzo

Gli investimenti del Napoli su Di Lorenzo

Di Lorenzo è il miglior terzino destro italiano

Solo Alexander-Arnold ha prestazioni migliori di Di Lorenzo

Di Lorenzo capitano scudettato

Il gesto di Bruscolotti per una fascia entrata nella leggenda

888Sport

La gavetta calcistica di Di Lorenzo

Di Lorenzo, nato a Castelnuovo di Garfagnana nell’agosto del 1993, è arrivato a Napoli nel 2019 dopo una lunga gavetta nei campi nelle serie inferiori.

Cresciuto nel vivaio della Lucchese si è poi trasferito alla Reggina, con cui ha giocato fino al 2015 (con un intermezzo in prestito a Cuneo) tra Serie B e Lega Pro.

Il trasferimento successivo è stato a Matera, dove è rimasto due anni prima di essere notato dall’Empoli. Con il club toscano è stato protagonista della promozione nella stagione 2017/18 e di un ottimo campionato di Serie A in quella successiva.

Gli investimenti del Napoli su Di Lorenzo

A quel punto si è fatto avanti il Napoli, che, con un'altra scommessa vincente in sede di mercato, ha deciso di versare 8 milioni all’Empoli per portarlo nel capoluogo campano. All’inizio della sua quarta stagione nel club, gli è stata assegnata la fascia da capitano, ulteriore segnale di stima da parte di compagni e dirigenza, dopo il rinnovo a lungo termine firmato nel 2021.

Grazie all’ultimo accordo, con scadenza giugno 2026, Di Lorenzo guadagna oltre 4,2 milioni di euro lordi, che al netto fanno 2,3 milioni di euro.

Di Lorenzo è il miglior terzino destro italiano

Il rendimento costante di Di Lorenzo lo ha reso il miglior terzino destro della Serie A e gli ha anche permesso prima di raggiungere la maglia della nazionale e poi di prendersi il posto anche negli schemi di Mancini.

La bandiera azzurra a Wembley!

Non per niente, il capitano del Napoli è anche uno dei campioni d’Europa 2021 e ha giocato da titolare la finalissima contro l’Inghilterra, per poi diventare costantemente la prima scelta del CT anche per le partite e i tornei successivi.

Solo Alexander-Arnold ha prestazioni migliori di Di Lorenzo

Dunque, Di Lorenzo è il miglior terzino destro italiano. Ma lo si può inserire tra i migliori in Europa e al mondo? Basandosi sul valore di mercato, la risposta è no. Il laterale del Napoli è attualmente valutato 25 milioni, la stessa cifra di parecchi suoi colleghi di ruolo.

Davanti nelle liste di Transfermarkt si ritrova però più di qualche altro terzino destro, come Reece James, Achraf Hakimi, Trent Alexander-Arnold, Joao Cancelo e Benjamin Pavard, tutti con quotazioni più alte della sua.

Di Lorenzo in un duello aereo contro il Liverpool!

Anche volendo considerare il fatto che giocare in club più prestigiosi del Napoli abbia un effetto, si può dire che al momento Di Lorenzo non sarà nella top 3 dei terzini mondiali, ma per rendimento e per importanza sia per il Napoli che per la nazionale italiana può tranquillamente candidarsi a far parte perlomeno dei primi 10.

Il che a molti può anche sembrare strano, perchè in fondo Di Lorenzo è un calciatore ampiamente sottovalutato. I motivi di questa situazione sono da ricercarsi in una serie di cause, alcune legate e altre a sé stanti. Intanto c’è l’interpretazione del ruolo. Di Lorenzo non è un terzino arrembante, o almeno non lo è ai livelli di colleghi come Alexander-Arnold e Cancelo, che sono delle vere e proprie ali aggiunte per le squadre che li mettono in campo.

Al contrario, il capitano del Napoli non si esibisce in numeri eccezionali palla al piede, ma è certamente più affidabile della stragrande maggioranza dei terzini in fase difensiva, pur non disdegnando di dare il suo contributo in quanto a gol e ad assist. Ma siccome si sa, i terzini più offensivi sono quelli che saltano all’occhio, il toscano viene relegato un po’ più indietro nella considerazione altrui.

E poi c’è la carriera di Di Lorenzo, spesa per la maggior parte del tempo in squadre e di categoria non di alto livello. Quella al Napoli è per lui la prima esperienza in una big, in uno di quei club favoriti per le quote Serie A, un fattore che spesso viene preso in considerazione quando si tratta di stabilire il valore di un calciatore.

Ora però che il Napoli si sta facendo valere con costanza sia in Italia che in Europa, è ingeneroso considerare il terzino come calciatore di un club non di primissima fascia. E la speranza è che, sia in patria che all’estero, il suo valore e la sua importanza siano finalmente riconosciuti a breve.

Di Lorenzo capitano scudettato

Ma questo ai tifosi del Napoli interessa relativamente. La vera speranza dei supporter partenopei è che Di Lorenzo si vada ad aggiungere a una lista tanto breve quanto importante: quella dei capitani scudettati del club.

Di Lorenzo esulta con Politano

Un gruppo che, considerando che il Napoli ha vinto il campionato soltanto in due occasioni, è parecchio ristretto. Anzi, ridotto a una sola persona, ovvero Diego Armando Maradona.

Il Pibe de Oro diventa capitano del Napoli nell’estate 1986, dopo aver conquistato la Coppa del Mondo con l’Argentina, e guida la squadra al double scudetto-Coppa Italia nella stagione 1986/87 e al secondo tricolore in quella 1989/90. 

Il gesto di Bruscolotti per una fascia entrata nella leggenda

Ma c’è un nome in questa storia che non può essere dimenticato, quello di Giuseppe Bruscolotti. Il difensore campano, soprannominato “Palo ‘e fierro” per la sua forza fisica, è capitano di lungo corso del Napoli, proprio fino al momento in cui decide volontariamente di cedere la fascia a Diego.

Lo fa chiedendo al Diez una promessa, quella di portare lo scudetto all’allora Stadio San Paolo. Detto fatto, con Maradona che non dimentica il gesto dell’amico e compagno di squadra, dichiarando al termine di quel campionato che anche se la fascia al braccio ce l’ha avuta lui, il vero capitano del Napoli restava sempre Bruscolotti.

Un qualcosa che non può che essere di buon auspicio per Di Lorenzo, considerando che Bruscolotti veniva schierato come laterale di destra della difesa partenopea.

E in fondo, la possibilità di succedere in qualcosa a Diego non è mica qualcosa che capita tutti i giorni…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

February 1, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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