Per gli appassionati di sport, soprattutto di quelli made in USA, la fine di gennaio o gli inizi di febbraio significano principalmente Super Bowl.

Arriva infatti il momento in cui le franchigie vincitrici della American Football Conference e della National Football Conference si giocano il titolo di campione della NFL, mai così in equilibrio per il sito scommesse, e, per estensione, del mondo di football americano.

L’edizione che chiude la stagione 2022/23, è la numero 57 (o, come dice la grafia utilizzata dalla NFL, la LVII), si tiene a Glendale, Arizona, allo State Farm Stadium, e mette di fronte i Kansas City Chiefs e i Philadelphia Eagles.

Di recente, entrambe le franchigie sono comparse con frequenza all’ultimo atto della stagione, che spesso ha avuto delle rimonte leggendarie nel Super Bowl. Per i Chiefs è il terzo Super Bowl in quattro stagioni, avendo vinto il numero LIV e perso il numero LV.

Gli Eagles invece tornano alla finalissima dopo il 2018, quando si sono aggiudicati l’edizione LII.

Nulla come il Super Bowl rappresenta l’unione perfetta di sport e spettacolo. Già, perchè si tratta di un evento con una enorme eco mediatica in tutto il mondo, che viene seguito anche da tantissime persone che non sono appassionate di football americano.

L’evento sportivo più visto dell’anno

I costi record dei biglietti del Super Bowl fino a 27mila dollari

Il contratto tra NFL ed i broadcaster da 100 miliardi di dollari

Le pubblicità durante il Super Bowl e lo spot "He Gets Us"

Lo show dell'intervallo del Super Bowl

Il trofeo Vince Lombardi ed i premi per i giocatori

Il bonus di benvenuto di 888sport!

L’evento sportivo più visto dell’anno

Basterebbe pensare che di solito il match è l’evento più visto dell’anno per ascolti televisivi negli Stati Uniti e che praticamente ovunque vengono venduti i diritti per la trasmissione all’estero, in barba ai problemi di fuso orario che possono avere gli spettatori dall’altra parte del mondo.

L’ultima edizione, quella che ha visto sfidarsi i Los Angeles Rams e i Cincinnati Bengals ha attirato 112 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti e un totale di oltre 208 milioni compreso il resto del pianeta.

Un'immagine dell'ultimo Super Bowl

 

I costi record dei biglietti del Super Bowl a 27mila dollari

E in fondo è anche comprensibile che praticamente tutti decidano di vedersi il Super Bowl comodamente seduti sul divano, con snack e bibite. Chi volesse assistere al match dal vivo, riservandosi uno degli oltre 63mila posti dello State Farm Stadium, deve infatti mettere in conto un vero e proprio salasso economico.

Basterebbe partire dal presupposto che il biglietto più economico per l’edizione LVII è stato venduto a quasi 5mila dollari, che sembra essere la media per i titoli di accesso con la visuale peggiore. Da qui, ovviamente, si può soltanto salire.

Fino a quanto? Beh, per i posti più vicini al campo si può arrivare addirittura a 27mila dollari, persino superando questa cifra in caso di accesso alla sezione VIP, che comprende anche l’ospitalità. Se ci si aggiunge che al singolo biglietto spesso vanno abbinati anche pacchetti viaggio, con volo e albergo nella città dove si gioca, si capisce come assistere dal vivo al Super Bowl sia decisamente un investimento e neanche di poco conto.

Il contratto tra NFL e i broadcaster da 100 miliardi di dollari

Un investimento lo è certamente per chi trasmette la partita negli Stati Uniti. L’edizione LVII andrà in onda su Fox e rappresenta l’ultimo match dell’attuale accordo televisivo firmato dalla NFL.

Nel 2011 infatti Fox, NBC e CBS hanno sottoscritto un contratto che prevedeva per i tre broadcaster di spartirsi le nove stagioni tra il 2014 e il 2022 della Lega (e le rispettive edizioni del Super Bowl), in un pacchetto dal valore di sette miliardi di dollari.

Poca roba rispetto al nuovo accordo, quello firmato nel 2022 da ben cinque broadcaster, ovvero CBS, NBC, Fox, ESPN e Amazon. In questo caso la durata del contratto è di dieci anni, dal 2023 al 2033, ma il valore del pacchetto è quasi decuplicato: si parla infatti di 100 miliardi di dollari, con l’accordo che prevede anche l’aggiunta di una ulteriore gara al calendario di regular season, per aumentare i profitti e le partite da trasmettere.

Le pubblicità durante il Super Bowl e lo spot "He Gets Us"

Come fanno dunque i broadcaster a rientrare di questa spesa pazzesca? Beh, con le pubblicità. E uno spot inserito all’interno della trasmissione del Super Bowl è parecchio costoso per le aziende.

È infatti stato calcolato che nell’edizione 2022 un solo secondo di trasmissione pubblicitaria valeva 230mila dollari. Il che significa che per un classico spot da 30 secondi, il prezzo è stato di circa 6,5 milioni di dollari, con spese anche più alte in caso di durata maggiore dell’intermezzo.

La fortunata pubblicità di un sito per viaggi

Cifre che sono in costante aumento, se si considera che nell’edizione ancora precedente la media per 30 secondi era di “appena” 5 milioni. Del resto, sapere di avere 100 milioni di potenziali spettatori nei soli Stati Uniti rende gli slot pubblicitari appetibili, nonostante prezzi davvero proibitivi.

E il Super Bowl è anche teatro di campagne di marketing davvero particolari, come quella di "He Gets Us", serie di spot pubblicitari a tema religioso ("Gesù ci capisce") che già vanno in onda sui più importanti network statunitensi e che ora sbarcheranno addirittura sugli schermi di chi assisterà al match.

Considerando che gli slot prenotati sono ben due, per un totale di oltre 13 milioni di dollari, di certo si tratta di un messaggio assai costoso.

Lo show dell'intervallo del Super Bowl

E poi…c’è l’halftime show, lo spettacolo musicale all’intervallo, parte integrante del fascino del Super Bowl.

L’edizione LVII vedrà sul palco Rihanna, che segue nella lista degli artisti, tra gli show più belli della storia del Super Bowl, che si esibiscono durante la finalissima il nutrito gruppo formato da Dr. Dre, Snoop Dogg, Eminem, Mary J. Blige, Kendrick Lamar e 50 Cent, presenti lo scorso anno a Inglewood, California.

Ma quanto costa alla NFL portare personaggi di questo calibro sul palco? Nulla, almeno per quanto riguarda il cachet del cantante (o dei cantanti). La politica è infatti quella di coprire tutti i costi tecnici e di produzione che riguardano la performance (quella di Jennifer Lopez e Shakira nel 2020 è costata 13 milioni di dollari), ma non pagare nulla a chi si esibisce.

Che del resto però ci guadagna comunque, visto che le stime dicono che la vendita e lo streaming dei brani dei performer dell'halftime show si impennano con percentuali addirittura a tre zeri.

Il trofeo Vince Lombardi ed i premi per i giocatori

Strano ma vero, quelli che alla fine ci guadagnano di meno dal Super Bowl sono i protagonisti, ovvero i giocatori.

Al termine del match i giocatori della squadra che vince vedranno automaticamente entrare nel loro conto in banca 157mila dollari, mentre quelli della franchigia sconfitta si accontenteranno di 82mila dollari.

Si tratta di cifre che sono stabilite dall’accordo collettivo dei giocatori e che comunque sono suscettibili di cambiamenti, perchè chi fa parte della rosa ma non è nella lista dei giocatori attivi per infortunio o per scelta tecnica si becca comunque metà del bonus.

Il linebacker dei Los Angeles Rams, Von Miller

E le squadre? Chi vince porta a casa il trofeo Vince Lombardi (creato da Tiffany!), un’esposizione mediatica mondiale e certamente un aumento esponenziale del potere di negoziare sponsorizzazioni e degli introiti del merchandising, destinati chiaramente ad esplodere.

Ma è decisamente il caso di dire che per chi va in campo il Super Bowl è più sport che affari. Per tutti gli altri…non proprio!

A febbraio segui anche il ritorno delle coppe europee con le quote calcio!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

February 3, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini

Nessuno è profeta in patria, suggerivano i Vangeli, ma non è detto che non si possa fare molto bene lontano da casa. Il che è un po’ la storia di Wilfried Gnonto, nato a Verbania nel novembre 2003, una delle migliori promesse del calcio italiano. L’attaccante, nato da genitori originari della Costa d’Avorio, è subito stato inserito nelle giovanili dell’Inter, passando alla Pinetina quasi dieci anni.

Poi però Gnonto ha deciso di non legarsi ai nerazzurri con un contratto professionistico, preferendo invece cercare fortuna all’estero. Missione compiuta, perchè nel 2020 approda allo Zurigo, dove esordisce ad appena 16 anni e con cui, nel maggio 2021, segna il suo primo gol da professionista.

In Svizzera passa due stagioni in cui si mette in mostra, guadagnandosi anche la convocazione in nazionale da parte del CT Roberto Mancini e la prima presenza in azzurro, esordendo nel giugno 2022 nel match di Nations League contro la Germania.

Pochi giorni più tardi, con il gol segnato sempre contro la Germania, diventa il più giovane marcatore della storia della selezione tricolore.

Il passaggio di Gnonto dallo Zurigo al Leeds

Il contratto di Gnonto con il Leeds

Le caratteristiche tecniche di Wilfried Gnonto

La prossima destinazione del latinista del gol

Italians do it better in Premier League

Il passaggio di Gnonto dallo Zurigo al Leeds

Abbastanza per farsi notare anche altrove, perchè durante l’ultimo giorno della sessione estiva di mercato il Leeds United lo acquista per circa 4,5 milioni di euro più alcuni bonus. Comincia così la storia in Premier League di Gnonto, che a Elland Road sembra essersi già ambientato molto bene.

Il gol alla Germania

Anzi, anche troppo, considerando che la tifoseria dei Whites gli ha già dedicato un coro legato al suo essere italiano e che suggerisce che l’attaccante abbia anche delle…doti fisiche nascoste. Ma a parte questa simpatica situazione, l’impatto dell’azzurro oltremanica è stato decisamente buono.

Dopo un inizio fatto di panchine, Gnonto si è preso un posto fisso nell’undici titolare del Leeds, dando un buon apporto dal punto di vista tattico e segnando anche qualche gol, come quello splendido al volo per le quote Premier League contro il Cardiff in FA Cup, che gli è valso parecchi complimenti non solo in Inghilterra.

Il contratto di Gnonto con il Leeds

Certamente il trasferimento in Premier è stato anche un grande colpo dal punto di vista economico, visto che da quelle parti girano parecchi soldi.

E infatti il suo contratto quinquennale con il Leeds vale oltre 1,2 milioni di euro a stagione, cifre molto diverse da quanto percepiva a Zurigo (le indiscrezioni parlano di circa 250mila euro) e soprattutto da quanto avrebbe guadagnato rimanendo in Italia, visto che l’Inter era pronta a offrirgli un contratto vicino al limite contrattuale per la Serie A, ovvero tra i 20 e i 30mila euro lordi a stagione.

Dunque, una scelta che fa piacere al portafogli dell’azzurro. Ma anche al Leeds, che può ragionare sul fatto che il suo investimento, che è arrivato a un totale di 5 milioni di euro, è praticamente già raddoppiato: il valore attuale del cartellino dell’attaccante è infatti di 10 milioni di euro.

Le caratteristiche tecniche di Wilfried Gnonto

Un valore che tiene conto delle caratteristiche di Gnonto, un vero e proprio attaccante moderno. Il classe 2003 è in grado di giocare in ogni ruolo del fronte d’attacco, sia da esterno che da seconda punta, non disdegnando anche di fungere da riferimento principale.

È destro, ma è abile anche con il sinistro e nonostante un’altezza non certo importante (1,72 m) è dotato di una buona elevazione e di un ottimo tempismo negli inserimenti di testa: insomma, come Raspadori, rappresenta una soluzione per il futuro per la maglia numero 9 azzurra!

L'esultanza di Gnonto!

Tra le doti principali che lo rendono importante agli occhi dei suoi allenatori c’è certamente la capacità di pressare, messa in mostra perfettamente nelle partite con la nazionale, visto che alcune delle reti azzurre negli ultimi tempi sono arrivate grazie a palloni recuperati da Gnonto, che ha indotto l’avversario all’errore con il suo pressing alto forsennato. 

La prossima destinazione del latinista del gol

Ma che carriera può profilarsi per l’attaccante italiano? Forse è troppo presto per dirlo, considerando che si tratta di un classe 2003, ma di certo le premesse sono più che positive. Il fatto di aver preferito fare gavetta lontano dall’Italia è stato importante per Gnonto, che ha conosciuto un altro tipo di calcio in Svizzera e che ora può adattarsi meglio anche alla Premier League, avendo già esperienza di stagioni all’estero.

E il fatto che si stia prendendo la scena in quello che attualmente è senza dubbio il campionato più bello (e difficile) del mondo è un altro segnale importante. In Premier (ed è un qualcosa che vale soprattutto per chi viene da fuori dalle isole britanniche) non si fa strada senza una determinazione fuori dal comune, come dimostrano le tante storie di stranieri arrivati in Inghilterra con la fanfara e poi bollati come bidoni in pochissimo tempo.

Beh, questo non sembra essere il destino di Gnonto, che con le sue prestazioni potrebbe anche guadagnarsi a breve le attenzioni di club più blasonati del Leeds per le quote calcio!

Italians do it better in Premier League

Del resto, soprattutto quando si parla di attaccanti, in Premier League lo sanno benissimo che, come si suol dire, “italians do it better”. Sono infatti molti i calciatori tricolori che sono diventati dei veri e propri idoli in Inghilterra, a partire dagli anni Novanta quando il Chelsea ha puntato sul compianto Gianluca Vialli (che dei Blues è stato anche manager, vincendo una FA Cup e una Coppa delle Coppe) e “Magic Box” Gianfranco Zola.

In quel periodo volano oltremanica altre stelle della Serie A, come Fabrizio Ravanelli, che diventa un vero e proprio eroe di culto a Middlesbrough, dove qualche anno dopo giocherà anche Massimo “Big Mac” Maccarone.

Paolo Di Canio

Per non parlare di Paolo Di Canio, a cui al West Ham hanno intitolato addirittura una targa, grazie a cinque anni intensissimi, con la lunga squalifica per aver spintonato un arbitro, ma anche con il premio Fair Play per non aver segnato con il portiere a terra e con alcune reti rimaste nella memoria di tutti i tifosi inglesi.

E nella lista ci sarebbe anche SuperMario Balotelli, che tra una…balotellata e l’altra almeno al Manchester City è riuscito a lasciare un ricordo positivo in quanto a gol e trofei. Ora tocca a Gnonto (e anche a Scamacca, sotto contratto con il West Ham) cercare di seguire le orme degli attaccanti azzurri che si sono presi la Premier. E viste le premesse, il calciatore del Leeds United è già sulla buona strada.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

February 2, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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