Quando si parla di un’Inter vincente in Italia e in Europa, viene in mente quasi sempre un solo cognome: Moratti. Papà Angelo e suo figlio Massimo sono stati entrambi presidenti del club nerazzurro, ma soprattutto hanno segnato in tutti e due i casi la storia del club.

I trofei dell'Inter con la famiglia Moratti

Per i due c’è un totale di 23 trofei nazionali e internazionali, tra cui tutte e tre le Coppe dei Campioni (o Champions League) conquistate dall’Inter.

Ma se Massimo ha cominciato la sua avventura nel 1995 sapendo di trovarsi di fronte a 7 trofei vinti da suo padre (3 scudetti, due Coppe dei Campioni e altrettante Coppe Intercontinentali tra il 1955 e il 1968), alla fine ha avuto la meglio, visto che nei suoi 19 anni di presidenza ne ha portati a casa ben 16 (5 scudetti, 4 Coppa Italia, 4 Supercoppa, 1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 1 Mondiale per Club).

Ma non è certo stata una passeggiata, né dal punto di vista calcistico né da quello economico.

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Moratti ha speso oltre un miliardo di euro per l'Inter

Il ventennio targato Massimo Moratti (compresi i due anni dopo la cessione in cui è rimasto azionista del club) ha infatti visto un influsso molto alto di capitali nelle casse del club, che per un lungo periodo ha decisamente ottenuto meno di quanto lasciassero presagire le spese per cartellini e ingaggi dei calciatori, ma anche per i contratti degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra.

Paradossalmente parlando, la spesa minore è stata quella per acquistare l’Inter, considerando che nel 1995 l’assegno versato all’allora proprietario Ernesto Pellegrini è stato di 50 miliardi delle vecchie lire. Facendo i conti in tasca all’ex numero uno interista, Moratti ha poi speso circa 1,2 miliardi di euro in 19 anni per creare la seconda Grande Inter dopo quella di papà Angelo.

Nel corso dei due decenni di presidenza, Moratti non si è mai fatto mancare i colpi a effetto sul mercato, tra acquisti che hanno sconvolto il mondo e altre scommesse calcio in termini di ingaggi, anche tra i tecnici, che non si sono rivelate buone come ci si aspettava.

Gli acquisti di Moratti: Ronaldo, Vieri ed Ibra

Se si deve pensare al movimento in entrata più importante, difficile non pensare a Ronaldo. Nel 1997 Moratti versa al Barcellona i 45 miliardi della clausola rescissoria del Fenomeno, che si presenta subito a suon di gol ed è fondamentale nella vittoria della Coppa UEFA 1998.

Moratti con il Fenomeno!

Purtroppo però gli infortuni non permetteranno al verdeoro di esprimersi a pieno e le…sfortune dell’Inter a cavallo del millennio lo porteranno a lasciare il club nel 2002 per trasferirsi al Real con solo quel trofeo vinto a Milano.

A fare coppia con Ronaldo per qualche anno è un altro dei grandi acquisti di Moratti, ovvero Bobo Vieri. L’Inter lo strappa alla Lazio pagandolo 90 milioni e viene decisamente ripagata: nelle sei stagioni in nerazzurro, il centravanti segna 123 gol in 190 partite, ma anche lui deve accontentarsi di una sola Coppa Italia in bacheca.

Poi arriva il 2006, quando, nell'estate di Calciopoli, Moratti porta in nerazzurro Zlatan Ibrahimovic, pagando "appena" 24 milioni. Lo svedese porta tre scudetti, ma è il suo addio, con lo scambio con Samuel Eto’o, a creare l’Inter capace di vincere il Triplete.

Tra i grandi acquisti poi non si può certo dimenticare Diego Milito, pagato 28 milioni e fondamentale nelle fortune di quella squadra così vincente.

Mou è il tecnico del Triplete di Moratti

Impossibile poi non menzionare gli allenatori dell’era Moratti, partendo da Ottavio Bianchi per finire con Walter Mazzarri. Tra quelli più apprezzati dal presidente c’è l’inglese Roy Hodgson, incaricato due volte di guidare la squadra, ma anche Luigi Simoni, protagonista della Coppa UEFA del 1998 e delle stagioni in cui l’Inter ha conteso lo scudetto alla Juventus di Lippi.

Proprio il viareggino ha una pessima esperienza in nerazzurro, prima dell’arrivo di Hector Cuper, che però non riesce a replicare a Milano i successi al Valencia.

Va molto meglio a Roberto Mancini, tre volte campione d’Italia, a cui però i trofei nazionali non bastano per tenere il posto.

Nel 2008 arriva infatti Josè Mourinho, che in capo a due stagioni vince due scudetti, ma soprattutto nel 2010 ottiene il clamoroso Triplete, riportando la Champions League ai nerazzurri dopo 45 anni.

Moratti con Mou!

Dopo lo Special One la lista si chiude con Rafa Benitez, Leonardo, Gian Piero Gasperini, Claudio Ranieri, Andrea Stramaccioni e, appunto, Mazzarri.

Il 2010 anno di grazia di Moratti

Il lascito più importante di Moratti è dunque il Triplete, vinto in maniera molto rocambolesca. L’Inter di Mourinho si aggiudica lo scudetto all’ultima giornata, dopo aver superato la Roma di Ranieri, prima a pochi turni dal termine.

Moratti portato in trionfo per lo scudetto numero 18!

Anche per la Coppa Italia bisogna battere i giallorossi, mentre la Champions è un affare complicato. L’Inter rischia di uscire ai gironi e passa il turno per seconda. Nella fase a eliminazione diretta batte il Chelsea, il CSKA Mosca e soprattutto il Barcellona di Guardiola, con un 3-1 casalingo e una sconfitta 1-0 con una masterclass difensiva di Mou al Camp Nou.

La finalissima è a Madrid contro il Bayern Monaco e viene risolta dai gol di Diego Milito, ma anche dalle giocate di Wesley Sneijder, altro grande acquisto di quella stagione, per permettere ai nerazzurri di diventare il primo e finora unico club italiano in grado di realizzare il tris più importante.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

August 3, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Questa che abbiamo il piacere di condividere non è una favola sportiva, ma la storia di un ragazzo dal talento indiscusso, che ha creduto nelle sue capacità e non ha mai avuto paura nello scegliere il club ed il relativo ambiente ideali per perfezionare le sue qualità e non abbassare il livello costante di miglioramento.

Si tratta del trasferimento record in uscita del florido mercato calcistico brasiliano che, in controtendenza con le inaccettabili prestazioni della Selecao quando al termine dei 90° (o dei calci di rigore...) si gioca il passaggio del turno, continua a produrre giovani calciatori di livello mondiale! 

Il ponte diretto dagli aeroporti internazionali di Rio e San Paolo non è più rappresentato dalla Primeira Liga lusitana e dalle regole della federazione portoghese che facilitano l'arrivo di giocatori dal Brasile, ma è quello del prestigioso, con tanti ringraziamenti a CR7 e Messi che hanno scelto soluzioni più comode per il finale delle rispettiva carriere, campionato spagnolo.

Con il Madrid che sembrava in vantaggio dopo le ultime straordinarie operazioni sul mercato verdeoro, il Barcellona ha festeggiato il ritorno al titolo iberico, con il clamoroso colpo Vitor Roque!

I catalani seguivano Vitor già da qualche anno e si sono avvalsi di rapporti costanti e proficui con il suo manager, Andre Cury.

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Chi è Vitor Roque

Vitor Roque è nato a Timoteo, una piccola città nello Stato di Minas Gerais, il 28 febbraio 2005. 

La provenienza dalla zona famosa per la corsa all'oro, incide sulla formazione calcistica del nuovo crack del calcio mondiale: iniziando a muovere i primi passi a centrocampo, infatti, Vitor gioca prima, a 10 anni, nelle giovanili dell'America MG e si trasferisce, senza spostarsi da Belo Horizonte, in età da Under 15 nel più blasonato Cruzeiro.

Sì, proprio il club di Ronaldo il Fenomeno...

Nel 2021, Vitor Roque realizza 21 reti in 21 partite, nel campionato nazionale Sub 17 (corrisponde alla nostra Under 17, la categoria che una volta si chiamava Allievi Nazionali).

La stagione successiva, a 16 anni, sempre con la maglia della Raposa, segna 6 gol in 11 partite con i grandi che disputano e vincono, da favoriti per le quote calcio, una Serie B brasiliana di livello clamoroso, nella quale partecipano altre nobili del calcio sudamericano come Gremio, Vasco e Sport Recife.

Mentre inizia a fare centro anche con le rappresentative giovanili del Brasile, nel 2022, con un trasferimento record per un diciassettenne sul mercato interno, passa all'Athletico PR, che investe, mai uso del verbo è stato più appropriato, la cifra record di 24 milioni di reais (4,5 milioni di euro).

La cifra non è assolutamente casuale, né concordata tra le parti. Il Furacao, per strapparlo al Cruzeiro, ha attivato una norma tutta brasiliana: quella del pagamento dello stipendio base di un giovane, moltiplicato per 2.000!

Vitor Roque con la maglia della Selecao!

Le caratteristiche tecniche di VR9

Vitor Roque è un attaccante completo, nell'accezione più moderna del ruolo. Non staziona davanti all'area di rigore avversaria. Rispetto agli ultimi talenti sbarcati in Europa dal Brasile, VR9 sembra più giocatore: spazia su tutto il fronte offensivo ed attacca a ripetizione la profondità.

Vitor mostra qualcosa di diverso, è un giocatore speciale, freddo nei momenti difficili: esplosivo sotto porta, è perfettamente ambidestro e prova la conclusione da qualsiasi punto dell’aerea di rigore. Un talento raro, insomma. 

VR9 in azione in Coppa Libertadores!

Sui calci da fermo, considerando l'altezza non statuaria, si posiziona sul secondo palo, un po' alla Ciro Immobile, pronto a sfruttare le amnesie delle quali sono, spesso, involontariamente, protagonisti i difensori, attratti colpevolmente dalla traiettoria della sfera.

Quando la sua squadra non ha il pallone, non si fa problemi ad andare in pressione, con vigore, sul centrocampista avversario: anzi ha collezionato qualche cartellino giallo di troppo, per interventi troppo decisi.

Il continuo confronto tra Vitor Roque ed Endrick

Come Vini è stato, da subito, confrontato con il talento di Ansu Fati per poi offuscare il fantasista iberico con una serie di prestazioni sensazionali, anche in Champions League, tanto da attribuirgli, da parte del suo mentore Carlo Ancelotti, la targa di calciatore più decisivo del Mondo, sarà costante anche il paragone tra Vitor Roque ed Endrick che ha scelto di aumentare la colonia brasiliana a Valdebebas.

Vitor Roque ha 18 mesi in più rispetto all'attaccante scuola Palmeiras ed ha sicuramente inciso maggiormente, anche in termini numerici, sui risultati della sua squadra. Nota di colore: dovrebbe coincidere l'arrivo in Spagna di entrambi ed anche la punta mancina classe 2006, a differenza dei suoi predecessori, potrebbe essere da subito aggregata con la prima squadra.

Il soprannome di Tigrinho

La tigre è uno degli animali più veloci e feroci e Vitor Roque in campo si muove come un Tigrinho, sempre famelico vicino alla porta avversaria!

Il fenomeno Vitor Roque!

L'attaccante del 2005, nella sua maturazione, ha l'onore di condividere lo spogliatoio all'Arena da Baixada con un campione del calibro di Fernandinho, decisivo nel cambio di passo nella storia calcistica del Manchester City, con il quale ha giocato quasi 400 partite ufficiali!

Le cifre del trasferimento al Barcellona

Il Barcellona seguiva Vitor già da qualche anno ed aveva rapporti costanti con il suo manager, Andre Cury.

Il famoso Presidente dell'Atletico Mario Celso Petraglia ha concluso con Joan Laporta un'operazione da primato. Ad oggi, tra contratti, tribunali e familiari ingombranti, a distanza di oltre 10 anni, non si conoscono ancora le esatte cifre del trasferimento di Neymar dal Santos al Barcellona: se quelle di Vitor Roque non le superano, ci vanno davvero vicine...

Si parla di quasi 400 milioni della moneta locale brasiliana, 74 milioni di euro, 30 in più di quelli pagati dal Real per Vini. Da evidenziare che, secondo il meccanismo di solidarietà, 2 milioni finiranno nelle casse del Cruzeiro.

Da record anche la clausola rescissoria che sarà inserita nel contratto: mezzo miliardo di euro!

Vitor Roque arriverà in Catalogna nell'estate 2024, anche se il suo arrivo potrebbe essere anticipato nella finestra di mercato di gennaio: beneficerà, in ogni caso, di almeno 12 mesi di convivenza con un mostro sacro del gol come Robert Lewandowski, dal quale apprendere i segreti del mestiere del bomber di fama internazionale!

Il trading calcistico dell'Athletico Paranaense 

L'Athletico Paranaense rappresenta per il Brasile quella che abbiamo imparato a definire in Italia come una bottega cara, carissimissima: magari non un club di prima fascia, anche se la finale di Libertadores 2022 resta comunque un risultato eccezionale, ma sempre attivo nel players trading.

Sono oltre 20 anni che la società più amata di Curitiba cede a peso d'oro calciatori ai club europei più ricchi: da Kleberson a Renan Lodi, passando per Bruno Guimaraes, tuttocampista meraviglioso che farà coppia con il nostro Sandro Tonali a Newcastle.

Vitor Roque rappresenta per il club rossonero l'operazione record, sia in uscita, con i 73 milioni di euro che incasseranno dal Barcellona, ma anche in entrata, con un investimento record, di ben 24 milioni di reais per un ragazzo che aveva giocato solo nella B brasiliana.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

July 30, 2023

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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La Lega di Serie A sul sito ufficiale pubblica, praticamente in tempo reale, i dati di tutte le 380 partite in calendario. 

Anche se il calcio è uno sport a basso punteggio, le statistiche, soprattutto quelle che raccolgono i numeri di un intero campionato, hanno sicuramente un peso e possono essere uno strumento utile per le future scommesse sportive.

Le statistiche sono suddivise in un menu molto semplice, oltre che per stagione sportiva, tra generali e performance, e, naturalmente tra quelle relative alle squadra e le altre, ponderate sulle prestazioni dei singoli giocatori.

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I dati del terzo Scudetto del Napoli 

Analizziamo le classifiche nelle quali gli straordinari Campioni d’Italia 2023 hanno dominato: la squadra che ha comandato più il gioco è stata naturalmente il Napoli, con oltre 34' di possesso palla ad incontro, anche e soprattutto grazie alla qualità della prima costruzione della macchina perfetta, costruita da Luciano Spalletti.

Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia sono stati, per distacco, i calciatori più performanti nella cavalcata trionfale verso il terzo titolo, il primo vinto senza il miglior giocatore della storia del calcio.

Il Napoli ha chiuso la stagione anche con il maggior numero di reti realizzate e di assist vincenti (57), e tra i 77 gol segnati degli azzurri, scegliamo come più importante quello siglato a San Siro dal Cholito Simeone, con la zuccata decisiva contro il Milan, per una prodezza di testa che ha ricordato quella decisiva del papà alla Juve nel 2000 con la maglia bianca del Centenario della Lazio. 

La rete di Simeone al Milan!

In tema di classifiche individuali, tra l’altro, il centravanti argentino che ha esordito in Italia con la maglia della Fiorentina, guida la classifica dei subentranti con ben 27 ingressi dal folto e ben allestito roster partenopeo, messo a disposizione per le scelte del tecnico toscano!

Le statistiche di squadra per la Serie A 2023

Torniamo ai numeri relativi alle squadre e, nella particolare graduatoria del possesso palla, già i dati ci forniscono informazioni interessanti: sul podio con i Campioni d'Italia, infatti, c'è l'Inter che, però, inizia l'azione con un giocatore in più, il terzo centrale difensivo, e le squadre allenate dai cosiddetti giochisti: Monza, Lazio e Fiorentina.

Osimhen e soci sono in testa anche nella classifica dei gol realizzati e dei relativi assist vincenti: interessante in tema di tecnici propositivi, la presenza del Bologna di Thiago Motta al quarto posto dello speciale ranking delle assistenze con ben 41 passaggi vincenti, grazie in particolare alla continua ricerca della giocata del trequartista.

Per quanto riguarda le squadre che cercano di spostare, con metodo ed azioni preparate, la sfera sulle fasce, non è certamente un caso che la Fiorentina di Vincenzo Italiano sia la squadra che ha collezionato più calci d'angolo a favore, ben 237!

Un'azione di calcio d'angolo della Fiorentina

I due esterni bassi dei Viola sono stati difensori solo per la definizione fantacalcistica e l'investimento effettuato su Parisi, acquistato nell'estate 2023 dall'Empoli, rappresenta una conferma ulteriore del calcio, sempre alla ricerca del concetto di lateralità, che andrà in scena anche nei prossimi anni al Franchi ristrutturato!

Perfezionando l'analisi relativa ai numeri del Bologna, all'inizio della stagione guidato dallo straordinario Mihajlovic, attenzione agli inserimenti centrali nel 4-2-3-1 che predilige chiedere ai suoi l’ex numero 10 della Nazionale italiana: se i felsinei, infatti, sono al top o quasi in termini di assist, il Bologna ha battuto davvero pochi angoli, appena 145 per una media di neanche 4 corner a gara.

L’Inter, invece, è la squadra che ha calciato di più verso la porta avversaria, con 630 conclusioni, 17 delle quali fermate dai legni: la Lazio nella seconda stagione di Sarri, è appena quattordicesima in questa graduatoria: evidentemente Luis Alberto e compagni cercano la conclusione in porta solo in circostanze davvero favorevoli, quando, in sostanza, il passaggio non è più un'opzione utile.

I numeri dei calciatori nella stagione 2022/2023

I calciatori più impiegati nella Serie A sono tutti estremi difensori, con Falcone, portiere decisivo nella salvezza, non banale, del Lecce, sempre schierato dal 1’.

Sempre dei salentini è il giocatore di movimento con il maggior numero di minuti in campo, Federico Baschirotto che con l’esperto Umtiti ha formato una coppia centrale di assoluto rendimento, impreziosita da tre reti decisive, in particolare quella a Cremona, nella corsa, molto faticosa nel girone di ritorno, alla permanenza in massima serie.

In termini di performance, Milinkovic-Savic è stato l'atleta che ha corso di più; tra i numeri più interessanti per le distanze rilevanti di scatto, vanno evidenziate, ancora una volta su queste pagine web, le prestazioni di Antonio Candreva, non solo per l’età, ma anche per il cambio di ruolo, più dentro il campo, del quale l’assist man, è stato protagonista, quando Paulo Sousa è subentrato sulla panchina granata.

Berardi in gol dagli 11 metri all'Olimpico!

Parlando di gol personali, Mimmo Berardi, bandiera del Sassuolo nel 2023 ha festeggiato gli 11 campionati consecutivi al Mapei Stadium, con il primato di 7 rigori realizzati, mentre tra i top bomber, dietro naturalmente Osigol (26) e Lautaro, (21) che sono anche i giocatori che hanno calciato di più, clamorosa la presenza sul podio di Dia della Salernitana, con 16 centri.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

July 23, 2023

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Sono molto lontani i tempi in cui si parlava di “terna arbitrale”. L’arbitro e il guardalinee hanno infatti visto aumentare gradualmente i colleghi con cui lavorare. Prima è arrivato il quarto uomo, mentre più di recente si sono aggiunti due fischietti che lavorano…in smart-working, ovvero l’arbitro che utilizza il VAR e il suo assistente, l’AVAR.

Si tratta di un ruolo che è sempre più importante, considerando che l’aiuto tecnologico agli arbitri è diventato parte integrante del calcio moderno, visto che, nonostante le polemiche continuano comunque a divampare, il VAR riesce comunque a dirimere la maggior parte delle situazioni più complicate con una certa percentuale di successo.

Dunque, ci sarà sempre più bisogno di arbitri in grado di padroneggiare il mezzo tecnologico. E la domanda si pone: come si diventa arbitro di VAR?

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Come si diventa arbitri di VAR

In primis…bisogna essere arbitri di campo, questa è la condizione necessaria per potersi poi formare per lavorare davanti allo schermo. Dunque, c’è la solita trafila, che prevede la partenza a livello giovanile fino a scalare le gerarchie per arrivare nei tornei più importanti.

Dopodiché l’AIA (Associazione Italiana Arbitri), che ha formato in fretta e in furia gli arbitri più importanti quando il VAR è stato introdotto in Serie A e a livello europeo, ha cominciato a lavorare anche sui fischietti più giovani, inserendo sempre di più il lavoro a schermo nella preparazione degli arbitri.

A Coverciano si tengono infatti con frequenza dei corsi che rilasciano agli arbitri partecipanti la certificazione per poter ricoprire il ruolo di VAR e AVAR, con esercitazioni e revisioni di situazioni che andavano per l’appunto gestite da parte del “quinto” e “sesto uomo” della squadra arbitrale.

I 4 casi di intervento del VAR

La formazione è più che necessaria, perchè i compiti dei fischietti che operano davanti a uno schermo sono molto diversi da quelli di chi è sul terreno di gioco.

La postazione di VAR e AVAR

Intanto, bisogna saper valutare l’ammissibilità dell’utilizzo del VAR, ovvero i quattro casi su cui si può intervenire (e sempre e solo in caso di chiaro ed evidente errore): una rete segnata o annullata, la concessione (o la mancata concessione) di un calcio di rigore, le espulsioni dirette e lo scambio di identità.

VAR e AVAR devono poi sapere che il collega in campo deve iniziare lui una revisione, mentre a loro spetta il compito di suggerirne una al collega.

La on field review dell'arbitro

L’ultima parola spetta poi comunque all’arbitro di campo, che può affidarsi a quanto gli viene detto da VAR e AVAR oppure far partire la “on field review” e recarsi lui stesso al monitor. 

La on field review

Agli arbitri al VAR spetta anche il gravoso compito di tirare le linee in caso di fuorigioco, anche se l’offside semi-automatico sembra destinato a dare una mano importante in questo senso.

I compensi per gli arbitri di VAR

E quanto guadagnano gli arbitri che lavorano al VAR? Beh, intanto si parte dal presupposto che si debba cominciare dai compensi generali dei fischietti, che hanno un contratto annuale la cui cifra base dipende dall’anzianità.

Un arbitro al primo anno di attività guadagna una base di 20mila euro, chi ha fino a 50 partite in A ne guadagna 30mila, chi ne ha oltre 50 va per i 60mila e gli internazionali arrivano a 90mila. Chi ha certificazione VAR, deve poi aggiungere altre cifre: 12mila euro per i primi tre anni, 24mila dal quarto anno e in caso di arbitro internazionale si parla di 30mila euro.

E poi ci sono i gettoni, partita per partita. Chi si ritrova davanti allo schermo in Serie A non percepisce quanto l’arbitro di campo (4mila euro a match), ma può comunque accontentarsi di ricevere un gettone da 1700 euro.

L’AVAR invece guadagna quasi la metà, 800 euro, meno dei 1400 degli assistenti dell’arbitro, ma comunque di più del quarto uomo, fermo a 500 euro. Per la B le cifre sono pressoché dimezzate. 

Separazione delle carriere per il VAR?

E il futuro, cosa riserva? Nonostante al momento il ruolo di VAR e AVAR venga ricoperto dagli stessi arbitri che poi magari la settimana successiva sono in campo, non è così improbabile che arrivi una vera e propria “separazione delle carriere”, attraverso la quale formare arbitri che si specializzano solo ed esclusivamente sul VAR.

Anthony Taylor

Certo, può sembrare un compito riduttivo, ma data l’importanza che l’aiuto tecnologico agli arbitri sta assumendo, è anche logico che si possa pensare di creare una professionalità specifica che garantisca i massimi standard quando si tratta di valutare quanto avvenuto in campo attraverso la revisione delle immagini.

Anche perchè ormai, per la poca gioia dei “nostalgici”, pensare a un calcio senza VAR (almeno ai massimi livelli) è un qualcosa di impossibile, come ha ben dimostrato la prima fase degli Europei Under-21 con decisioni arbitrali completamente sbagliate che hanno influito anche sulle quote calcio!

E quindi, ci sta che fare l’arbitro al VAR diventi…un lavoro a se stante!

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July 19, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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