I ragazzi di Luciano Spalletti sono favoriti nell'ultimo incontro del girone.

PRONOSTICO UCRAINA - ITALIA

Sul campo neutro di Leverkusen, gli Azzurri hanno a disposizione due risultati su tre per staccare il visto per la fase finale degli Europei in Germania.

Nell’incontro di venerdì sera contro la Macedonia, Barella e compagni hanno vinto, trovando facilmente con facilità la porta degli ospiti, stregata, invece, nell’ultimo precedente casalingo a Palermo.

Mentre Jorginho continua a sbagliare dagli 11 metri, Federico Chiesa è stato di nuovo decisivo come nelle meravigliose serate di Wembley e Raspadori ha confermato che può dire la sua anche con la maglia della Nazionale.

L’Ucraina ha giocato sicuramente meglio di noi questo gruppo di qualificazioni e sono una formazione da non sottovalutare, con la stellina del Chelsea, Mykhailo Mudryk, che è uno dei calciatori più forti in circolazione in campo aperto.

Rispetto al match di venerdì sera all’Olimpico, entreranno almeno 3 giocatori freschi nello Starting Eleven con Di Lorenzo e Frattesi, pronti a prendersi una maglia da titolare nella corsia di destra.

All’Italia basta il pari, ma conoscendo le idee tecnico tattiche di Luciano Spalletti, i nostri approcceranno dal primo minuto per fare la partita e cercare di indirizzare da subito il match sui binari giusti.


Lo scombussolamento dei calendari, tra i rinvii dei grandi eventi negli scorsi anni e il Mondiale in Qatar in autunno, fa sì che a un anno e mezzo dalla finale di Doha riparta già un’altra competizione per nazionali abbastanza importante, il Campionato Europeo.

Si gioca in Germania tra il 14 giugno e il 14 luglio, con il match inaugurale all’Allianz Arena di Monaco di Baviera e la finale, neanche a dirlo, all’Olympiastadion di Berlino. Con il gotha del calcio del Vecchio Continente a darsi battaglia, cosa dicono le quote antepost per quanto riguarda la possibile selezione vincitrice del torneo?

I FAVORITI DI EURO 2024

Sarà che la finalissima si gioca il 14 luglio, ma la grande favorita per le scommesse sportive è la Francia. I transalpini, che hanno conteso all’Argentina la Coppa del Mondo fino all’ultimo calcio di rigore, devono rifarsi dopo i problemi affrontati a Euro 2021.

Anche in quell’occasione la squadra di Deschamps era partita come favorita, ma dopo aver vinto il suo gruppo (complicato dalla presenza di Germania e Portogallo) aveva abbandonato la competizione già agli ottavi di finale, in seguito alla sconfitta ai calci di rigore contro la Svizzera.

Per i transalpini si tratta dell’undicesima partecipazione alla fase finale del torneo. Kylian Mbappe e compagni sono dunque chiamati a risorgere a livello di Europei, competizione che i Bleus hanno già vinto due volte, nel 1994 e nel 2000.

PER I NOSTRI PRONOSTICI EURO SCEGLIAMO KANE

Appena dietro alla Francia per le quote antepost c’è l’Inghilterra, nostra opzione per le scommesse calcio. La squadra di Southgate è nel bel mezzo di un buon periodo di forma nelle grandi competizioni, come dimostrano il quarto posto mondiale nel 2018, la finale degli Europei raggiunta (e persa contro l’Italia) nel 2021 e i quarti di finale in Qatar.

Con tutta probabilità sarà l’ultimo ballo per il CT, che però mai come ora si ritrova tra le mani una squadra competitiva.

L’esplosione a livello mondiale di Bellingham, una sicurezza come Harry Kane, un centrocampo che comprende anche Declan Rice e Phil Foden sono fattori che da una parte fanno inserire i Tre Leoni tra le grandi favorite, ma dall’altra creano forse una pressione troppo pesante per Southgate.

Riuscirà il tecnico a non soffrirla troppo e a far rendere i suoi come potrebbero?

Nonostante le difficoltà incontrate di recente, la Germania chiude il podio delle grandi favorite. E dire che la Mannschaft nelle ultime grandi competizioni non ha convinto per nulla. Chiuso o quasi il ciclo dei campioni del mondo 2014, i teutonici hanno avuto difficoltà a ripartire con forze fresche, nonostante l’innesto di calciatori di valore assoluto come Joshua Kimmich, Leon Goretzka o Jamal Musiala.

Per non parlare del fatto che la Germania ha da poco cambiato CT, dando il benservito ad Hansi Flick e dando fiducia a Julian Nagelsmann. All’ex tecnico di RB Lipsia e Bayern Monaco l’ingrato compito di…dover far bene per forza, visto che giocare in casa rende i tedeschi favoriti quasi di default…

E poi c’è la Spagna. Anche le Furie Rosse hanno vissuto un momento complicato, tra la fine della gestione Luis Enrique e il lento addio ai grandi protagonisti del decennio precedente. A Euro 2020 gli iberici sono arrivati in semifinale, perdendo ai rigori con l’Italia, mentre in Qatar hanno deluso, salutando la competizione agli ottavi di finale contro il Marocco.

Eppure c’è fiducia nella Spagna, che con il nuovo CT De La Fuente vuole cominciare un altro ciclo, sfruttando il talento di giovani campioni come Pedri e Gavi, ma anche l’esperienza di Rodri e Morata.

LAST DANCE IN GERMANIA PER CR7?

Scendendo ancora nella lista delle favorite, si incontra il Portogallo. Che sia o no l’ultimo grande torneo per Cristiano Ronaldo, i lusitani vogliono dimostrare di poter essere grandi anche senza il loro campionissimo da record.

E poi c’è da cancellare la delusione di Euro 2020, quando CR7 e compagni, complice un girone molto complicato con Francia e Germania, si sono fermati dopo appena tre partite, tra l’altro presentandosi come campioni in carica dopo la vittoria del 2016.

La nuova avventura di Roberto Martinez, dopo quasi un decennio alla guida del Belgio, è allo stesso tempo intrigante ma non semplice.
Tra le squadre favorite per aggiudicarsi Euro 2024 ci sono anche i Paesi Bassi. Gli olandesi sono in ripresa dopo anni in cui hanno mancato la qualificazione sia alla manifestazione continentale (2016) che ai Mondiali (2018).

Sta a Ronald Koeman, tornato alla guida degli Oranje dopo l’esperienza non proprio positiva al Barcellona, provare a spingere i suoi verso un’impresa che non riesce loro dal 1988.

Nella scorsa edizione la nazionale dei Paesi Bassi ha iniziato benissimo, vincendo il suo gruppo a punteggio pieno, salvo però poi uscire in maniera totalmente inaspettata contro la Repubblica Ceca agli ottavi di finale.

La “Generazione Dorata” starà anche volgendo al termine, ma è sempre meglio non sottovalutare il Belgio. La fine dell’era Martinez e il progressivo addio di molti dei giocatori che hanno segnato il periodo migliore della storia della selezione belga possono rappresentare sia un passo indietro che la possibilità di ripartire, stavolta con in panchina un italiano come Domenico Tedesco.

Le fortune dei Diavoli Rossi dovrebbero dipendere in gran parte dallo stato di forma di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, i due uomini chiave in grado di dare al Belgio una marcia in più per sognare la prima affermazione a livello internazionale.

LE QUOTE DEGLI AZZURRI PER EURO 2024

A chiudere l’elenco delle otto favorite per Euro 2024 c’è l’Italia. E per quanto sembri strano trovare così in basso la nazionale campione in carica, va anche sottolineato che dopo il trionfo di Wembley nel 2021 sono successe parecchie cose, nessuna delle quali troppo positiva.

Prima il fallimento mondiale, con la seconda assenza consecutiva dalla Coppa del Mondo, e poi l’addio di Roberto Mancini hanno scosso una squadra che comunque già in seguito alla vittoria della scorsa edizione aveva mostrato alcuni limiti.

Il compito di provare a tornare grandi è stato affidato a Luciano Spalletti, che ha cominciato il suo lavoro basandosi in parte sul gruppo campione nel 2021 e inserendo nuove pedine che dovrebbero portare nuova linfa alla rosa azzurra. E poi, un consiglio alle altre partecipanti: sottovalutare l’Italia è storicamente sempre una pessima idea…

*Prima pubblicazione 4 novembre 2023.

**Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.

***Le indicazioni delle quote sono aggiornate alla data di pubblicazione e suscettibili di variazioni; i pronostici devono intendersi come semplici consigli! 

November 20, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Se ogni regione italiana ha una sua squadra più importante, la “Regina delle Marche” è certamente l’Ascoli. Il club bianconero non è solo uno dei più antichi d’Italia (con la fondazione che risale al 1898 come Società Sportiva Candido Augusto Vecchi), ma anche quello della sua regione che ha la tradizione calcistica più importante.

Per l'Ascoli 16 stagioni in Serie A

L’Ascoli ha giocato 16 stagioni in Serie A, esordendo a metà degli anni Settanta e facendo registrare la sua ultima presenza nella massima categoria nella stagione 2006/07, con la prima vittoria, come ricorderanno gli esperti di scommesse calcio solo alla giornata 18 contro il Chievo; il miglior risultato di sempre è il clamoroso quarto posto dell’annata 1979/80.

Per quanto riguarda la B, quella attuale è la stagione numero 27 in Serie B, campionato che i bianconeri hanno vinto in due occasioni (1977/78 e 1985/86) e in cui hanno ottenuto la promozione in A per cinque volte.

Nella bacheca dell’Ascoli c’è anche una competizione europea, la Coppa Mitropa vinta nella stagione 1986/87, a cui va aggiunto il Torneo di Capodanno, organizzato dalla FIGC tra il dicembre 1980 e il gennaio 1981 e portato a casa dai marchigiani battendo in finale addirittura la Juventus.

Rozzi e Mazzone nella leggenda bianconera

Non si può parlare di Ascoli senza menzionare due personaggi che tra scrivania e panchina hanno decisamente scritto la storia della società bianconera. Si parte con Costantino Rozzi, che diventa presidente nel 1968 con l’intenzione di tenere la carica per appena un anno. Saranno invece 26, fino alla sua morte avvenuta nel 1994.

Rozzi diventa il Presidentissimo, quello che porta l’Ascoli in Serie A e che diventa iconico, tra i suoi celebri calzini rossi e le presenze al Processo del Lunedì con Aldo Biscardi. Ma anche le sue intuizioni dirigenziali meritano una certa considerazione.

Durante il suo regno, Rozzi porta allo stadio Cino e Lillo Del Duca calciatori del livello di Pietro Anastasi, Liam Brady e Oliver Bierhoff, ma anche allenatori come Vujadin Boskov e Carlo Mazzone.

E proprio Mazzone merita un capitolo a parte. Arrivato in bianconero da calciatore, diventa una leggenda prima in campo e poi in panchina, su idea dello stesso Rozzi che gli affida la prima squadra.

Con il tecnico romano alla guida la squadra centra la prima storica promozione in Serie A e la salvezza nella stagione successiva, ma anche un ottimo sesto posto negli anni ottanta quando Mazzone torna per la seconda volta ad allenare l’Ascoli.

La ristrutturazione dello stadio Del Duca

Tornando a Rozzi, da imprenditore edile è stato proprio lui a costruire lo stadio che è la casa del club, il Cino e Lillo Del Duca. L’inizio dei lavori è del 1955 e il completamento è del 1962, quando il Presidentissimo è ancora “solo” un imprenditore locale. Durante la sua presidenza arriva la prima ristrutturazione, quella dell’anno della promozione in A (1974), ma ce ne sono state altre due anche in tempi più recenti (2007 e 2017).

Lo stadio cittadino è intitolato ai fratelli Cino e Lillo Del Duca, imprenditori ascolani e alla guida della società tra anni Cinquanta e anni Sessanta. L’impianto può contenere circa 12mila spettatori e una delle tribune è, poco sorprendentemente, intitolata a Carlo Mazzone.

Avendo frequentato la Serie A negli anni Ottanta, l’Ascoli ha vissuto in pieno il boom delle sponsorizzazioni. Dunque, tra le divise più iconiche del club ci sono quelle targate POP84 o Micromax, mentre è di lunga durata il sodalizio tra i bianconeri e la Cassa di Risparmio di Ascoli, sponsor principale della squadra per quindici anni in due momenti diversi della storia della società.

Al momento attuale tra gli sponsor c’è anche Distretti Ecologici, la società che detiene il 20% delle quote del club.

La proprietà dell’Ascoli è infatti divisa tra la Ferinvest (39%), il gruppo statunitense North Sixth (19%), la Cedibi (12%) e Rabona Mobile (10%). Lo sponsor tecnico è la Nike dal 2016, ma il club ha anche vestito divise firmate da altre case produttrici importanti come Adidas, Admiral e Lotto.

Il monte ingaggi dell'Ascoli nel campionato 2023/24

Negli ultimi anni la squadra ha alternato salvezze tranquille a stagioni leggermente più complicate, come quella 2017/18, quando ci è voluta la vittoria nei play-out per mantenere la categoria.

Ma ci sono state anche annate piene di soddisfazioni, come quella 2021/22, in cui la squadra è arrivata sesta nella stagione regolare e ha assaggiato i playoff, pur perdendo al primo turno, sotto la guida di Andrea Sottil.

Sottil

L’allenatore per la stagione 2023/24 è William Viali, dopo che nell’annata precedente alla guida dei rossoneri si sono alternati Christian Bucchi e Roberto Breda. Ma come vanno le cose dal punto di vista degli ingaggi?

Secondo quanto riporta Capology, l’Ascoli spende per la stagione 2023/24 circa 4,6 milioni di euro lordi per gli stipendi dei calciatori a disposizione di William Viali.

Nestorovski e Viviano i più pagati ad Ascoli

Il giocatore più pagato è il macedone Ilia Nestorovski, arrivato in estate a titolo gratuito dall’Udinese.

Nestorovski in gol contro la Roma con la maglia dell'Udinese

L’attaccante, che ha vestito anche la maglia del Palermo, ha firmato un contratto biennale con i bianconeri, con una base da circa 400mila euro più qualche bonus per aumentare gli introiti.

Dietro di lui c’è un altro protagonista recente del grande calcio italiano, ovvero Emiliano Viviano.

Viviano qui con la maglia della Samp nel torneo di Barcellona

Il portiere toscano, che in carriera ha difeso i pali di parecchie squadre di A (compresa la “sua” Fiorentina, di cui è un grande tifoso) e che ha anche sei presenze in nazionale maggiore, ha accettato un accordo annuale che si aggira sui 300mila euro più, anche nel suo caso, alcuni bonus.

Non esattamente i 600mila che guadagnava in Turchia al Fatih, ma comunque una somma importante per un club di B. Chiude il podio il difensore croato Luka Bogdan, arrivato anche lui di recente dalla Ternana, che alla Salernitana due anni fa guadagnava circa 670mila euro lordi, ma che ha dovuto rivedere le sue pretese dal punto di vista economico.

E poi a scendere, per un monte ingaggi che è tra i più bassi della categoria, una costante che negli ultimi anni non ha però mai impedito ai marchigiani di mantenere la categoria con una certa facilità e, come avvenuto due stagioni fa, di puntare anche in alto raggiungendo i playoff. E di confermarsi ulteriormente come Regina delle Marche.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

September 30, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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