Quando la UEFA ha introdotto la Nations League, i commenti al riguardo sono stati particolarmente discordanti. C’è chi ha apprezzato l’idea, anche considerando che se le nazionali dovevano comunque disputare parecchie amichevoli durante l’anno, tanto valeva dare alla maggior parte dei match una connotazione ufficiale. Altri però non l’hanno presa molto bene, in primis i club. Chi certamente invece vede la Nations League con il massimo rispetto sono le federazioni.

Certo, un nuovo trofeo da vincere, ma anche e soprattutto un modo per guadagnare qualche soldo in più: la Nations League porta denaro nelle casse federali. Tanto denaro, almeno per i parametri delle nazionali, che rispetto ai club non hanno un ingresso annuale importante e costante come i diritti TV delle coppe europee e dei campionati nazionali. 

I premi della Nations

Certo, chi arriva a giocarsi la Final Four, come è ovvio, guadagna molto di più. L’edizione 2020-21 vedrà affrontarsi Italia contro la Spagna nella semifinale di Milano e la Francia, favorita per le scommesse sportive @3 a Torino contro il Belgio: le rispettive federazioni sono pronte a spartirsi un bel montepremi. Le quattro finaliste hanno già vinto il proprio gruppo di Lega A, il che porta a tutte e quattro le nazionali circa 4,5 milioni di euro. Poi, a seconda della posizione ottenuta (è prevista anche la finale per il terzo e quarto posto), arriverà il resto.

 

Chi perde entrambi i match può consolarsi con altri 2,5 milioni di euro, chi vince il bronzo ne riceve 3,5. La seconda classificata spegne il bruciore della delusione con 4,5 milioni, mentre la vincitrice, oltre al trofeo da mettere in bacheca e al nome da inserire nell’albo d’oro dopo quello del Portogallo, porta a casa altri 6 milioni. Totale, 10,5 milioni per chi trionfa in Nations League. Non certo cifre da Champions, ma pur sempre circa un terzo di quanto guadagna chi porta a casa l’Europeo.

Cifre ufficiose che, a differenza di quelle della prima edizione, non sono ancora state confermate dalla federazione europea sul suo sito, ma che in ogni caso sarebbero aumentate rispetto a due anni fa. Per la Nations League 2018/19, i premi stanziati dalla UEFA erano inferiori: 3 milioni per la vittoria del girone, 4,5 milioni per il Portogallo vincitore, 3,5 per l’Olanda seconda, 2,5 per la Svizzera terza e 1,5 per l’Inghilterra, arrivata quarta. Il tutto per un budget da circa 77 milioni di euro, che calcoli alla mano dovrebbe essere già aumentato di circa un quarto del totale.

Italia, sede delle Final four

E poi ci sarebbe l’indotto collaterale per chi organizza l’evento. Mai come in questo caso è necessario il condizionale, perché è impossibile pronosticare quale sarà la situazione in Italia e nel mondo a ottobre 2021, quando si terrà la Final Four. Torino e Milano attendono con ansia di capire se sarà possibile ospitare le partite con il pubblico sugli spalti dell’Allianz Stadium e di San Siro e, se sì, quanta percentuale della capienza potrà essere utilizzata. Un dubbio non da poco, perché l’afflusso dei supporter cambia molto in termini economici per le due città coinvolte.

A differenza della scorsa edizione, che si è tenuta in Portogallo a giugno 2019, gli impianti scelti per le quattro partite sono parecchio più grandi. San Siro, con i suoi 80mila posti, è quasi il doppio del meraviglioso Estadio do Dragao (quello del gol di tacco di Ibra agli Azzurri per inderci nell'estate 2004) in cui si è giocata la finalissima tra i padroni di casa e l’Olanda.

E anche l’Allianz, nonostante abbia “solo” 42mila posti a sedere, è comunque più grande dell’impianto da appena 30mila posti di Guimaraes. Considerando che le tre nazionali ospitate dall’Italia sono tutte relativamente vicine, facile immaginare un’ampissima cornice di pubblico in caso di apertura totale degli stadi. Ma per ponderare una valutazione credibile degli effetti economici per Milano e Torino, sede anche delle ATP Finals bisognerà attendere.

Non c’è poi da dimenticare che il primo posto nel girone ha permesso all’Italia anche di avere la certezza di avere un gruppo da cinque, e non da sei, nelle qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar. Certo, non che questo sia garanzia di giocarsi di nuovo la Coppa del Mondo, ma le possibilità degli Azzurri di tornare sul massimo palcoscenico dopo l’assenza in Russia aumentano per le scommesse calcio.

E considerando che chi è stato eliminato nel proprio girone nel 2018 ha ricevuto 8 milioni di euro mentre la Francia campione ne ha incassati quasi 40, anche questo piccolo particolare potrebbe avere un’importanza per nulla secondaria nella stabilità economica della FIGC. Alla facciaccia di chi sostiene che la Nations League…non serva a nulla!
 

*L'immagine di apertura è di Antonio Colanni (AP Photo); la quota indicata è aggiornata al 3 dicembre 2020.

December 3, 2020

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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La storia era talmente potente, senza bisogno di essere eccessivamente romanzata, che una volta messa su pellicola, si rivelò un successo mondiale.

Tanto che Brad Pitt, completamente inquadrato nel personaggio, si guadagnò anche una candidatura all'Oscar come miglior attore per i pronostici.

Chi era Billy Beane

Il Moneyball applicato al calcio

Al Pacino ed altre leggendarie storie sportive

Il film, in Italia, per una volta venne tradotto fedelmente ("L'Arte di vincere"), ma per tutti è rimasto impresso come "Moneyball". Ma quale fu la vera storia che ispirò il tutto a cominciare dal libro "Moneyball - The art of winning", scritto da Michael Lewis e pubblicato nel 2003? E' quella dell'ex giocatore di baseball Billy Beane. Il quale, dopo aver militato per molti anni tra le fila degli Oakland Athletics, viene nominato general manager del club californiano le cui finanze, in quel momento, erano decisamente aride.

Appassionato e con una gran voglia di rivalsa al termine di una carriera da eterno incompreso, l'intenzione di Beane è quella di raggiungere il miglior risultato con la minor spesa possibile. Ma come fare? La soluzione arriva dall'elaborazione di un rivoluzionario metodo per scegliere i giocatori da acquistare, senza follie o addirittura a prezzi modici, per costruire un roster decisamente competitivo.

Attraverso il ricorso a modelli matematici e statistici e l’aiuto del "fido" Peter Brand, Billy in poco tempo rivoluzionerà il modo del baseball, nonostante la diffidenza di chi lo ha preceduto e il timore di chi gli sta intorno: succede sempre così, d'altra parte, coi personaggi e le idee che ribaltano la prospettiva. Nello sport come nella vita.

La vera storia di Billy Beane

La storia di Beane non sarà accompagnata da un vero e proprio lieto fine (quanto lo avrebbe voluto l'industria cinematografica!): dopo aver comunque conquistato un primo posto nella West Division nella Regular Season, Oakland si fermò infatti al cospetto di Minnesota al primo turno (i quarti di finali) delle Division Series della centesima edizione (quella del 2002) della Major League Baseball.

Il vero Billy Beane!

Tuttavia, i Latics tagliarono il traguardo più alto di tutti i tempi nella storia del baseball americano e delle scommesse sportive: 20 successi di fila, ottenuti con una squadra formata da giocatori scartati dalle società "top class", ma estremamente funzionali a determinati ruoli e collocazioni sul diamante. “Una specie – si dice nel film – di isola dei giocattoli difettosi”. Chi appesantito, chi eccentrico, chi poco ortodosso: unici nel loro modo di esprimersi con guantoni, mazza e pallina.

Tutti, però, selezionati tramite un'attenta valutazione statistica delle loro prestazioni passate, isolata - questo è l'aspetto più importante, inizialmente poco compreso - da moduli di gioco e fattori ambientali o esterni. E il loro status di “scartati”, quindi, garantiva un prezzo d’acquisto modesto.

Midtjylland e Ankersen, il Moneyball nel calcio  

Una teoria che, con il passare degli anni, penetrò anche il mondo del calcio: l'esempio - e per giunta dichiarato - più lampante, è quello del Midtjylland, club dalla tradizione giovane in Danimarca e che, grazie al lavoro Rasmus Ankersen il "Billy Beane del football europeo", si è arrampicato fino alla Champions League.

I danesi del Midtjylland festeggiano una rete in Europa League

Rampante autore, oratore pubblico e consulente aziendale e una presenza scenica che,  potrebbe tranquillamente ricordare quella di un attore hollywoodiano, Ankersen - classe 1983 - è stato costretto ad abbandonare la propria carriera di calciatore (proprio al Midtjylland) da giovanissimo per via di un grave infortunio.

La sua conoscenza la divide, con un fil rouge indissolubile tra il club dello Jutland e quello londinese del Brentford, che nel 2020 ha sfiorato la promozione in Premier League ed è, a ben vedere, una colonia del calcio danese coi calciatori Mads Bech Sørensen, Henrik Dalsgaard, Mads Roerslev Rasmussen, Christian Nørgaard (centrocampista ex Fiorentina) ed Emiliano Marcondes. Tutti sotto l'egida del mister connazionale Thomas Frank e del suo vice Brian Riemer.

Al Pacino e le storie maledette

Difficile fare una lista nel mare magnum dei film sportivi: certamente, rimanendo lungo Hollywood boulevard, a fare la storia come e più di Moneyball, resta il mitico "Ogni Maledetta Domenica" ("Any Given Sunday", 1999), dedicato al football (americano, ovviamente) col discorso finale di Al Pacino negli spogliatoi tra i suoi ragazzi dei Miami Sharks.

Quegli indimenticabili "centimetri" che caratterizzano lo sport e la vita, di un coach - Tony D'Amato - burbero e vecchio stile, che ha cominciato a "non sopportare la faccia che vede allo specchio" ma, anche, con un cuore grande così. Indimenticabile la chiusura: "E' il football, ragazzi. E' tutto qui!". Che, nel tempo ha ispirato miliardi di discorsi degli allenatori, a ogni livello di qualsiasi sport collettivo.

Al Pacino

Rimarchevole è anche il tratteggio dei dietro le quinte dei procuratori sportivi, offerto da "Jerry Maguire" (1996) con Tom Cruise e Renée Zellweger.


A proposito di "storie maledette", il calcio - al di là dei vari lungometraggi documentaristici su Diego Armando Maradona - ha spesso sofferto di grandissime difficoltà di riproduzione rispetto agli sport americani. Si è sempre dovuto porre un maggiore accento sulla storia in sé, più che sulle gesta in campo.

 

Un esempio su tutti, è "Fuga per la vittoria" (1981), in cui la differenza tra i veri calciatori (tra cui Pelé) e Sylvester Stallone, in campo, stava tutta nella goffa parata di chi - evidentemente - sarebbe stato molto più adatto ai film sulla boxe nel personaggio di Rocky Balboa.

Tornando al calcio, sull'olimpo - e non a caso si tratta di un film targato BBC - resta "Il Maledetto United" (2009) dedicato ai 44 giorni di Brian Clough sulla panchina del Leeds all'inizio della stagione 1974-75.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 2 dicembre 2020.

October 7, 2021

Di Stefano Fonsato

Stefano Fonsato
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Stefano collabora da anni come giornalista freelance per il portale web di Eurosport Italia, per il quotidiano La Stampa e con la casa editrice NuiNui per la quale è stato coautore dei libri "I 100 momenti magici del calcio" e "I 100 momenti magici delle Olimpiadi".

E' amante delle storie, dei reportage e del giornalismo documentaristico, ma il suo "pallino" resta, su tutti, il calcio d'Oltremanica.

 

Stefano Fonsato
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Mai nella storia del basket italiano qualcuno aveva realizzato un'impresa simile. 36 punti in 34 minuti conditi da 11/17 nei tiri da due punti, 3/4 da tre punti, 5/5 ai liberi più 8 rimbalzi e 4 assist, per un totale di 44 di valutazione. 

Questi sono i numeri pazzeschi e ovviamente da record che ha collezionato la quindicenne Matilde Villa nella partita del campionato femminile di Serie A1 vinta dalla sua squadra il Limonta Costa Masnaga contro la Dinamo Sassari. Matilde è nata il 9 Dicembre 2004 a Lissone in Brianza e mangia pane e palla a spicchi dall'eta di 5 anni.

La baby stella

Il record che ha appena polverizzato non è frutto del caso o di una giornata in cui gli è andata di lusso, Matilde a 16 anni ancora da compiere è già la migliore realizzatrice italiana del campionato, viaggia a una media di 18.6 punti per ogni allacciata di scarpe e ovviamente gravita già nel giro della nazionale maggiore.

Matilde è una ragazza molto giovane ma ha già ben chiari i suoi riferimenti e i suoi futuri obiettivi. “Voglio continuare così” afferma sicura dopo il record, dimostrando una grande determinazione; e poi ancora: “il mio idolo è Cecilia Zandalasini (nella foto) – campionessa italiana della WNBA -  la reputo la più forte cestista italiana, sarebbe bello un giorno giocare ai suoi livelli”.

La ragazza non è per nulla timida a quanto pare, e ha una precoce capacità di programmare il suo futuro e lavorare sul suo potenziale. Dovrà stare attenta a gestire le pressioni e le aspettative, soprattutto dei media e dei social: “Dall'altro giorno il mio profilo Instagram è impazzito” confessa timidamente Matilde ai cronisti.

I baby fenomeni

La storia dello sport è sempre stata costellata e attraversata da grandi storie di baby fenomeni. 
La più recente campionessa esplosa in tenerissima età è la nostra Benedetta Pilato che a 14 anni e mezzo ha vinto l'argento sui 50 Rana ai Mondiali di Nuoto di Gwangju, battendo il precedente record di un'altra baby star, Fede “la Divina” Pellegrini. Negli anni '70 altra nuotatrice precoce e fortissima fu la mitica Novella Calligaris che tra i 16 e i 19 anni conquistò ben 71 titoli, ma non resse la pressione e si ritirò a nemmeno 20 anni.

Sono molti, purtroppo, i casi di sportivi bruciati dai loro troppo precoci exploit. Come la tennista Jennifer Capriati che a soli 13 anni e 11 mesi conquistò la sua prima finale WTA, un primato ancora ineguagliato. Comincia una carriera da capogiro, vincendo anche l'oro olimpico a Barcellona, idolatrata e perseguitata dai fan finisce in un turbine maledetto che la porterà a vari arresti. Lo Sport è unico nel saper regalare fama precoce e immortalità.

In tanti hanno ancora in mente le immagini del 17enne Pelè trionfatore e migliore giocatore al Mondiale di Svezia del '58. Oppure lo straripante Boris Becker più giovane vincitore di Wimbledon nell'estate del 1985.

 

Gli appassionati di motori ricordano con tenerezza e affetto uno scapestrato Loris Capirossi che nel 1990 quando i suoi coetanei erano impegnati con biciclette e motorini magari truccati lui sfrecciava vincitore con la sua Honda RS 125R del team Pileri, vincendo il mondiale nella 250 come più giovane di sempre. 
 

I baby testimonial

Le aziende di marchi sportivi hanno capito benissimo che per accaparrarsi i diritti di immagine dei nuovi campioni devono andare a cercarseli prima di tutti gli altri. Ogni anno scout di tutte le maggiori aziende lavorano senza sosta, scandagliando l'intero globo terrestre a caccia dei nuovo baby campione. Anno dopo anno però questa frenetica corsa raggiunge vette sempre più estreme.. 

La Nike ha da poco elargito la bellezza di 10 milioni di dollari a Youssoufa Moukoko un calciatore super millenial del Borussia Dortmund nato nel 2004. La stessa Nike bruciò tutti facendo firmare il suo primo contratto di sponsorizzazione ad un allora dodicenne Neymar, vedendoci lungo in quel caso. Il record di precocità di Neymar è di recente stato polverizzato per le scommesse calcio sempre dalla stessa azienda sportiva mettendo sotto contratto un bambino di 9 anni sempre brasiliano, un certo David Nogueira Carmo che gioca nelle giovanili del Santos. Non resta che metterci comodi sul divano e stare a guardare dove questo ragazzo arriverà.

*Il testo dell'articolo è di Jacopo Manni; l'immagine di Darko Vojinovic (AP Photo).

December 2, 2020

Di 888sport

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Gli allenatori di calcio si dividono, tra l'altro, in due categorie: i fondamentalisti e i versatili. I primi sono talmente innamorati del proprio modulo di gioco che non lo cambierebbero nemmeno sotto tortura; gli altri modificano l’assetto in campo del proprio undici in base alle caratteristiche dei calciatori a disposizione ed in relazione a quelle degli avversari. Prima del rientro in pista di Spalletti a Napoli, procediamo con questa ipotesi di calssificazione:

Fondamentalisti

La difesa a tre

I quattro difensori

Versatili, ma senza panchina

Chi ha ragione tra queste due categorie? Non esiste una verità aprioristica. Le sentenze le emettono i risultati, che possono sorridere a squadre allenate da tecnici pasdaran del proprio modulo oppure a quelle con alla guida mister capaci di adattarsi.

In attesa di ripetere questo esercizio per il campionato in corso, analizziamo le venti compagini della Serie A 2020/2021, prendendo come riferimento il primo segmento di campionato ed in particolare la nona giornata.

Conte primo fondamentalista

La netta vittoria, conquistata dall’Inter sul campo del Sassuolo è stato segnata da un ritorno al passato per mister Conte: un 3-5-2 classico, che nei mesi scorsi il tecnico leccese aveva trasformato in un 3-4-1-2 al fine di adattarlo all’innesto di Eriksen e agli inserimenti di Vidal e Barella. Non è un caso se l'Inter, al momento di sostituire il tecnico pugliese sia andata con decisione su Simone Inzaghi.

Inzaghi a colloquio con Dzeko

Di fronte c’era il Sassuolo di Roberto De Zerbi, mister in grado di dare un’impronta offensiva alla propria squadra pur non essendo affezionato a un modulo fisso. L’assetto di base è un 4-3-3, che può diventare, a seconda delle occasioni, un 4-3-1-2 o un 4-2-3-1. Quest’ultimo è quello schierato contro l'Inter, con Berardi, Djuricic e Boga alle spalle dell’unica punta Raspadori. È dunque un Sassuolo poliedrico e divertente e possiamo tranquillamente classificare l'ex trequartista bresciano come versatile, visto il capolavoro di Napoli, costruito a tavolino, partendo da una difesa a 3!

Sembra ancora prevalere la confusione, invece, in casa Juventus. Uno dei motivi con cui è stato spiegato l’esonero di Sarri è la rigidità del mister toscano su un solo modulo. Ebbene, i primi mesi di Pirlo raccontano di un eccesso all'incontrario, con troppi cambiamenti di sistemi di gioco, tutt’altro che convincenti: 17 punti (compresi i 3 presi a tavolino contro il Napoli) su 9 gare sono un bottino magro date le potenzialità ed il monte ingaggi da top club europeo dei bianconeri.

Con Ronaldo a pieno servizio ed il rientro di Matthijs De Ligt, miglior difensore per distacco del campionato e l'unico in grado di "marcare davanti", accorciando quindi lo spazio da coprire, ci aspettiamo risultati ben diversi dai bianconeri!

De Ligt, il miglior difensore del campionato!

Discreto il ritorno in massima serie del Benevento con il collaudato 4-3-2-1 di Filippo Inzaghi che ha fermato la Vecchia Signora sull’1 a 1 dopo aver espugnato con merito Firenze a sorpresa per le scommesse calcio!

La difesa a tre

Moduli quasi speculari al Gewiss Stadium di Bergamo nel match tra Atalanta e Verona: 3-4-1-2 e 3-4-2-1. Per la squadra di Gasperini si tratta di un marchio di fabbrica, che ha portato la Dea a lottare su palcoscenici prestigiosi e sfiorare i quarti di finale nella Champions 2020 a Lisbona.

Gasp dà indicazioni a Zappacosta

Juric, erede designato del Gasp,  sceglie un'unica punta, Di Carmine, supportato dai continui inserimenti di Barak e Zaccagni.

Modulo che ha dato solidità agli scaligeri, che hanno subito davvero poco in campionato, riuscendo a fermare da ospiti indesiderati, nell'ordine, Juventus, Milan e Atalanta!

Tra i fondamentalisti dei tre difensori centrali va sicuramente annoverato Simone Inzaghi che adotta un 3-5-2 con un trequartista di qualità come Luis Alberto alle spalle del tandem Immobile-Correa. Nulla di fatto per i biancocelesti, contro l’Udinese operaia di Gotti, che nel nome della semplicità continua a regalarsi soddisfazioni. Il tecnico ex vice di Nicola e Tudor tiene fede ai 3 in difesa e ai 2 in attacco, in mezzo 5 mediani tra cui un Pereyra che funge da guastatore.

3-5-2 modulo preferito anche dal Crotone di Stroppa, che ha perso 1 a 0 contro un ritrovato Bologna di Mihajlovic. L’allenatore serbo opta di solito per un 4-2-3-1 e nonostante l’infortunio dell'esterno d’attacco Orsolini, conserva con Sansone grandissima imprevedibilità su entrambe le catene laterali! 

 

Pioli dà lezioni di tattica

Lo schieramento amato da Mihajlovic ha un estimatore anche a Milanello: Pioli. L’allenatore rossonero ha nel 4-2-3-1 la sua chiave di volta per un Milan che guida la classifica, capace di rendere al meglio anche in assenza della punta di diamante Ibrahimovic, contro la Fiorentina, nella partita vinta 2 a 0.

Pioli ad Oporto

I viola si sono presentati a San Siro con il 4-3-3 puntellato da Prandelli dal suo ritorno sulla panchina gigliata, che ha sostituito il 3-5-2 caro a Iachini ma che ancora non ha prodotto risultati migliori.

Duttilità è la parola chiave dell’esperienza di Di Francesco a Cagliari, dove ha iniziato con il suo 4-3-3 per poi cambiare pelle. Domenica con la Spezia è stato un 4-2-3-1 dal sapore amaro, visto che gli ospiti hanno agguantato il 2 a 2 allo scadere. Ma la matricola ligure prosegue una striscia positiva tracciata da un 4-3-3 di mister Italiano prudente e propositivo allo stesso tempo.

4-3-3, o forse 4-1-4-1, adottato anche da Gattuso nel 4 a 0 con cui ha steso la Roma nel “Maradona Day”: un modulo che il mister calabrese ha rispolverato dopo la parentesi del 4-2-3-1.

Versatili, ma senza panchina

Cambio che si era rivelato proficuo anche per Fonseca, che tempo fa ha abbandonato il 4-2-3-1 per passare a un 3-4-2-1 capace di far inanellare ai giallorossi 12 risultati utili consecutivi (esclusa la sconfitta a tavolino di Verona), fino al tonfo di Napoli.

Un falso mito sulla rigidità del modulo delle proprie squadre riguarda Giampaolo. Il suo Torino, infatti, ha affrontato la Sampdoria con un 3-5-2 che smentisce il 4-3-1-2 che ha caratterizzato in passato il tecnico abruzzese.

Un 2 a 2 contro i blucerchiati di mister Ranieri, considerato un profeta di un calcio conservativo e poco frizzante, eppure capace di variare tanti moduli. Coi granata ha scelto un classico 4-4-2, o 4-4-1-1.

Sir Claudio Ranieri

Modulo tradizionale che ha impostato a partita in corso Maran la settimana scorsa, nella vittoria proprio nel derby con la Sampdoria abbandonando il solito 3-5-2. Quest’ultimo schema, tuttavia, è tornato quello iniziale nella sconfitta casalinga con il Parma.

Ora la panchina di Maran traballa. Tira un sospiro di sollievo invece Liverani, che con il suo 4-3-2-1 ha sbancato il Marassi. Il tecnico romano ha rivendicato la volontà di continuare coi tre attaccanti, seppur sfalsati nelle posizioni di partenza!
 

*Il testo dell'articolo è di Federico Cenci; le immagini distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 2 dicembre 2020.

October 21, 2021

Di 888sport

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Marco Belinelli lascia tutti di stucco e decide di tornare a casa. Ha firmato con la Virtus Bologna. 

Le offerte ricevute durante la free agency NBA evidentemente non lo hanno convinto e dopo 13 stagioni passate in NBA, Marco decide di fare armi e bagagli e tornare dove tutta la sua storia è cominciata. Se ne va al "paesello", ma lo fa alla grande. Torna alla sua amata Virtus Bologna con un anello da vincitore NBA, una grande esperienza che lo colloca nella elite dei giocatori europei, ma soprattutto, con un bel contrattone pluriennale, che lo renderà uno dei giocatori più pagati del vecchio continente.

Nel marzo 2020 molti rumors si erano diffusi su un suo possibile approdo a Milano, alla corte del suo mentore coach Messina. Lui si era subito smarcato dicendo di sentirsi ancora un giocatore NBA, pronto a firmare il suo ultimo contratto americano magari per una contender

Nel frattempo però le primavere passano, il Beli ha 34 anni, e le situazioni cambiano. Marco nel settembre del 2020 ha sposato la sua bella Martina, e magari la voglia di tornare a casa e metter su famiglia nella sua città natale è diventata prioritaria. Marco è di San Giovanni in Persiceto, un paese sui colli bolognesi e proprio con la Virtus Bologna ha esordito in serie A a 16 anni. A Bologna ha cominciato a capire di poterlo fare davvero di mestiere il giocatore di basket.

A Bologna oggi torna in una squadra allestita per competere con la corazzata milanese di re Giorgio Armani. Con la firma di Marco Belinelli la Virtus Bologna cambia decisamente di status e prospettive; l'arrivo del Beli è un colpo pazzesco, soprattutto se pensiamo al momento storico del basket italiano ma anche dello sport in generale.

Nell'epoca dei tagli e ridimensionanamenti dei budget, si fa fatica persino a pensare di riuscire a terminare i campionati senza naufragare nei debiti. Tranne Bologna, che con l'aiuto del patron Zanetti, proprietario della Segafredo, fa uno sforzo economico da big e ci regala un campionato nuovo, con i pronostici e le scommesse sportive totalmente ribaltati. Bentornato a casa, Campione!
 

BELINELLI VS DATOME

Questo clamoroso ritorno del Beli accende i riflettori su un duello decisamente elettrizzante che il campionato italiano proporrà per i prossimi anni. Milano contro Bologna è la battaglia di questa nuova era del basket azzurro, da oggi in poi si arricchisce di una sfida nella sfida. Belinelli vs Datome, una vera manna per il basket nostrano. 

Beli ruba il pallone al centro di Oklahoma City Thunder, Steven Adams

Datome è stato ingaggiato da Milano all'inizio di questo campionato 2020-2021. Gigi veniva da 5 anni pazzeschi passati alla corte del grandissimo coach Obradovic al Fenerbache in Turchia dove ha portato a casa ben 9 titoli, 4 final four di Euolega di cui una vinta da assoluto protagonista. In Turchia le sue ben note doti umane e di leadership sono esplose fino a portarlo ad essere considerato un giocatore da elite in Europa. E il Fener lo ha riconosciuto come top player pagandolo la cifra monster di 1,750,000€ l'anno.

Coach Messina lo ha fortemente voluto a Milano per le sue caratteristiche di uomo spogliatoio e di grande leader. Gigi non è stato preso per fare 20 punti ad allacciata di scarpe ma per portare esperienza soprattutto in Eurolega, il vero obiettivo di Milano quest'anno. Gigi aprirà il campo ma può giocare anche da falso lungo. Ha grandi doti difensive e le squadre di Messina sono disegnate sempre a partire dalla difesa. Gigi è un uomo vero, un vincente, un capitano.

 

Belinelli è sempre stato riconosciuto come grande giocatore, ma a differenza di Gigi le sue doti di leadership sono meno evidenti. Marco è un grande finalizzatore che negli anni ha acquisito una freddezza da killer nei momenti chiave delle partite, a Bologna troverà un vero uomo alpha in spogliatoio che è Milos Teodosic, il vero comandante di questa squadra.

Teodosic pretende di essere riconosciuto come il capo e infatti è l'uomo che più guadagna della squadra, anche più di Belinelli. Entrambi hanno un triennale ma Teodosic guadagna 6,5 milioni totali contro i 5 del Beli. A Marco Belinelli, coach Djordjevic chiederà di essere il clutch player della squadra, il killer risolutivo ma anche la chioccia che può far fare il salto di qualità ai tanti giovani del roster e portarli ai vertici italiani ed europei.

*Il testo dell'articolo è di Jacopo Manni; le immagini, entrambe distribuite da AP Photo, sono di David Zalubowski e Sue Ogrocki.

December 1, 2020

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Spesso la storia si fa lontano dai riflettori e il calcio non fa certamente eccezione. Gli occhi di mezzo mondo sono puntati sulla Champions League, ma ad eccezione dei tifosi delle due squadre saranno pochi quelli davvero interessati al match tra Juventus e Dinamo Kiev, con i bianconeri già qualificati alla fase ad eliminazione diretta.

Eppure all’Allianz Stadium avverrà qualcosa di mai visto prima: Stephanie Frappart, francese, classe 1983, sarà la prima donna ad arbitrare un match della massima competizione continentale. Stavolta guiderà una squadra di colleghi tutta maschile, a differenza di quando ha scritto il suo nome nella storia del calcio, arbitrando la finale di Supercoppa Europea 2019 tra Liverpool e Chelsea assieme ad altre quattro colleghe.

 

All’epoca Klopp dichiarò che se i Reds avessero giocato come il quintetto in rosa aveva arbitrato, avrebbero vinto per 6-0. Il che spiega la fiducia nella UEFA nei confronti della francese, che in questa stagione ha anche diretto il match di Europa League tra Leicester e Zorya Lugansk. E a tutto questo va aggiunto che si parla anche del primo arbitro donna della storia della Ligue 1, arbitrando il pareggio per 0-0 tra Amiens e Strasburgo del 28 aprile 2019

La prima ad arbitrare la Coppa Uefa

Stephanie Frappart non però è stata il primo arbitro donna a dirigere un match di una competizione UEFA, perché guardando al passato la transalpina ha un modello a cui ispirarsi. A rompere le barriere è stata la svizzera Nicole Petignat, che nel 2003 è stata designata per il match del turno preliminare della Coppa UEFA 2003/04 tra gli svedesi dell’AIK e gli islandesi del Fylkir.

Nicole Petignat parla con Marco van Basten!

Per lei in carriera anche la finale della Coppa del Mondo femminile nel 1999 e dell’Europeo del 2001, ben 91 incontri di Super League Svizzera e anche la finale della coppa nazionale nel 2007. Oltre ovviamente al ruolo da internazionale, ottenuto dalla FIFA nel 1998.

La prima internazionale

Anche in questo caso, però, c’è qualcuno che ha fatto di meglio. La prima donna a ottenere la qualifica di internazionale è infatti la canadese Sonia Denoncourt, che è stata promossa al top della gerarchia arbitrale nel 1994.

Per lei c’è anche la distinzione di essere il primo arbitro donna ad aver diretto un match professionistico maschile in Brasile, nel 1997. Ai suoi ordini, per il Campionato Paulista, c’erano il Sao Josè e il Palmeiras di Cafu. E proprio il due volte campione del mondo si ricorderà bene di quel match, considerando che ha, il non certo apprezzato primato, di essere il primo calciatore mai espulso da una donna nel calcio verdeoro.

Storie tedesche

Uno degli arbitri donna più celebri di sempre ha invece da poco annunciato il suo ritiro. Bibiana Steinhaus ha diretto la Supercoppa tedesca 2020 tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund e poi ha… appeso il fischietto al chiodo, tornando a tempo pieno alla sua occupazione da poliziotta. Per lei il record di essere l’unica direttrice di gara della storia della Bundesliga, la prima in carica di una partita della massima divisione, il match del 10 settembre 2017 tra Hertha Berlino e Werder Brema, dopo una gavetta durata dieci anni nelle categorie inferiori e nella coppa di Germania.

 

Il nome di Bibiana Steinhaus è anche legato a un paio di controversie che hanno segnato nel corso degli anni l’evoluzione dell’arbitraggio al femminile. La prima è il celebre caso Demirbay, quando l’attaccante del Fortuna Dusseldorf nel 2015 l’ha insultata dopo aver ricevuto il secondo giallo. Per il tedesco sono arrivate cinque giornate di squalifica, più l’obbligo di arbitrare un match di calcio femminile giovanile.

Ancora più scalpore ha fatto la decisione da parte della TV di stato iraniana di non trasmettere la partita tra Bayern Monaco e Augsburg del febbraio 2019 proprio perché a dirigere il match c’era una donna. Alla luce dei riflettori, comunque, la tedesca è abituata, anche considerando che da ormai quattro anni ha una relazione con un collega, l’inglese Howard Webb, ex internazionale che ha diretto la finale di Champions 2010 (quella del Triplete) e poche settimane dopo anche quella di Coppa del Mondo tra Spagna e Olanda.

Appunto, e in Inghilterra? Anche la patria del calcio ha aperto le porte alle donne col fischietto, anche se l’esordio assoluto in un match professionistico è del tutto…casuale. Amy Rayner, classe 1977, era il quarto… uomo nel match di Championship tra Coventry e Nottingham Forest del 9 febbraio 2010. Peccato che l’arbitro titolare, Tony Bates, si sia fatto male e sia stato costretto a lasciare il posto alla collega, che ha diretto gli ultimi venti minuti della partita.

Il caso Aguero

Al momento però la direttrice di gara più celebre oltremanica è certamente Sian Massey-Ellis, finita sotto i riflettori per il “caso Aguero”, avvenuto mentre fungeva da assistente nel match tra Manchester City e Arsenal. Il Kun l’ha abbracciata dopo una decisione non condivisa, scatenando un dibattito sul possibile significato sessista del gesto dell’argentino. Anche Sian Massey-Ellis ha fatto il suo debutto europeo, sempre come guardalinee, nella partita di Europa League tra PSV e Linzer nel 2019.

In Italia invece a cambiare i paradigmi è stata Cristina Cini, assistente arbitrale nella CAN di A e B, prima della scissione nel 2010. Per lei il 24 maggio 2003 è arrivato il debutto nel campionato di Serie A, come guardalinee in una quaterna guidata da Tiziano Pieri nel match tra la Juventus e il Chievo Verona terminato 4-3, con un'incredibile tripletta, per le scommesse calcio, di Oliver Bierhoff, all'ultima da professionista! 

Assieme a Trefoloni diventa anche la prima italiana impegnata nella direzione di un match continentale maschile, quando, sempre da guardalinee, prende parte alla partita tra Bate Borisov e Steaua Bucarest per il preliminare della Champions League 2007/08. Non è però ancora stato possibile vedere una donna arbitrare un match di Serie A, finora al massimo si è arrivati alla Serie C. Ma non è detto che vedere Stephanie Frappart fare di nuovo la storia non serva anche a far cambiare le cose in Italia…

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Emrah Gurel e Laurent Gillieron.

December 1, 2020

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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Formalmente esistono dal 1970 ma solo nell’ultimo decennio sono venuti alla ribalta. Le Atp Finals sono gli all star del circuito maschile di tennis, con un concept simile a quello della Confederation Cup nel calcio ma con un peso decisamente superiore, essendo considerati il torneo più importante dopo le quattro prove dello Slam. 

Il torneo

La denominazione attuale è del 2017, in precedenza si erano chiamati “The Masters” (dal 1970 al 1989), “Atp tour world championship” (dal 1990 al 1999), “Tennis masters cup” (dal 2000 al 2009) e “Atp world tour finals” (dal 2001 al 2016). Quando è arrivato il cambio di nomenclatura il torneo che vede sfidarsi i migliori otto tennisti delle classifiche Atp di singolare e di doppio si svolgeva già nella O2 Arena di Londra.

La capitale inglese è, infatti, sede dei Finals sin dal 2009, succedendo a Shangai (2005-2008). Adesso Torino  ospiterà l’evento dal 2021 al 2025. 

Che vetrina!

Per il capoluogo piemontese è una straordinaria occasione di rilancio a quattordici anni dalle Olimpiadi invernali del 2006. E anche un guanto di sfida lanciato alla vicina Milano che si è aggiudicata (insieme a Cortina) l’edizione 2026 dei Giochi della neve.

L’annuncio è arrivato nell’aprile 2019. Londra non è riuscita a rinnovare il contratto per continuare ad ospitare il torneo e Torino faceva parte del carnet di città candidate a prenderne il posto. Ha prevalso mettendo sul piatto un ricco montepremi: 14,5 milioni di euro l’anno per cinque anni. Totale: 78 milioni. Londra ne assicurava 9 per ogni edizione ospitata. Il tutto con l’approvazione del governo italiano, evidentemente ansioso di recuperare il terreno perso con la rinuncia di Roma Capitale a ospitare le Olimpiadi del 2024. 

La scelta

Hanno inciso, però, anche motivazioni di ordine logistico. Scegliere una città orientale, infatti, avrebbe imposto ai giocatori lunghi spostamenti Asia-Europa-Asia nel giro di poche settimane sul finire dell’anno. L’Italia, poi, si è sempre dimostrata affidabile sul fronte dei tornei tennistici, basti pensare agli Internazionali di Roma e al Next Gen Atp Finals, omologo riservato agli under 21, che continuerà a disputarsi a Milano anche 2021. 

Progetto

A Torino gli atleti si sfideranno nel Pala Alpitour (capienza 15mila posti contro i 17mila della O2 Arena), che ha prevalso sull’Oval Lingotto. Verrà realizzato un vero e proprio villaggio del tennis che coinvolgerà anche la piscina stadio monumentale, dove saranno ospitati sponsor e giornalisti.

Gli atleti soggiorneranno e si alleneranno nelle strutture dello Sporting Torino mentre la Casa del teatro “Ragazzi e Gioventù” diventerà un luogo per corsi aperti a tutti. A fare da contorno all’evento ci sarà una serie di manifestazioni collaterali che cercheranno di avvicinare i torinesi al tennis mediante la realizzazione di piccoli campi nelle varie zone della città.

 

L’intero complesso sarà ecosostenibile ricorrendo alle ultime tecnologie green. A collegare tutti gli edifici, ad esempio, saranno passerelle coperte da pannelli fotovoltaici. Le strutture temporanee, invece, garantiranno il massimo degli standard energetici e, a fine torneo, verranno riutilizzate per riqualificare gli altri impianti sportivi torinesi. Per costruire i campi coperti si utilizzeranno materiali con prestazioni elevate mentre le palline usate dai giocatori serviranno a creare altri campi da tennis. 

Indotto

L’investimento che la città prevede di effettuare va dai 150 ai 200 milioni di euro. L’indotto paventato dalla sindaca, Chiara Appendino, subito dopo l’annuncio è di 500 milioni in cinque anni. A questi. Però, andranno aggiunti ulteriori introiti derivanti da turismo, diritti tv e sponsor, che potrebbero far superare agli incassi la soglia dei 600 milioni di euro. Si tratta, naturalmente, di stime, ed in un periodo tanto delicato, le cifre effettive potrebbero variare. 

Montepremi

I 9 milioni assicurati dall’edizione londinese prevedono, nel singolare, 465.572 euro per il vincitore, 340.290 euro per il finalista, 129.513 euro per ogni vittoria nel cosiddetto round robin iniziale, 129.513 euro per la partecipazione e 61.794 euro alle riserve; così, Medvedev nel 2020, avendo vinto a sorpresa per le scommesse online 5 incontri su cinque, ha incassato, da campione imbattuto, un assegno da 1.323.918 euro!

Nel doppio, invece, i campioni imbattuti incassano 240.827 euro, i vincitori 59.254, i finalisti 47.403 euro. Per ogni vittoria nel round robin si ottengono 25.394 euro, mentre vanno 21.162 alle riserve e 57.984 ai partecipanti. 

Queste cifre dovrebbero aumentare di circa il 30% nell'edizione delle ATP Finals targata Italia!

*Il testo dell'articolo è di Luca La Mantia; l'immagine di Frank Augstein (AP Photo).

December 1, 2020

Di 888sport

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The 888sport blog, based at 888 Towers in the heart of London, employs an army of betting and tipping experts for your daily punting pleasure, as well as an irreverent, and occasionally opinionated, look at the absolute madness that is the world of sport.

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Con entrambi i quintetti che vengono da 3 successi in sequenza, stanotte in Texas ci prendiamo i Mavs, leggermente sfavoriti.

PRONOSTICI NBA OGGI 12 DICEMBRE

Dopo le final four della NBA Cup, torniamo a periziare un game dei Lakers, freschi vincitori della prima edizione del nuovo torneo, valido solo per la stagione regolare.

Luka Doncic, secondo miglior marcatore della Lega, con 32 punti a serata aspetta sul parquet texano di incrociare LeBron, una volta di più straordinario, nelle 7 partite che hanno consentito ai LAL di aggiudicarsi l'All In Tournament.

Si tratta del secondo incrocio stagionale: i due quintetti si sono già sfidati, infatti, due settimane fa in California con il successo dei Mavs, nonostante un discreto tentativo di recupero guidato da Austin Reaves nell'ultimo periodo di gioco.


PRONOSTICI CAMPIONI NBA 2024

In attesa di capire l'impatto del nuovo fenomeno Wemba sulla Lega, nella lavagna di quote pubblicata dai nostri bookmakers, i Bucks sono due volte favoriti, per la conquista del titolo 2024 e, naturalmente, anche per il successo nella Eastern. Proviamo ad andare più in profondità.

Rappresenta sempre un esercizio complicato quello di redigere un pronostico antepost ponderato per le scommesse NBA, per una stagione che da sempre è caratterizzata da scambi di mercato che cambiano gli equilibri ed infortuni che riducono al lumicino le aspettative tecniche delle franchigie meno fortunate.

Altro elemento che va tenuto assolutamente in considerazione è quello dei cambiamenti dei quintetti nel corso dell'anno, come abbiamo potuto evidenziare con i Lakers 2023, ai nastri di partenza con un roster eccessivamente corto, e diventando davvero competitivi, per i pronostici NBA solo dopo la cessione di Westbrook.

Eastern Conference Vincente 2024

Ad Est ci sono due team nettamente superiori agli altri: parliamo, evidentemente di Milwaukee e Boston. 

Vero che per ingaggiare Damian Lillard i Bucks hanno sacrificato Jrue Holiday, di gran lunga il difensore più dominante della NBA e sono rimasti anche un po' corti nelle rotazioni, ma i nuovi big three della Lega sono proprio loro: Giannis, Lillard e Khris Middleton che partirà senza i problemi fisici degli ultimi mesi. 

Sarà davvero interessante per i pronostici stagione NBA, analizzare le prestazioni dell'ex Portland che è stato assoluto protagonista in tante serie playoff, ma non ha mai giocato in una squadra veramente da titolo.

Importante per il nuovo coach Adrian Griffin anche il contributo che possono dare atleti di rilievo come Lopez e Connaughton. 

Anche i Celtics hanno cambiato tanto: non c'è più Smart e la panchina, da sempre un punto di forza, ha perso di spessore; in compenso Holiday sembra nato per infiammare il Garden.

Tra le outsiders, crediamo poco nella tenuta di Phila di Embiid, mentre occhio, sempre, alla cultura sportiva di Miami che negli ultimi anni, con il suo straordinario coach, Erik Spoelstra, ha più volte smentito anche i commentatori più preparati sull'Universo NBA.

Come nella passata stagione, tra l'altro, le antepost attribuiscono i favori del pronostico a Boston e Milwaukee; le due franchigie dell’Eastern hanno le stesse quote per la vittoria dell’anello e per quella della Conference, playoff compresi.

Western Conference quote 2024

Mentre i Biucks ci sembrano chiari favoriti per rappresentare l'Eastern Conference nelle Finals 2024, ad Ovest il quadro ai nastri di partenza sembra più equilibrato: in prima fila ci sono naturalmente i Campioni del Mondo guidati dal meraviglioso Nikola Jokic che puntano, decisi, al back to back che manca ormai da oltre 5 anni. 

I Nuggets hanno perso Bruce Brown che ha firmato un ricco biennale con Indiana, ma per il resto sono il quintetto che ha dominato la stagione regolare e gli ultimi playoff, praticamente ingiocabili in Colorado per le squadre ospiti.

Subito dopo Denver, mettiamo i Suns: il feeling tra gli atleti in campo in Arizona non è assolutamente scontato, ma nessuno ha in roster due campioni dal talento di Devin Booker e Kevin Durant.

Ad un gradino più in basso, anche per le relativi scommesse sportive sugli incontri dei due quintetti, mai troppo costanti in termini di prestazioni nella stagione regolare, possiamo collocare i Lakers e gli Warriors.

Pronostici basket

Con i pronostici NBA oggi seguiremo, settimana per settimana, le prestazioni dei campioni in carica di Denver e dei Bucks, super favoriti dopo le operazioni di mercato estive.

La straordinaria vittoria di Boston!

I pronostici weekend analizzeranno le gare in programma della NBA negli slot coincidenti con il prime time televisivo in Italia e gli incontri del campionato di Serie A tricolore!

Per i pronostici basket oggi seguiamo sempre con grande passione la straordinaria stagione della nuova Olimpia Milano di Melli e della Virtus, al secondo anno consecutivo in Eurolega!

Per chi segue i top campionati del mondo e quindi, oltre alla NBA, anche la Premier League inglese, pubblicheremo pronostici calcio

Segui anche i pronostici tennis consulta i nostri suggerimenti!

Sulla pagine del blog di 888sport, sempre aggiornati per i tifosi di Samp, Parma, Palermo e Bari e le altre sedici gloriose società anche i pronostici Serie B

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.

**Prima pubblicazione 28 novembre 2020. 

***Le indicazioni delle quote sono aggiornate alla data di pubblicazione e suscettibili di variazioni; i pronostici devono intendersi come semplici consigli! 

December 12, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Dopo il pari della Juve nell'anticipo di Genova, l'Inter, alla ricerca della seconda stella, domenica sera, all'Olimpico, prova la prima mini fuga in campionato.

Pronostici Serie A: Lazio - Inter

Chiaramente il momento di forma delle due formazioni è assolutamente differente con l'Inter che in campionato vince e convince, ma entrambi i club hanno vissuto una settimana complicata con l'Inter che non è riuscita a far gol al Sociedad a San Siro, mentre la Lazio, con troppe assenze in difesa, non è mai stata competitiva a Madrid nella tana dell'Atleti.

Simone Inzaghi torna da chiaro favorito nel suo stadio, ma contro Sarri ha perso a Roma per due volte 3-1: rispetto alle sfide precedenti chiaramente i biancocelesti non hanno più Milinkovic Savic, mentre gli operatori di mercato nerazzurro con Thuram hanno indovinato l'acquisto dell'anno.

Rispetto alle partite di Champions, per l'Inter giocheranno dall'inizio il capocannoniere della Serie A Lautaro Martinez e Barella in mezzo al campo; Maurizio Sarri dovebbe scegliere il fedelissimo Felipe Anderson nel tridente offensivo e Nicolò Rovella in cabina di regia.

Per i nostri pronostici Serie A, al segno 2 che si gioca @1.71, con Luis Alberto e compagni che tra campionato e Champions in casa hanno perso solo all'esordio, in una partita decisamente sfortunata contro il Genoa, preferiamo ragionare sull'opzione, praticamente alla pari, di entrambe le squadre in gol.

Controlla le ultime statistiche relative Lazio vs Inter

 
Lazio
Inter
  CASA TRASFERTA TUTTE CASA TRASFERTA TUTTE
Partite giocate 7 8 15 8 7 15
Vittorie 4 2 6 6 6 12
Pareggi 2 1 3 1 1 2
Sconfitte 1 5 6 1 0 1
Reti realizzate 8 8 16 21 16 37
Reti subite 4 12 16 5 2 7

*Le statistiche sono elaborate sull'ultimo campionato e quello in corso e sono aggiornate costantemente.


Pronostici Serie A Over 2.5

Nel campionato che ha visto trionfare 4 squadre diverse nelle ultime 4 stagioni, si segna mediamente di più e sono davvero frequenti i Gol e gli Over, con Atalanta e Sassuolo, naturalmente per filosofie di gioco, votate sempre alla costruzione, regine di questa speciale categoria!

Il Napoli riparte dai 90 punti collezionati nella stagione del terzo scudetto, ma rispetto alla squadra e allo staff che hanno registrato una serie di risultati record tra settembre e novembre e, dopo la sconfitta a Milano con l'Inter, alla ripresa del campionato dopo i Mondiali hanno perso il difensore dominante, l'allenatore migliore della Serie A e il DS che aveva scommesso la sua credibilità proprio sugli acquisti di Kim e Kvaratskhelia. 

Attenzione alla Juve che proprio in una stagione senza coppe europee iniziò la saga dei 9 scudetti consecutivi!

I distacchi chilometrici delle stagioni precedenti sembrano ritornati, almeno in vetta alla classifica: quello che è iniziato dopo l'inedito Mondiale invernale, è, di fatto, un nuovo campionato, che va preso con le molle, in particolare quando si ragiona per i pronostici calcio su una combinazioni di risultati vincenti.

Attenzione, gli impegni saranno tanti, le date delle partite estremamente ravvicinate e quindi, oltre al tenore delle avversarie di turno, è sempre doveroso analizzare, il momento di forma, le eventuali assenze e la vicinanza con l’ultima partita disputata, in particolare per le società protagoniste anche in Europa.

Grande curiosità, anche tra gli appassionati di pronostici Serie A, suscita il nuovo Milan, completamente stravolto dal mercato. Leao, stavolta con la maglia numero 10, e compagni, hanno un inizio di stagione complicato, in particolare per una squadra che deve inserire tanti nuovi titolari, soprattutto in mezzo al campo.

Nella griglia Serie A, difficile elaborare un pronostico Atalanta: i bergamaschi hanno perfezionato un'operazione da record con la cessione di Rasmus Hojlund al Manchester United, rinvestendo su altri attaccanti di qualitò come Gianluca Scamacca ed El Bilal Touré.

La Dea riparte dal quinto posto e dai 64 punti dell'ultima stagione, ma le potenzialità della rosa a disposizione di Gasperini, per profondità in ogni ruolo e per qualità degli interpreti non è davvero seconda a nessuna!

Per il c.d. Relegation Market, Frosinone, Lecce e Verona sono le squadre che sembrano meno attrezzate ai nastri di partenza. 

Con il massimo rispetto dell'Empoli che su queste fortunate pagine Web abbiamo definito l'università del calcio italiano, la quota @10 dei toscani ultimi in calssifica il 26 maggio 2024, merita una riflessione...

Sempre tra le quote antepost, evidenziamo qualche Testa a Testa interessante: Juve e Napoli hanno praticamente la stessa quota nello specifico duello, ma Osi e compagni, seppur con un nuovo allenatore, sembrano decisamente più forti dei bianconeri.

Tra i pronostici Serie A 2023/2024, Lazio leggermente sfavorita nel Testa a Testa capitolino contro la Roma di Mou: anche questa è un'opzione sulla quale si può ragionare ad alta voce...

Pronostici marcatori Serie A 2023/2024

Nell'elenco "Top Goal Scorer 2023/2024" pubblicato da 888sport il favorito numero 1 per il titolo capocannoniere è naturalmente ancora lo straordinario bomber del Napoli @2.50.
Leggermente più alto, @3, il valore della quota relativa a Lautaro Martinez che, senza il gemello Lukaku, avrà l'intero peso, o quasi, dell'attacco nerazzurro. 

Crediamo poco a Leao, bomber principe del campionato, mentre due opzioni interessanti devono essere attentamente ponderate: l'ennesimo titolo di Ciro Immobile @7 e Dusan Vlahovic, libero dagli impegni infrasettimanali, addirittura @15!

Curiosità, le due punte che saranno, probabilmente, protagoniste del nuovo corso di Luciano Spalletti, Mateo Retegui e Gianluca Scamacca, sono appaiate al decimo posto, a quota 21! 

Se il Napoli di Osimhen che riparte anche dal titolo di capocannoniere, sembra sempre più un’opzione sicura per i pronostici serie A, sarà davvero entusiasmante la lotta per l’accesso agli altri tre posti che valgono la qualificazione in Champions, come nella volata finale delle ultime due stagioni con la qualificazione in extremis!

Non dimenticate per i risultati da Over che ci regalerà il terzo anno del Maestro Sarri alla guida della Lazio!

Pronostici Serie A parziale finale

Per i pronostici parziale finale possiamo evidenziare come siano proprio i biancocelesti la squadra più pericolosa nel primo tempo: all'intervallo, inoltre, Ivan Provedel è arrivato quasi sempre, subire reti.

In fondo alla classifica, nella faticosa lotta salvezza, sembrano coinvolte sei squadre; tra le neopromosse, il Genoa, dopo un mercato importante, del appare decisamente più strutturato per mantenere la categoria.

L’incubo della retrocessione, ovviamente, in questo momento pesa di più. Sei appassionato anche di pronostici serie B controlla i relativi consigli!

*Prima pubblicazione 28 novembre 2020.

**Le immagini sono distribuite da Alamy.

***Le indicazioni delle quote sono aggiornate alla data di pubblicazione e suscettibili di variazioni; i pronostici devono intendersi come semplici consigli!

December 17, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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