Il futuro del miglior giocatore del Paris Saint-Germain è in bilico, perché il francese non ha ancora deciso se rinnovare il contratto con la squadra della capitale, che scade nel giugno 2022. Eppure, a ben vedere, se non fosse che Kylian è uno dei calciatori più forti del mondo, il PSG avrebbe poco da preoccuparsi, visto che…andato uno Mbappé ne resta pur sempre un altro.

Mbappé, una famiglia di sportivi

Le differenze tecniche tra i fratelli Mbappé

Il contratto di Ethan Mbappè fino al 2024

I social degli Mbappé

Già, perché nella rosa dei parigini, per la precisione con la squadra under-17, gioca anche il fratello più giovane del campione del mondo 2018. E il contratto di Ethan Mbappé è stato molto più semplice da rinnovare, al punto che il giovane talento è legato al club fino al 2024…

Mbappé, una famiglia di sportivi

Ma oltre a essere il fratello di uno dei calciatori più celebri del pianeta, chi è Ethan Mbappè? La risposta giusta è un centrocampista classe 2006 dal futuro che sembra raggiante. Evidentemente il talento è roba di famiglia, perché da quando Ethan è arrivato a Parigi nel 2017 assieme a Kylian, il suo percorso nelle giovanili del PSG lo ha portato sempre più in alto, al punto da essere inserito decisamente sotto età nell’under-17 ancor prima di compiere quindici anni.

Ethan è cresciuto a Bondy, esattamente come Kylian, periferia di Parigi, dove il calcio rischia di essere l’unica via di fuga da una situazione economica e sociale difficile. Un problema che il giovane Ethan non ha dovuto vivere, perché la famiglia Mbappé è sempre stata legata a doppio filo allo sport ed oltre a fratello, è anche un po' figlio d'arte...

Papà Wilfred era allenatore al Bondy, dove ha cominciato Kylian, mentre mamma Fayza è un’ex giocatrice di pallamano. E quando oltre quattro anni fa il fratello maggiore si è trasferito al PSG, anche Ethan lo ha seguito.

Le differenze tecniche tra i fratelli Mbappé

Chi si aspetta un clone del numero 7 di Pochettino, però, ha decisamente capito male. Ethan Mbappé, come ogni calciatore quattordicenne, deve ancora formarsi completamente, ma sembra già orientato a un destino diverso in campo rispetto a suo fratello. Comprensibile, anche perché diventare…Mbappé, per quanto il cognome aiuti, non sarebbe semplice.

E quindi Ethan gioca qualche metro più indietro rispetto a Kylian, preferendo agire come centrocampista centrale, nella maggior parte dei casi nel ruolo di regista arretrato. La descrizione che ne danno in Francia è quella di un centrocampista elegante, che ha un’ottima visione di gioco e che preferisce gestire il pallone attraverso i passaggi, piuttosto che correre palla al piede.

E se Kylian eccelle in velocità ed esplosività, anche Ethan non disdegna di saltare l’uomo, ma lo fa con la tecnica. Poi c’è una differenza…di piede. Kylian è destro (anche se utilizza benissimo anche il sinistro), mentre Ethan è un mancino naturale. E visto che i due si somigliano molto, il più piccolo ha deciso di differenziarsi con l’acconciatura e invece dei capelli cortissimi di Kylian sfoggia delle treccine che lo fanno sembrare…un piccolo Gullit!

Ethan con il papà!

Il contratto di Ethan Mbappè fino al 2024

Logico però, vista la situazione, che più di qualcuno abbia storto il naso alla notizia del rinnovo di Ethan. Non sarà che il ragazzo è al PSG solamente perché è il fratello di Kylian? Chi lo conosce bene conferma che non è così, perché anche gli scout della nazionale francese lo avevano messo nel mirino.

Anzi, per Ethan c’è stata anche la possibilità già da giovanissimo di andare a formarsi nel centro di Clairefontaine, la Coverciano d’Oltralpe, ma la famiglia ha deciso di farlo rimanere a Parigi, piuttosto che costringerlo ai 50km di viaggio giornalieri verso il centro sportivo. Niente nepotismo, dunque, ma un talento che c’è e che però dovrà combattere contro lo scetticismo e contro le pressioni che un cognome come il suo porta.

A confermarlo, in qualche maniera, c’è stato lo stesso Kylian. Quando gli hanno chiesto del fratellino, il campione del mondo ha cercato di smorzare un po’ l’hype che lo circonda. Ethan dovrà farsi un nome da solo, ha spiegato Mbappé, ma di certo attorno a lui ci sarà una pressione diversa rispetto a quella che c’era su Kylian ai tempi dell’esplosione con la maglia del Monaco: chi non si ricorda come mise in difficoltà la difesa bianconera nel 2017 nonostante i suoi fossero sfavoriti per le scommesse Serie A?!

Kylian con il pallone dopo una tripletta in Champions!

Una pressione “negativa”, per usare le parole di Mbappé a L’Equipe, che Ethan dovrà gestire per evitare che influisca troppo sulla sua crescita, soprattutto dal punto di vista psicologico. Il fratello maggiore, comunque, ha già spiegato di non voler mettere bocca sullo sviluppo del piccolo di casa. Il suo ruolo sarà quello di aiutarlo a percorrere il cammino che Ethan vorrà intraprendere, senza necessariamente dover seguire passo dopo passo la carriera incredibile del classe 1998.

Il che implica anche una possibile separazione a breve. Se Kylian non dovesse rinnovare con il PSG, magari accettando le sirene del Real Madrid, il giovane Mbappé si ritroverebbe ad affrontare l’avventura a Parigi da solo... Questa potrebbe rappresentare una buona opzione? Una scommesse vincente?!

Certo, rimarrebbe comunque “il fratello di Mbappé” e lo rimarrà finché, come ha fatto Thorgan Hazard, non riuscirà a ricavarsi un posto nel calcio che conta.

Ma chissà, in caso di addio, se la lontananza dal celebre fratello maggiore diventerà uno stimolo o una difficoltà.

I social degli Mbappé

L’ombra di un fratello così forte, del resto, è complicata da affrontare, soprattutto a livello mediatico. Sarà anche per questo che Ethan, a differenza di Kylian, non ha ancora account social ufficiali? Di pagine fan, soprattutto su Instagram, a lui dedicate ce ne sono parecchie, ma per quello che riguarda un account verificato dalla spunta blu, ancora non se ne parla.

Anche qui, il metro di paragone rischia di essere parecchio impietoso, perché neanche a dirlo Kylian è uno dei calciatori più seguiti al mondo. Il francese ha infatti oltre 60 milioni di follower su Instagram, quasi 7 milioni su Twitter e 15 milioni su Facebook. E anche sui suoi social, Kylian è molto attento a non esporre troppo il fratellino. L’ultima foto che ritrae i due assieme risale infatti a parecchi mesi fa, segno che l’attaccante del PSG non vuole sottoporre Ethan alla pressione mediatica.

Mbappé con la Francia!

Anche se a ben vedere, proprio quella foto viene commentata da Mbappé con una corona e con della polvere di stelle. Non esattamente il modo migliore per non…caricare dell’eredità di famiglia il fratellino. Ma chissà che alla fine non abbia ragione lui…
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

November 6, 2021
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Con la crescita del calcio femminile, sia in termini di praticanti che di attenzione mediatica, era solo questione di tempo affinché il mondo del pallone delle ragazze diventasse sempre più simile a quello dei colleghi di sesso maschile.

Il FIFA World Player primo trofeo per le donne 

FIFA The Best: quanti premi per Carli Lloyd

2018: nasce il Pallone d’Oro femminile

Le differenze con il Pallone d'Oro maschile

Nessuna italiana in lizza

Alexia Pallone d'Oro 2021

E a dimostrarlo c’è il fatto che dal 2018 anche per le calciatrici c’è la possibilità di aggiudicarsi il premio individuale più ambito, il Pallone d’Oro. Certo, mancano ancora i corrispettivi del trofeo Kopa (quello che va al miglior giovane) e del trofeo Jašin per il miglior portiere, ma considerando che il primo vero premio internazionale per la miglior calciatrice, il FIFA World Player, è arrivato soltanto nel 2001, logico che ci voglia un po’ di tempo per arrivare a una vera e propria parità, anche per gli stipendi.

Il FIFA World Player primo trofeo per le donne 

Dal 2001 al 2009 si assegnano quindi nove FIFA World Player, che premiano però solamente tre calciatrici. Le prime due edizioni vanno alla statunitense Mia Hamm dei Washington Freedom. Poi è il turno di Birgit Prinz, stella del Francoforte che lo straordinario Luciano Gaucci voleva portare... in Italia per giocare assieme agli uomini. Per la tedesca arriva un tris tra 2003 e 2005.

A seguire si impone la stella della brasiliana Marta, che per quattro anni fa il vuoto, vincendo sia con la maglia della squadra svedese dell’Umea che con quella del glorioso Santos.

Da destra a sinistra: Marta, l'inglese Kelly Smith e la brasiliana Christiane!

 

FIFA The Best: quanti premi per Carli Lloyd

Poi, nel 2010, la rivoluzione. La creazione del Pallone d’Oro FIFA, che unisce il premio di France Football a quello della federazione internazionale, non coinvolge anche le donne. E quindi per sei anni si continua ad assegnare il premio, che stavolta ha sei vincitrici diverse.

La prima, beh, è la solita Marta, che, in ordine cronologico, viene seguita dalla giapponese Homare Sawa dell’INAC Kobe Leonessa, dalla statunitense Abby Wambach, che nel 2012 è svincolata ma porta gli USA all’oro alle Olimpiadi, dalle due tedesche Nadine Angerer e Nadine Keßler e poi da un’altra americana, Carli Lloyd.

Un'esultanza di Carli Lloyd!

Quando nel 2016 però si torna alle vecchie abitudini, France Football attende altri due anni per istituire una versione femminile del suo premio, mentre il FIFA The Best premia prima di nuovo Carli Lloyd e poi l’olandese Lieke Martens.

2018: nasce il Pallone d’Oro femminile

La storia del Pallone d’Oro femminile vero e proprio nasce dunque ufficialmente nel 2018, quando viene assegnato per la prima volta. A vincerlo, da favorita per le scommesse sportive online è la norvegese Ada Hegerberg, centravanti dell’Olympique Lione che in quegli anni è assoluto dominatore del calcio continentale, come ben cinque Champions League consecutive.

Alle sue spalle si classifica la danese Pernille Harder, che all’epoca rappresentava l’altra grande forza del calcio europeo, il Wolfsburg, mentre al terzo posto ci va la tedesca Dzsenifer Marozsán, anche lei in forza al Lione.

Le foto finali del Pallone d'Oro 2018!

 

Le differenze con il Pallone d'Oro maschile

L’edizione successiva è invece indelebilmente segnata dal Mondiale 2019 e permette anche di stabilire una grande differenza tra il Pallone d’Oro maschile e quello femminile.

Le calciatrici che vengono candidate non devono per forza giocare in Europa, come invece avviene tra gli uomini. E quindi, con il trionfo iridato, il podio dell’edizione 2019 è quasi completamente statunitense. Ad aggiudicarsi il premio è Megan Rapinoe, attaccante del Seattle Reign. Sul podio la seguono l’inglese Lucy Bronze del Lione e l’altra campionessa a stelle e strisce Alex Morgan, in forza all’Orlando Pride.

Nel 2020 il premio non viene assegnato, ma ora la giuria è pronta per stabilire chi è la miglior calciatrice al mondo del 2021.

L’elenco delle candidate è parecchio variegato e comprende calciatrici che giocano in Europa o negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la nazionalità delle 20 prescelte, a fare la parte del leone è la Spagna che ha ben quattro rappresentanti. Seguono Francia e Canada con tre candidate ciascuna, Svezia, Inghilterra e Paesi Bassi con due calciatrici in lizza e Cile, Danimarca, Australia e Stati Uniti che hanno una sola portabandiera.

Nessuna italiana in lizza

Il campionato più rappresentato è quello inglese con sette calciatrici, seguito da quello francese e da quello spagnolo che ne portano cinque. La lega americana contribuisce con due candidate e il torneo svedese completa la lista. A livello di squadre invece stravincono le due squadre che si sono giocate la Champions League: il Barcellona, campione d’Europa, e il Chelsea, finalista, entrambe con cinque nomination.

Il club blaugrana ha candidate Alexia Putellas, Sandra Panos, Lieke Martens, Irene Paredes e Jennifer Hermoso. Le Blues sono invece rappresentate da Sam Kerr, Magdalena Eriksson, Pernille Harder, Jessie Fleming e Fran Kirby.

Tre nomi arrivano dal PSG (Marie-Antoinette Katoto, Ashley Lawrence e Kadidiatou Diani), due dal Lione (Wendie Renard e Christine Endler), mentre le squadre con una sola rappresentante sono Hacken (Stina Blackstenius), Arsenal (Vivianne Miedema), Manchester City (Ellen White), North Carolina Courage (Samantha Mewis) e Thorns FC (Christine Sinclair).

Come è facile notare, mancano sia calciatrici italiane, compresa Barbara Bonansea che rappresentanti estere che giochino in Serie A. Una certificazione dei passi in avanti che il movimento tricolore dovrà ancora fare per raggiungere l’importanza e la competitività che altri campionati e altre nazionali invece hanno già fatto loro.

Alexia Pallone d'Oro 2021

Chi è stata ad aggiudicarsi l’ambito trofeo e a succedere così ad Ada Hegerberg e a Megan Rapinoe? Non semplice a reccontarsi, perché delle venti candidate l’unica che era finita nella top 3 delle due edizioni precedenti è Pernille Harder, anche se Lieke Martens ha in bacheca il FIFA World Player 2017.

Alexia con il premio

A giudicare dai risultati stagionali, non era impossibile prevedere che l’ambito premio finisse ad una calciatrice del Barcellona , per rinverdire la rivalità sportiva che si è conclusa nella finale di Champions League, con un perentorio 4-0 in favore delle catalane sul Chelsea per le scommesse live.

Ha trionfato la favorita d'obbligo, la spagnola Alexia Putellas, che, alla data di prima pubblicazione di questo contenuto, in stagione ha a referto oltre 30 gol e 20 assist, oltre a essere stata protagonista del Triplete della squadra guidata da Fran Sánchez.

Alexia Putellas favorita!

Da Londra, per la prossima edizione, invece dovrebbe spuntare il nome di Sam Kerr, che ha vinto il campionato con il Chelsea da capocannoniere e che ha trascinato la sua Australia anche alle Olimpiadi, portando la nazionale oceanica a un passo dalla medaglia.

E a proposito di Tokyo, occhio nel 2022 alla canadese Jessie Fleming, che ha portato a casa l’oro dal Giappone e il campionato con il Chelsea, ma anche a Vivianne Miedema, che con 10 reti è stata capocannoniere del torneo a cinque cerchi.

Insomma, di nomi su cui puntare, qualcuno ce n’è. La speranza è che, a differenza di quanto avviene solitamente con gli uomini, non ci siano polemiche al momento delle nuove proclamazioni!
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 4 novembre 2021.

 
November 30, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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A volte, nel nome c’è davvero scritto un destino. In altre, invece, il futuro è incastonato nel cognome. Ed è decisamente il caso di Domenico Tedesco, allenatore nato in Calabria, ma che ha vissuto sin dalla tenera età, neanche a dirlo, in Germania.

Tedesco nelle giovanili dello Stoccarda

Domenico Tedesco: che impresa allo Erzgebirge Aue

Domenico Tedesco allenatore dello Schalke 04

Spartak Mosca: il viaggio di Tedesco in Russia 

La sua famiglia si è trasferita dalla provincia di Cosenza quando il piccolo Domenico aveva appena due anni per seguire suo padre, che aveva trovato un impiego nel land del Baden-Württemberg. Il calcio è subito una passione, al punto che Tedesco fa tutta la trafila delle giovanili con la maglia di un club locale, l’ASV Aichwald, che gli offre anche l’occasione di cominciare ad allenare. Ma il pallone non sembra poter dare al classe 1985 il futuro sognato, quindi meglio studiare.

Tedesco nelle giovanili dello Stoccarda

Dunque, Domenico Tedesco è laureato in ingegneria industriale e, tanto per non farsi mancare nulla, prende anche un master che sarà particolarmente premonitore: gestione dell’innovazione.

A offrirgli la possibilità di vivere di calcio arriva lo Stoccarda, che lo incarica di allenare le formazioni giovanili. È l’opportunità sognata da una vita, che convince Tedesco ad abbandonare il futuro nell’ingegneria per gettarsi a capofitto nella sua passione.

Ma siccome l’amore per il proprio lavoro non basta, bisogna studiare. Tedesco non se lo fa ripetere due volte e, mentre ha l’incarico di tecnico dell’Under-17 all’Hoffenheim decide di frequentare i corsi della federazione tedesca.

Domenico Tedesco tra i tifosi dello Schalke!

Nella Coverciano teutonica ci va con un collega che è destinato a diventare altrettanto famoso. Julian Nagelsmann all’epoca è l’allenatore dell’Under-19 del club di Sisenheim e i due ottengono assieme il patentino che permette loro di guidare squadre di primo livello.

E quando escono le graduatorie, il voto più alto non è quello del mini-Mourinho di Landsberg am Lech, bensì quello del figlio dell’immigrato che arriva dalla Calabria. Una bella soddisfazione, che porta anche delle conseguenze pratiche. Quando Nagelsmann viene promosso alla guida della prima squadra dell’Hoffenheim, a Tedesco viene assegnata l’Under-19 che era del tecnico bavarese.

Domenico Tedesco: che impresa allo Erzgebirge Aue

Se in giro è libero un allenatore così promettente, in Germania non è che si facciano poi troppi problemi a dargli fiducia. E quindi nel 2017 arriva la prima panchina vera e propria per Tedesco, che ad appena 32 anni prende la guida dell’Erzgebirge Aue, club della Sassonia che milita in Zweite Bundesliga. La situazione quando il tecnico arriva è pressoché disperata.

I viola sono a un passo dalla retrocessione, ma l’italo-tedesco riesce in un vero e proprio miracolo: da inizio marzo a fine maggio la squadra ottiene i punti necessari non solo per evitare la discesa diretta in 3. Liga, ma anche per non finire invischiata nei sempre complicati spareggi. La posizione finale è il quattordicesimo posto, che fa tirare un sospiro di sollievo ai sassoni, ma che soprattutto proietta immediatamente Tedesco tra i migliori giovani tecnici di Germania.

E da lì a guidare un club dalla tradizione importante e con una tifoseria tanto calda, quanto esigente, il passo è decisamente breve.

Domenico Tedesco allenatore dello Schalke 04

A puntare su di lui è il glorioso Schalke 04, che gli affida una rosa piena di talenti e di giovani interessanti. Basterebbe pensare che Tedesco, che nel frattempo diventa l’allenatore più giovane della storia del club di Gelsenkirchen, si ritrova a guidare Weston McKennie, Leon Goretzka, Thilo Kehrer, Alexander Nübel, Breel-Donald Embolo e un altro “paisà” italo-tedesco come Daniel Caligiuri.

La scommessa dei Minatori, che poi così qualificabili come scommesse non sono, paga eccome. Alla sua prima stagione in Bundesliga, Tedesco porta lo Schalke al secondo posto in classifica, anche se ovviamente a distanza siderale (21 punti di distacco) dal Bayern Monaco pigliatutto. Ma il fatto che lo Schalke riesca a tenere dietro in classifica i vicini e rivali del Borussia Dortmund vale moltissimo per la tifoseria del club.

Lo striscione dedicato a Domenico Tedesco!

E in uno strano scherzo del destino, Tedesco si mette alle spalle praticamente tutto il suo passato: al terzo posto c’è l’Hoffenheim, guidato dall’amico Nagelsmann, mentre al settimo c’è lo Stoccarda, la squadra che ha dato al tecnico nato in Calabria la prima opportunità di vivere di calcio, seppur giovanile. E visto che è annata di esordi, c’è anche la possibilità per la prima cavalcata in Coppa di Germania, in cui lo Schalke perde in semifinale contro l’Eintracht di Francoforte, che poi vincerà il trofeo.

La stagione successiva inizia con un altro tuffo nel passato. Tra le amichevoli dello Schalke spunta quella con l’Erzgebirge Aue, che dà un dispiacere a Tedesco battendo la sua squadra per 1-0. Ma il match del cuore è quello con la Fiorentina, che lo stesso tecnico ha sempre indicato come la sua squadra preferita. Un amore nato ai tempi in cui al Franchi regnava…l’Imperatore Terim, un collega per cui Tedesco nutre un’enorme ammirazione.

Il 3-0 alla Viola sembra di buon auspicio, ma la stagione non inizia per nulla bene. Per lo Schalke arrivano cinque sconfitte consecutive e la panchina del tecnico traballa non poco. A salvarlo c’è la qualificazione agli ottavi in Champions League, grazie al secondo posto nel girone.

In Bundesliga però le cose continuano ad andare male. Tra gennaio e marzo la squadra inanella una serie di risultati negativi e gli ottavi di finale di Champions sono la goccia che fa traboccare il vaso: lo Schalke viene sepolto di gol dal Manchester City di Pep Guardiola, che vince 2-3 in Germania ma soprattutto 7-0, risultato "altro" per le quote calcio all’Etihad, portando il club alla decisione di esonerare Tedesco.

Domenico Tedesco con Pep Guardiola!

Spartak Mosca: il viaggio di Tedesco in Russia 

Che però non si perde d’animo e decide di nuovo di…emigrare. Stavolta il destino lo porta in Russia, alla guida dello Spartak Mosca, dove con gli italiani hanno un buon rapporto dopo il campionato vinto con in panchina Massimo Carrera. Anche l’esperienza moscovita, però, è avara di soddisfazioni. Tedesco prende la squadra in nona posizione nell’ottobre 2019 e riesce a traghettarla al settimo posto nella Premier Liga.

La stagione successiva le prestazioni sono decisamente migliori, visto che lo Spartak ottiene il secondo posto dietro allo Zenit campione e così facendo si guadagna la possibilità di accedere alle qualificazioni per la Champions League. Ma la Russia non è nel futuro del tecnico, che nel maggio 2021 decide di lasciare il club per motivi personali.

Domenico Tedesco festeggia con Amine Harit!

La lontananza dalla famiglia lo convince a tornare in Germania. I tifosi dello Spartak, comunque, gli riservano tributi e onori, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto anche da quelle parti. E chissà quale sarà il prossimo club a puntare sul giovane prodigio del calcio italo-tedesco, uno che in fondo alla scuola per allenatori…aveva voti migliori dell’attuale allenatore del Bayern Monaco!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

November 4, 2021
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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