Quando si parla di calcio brasiliano, l’immagine che viene immediatamente alla mente è quella di ragazzi, come i giovani olandesi, con i piedi baciati dagli dei del pallone che non aspettano altro di essere scoperti e portati in Europa. E in effetti, soprattutto negli ultimi anni, è spesso andata così.

I campioncini del Palmeiras

Tra esterni di fascia e trequartisti

Vila Belmiro garanzia DOC

Per Calegari passato e... futuro italiano

Il Real Madrid (Vinicius Junior, Rodrygo Goes, Reinier Jesus) ha…fatto la spesa in Brasile, aggiudicandosi a cifre pazzesche alcuni dei migliori talenti che rappresentano il futuro della Canarinha. Sulla stessa lunghezza anche la Juventus (Kaio Jorge), il Manchester City (Kayky), l’Arsenal (Gabriel Martinelli) e l’Ajax (Antony), tutte squadre prontissime a portare del talento verdeoro nelle loro rose.

Ma non sono solo le big a scegliere i giovani brasiliani. Anche molte squadre di medio livello (o comunque non affermatissime) scommettono sui talenti che arrivano dal Sudamerica e spesso si ritrovano in mano dei veri e propri tesori da poter poi rivendere al miglior offerente. È il caso dello Shakhtar con Tete, del Bayer Leverkusen con Paulinho o del Watford con Joao Pedro, stellina acquistata dal Flumimense.

I campioncini del Palmeiras

E poi…ci sono quelli che sono ancora in Brasile. Il campionato nazionale, come sempre, è pieno di ragazzi che con un po’ di fortuna potrebbero anche fare il grande salto e diventare stelle. E non è detto che non essere scelti da una big a 18 anni appena compiuti significhi non sfondare…

A fare la voce grossa con i giovani è ovviamente il Palmeiras, campione uscente della Copa Libertadores e di nuovo finalista dopo il chirurgico pareggio, anche per le scommesse, sul campo del quotato Atletico MG. Due dei calciatori più interessanti della nuova generazione arrivano infatti dritti dritti dalle giovanili della Palestra Italia. Il più quotato è Gabriel Veron, classe 2002.

Gabriel Veron, esterno classe 2002!

L’esterno del Palmeiras è al momento attuale il giovane con il valore di mercato più alto tra quelli che giocano in Brasile, ma i 16 milioni che segnala Transfermarkt sono, naturalmente, solamente indicativi.

Nel suo nuovo contratto con il club di Rio, che dovrebbe tenerlo all’Allianz Parque fino al 2025, Gabriel Veron ha visto inserita una clausola da 60 milioni di euro, più di quanto pagato dal Real per Vinicius o Rodrygo. E se qualcuno (come il Manchester United o la Juventus, che hanno già fatto qualche timido sondaggio) lo vuole, dovrà sborsarli tutti.

Sempre in rosa al Palmeiras c’è anche Gabriel Menino, classe 2000, centrocampista centrale. Per lui la consacrazione è arrivata già nella scorsa stagione ed in questa è stato assoluto protagonista della nuova scalata del club alla gloria continentale. Il suo valore di mercato è di 14 milioni e il contratto con il Palmeiras è fino al 2024. Ma anche nel suo caso, la clausola rescissoria è di 60 milioni.

Tra esterni di fascia e trequartisti

Che il Brasile abbia una grande scuola di terzini destri, è fuor di dubbio. E nel solco dei vari Cafu e Maicon si inserisce la nuova stellina del Gremio, Vanderson. Il terzino classe 2001 ha da poco rinnovato il suo contratto con il club di Porto Alegre fino al 2025 e il suo valore di mercato sta schizzando alle stelle, arrivando già a poco meno di 10 milioni.

Merito delle ottime prestazioni che gli hanno permesso di prendersi il posto da titolare nelle gerarchie di Vágner Mancini e di giocare con continuità sia nel Brasilerao che nelle coppe disputate dal Gremio. La posizione pericolante del club gaucho, tra l’altro, può rappresentare un punto a favore di chi vorrà prenderlo. Vero, c’è la solita clausola che vale 50 milioni, ma con quale forza potrebbe il Gremio trattenere una delle sue giovani stelle se dovesse finire nella serie cadetta?

Un po’ più avanti negli anni ma comunque interessantissimo è Jean Pyerre, centrocampista offensivo classe 1998, che in Brasile paragonano a Pogba. Il fisico simile a quello del francese c’è, ma se il transalpino è devastante dal punto di vista atletico, il punto forte di Jean Pyerre sono i piedi, con cui confeziona anche calci piazzati di pregevole fattura ed il suo destro da fermo rappresenta un'ottima opzione per le scommesse calcio oggi . Anche lui paga la pessima stagione del Gremio, ma a quasi 24 anni potrebbe essere pronto per fare il salto nel calcio che conta.

Anche perché il suo contratto scade a dicembre 2023 e se il club vuole monetizzare, potrebbe già decidere di cederlo a gennaio.

Jean Pyerre del Gremio!

Il numero 88 dell'Imortal tra l'altro può agire anche come trequartista centrale in un 4-2-3-1.

Vila Belmiro garanzia DOC

In una rassegna di giovani brasiliani può mancare un attaccante proveniente dal Santos? Ovviamente no. E sulla scia di Pelè e Nemyar, i bianconeri hanno già il loro nuovo giovanissimo talento. Angelo Gabriel ha appena 16 anni (dicembre 2004) ma è già finito sotto i riflettori per le sue ottime prestazioni nel campionato nazionale e per essere diventato, ad appena 16 anni e 105 giorni, il più giovane marcatore della storia della Copa Libertadores, facendo meglio dei suoi due illustri predecessori.

La clausola rescissoria nel suo caso è pazzesca, 100 milioni di euro, ma date le condizioni economiche non esattamente floride del Peixe, la possibilità di liberare Angelo Gabriel dal suo contratto che scade nel 2023 potrebbe essere un filo più economica: per portarlo via dal Santos, di milioni possono anche bastarne 60…

Per altri nomi, si può continuare e girare per il Brasile. Il Santos, oltre a Angelo Gabriel, ha anche il centrale di difesa Kaiky, diciassettenne quasi omonimo dell’attaccante finito al Manchester City.

Per Calegari passato e... futuro italiano

Il Fluminense risponde con un altro terzino destro, Lucas Calegari, classe 2002, finito nello scorso mercato nel mirino della Fiorentina e con Matheus Martins, 18 anni, esterno sinistro d’attacco a cui è stato da poco rinnovato il contratto. Calegari, di chiare origini italiane, sempre capitano delle squadre giovanili, è stato protagonista a Laranjeiras anche come centrocampista d'inserimento.

Lucas Calegari del Fluminense

L’Internacional “schiera” il centravanti Yuri Alberto, classe 2000, già nel giro della nazionale under-23 e con all’attivo quasi venti gol nella stagione in corso. Ma non ci sono solo giovanissimi a essere pronti per l’Europa, come dimostra il trasferimento di Matheus Henrique dal Gremio al Sassuolo.

Anzi, uno dei nomi di punta del Brasilerao è addirittura un ex della Serie A. Pedro ha provato l’avventura europea con la Fiorentina, ma le cose non sono andate per nulla bene per lui. In patria con la maglia del Flamengo (a cui i viola lo avevano già prestato) però il ventiquattrenne si è ritrovato e ha cominciato a segnare con continuità. Abbastanza per sognare un ritorno in Europa in grande stile, come avvenuto già per Gerson. E per dimostrare che il Brasile del pallone non sono solo ragazzini neanche maggiorenni…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

November 21, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
Body

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
factcheck
Off
hidemainimage
show
Hide sidebar
show
Fullwidth Page
Off

Rosso come il fuoco, nero come la paura. Questa, secondo i suoi fondatori, la combinazione perfetta per i colori della nuova squadra di calcio di Milano che avevano appena creato.

Lo stemma del Comune di Milano

L'evoluzione dello stemma

La stella nel simbolo

Lo stemma con Berlusconi

Il simbolo dell'ACM

Ma già al momento della sua nascita, il Milan Football and Cricket Club ha qualche altro elemento grafico che continua a caratterizzarlo anche oltre un secolo dopo.

Lo stemma del Comune di Milano

Ed è lo stemma del comune di Milano. Un qualcosa che agli inglesi che hanno contribuito a fondare il club sicuramente ricordava l’aria di casa. La croce rossa in campo bianco rappresenta infatti la città meneghina, è anche la bandiera dell’Inghilterra. E quindi quando nel 1899 nasce il Milan, il suo stemma è subito molto simile a quello che ancora oggi campeggia sulle maglie rossonere.

Il primo stemma è infatti un ovale con all’interno l’anno di fondazione, l’acronimo MFBC (in quanto nel primo nome le parole Foot-Ball venivano scritte con il trattino) e poi un cerchio diviso a metà. A sinistra i colori rosso e nero, voluti dai fondatori, a destra la croce di San Giorgio come simbolo della città.

Rispetto allo stemma dell'Inter sulla maglia però compariva (e lo avrebbe fatto parecchio a lungo), il semplice scudo con la croce di Milano, che è stato ripreso anche successivamente per alcune divise del Milan moderno che volevano però richiamare alle maglie storiche.

L'evoluzione dello stemma

L’evoluzione dello stemma, dunque, riguarda principalmente due dettagli: la denominazione del club, destinata a cambiare più volte nel corso degli anni, e i colori dell’ovale. Nel 1907 arriva la prima piccola rivoluzione: l’ovale diventa bordato in oro e le iniziali della squadra cambiano in MFFC, con Football finalmente…scritto tutto attaccato e l’aggiunta della C di “club”. 

Al termine della prima guerra mondiale, l’ovale torna nero e sparisce un’altra iniziale nell’acronimo. La squadra cambia infatti nome in Milan Football Club, mettendo dunque sul suo stemma le lettere MFC. L’evoluzione successiva è datata invece 1939. Dopo aver resistito per quasi vent’anni con un nome inglese nell’era fascista, il Milan si arrende e cambia di nuovo nome. In quell’anno nascono dunque le iniziali destinate a far conoscere i rossoneri in tutto il mondo: ACM, che stanno per Associazione Calcio Milano.

Anche lo stemma viene adeguato di conseguenza, con il ritorno dell’oro, sia per quanto riguarda l’ovale, sia per le lettere e i numeri di iniziali e anno di fondazione che per il contorno del cerchio con colori sociali e bandiera comunale. Dopo il secondo conflitto mondiale, cade l’obbligo di non chiamarsi Milan, che compare quindi sullo stemma con il lettering nero. L’unico oro a rimanere è quello dell’ovale.

Ma c’è sempre tempo per farlo tornare, perché negli anni Sessanta e Settanta la versione utilizzata sarà molto simile a quella del 1939, tranne per il fatto che il nome della squadra è di nuovo scritto per intero piuttosto che attraverso le iniziali.

La stella nel simbolo

L’arrivo della stella e la rivoluzione del marketing però cambiano tutto. Nel 1979 i rossoneri conquistano il loro decimo scudetto e decidono di adeguarsi ai tempi. Lo stemma viene totalmente modernizzato, mandando temporaneamente in pensione la bandiera cittadina e preferendo l’associazione di idee con il soprannome della squadra.

Il Milan della stella!

Nasce dunque il Diavolo, che in maniera stilizzata unisce il volto, la coda e il corpo del simbolo del club, dando allo stesso tempo anche l’idea della fiamma che arde. A fargli compagnia, almeno nella simbologia ufficiale, anche una M rossonera e la stella che indica i dieci titoli nazionali. Sulle maglie, però, il nuovo stemma viene…destrutturato. Da un lato resta infatti soltanto il Diavolo, mentre dall’altra parte fa capolino la stella, relegando la M rossonera solo al merchandising extra-campo.

Lo stemma con Berlusconi

E per quanto sia strano a dirsi, è un genio della comunicazione e della pubblicità moderne a tornare all’antico. Quando nel 1986 il Milan viene acquistato da Silvio Berlusconi, il Diavolo ha terminato il suo lavoro.

Berlusconi nel 1986!

Il Cavaliere decide subito per un rebranding del club che guarda al passato. Lo stemma dunque torna a essere molto simile a quello dei decenni precedenti, con l’ovale, il cerchio con il rossonero e la croce di Milano, il nome Milan e tutti i dettagli in nero. L’ultima modernizzazione, che è quella che ancora oggi campeggia sulle maglie della squadra rossonera, risale infine al 1998.

Considerando che sulle divise la stella viene costantemente apposta sopra lo stemma, quello nuovo decide semplicemente di incorporarla nella stessa posizione. A differenza del decennio precedente, però, le bordature dell’ovale sono rosse a bordi neri e soprattutto cambia di nuovo la scritta del nome. 

Il simbolo dell'ACM

Stavolta, la presidenza opta per l’acronimo ACM e non certo per revisionismo storico. Molto più semplicemente, essendo “Associazione Calcio Milan” il nome ufficiale del club, nei sorteggi europei i rossoneri vengono costantemente chiamati “A.C. Milan”.

Considerando che gli anni Ottanta e Novanta sono quelli di maggior successo, in Italia, in Europa e nel mondo della società milanese, ai quattro angoli del pianeta il Milan è spesso conosciuto e abbreviato in “A.C.M.”. Ed ecco spiegato il motivo per cui il club ha optato per una decisione simile.

Insomma, escludendo il breve intermezzo del Diavolo stilizzato, il Milan, tornato a rappresentare un'opzione spendibile per le quote Scudetto è sempre stato molto fedele alla sua identità, mantenendo simboli e, per quanto possibile, parole chiave all’interno del suo stemma.

Ibra con la maglia rossonera

Al netto dei numerosi cambi di nome, gli elementi fissi come l’ovale esterno, l’anno di fondazione in basso, il nome (o l’acronimo) in alto e al centro il cerchio con il rossonero e la bandiera sono rimasti tali da ormai 120 anni. Il che spiega anche parte della fortissima identità del club, che pur avendo vissuto un periodo di quasi cinquant’anni senza vincere nulla (dal terzo scudetto nel 1907 al quarto nel 1951), è sempre rimasta particolarmente radicata in città.

Del resto, come spiega bene lo stesso sito della squadra rossonera, è in parte anche merito di quello stemma. Che unisce alla perfezione l’orgogliosa storia di Milano, con il rosso che rappresenta la nobiltà e il bianco del popolo, con la particolare vocazione passionale espressa dai colori rossoneri.

Un’immagine in continua evoluzione come le quote Serie A, ma tenendo sempre in mente quello che il club è stato e quello che voleva e che vuole tuttora rappresentare.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

November 20, 2021
Body

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
factcheck
Off
hidemainimage
show
Hide sidebar
show
Fullwidth Page
Off

Abbiamo già scritto sugli stipendi Real Madrid, con questo contenuto vediamo come si sviluppa il 4-3-3 del Madrid. Quando Zinedine Zidane ha lasciato il Real, Florentino Perez ha avuto subito un nome ben chiaro in mente: quello di Carlo Ancelotti. Il Presi conosce bene Carletto, che gli ha portato la Decima gestendo una squadra piena di campioni.

Courtois sempre tra i pali

I difensori del Real Madrid

I centrocampisti di Ancelotti

Gli attaccanti del Real Madrid

E vista anche la difficoltà nel tenere in riga un folto numero di calciatori dalla personalità e dal curriculum importante, Perez è andato…sull’usato sicuro. Ma da chi è composta questa rosa che l’allenatore di Reggiolo deve tenere a bada e portare alla vittoria?

Courtois sempre tra i pali

In porta Ancelotti ha una vera e propria sicurezza come il belga Thibaut Courtois. L’estremo difensore (con un passato all’Atletico che all’inizio gli ha causato qualche problema) ha vinto il lungo duello interno con Keylor Navas, che è passato al PSG e gli ha lasciato campo libero.

Thibaut Courtois, portierone del Real Madrid!

Sia con Zidane che con Ancelotti il suo ruolo non è mai stato messo in discussione, anzi, entrambi lo hanno schierato praticamente sempre, persino nelle partite dei primi turni della Copa del Rey.

Ecco perché per il suo secondo, l’ucraino Andriy Lunin non è che ci sia molto spazio. Il miglior portiere del mondiale under-20 del 2019 è arrivato a Madrid ormai da quattro stagioni ma finora ha giocato una sola partita, peraltro subendo due gol e finendo tra i protagonisti della clamorosa eliminazione del Real dalla Copa del Rey per mano del modesto Alcoyano.

I difensori del Real Madrid

Problema inverso invece per il terzino destro: le alternative servirebbero come il pane, ma non ci sono. Il laterale titolare delle ultime stagioni è Dani Carvajal, ma lo spagnolo ha, da sempre, problemi con gli infortuni. Eppure il Real non ha mai seriamente pensato di affiancargli un sostituto, giovane o d’esperienza che fosse. E quindi, quando il classe 1992 si ferma, si utilizzano soluzioni d’emergenza.

E nonostante a sinistra ci siano uno dei migliori terzini del mondo e quello che per un decennio buono lo è stato, anche dall’altro lato del campo le difficoltà non mancano. Ora come ora, impossibile togliere il posto a Ferland Mendy: il francese ha però anche lui una storia clinica abbastanza lunga e travagliata. Verrebbe da pensare che non possa essere un problema, se in panchina c’è un certo Marcelo. Il brasiliano però è decisamente in fase calante e la sua forma fisica è sempre più un problema, al punto che anche in questo caso sia Ancelotti che Zidane hanno preferito soluzioni diverse.

Logico dunque che spesso i centrali…non facciano i centrali. Nessun problema, perché tutti e quattro quelli del Real Madrid hanno una certa esperienza al riguardo.

Persi Sergio Ramos e Varane, il perno della difesa è immediatamente diventato David Alaba. L’austriaco, arrivato a parametro zero dal Real Madrid, si è però scoperto centrale di recente, dopo parecchi anni al Bayern Monaco da terzino sinistro.

Un po’ come il compagno di reparto, l’altro titolare Eder Militao. Il brasiliano, pagato 50 milioni al Porto qualche anno fa, sembrava non rendere quanto ci si aspettava, ma nell’ultimo periodo di Zidane e ora con Ancelotti è diventato una sicurezza, con Zizou che spesso l’ha anche schierato a destra.

Eder Militao fortissimo nel gioco aereo!

Chi in difesa può invece giocare davvero ovunque è Nacho Fernandez. Lo spagnolo ha passato buona parte della sua carriera a essere messo sul mercato dai media (un classico il suo accostamento alla Roma, che sembra destinata a comprarlo ogni sessione di mercato), ma se al Bernabeu non possono fare a meno di lui è proprio per la sua duttilità. E persino il quarto centrale dei Blancos, Jesus Vallejo, è in grado di ricoprire entrambe le fasce, in caso di necessità…

I centrocampisti di Ancelotti

L’altro vero insostituibile del Real Madrid però è a centrocampo ed è Casemiro. Il brasiliano non ha effettivamente un ricambio e per Ancelotti è un bel problema, considerando che si tratta dell’equilbratore dell’intera squadra, favorita per la vittoria in Spagna per le quote La Liga.

Il verdeoro è arrivato a Madrid tra i dubbi di chi non riteneva un calciatore così poco tecnico utile al progetto, ma il suo palmares (e l’importanza del suo lavoro nelle vittorie dell’era Zidane ma anche nella Decima di Carletto) conferma la bontà della scelta. Il mediano di riserva nella rosa è il canterano Antonio Blanco, ma è meglio per le Merengues che Casemiro in campo ci sia sempre.

Più avanti nel 4-3-3 ormai classico dei Blancos arriva invece la fantasia. Il metronomo della squadra è Toni Kroos, ormai una sicurezza da parecchi anni per la squadra spagnola.

Toni Kroos, fenomenale centrocampista del Real Madrid!

Il campione del mondo 2014 è affiancato dal Pallone d’Oro 2018, il croato Luka Modric, che anche a 36 anni riesce comunque a illuminare il campo con le sue giocate. Tra le mezzali le alternative comunque non mancano.

La principale è Federico Valverde, che con caratteristiche diverse può comunque sostituire anche Casemiro davanti alla difesa. E poi…c’è Camavinga. Il francese classe 2002 è il nuovo grande acquisto del Real, che ha puntato sul giovanissimo cresciuto nel Rennes per prendere l’eredità dei suoi compagni di squadra più esperti. E a proposito di esperienza, tra le opzioni c’è anche Dani Ceballos, che però a causa di un infortunio deve ancora giocare un minuto e rischia di andare via.

Gli attaccanti del Real Madrid

L’attacco del Real è decisamente croce e delizia di Ancelotti. Il centravanti titolare, e non potrebbe essere altrimenti, è Karim Benzema. Il francese si è preso sulle spalle la squadra dopo l’addio di CR7 e per gol segnati non ha certo fatto rimpiangere il portoghese. E il fatto che a quasi 34 anni sia tra i favoriti per le scommesse per il Pallone d’Oro la dice assai lunga.

Le sue due alternative sono Luka Jovic e Mariano Diaz. Il serbo finora è uno dei più grandi flop della storia del Real, visto che è stato pagato 60 milioni e non ha ancora dimostrato un’unghia del suo valore. Il dominicano invece sembrava essere esploso a Lione, ma da quando è tornato a Madrid si è di nuovo spento.

Ragionando per valori assoluti, accanto a Benzema dovrebbero giocare Bale e Hazard, ma entrambi hanno i loro bei problemi. Il gallese si avvicina alla scadenza del contratto e sembra ormai un corpo estraneo al club, essendo più interessato…al golf che al calcio. Il belga invece è stato colpito da una specie di maledizione, che tra infortuni e prestazioni deludenti gli sta impedendo di giustificare a pieno gli oltre 100 milioni spesi per lui e di prendersi l’eredità di CR7, oltre che il numero.

Ed ecco che entra in gioco ii duo dei brasiliani terribili. Vinicius Junior e Rodrygo sono costati al Real Madrid 90 milioni in due, ma finora sembrano valere ogni centesimo. Pur essendo giovanissimi, i verdeoro hanno sfruttato ogni possibilità che sia Zizou che Ancelotti hanno dato loro, dimostrando che oltre che il futuro possono essere il presente della Casa Blanca.

I gioiellini brasiliani del Real Madrid!

Con buona pace degli altri tre membri del reparto, tutti spagnoli. Isco è ormai un vero e proprio mistero, che neanche il ritorno di Ancelotti ha contribuito a risolvere. Marco Asensio invece deve ancora scrollarsi di dosso i postumi di un gravissimo infortunio, che lo ha tenuto a lungo fermo e che gli ha fatto addirittura temere per la sua carriera.

E poi c’è Lucas Vazquez, il jolly buono per tutte le occasioni, che dal terzino destro all’attaccante i ruoli se li è girati praticamente tutti. Insomma, una truppa assai variegata da gestire per Ancelotti. Che però dovrà capire in fretta che questo Real non è assolutamente quello che ha preso in mano nel 2013…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 20 novembre 2021.

December 23, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
Body

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
factcheck
Off
hidemainimage
show
Hide sidebar
show
Fullwidth Page
Off

Non serviva la vittoria del 1 giugno a Londra per affermare che Real Madrid è il club più titolato del mondo e, come spiega Forbes, è anche tornato a essere quello che vale di più.

Il tutto a dispetto delle lamentele di Florentino Perez riguardo le perdite che giustificherebbero la creazione della ormai celebre Superlega. I bilanci, le spese e il monte ingaggi sottolineano una situazione economica florida.

A differenza di molti altri club, come i rivali del Barcellona, il Real Madrid dal tragico 2020 sembra essere uscito più forte. La Casa Blanca infatti, se volesse, potrebbe spendere addirittura fino a oltre 700 milioni di euro in ingaggi, ma si ferma a cifre molto più basse, arrivando appena al 48% del suo fatturato annuale.

Eppure chi si aspetta che la rosa di Ancelotti sia piena di calciatori strapagati ha totalmente ragione. A Madrid, patria dei Galacticos, di solito non si fanno troppe storie per acquisire un cartellino e nelle ultime tre stagioni Florentino ha fatto di nuovo saltare il banco anche per gli stipendi, allontanandosi da quella che fino a qualche anno fa era una struttura ben precisa.

Con la vittoria in Supercoppa sull'Atalanta, il Real stacca, per numero di titoli Milan e Barcellona, e diventa il primo club a vincerla in sei edizioni diverse!

Le categorie degli stipendi del Real Madrid

Quando si firmava un contratto o un rinnovo con i Blancos, infatti, si accettava implicitamente di essere inseriti…in una classe, a cui corrispondevano diversi livelli di stipendio: prima i canterani, poi la classe media, seguita da quella dei cosiddetti “jugadores de referencia”, dai calciatori da Pallone d’Oro e infine dai campioni.

Una “regolamentazione” degli ingaggi che è servita alla perfezione ai tempi di Cristiano Ronaldo, Gareth Bale e Sergio Ramos, ma che ora è totalmente saltata alla luce della serie di rinnovi a peso d’oro fatti firmare dal club ai calciatori. Che hanno ridisegnato del tutto la graduatoria dei paperoni del Real…

L'eccezione che conferma la regola è rappresentata dalle cifre dell'ingaggio di Mbappé: 15 milioni a stagione dall'estate 2024 ed un bonus centenario alla firma visto che il miglior giocatore del Mondo si è liberato a zero dal PSG!

Il campione francese rappresenta solo l'ultimo degli ingaggi a parametro del Real!

Senza Kroos, Alaba e Modric sono gli altri più pagati del Madrid

Con lo straordinario attaccante francese che ha sostituito, di fatto, Benzema con 12 mesi di ritardo, a contendersi la vetta, dopo l'addio al calcio di Toni Kroos sono in due.

David Alaba, sfruttando il fatto di essere arrivato nel 2021 a parametro zero, l’austriaco ex Bayern Monaco è riuscito a spuntare un ingaggio particolarmente alto, che lo pone davanti ad altri compagni di squadra. Per il difensore il contratto parla di 22,5 milioni a stagione fino al 2026.

Chiude il podio l’unico Pallone d’Oro, almeno al momento, rimasto in rosa, ovvero Luka Modric. Il croato ha rinnovato per un’ennesima stagione al Santiago Bernabeu e ha un contratto da 21,8 milioni fino al giugno 2025, con la promessa poi di entrare nella dirigenza dei Blancos una volta appesi gli scarpini al chiodo.

Con il successo in Supercoppa a Varsavia, il genio Modric diventa il calciatore con più titoli vinti nel Real, ben 26!

Quanto guadagnano Vinicius e Bellingham al Real

Per un Pallone d’Oro del passato, ce ne sono, appunto, almeno un paio di potenziali vincitori in futuro. Si parla chiaramente di  Vinicius Junior e Jude Bellingham. Il brasiliano è stato decisivo da subito per Ancelotti e il suo contratto riflette la considerazione di cui gode al Real, visto che il rinnovo firmato a fine ottobre 2023 fa schizzare sul suo stipendio a 21 milioni a stagione fino al 2027.

Stessa identica cifra, ma contratto fino al 2029, per l’inglese Bellingham, che sarà anche stato pagato 105 milioni più altri 30 di possibili bonus, ma nella prima stagione a Madrid ha subito dimostrato di valerli tutti, dato che oltre che poter giocare ovunque a centrocampo ha anche trovato una vena realizzativa da centravanti vero, anche come opzione di marcatore per le scommesse calcio.

L'esultanza di Bellingham

La fascia di ingaggi... Real tra 20 e 15 milioni di euro

Si scende dunque sotto i 20 milioni, dove spunta un nome forse poco altisonante, quello di Federico Valverde.

Il centrocampista uruguaiano però si è meritato in pieno il rinnovo firmato a fine 2023 e le sue ottime prestazioni gli hanno permesso di spuntare un accordo ricchissimo, da 16,6 milioni a stagione fino al 2029.

Ha finalmente ottenuto il riconoscimento economico che cercava anche Thibaut Courtois. Il portiere belga, numero uno indiscusso dopo l’addio di Keylor Navas, negli ultimi anni si è aggiudicato il premio Yashin e ha condotto il Real alla vittoria in Champions League, guadagnandosi un rinnovo da 15 milioni all’anno fino al 2026.

Gli stipendi dei brasiliani del Real Madrid

A 14,5 milioni a stagione ci sono due colonne della difesa dei Blancos, ovvero Eder Militao e Antonio Rudiger. Il brasiliano ha appena rinnovato il suo contratto fino al 2028, mentre il tedesco, essendo arrivato gratis, forse avrebbe potuto ottenere anche di più. L’ex romanista dovrebbe rimanere al Bernabeu fino al 2026.

Endrick

La linea verde, anzi verdissima, considerando che a luglio 2024 è arrivato anche il nuovo fenomeno brasiliano Endrick, del Real è esplicitata dal trio di calciatori che guadagnano 12,5 milioni di euro a stagione al Bernabeu.

Eduardo Camavinga commemora un gol con Vini!

Si tratta di Flash Rodrygo, che ha rinnovato fino al 2028, e del duo di centrocampo francese composto da Eduardo Camavinga e Aurelien Tchouameni.

Entrambi hanno già avuto un aumento di stipendio importante (rinnovando rispettivamente fino al 2029 e al 2028), nonostante siano arrivati di recente a Madrid.

Gli stipendi dei canterani del Real Madrid

A 10,4 milioni a stagione spuntano finalmente anche…gli ex canterani, che sono due dei tre che guadagnano quella cifra. Si tratta di Dani Carvajal, ormai diventato leggenda con il gol di Wembley, oltreché capitano e sotto contratto fino al 2025, e Dani Ceballos, che ha rischiato di lasciare la squadra a 0 ma ha poi messo la sua firma su un accordo che termina nel 2027.

A chiudere il trio c’è il francese Ferlan Mendy, arrivato nel 2019 e che dovrebbe rimanere con addosso la camiseta blanca fino al 2026.

Gli altri calciatori della rosa sono tutti sotto i 10 milioni, ma con stipendi che variano da 9,3 a 2,5. A guidare la lista c’è Lucas Vazquez, che però è in scadenza nel 2024 e potrebbe dover accettare una diminuzione del suo stipendio.

Lucas Vazquez in gol

Oltre a Kroos ha lasciato da protagonista assoluto anche Nacho: il difensore centrale è stato fondamentale nel percorso alla conquista della quindicesima Champions League.

I contratti di Brahim Diaz e del turco Arda Guler

Scadenza 2027 invece per due nuovi arrivi, Brahim Diaz e Fran Garcia. L’ex milanista, tra i protagonisti dello scudetto vinto dai rossoneri da sfavoriti per le quote Serie A nel 2022,  ha firmato con il Real per 7,2 milioni a stagione fino al 2027, mentre il figlio del grande Fran di milioni ne guadagna 5.

Stessa cifra che percepisce il nuovo fenomeno del calcio turco, sensazionale con il suo mancino anche a Euro 2024, Arda Guler, arrivato anche lui nell’estate 2023 e con un accordo a lungo termine fino al 2029.

A 2,8 milioni all’anno c’è Andriy Lunin. Il portiere ucraino sembrava destinato a lasciare il Bernabeu a giugno 2023, ma ha firmato un biennale da 2,8 milioni fino al 2025. E per fortuna, visto che si è anche preso la maglia da titolare dopo il crac di Courtois.

La lista si chiude con Joselu. Il centravanti, riscattato dall’Espanyol, non ha esattamente il profilo del Galactico, ma Ancelotti sa bene come usarlo, giustificando, con le reti al Bayern, i 2,5 milioni della sua stagione d'esordio al Real…

Alla faccia di chi pensa che giocare nel Real significhi sempre guadagnare uno sproposito…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy. Prima pubblicazione 20 novembre 2021.

 
August 15, 2024
Body

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
factcheck
Off
hidemainimage
show
Hide sidebar
show
Fullwidth Page
Off