Dopo l'edizione delle fiamme del 2020 con la postilla del regolamento della sospensione delle gare in caso di aria troppo inquinata e le norme sull'isolamento che hanno salvato il torneo nel febbraio 2021, parte l’Australian Open con una visibilità sui media di tutto il mondo davvero senza precedenti.

Le teste di serie degli Australian Open 2022

I tennisti italiani in Australia

Il tabellone degli Australian Open 2022

Montepremi degli Australian Open e copertura TV

I favoriti dei singolari maschile e femminile

Senza soffermarci sull'application form di Djokovic per entrare in Australia, evidenziamo tutti gli aspetti di un'edizione che si annuncia, polemiche comprese naturalmente, da leggenda sportiva!

Le teste di serie degli Australian Open 2022

Il sito del torneo ha pubblicato le teste di serie per lo Slam maschile alla Rod Laver Arena con Novak, alla ricerca della decima a Melbourne, solido n. 1 del seeding. 

Il serbo ha già superato gli 8 trionfi di Roger a Wimbledon, ma raggiungerà i 13 titoli in un unico slam, primato appartenente naturalmente a Rafa, sovrano indiscusso di Parigi?!

Nole festeggia in Australia!
Djokovic, recordman assoluto nella "amata" Australia, ha vinto, appunto, 9 volte il torneo e ben 8 delle ultime 11 edizioni. Gli ultimi tennisti superati nell'atto conclusivo?! Nadal nel 2019, Thiem nel 2020, battuto solo in 5 set con il record di scommesse live sull'1-2 per l'austriaco, e Medvedev nel febbraio 2021.

Secondo e terzo tennista in tabellone Daniil Medvedev e Sascha Zverev, mentre attenzione a Rafa Nadal, che ha già vinto un torneo, nel 2022, alla casella 6...

I tennisti italiani in Australia

In attesa dell’esito del torneo di qualificazione, tra gli undici giocatori sicuri di entrare nel tabellone principale, tre azzurri nei primi 25: Super Matt, leader per distacco dei tennisti italiani, al settimo posto, Jannik all'undicesimo e Lollo Sonego proprio n. 25.
Nell'ultima edizione, due azzurri sono arrivati con grande merito alla seconda settimana: mentre Fognini esce agli ottavi contro Nadal in tre set, Berrettini non riesce a giocare il suo singolare contro Tsitsipas per l'infortunio all'addome che ne condizionerà le prestazioni fino alle Finals di Torino.

Il romano, top 10 ormai da ottobre 2019 quando perse una semifinale spettacolare a Vienna contro il padrone di casa Thiem, è un giocatore rispettato da tutti, con ancora tanto tempo per poter affinare alcuni fondamentali.

Super Matt in Australia!

Tra gli italiani in gara, una citazione la merita Andreas Seppi che a Melbourne giocherà il 66° torneo dello slam consecutivo: l’atleta di Bolzano ha nel mirino il record di Feliciano Lopez e Fernando Verdasco.

Ricordiamo, inoltre, che Lorenzo Musetti nel 2019, a 16 anni e 10 mesi, superando lo statunitense Nava ha vinto l'Australian open Under 18, sesto italiano di sempre a vincere una prova dello Slam junior! Il toscano deve superare un fastidio alla spalla che l’ha costretto al ritiro nel recente ATP 250 di Adelaide.

Il tabellone degli Australian Open 2022

Il tabellone con l’ordine dei 128 tennisti in gara nel torneo di singolare maschile è stato sorteggiato il 13 gennaio: la mina vagante Nadal sarà nella parte alta; il maiorchino ha vinto una sola volta, nel 2009 questo Open, mentre ha perso 4 finali. Nell'ultima disputata, nel 2019, contro Djokovic per la prima volta l'iberico ha perso una finale di slam in soli tre set.

Djokovic esordirà nel primo turno con il giovane connazionale Kecmanovic e trova dalla sua parte Berrettini, appunto Nadal e Zverev. Per gli italiani, Musetti se la vedrà contro l'ultima testa di serie del tabellone, l'idolo di casa Alex De Minaur.

Tra le donne, la n.1 Ashleigh Barty si trova propri stesso ottavo della campionessa giapponese Naomi Osaka. 

Quante palline da tennis!

Nell'ultima disputata, nel 2019, contro Djokovic per la prima volta l'iberico ha perso una finale di slam in soli tre set.
 

Montepremi degli Australian Open e copertura TV

Rispetto ai 44 milioni di euro di montepremi dell'edizione 2020, con 2,5 ai vincitori dei due tornei singolari, aumento nell'ordine del 5%: chi perde la finale, guadagna la metà del vincitore, chi esce in semi precisamente un quarto.

La Osaka firma una telecamera

Copertura integrale dell'evento su Eurosport1 ed Eurosport2.
 

I favoriti dei singolari maschile e femminile

I favoriti per i bookmakers sono i campioni uscenti.

Il serbo, che ha saltato anche alcuni giorni di allenamento, in carriera ha solitamente gestito bene momenti complicati, di grandissimissimo nervosismo come quello attuale; uno scoglio ulteriore per la decima di Nole potrebbe, però questa volta essere rappresentato dal pubblico di Melbourne, ad eccezione del gruppo di sostenitori serbi, naturalmente, magari alla prima protesta esagerata contro il giudice di sedia. 

Anche gli orari previsti per uno dei 7 incontri che dividono il n. 1 del mondo dalla decima potrebbero rappresentare un fattore: non impossibile immaginare che la direzione del torneo programmi più di un match di Djokovic in quella fascia diurna nella quale anche il caldo diventa un avversario da non sottovalutare! 

Evidenziamo che le considerazioni appena redatte potrebbero anche rimbalzare, nell’accezione borsistica del termine, davanti ad un campione di tale portata che diventa ancora più forte, praticamente imbattibile, davanti ad una o più avversità.

Dietro a Nole, gli altri chiari favoriti per le scommesse tennis sono Medvedev e Zverev: il russo ha infranto il sogno del Grande Slam nella finale di New York, mentre il tedesco dalla medaglia d’oro estiva di Tokyo è diventato un giocatore ancora più quadrato: dopo, appunto, il torneo olimpico di tennis, le due Finals ed i 5 Master 1000 vinti, al classe ’97 manca solo l’acuto in un torneo dello Slam. 


La Next gen che rappresentano è fortissimissima, ma sono solo tre i tennisti che possono essere definiti campioni: già così si può comprendere perché la grande rivoluzione, anche quella russa promossa dallo splendido Daniil, non si è ancora manifestata fino in fondo.

Per il quarto semifinalista, le quote sono davvero incerte: negli ultimi anni abbiamo assistito sempre a grandissimissime sorprese. Un nome interessante potrebbe essere quello dei Carlos Alcaraz, straordinario 2003 iberico!

In campo femminile, i favori del pronostico sono per la tennista di casa, Ashleigh Barty. La campionessa in carica è la Osaka. Molto improbabile che, per fatica ed esperienza, il torneo sia vinto da una giocatrice ancora a secco negli slam.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 12 gennaio 2022.

January 18, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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L'ultimo colpo è di quelli clamorosi: l'Amatrice Rieti, girone A dell'Eccellenza laziale, completa il roster offensivo, ingaggiando dalla Samb, Danilo Alessandro, fortissimo attaccante romano, con oltre 50 presenze in B.

Per parlare di stipendi del massimo campionato regionale, così, ragioniamo sui calciatori a disposizione dell'ambizioso club reatino che oltre ad Alessandro, contrattualizzato per il girone di ritorno, aveva già in rosa il bomber Daniel Rossi, l'idolo di Ascoli, Lion Giovannini e Stefano Sarritzu, esterno alla Candreva!

Per quanto si parli della quinta categoria del calcio italiano, se si dice “campionato di Eccellenza” un po’ di verità nel nome c’è eccome. La quinta serie è infatti il massimo livello regionale e nella stagione attuale è composta da ben 36 gironi, con numero diverso di squadre e persino di retrocesse in Promozione, a cui prendono parte ben 539 club.

Il tetto massimo di corrispettivo in Eccellenza

Gli accordi dei top players in Eccellenza

I rimborsi dei giovani in Eccellenza

Gli stipendi degli allenatori in Eccellenza

Essendo gestiti direttamente dai comitati regionali della Lega Nazionale Dilettanti, i gironi sono tra squadre della stessa regione, tranne che per la Val d’Aosta, da sempre incorporata nei gironi piemontesi. E il plurale non è casuale, perché ci sono alcune regioni in cui un solo campionato non basta e in cinque casi (Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana e Campania) ne servono addirittura tre. Senza considerare che, se le prime sono automaticamente promosse in Serie D, per le altre c’è un sistema di playoff che prevede incroci anche tra le squadre di diverse regioni. Insomma, un campionato complicato e in cui anche la situazione economica dei club non è sempre florida.

Il tetto massimo di corrispettivo in Eccellenza

Per quanto riguarda gli stipendi, valgono gli stessi limiti imposti a tutte le categorie dilettantistiche, campionato femminile compreso (almeno fino all’arrivo del professionismo rosa, previsto per la stagione 2022/23). Dunque, un club non può versare annualmente a un calciatore una cifra che superi il tetto di 30658 euro lordi, da corrispondersi in dieci mensilità e all’interno della stagione sportiva di riferimento. Un accordo di tipo puramente economico, che non permette ai calciatori di accedere al sistema previdenziale e neanche a casse infortunistiche.

Essendo infatti vietato sia il lavoro dipendente (il contratto vero e proprio) che quello da libero professionista (la partita IVA), nessuna delle classiche tutele del lavoratore viene inserita nell’accordo. Ma se in Serie D spesso il limite viene superato anche attraverso le indennità e i bonus, non i nostri bonus scommesse che portano il totale percepibile a circa 40mila euro lordi, che al netto fanno la metà, in Eccellenza non c’è quasi mai bisogno, anzi, la possibilità, di pagare stipendi simili a quelli della categoria superiore.

Gli accordi dei top players in Eccellenza

In Eccellenza, solamente i top player, come Claudio De Sousa, marcatore per le scommesse sportive in Lazio - Messina ed attualmente al Tivoli Calcio, possono pensare di vivere di calcio. In Serie D, tra limite e introiti spesso sommersi, non è così improbabile che anche un calciatore di media importanza possa farlo, ma a livello regionale è davvero complicato, perché sono in pochi quelli che arrivano ai 2500 euro netti al mese che vengono raggiunti nella quarta categoria.

De Sousa in gol all'Olimpico!

In Eccellenza, sono mosche bianche quelli che riescono a ottenere una cifra superiore ai 2000 euro. Da questo punto di vista, il passaggio alla serie superiore è molto più appetibile rispetto ai colleghi di Serie D, visto che la differenza tra gli stipendi medi sembra più alta. 

Poi, trattandosi di un campionato a base regionale, ovviamente è molto difficile trovare una quadra, perché in alcune regioni si offrono ingaggi maggiori e in altre invece si rimane molto più bassi. Il che, in un certo modo, spiega la preponderanza di alcune regioni quando si tengono i playoff. Se le prime di ogni girone vanno automaticamente in Serie D, le altre devono passare prima per i playoff regionali e poi a quelli nazionali.

E dalle statistiche storiche del campionato, è evidente che le regioni con più campionati sono quelle che più di frequente portano le loro squadre in D attraverso il torneo a eliminazione. Probabilmente anche perché, con una concorrenza locale maggiore, le squadre sono costrette a offrire stipendi più alti ai calciatori rispetto ai club di regioni in cui c’è un solo campionato e quindi non c’è la difficoltà della concorrenza quando c’è da tesserare un giocatore.

I rimborsi dei giovani in Eccellenza

Dunque, con queste dovute premesse, quanto guadagna un calciatore di Eccellenza? Partendo dal presupposto che difficilmente i club lasciano trapelare informazioni al riguardo, la stima migliore che si può fare è che i top player della categoria guadagnino una cifra compresa tra i 1000 e i 2000 euro netti al mese (sempre ricordando che le mensilità previste non sono 12 e che in Eccellenza di solito si paga su 9 mensilità, rispetto alle 10 della Serie D o della Serie A Femminile).

Parisi

Di certo un buon incasso, ma non un qualcosa che può sempre permettere di vivere solo giocando a pallone. Ai calciatori di medio livello non va molto meglio, considerando che i loro introiti dovrebbero variare tra i 500 e i 1000 euro netti al mese, cifre che a seconda della situazione possono rappresentare un ottimo rimborso delle spese oppure un piccolo stipendio collaterale, a cui vanno però necessariamente aggiunti altri introiti.

Chi sta peggio, ovviamente, sono i giovani che si affacciano alla categoria, che devono accontentarsi solamente del rimborso spese. Non esistono infatti i minimi retributivi che invece ci sono tra i professionisti, dunque le cifre ballano tra i 100 e i 400 euro netti al mese. Logico dunque comprendere le difficoltà di chi sogna di vivere di calcio ma che invece si trova costretto ad affiancare il pallone con un altro lavoro.

Gli stipendi degli allenatori in Eccellenza

Non che gli allenatori se la vivano meglio. Le stime più recenti riportano infatti che lo stipendio di un tecnico di Eccellenza è molto simile a quello dei calciatori di medio livello, dunque, che può variare tra i 600 e i 1000 euro al mese. Non esattamente una situazione semplice, che spiega anche perché le squadre dei campionati inferiori alla Serie D spesso trovino difficoltà a iscriversi alla serie superiore, anche quando raggiungono la promozione. Il salto di categoria, specie quello dall’Eccellenza alla D, implica un completo stravolgimento dei costi, che si fanno simili a quelli dei campionati professionistici, ma senza né l’appeal delle leghe maggiori né le facilitazioni che si ottengono con il cambio di status.

Sarri ha iniziato in Eccellenza

Basterebbe pensare che il budget medio per una stagione in Eccellenza si aggira tra i 90mila e i 120mila euro a stagione, abbastanza simile a quello per la Promozione, che varia tra i 60mila e gli 80mila. Quando si sale in Serie D, però, c’è un abisso, perché le stime parlano di un budget minimo di 400mila euro, con spese annuali che possono raggiungere addirittura i 700mila. In un momento così complicato, cifre difficili da pensare di poter investire quasi…a fondo perduto.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di AP Photo. Prima pubblicazione 10 gennaio 2022.

January 3, 2024
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Nella sua lunga storia, cominciata nel 1912, interrottasi temporaneamente nel 2017 e poi ricominciata, il Modena ha conosciuto tutte le divisioni del calcio professionistico italiano, finendo poi tra i dilettanti per il fallimento di una manciata di anni fa.

I gialloblù sono esperti tanto di promozioni quanto di retrocessioni, avendo assaggiato entrambe le cose più volte nel corso dei decenni.

L'ultima apparizione del Modena in serie A

Carlo Rivetti proprietario del Modena

La rosa del Modena

Gli stipendi del Modena calcio

Quello emiliano comunque è un club storico, che ha una certa tradizione e anche qualche trofeo in bacheca, come le due Coppe Anglo-Italiane conquistate all’inizio degli anni Ottanta, quando il trofeo lo giocavano le squadre di Serie B.

A proposito della divisione cadetta, il Modena l’ha vinta due volte e ha ottenuto per ben cinque volte la promozione in A. Il miglior risultato di sempre tra i grandi è un terzo posto nella stagione 1946/47 in cui i gialloblù, con in difesa il leggendario Renato Braglia, per poco non raggiungono in vetta il Grande Torino, poi vincitore dello scudetto.

L'ultima apparizione del Modena in serie A

Ora quei tempi appaiono molto lontani, anche considerando che il Modena si trova in Serie B.

Dopo il fallimento del 2017 e la susseguente esclusione dal campionato, la nuova società erede del vecchio Modena Football Club è subito tornata nella terza divisione alla sua prima stagione, ma in quelle successive non è mai riuscita ad avvicinarsi alla promozione in B, un campionato che ormai il club emiliano non frequentava dalla retrocessione della stagione 2015/16. 

Al termine del campionato 2021/22, però, i Canarini hanno potuto festeggiare il ritorno tra i cadetti, avendo vinto il girone B della Serie C al termine di un duello incredibile, sempre in bilico anche per le quote delle scommesse calcio, con la Reggiana.

Dunque, l’obiettivo adesso torna a essere l’approdo in Serie A, che manca da circa una ventina di anni. L’ultimo campionato tra i grandi del Modena è quello 2003/04, l’ultimo a 18 squadre della storia, in cui la squadra guidata prima da Malesani e poi da Bellotto si è classificata quindicesima, retrocedendo quindi assieme a Perugia, Empoli e Ancona.

Domizzi

Dunque, per tornare ai vecchi fasti c’è bisogno di fare molto meglio..

Carlo Rivetti proprietario del Modena

Ma questo la nuova società che si è insediata al Braglia lo sa bene. Il 2021 è stato un anno fondamentale per il Modena, perché si è passati dalle mani di un gigante dell’industria a quello di un marchio storico dell’abbigliamento italiano.

Proprio il giorno dopo l’eliminazione dai playoff per mano dell’Albinoleffe, il vecchio presidente Romano Sghedoni, fondatore della Kerakoll, ha infatti venduto l’intero pacchetto azionario del club alla Rivetex, la holding di proprietà di Carlo Rivetti, l’imprenditore che nel corso dei decenni ha conquistato il mondo con la sua marca di abbigliamento più celebre, la Stone Island.

Il passaggio di proprietà ha portato a una rivoluzione sia dietro le scrivanie che in campo, con l’arrivo di una nuova gestione manageriale e di un vero e proprio mago delle promozioni dalla Serie C, ovvero Attilio Tesser, che in carriera vantava già tre passaggi dalla C alla B con Novara, Cremonese e Pordenone, più un doppio salto con i piemontesi, promossi anche in Serie A nell’anno in cui sono tornati in B.

E infatti, Tesser e i suoi hanno confermato le attese, ottenendo la promozione nella serie cadetta.

Ricordiamo che nel girone di andata del 2021, il Modena è stato assoluto protagonista delle quote Serie B con una serie impressionante di successi consecutivi!

La rosa del Modena

E anche in Serie B i presupposti per fare bene ci sono tutti, anche perché tra il mercato estivo e quello invernale della stagione 2023/24, al Braglia sono arrivati parecchi volti nuovi, molti dei quali hanno una lunga esperienza tra i cadetti, ma anche a livello di Serie A.

È il caso di alcuni dei calciatori arrivati come Antonio Palumbo in mezzo al campo e Giovanni Zaro, regista difensivo.

Ma il Modena ha comunque voluto mantenere un caposaldo della nuova gestione, ovvero la necessità di avere per la maggior parte giocatori di proprietà del club. E infatti nel corso del mercato precedente erano arrivati anche nomi altisonanti a titolo definitivo, come Diego Falcinelli, e il riscatto di chi c’era già in prestito come Luca Magnino.

Gli stipendi del Modena calcio

Ma quanto guadagnano i calciatori del Modena? Il Resto del Carlino ha fatto i conti in tasca al club emiliano, calcolando che nella stagione della promozione sono stati messi a budget per gli stipendi oltre 9 milioni di euro lordi.

Sugli stipendi dei singoli calciatori vige il più assoluto riserbo, ma è ovvio che i paperoni del club siano quei giocatori che hanno esperienza da vendere e che sono reduci da contratti importanti o che arrivano in prestito da club che li pagavano molto bene.

Dunque, al top dovrebbe esserci proprio Falcinelli, che è arrivato da svincolato ma il cui contratto con il Bologna parlava di 900mila euro a stagione.

Falcinelli

Insomma, pur immaginando dei ribassi rispetto a quanto questi giocatori percepivano negli anni passati, ci sta che il Modena spenda quasi la metà in più per gli ingaggi rispetto alla scorsa stagione.

Le date di scadenza dei contratti, comunque, spiegano per ogni calciatore lo status nella rosa.

Ai big sono stati proposti accordi annuali per chi è avanti con gli anni e biennali per gli altri, mentre per i giovani di prospettiva, come l’attaccante Nicholas Bonfanti, classe 2002 scuola Inter, la durata è di tre stagioni.

Bonfanti

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da ALAMY. Prima pubblicazione 10 gennaio 2022.

December 5, 2023
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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