Quando si parla dei migliori in un determinato sport, si usa spesso il termine “numero uno”. E in nessun caso in maniera più esatta di quando accade nel tennis, considerando che esiste una specifica classifica che stabilisce chi è il miglior giocatore in quella determinata settimana.

Come si assegnano i punti per il ranking

Alcaraz il numero 1 più giovane

Record e curiosità della classifica ATP

Il ranking ha un senso oggi?

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Il ranking ATP nasce nel 1973, per venire incontro a una problematica non da poco: l’assegnazione delle teste di serie nei tornei. All’epoca ogni evento decideva autonomamente l’entry list e la decisione di assegnare dei punteggi per le prestazioni nei tornei e stabilire chi fosse, appunto, il numero uno in quel momento è stata generalmente ben accolta dagli addetti ai lavori.

Certo, qualcuno ha fatto notare che da quel momento è aumentata la competitività tra i tennisti, che a fregiarsi del titolo di numero 1 ATP ci tengono parecchio, ma non tutte le ciambelle riescono col buco.

Come si assegnano i punti per il ranking

Ma come funziona il ranking? Ogni torneo, a seconda della sua importanza (Grande Slam, ATP Finals, Masters 1000, 500, 250 e così via), assegna un punteggio quando si raggiunge un determinato turno. A concorrere al ranking sono i quattro tornei degli Slam, gli otto Masters 1000 obbligatori, le Finals, la ATP cup e i sette migliori risultati nei tornei non obbligatori giocati nelle ultime 52 settimane.

Il termine temporale è importante, perchè una volta passato quel periodo, i punti ottenuti nel torneo vengono eliminati dal conteggio. Dunque, di settimana in settimana (tranne che quando ci sono tornei che ne durano due, come gli Slam e alcuni Masters 1000), i calcoli stabiliscono chi è l’attuale numero 1 del tennis mondiale.

Alcaraz il numero 1 più giovane

Il primo della storia è stato il romeno Ilie Nastase, mentre il più recente, il numero 28, è lo spagnolo Carlos Alcaraz, che ha anche conquistato un primato di precocità. Vincendo gli US Open in finale contro il norvegese Casper Ruud, l’iberico, alla giovanissima età di 19 anni e 130 giorni, è diventato il più giovane numero 1 di sempre, strappando il primato al precedente detentore, l’australiano Lleyton Hewitt, che nel 2001 si era issato al vertice della classifica a 20 anni e 268 giorni.

Il classe 2003 di El Palmar già si candida ad essere il favorito assoluto per le quote Australian Open, edizione 2023!

L'agilità di Carlos!

Il più vecchio, neanche a dirlo, è Sua Maestà Roger Federer. Nel 2018 lo svizzero ha infatti guidato il ranking a 36 anni e 10 mesi, segnando anche un altro primato, quello del periodo di tempo maggiore tra la prima settimana al numero uno e l’ultima: ben 14 anni e 142 giorni, considerando che è stato il migliore al mondo per la prima volta nel lontano 2004.

Record e curiosità della classifica ATP

Federer ha invece perso uno dei record più importanti, quello di settimane alla guida del ranking. A portarglielo via è stato Novak Djokovic. Il serbo è infatti stato numero uno per ben 373 settimane, sorpassando l’elvetico (310) e un altra leggenda come Pete Sampras.

Lo svizzero però può consolarsi, perchè difficilmente qualcuno potrà togliergli il record di settimane consecutive come numero uno del ranking: tra il 2 febbraio 2004 e il 17 agosto 2008, nessuno è riuscito a scalfire il dominio di King Roger, primo in classifica mondiale per ben 237 settimane.

Re Roger nel 2004!

Il tennista che invece è rimasto meno a lungo in vetta è l’australiano Patrick Rafter, che nel 1999, grazie alla semifinale raggiunta a Wimbledon, conquista il numero uno, perdendolo una settimana dopo e guadagnandosi un primato non certo troppo ambito.

Ci sono poi altri primati particolari, come quello di Marcelo Rios: il cileno, numero uno a sorpresa per le quote tennis per un totale di 6 settimane nel 1998, è l’unico tennista dell’era Open che abbia raggiunto la prima posizione senza aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Anche il cecoslovacco Lendl è arrivato in vetta prima di portare a casa uno dei Big Four, ma in seguito in carriera ha avuto modo di conquistarne ben otto.

Il ranking ha un senso oggi?

A quasi cinquant’anni dalla sua adozione, però, si pone un quesito: è ancora sensata una classifica basata su questi criteri? Alla luce di come funziona il tennis, probabilmente sì. Uno dei punti del contendere è l’obbligatorietà di presenza agli Slam e ai Masters 1000, che costringe i giocatori che non siano infortunati a partecipare a quasi tutti i grandi tornei anche se non sono minimamente in forma o se ci sono problematiche particolari (vedi il caso Djokovic) che impediscono loro di giocare.

E poi le critiche si muovono anche sul fatto che performare bene in un torneo in una stagione significa quasi sempre crollare in classifica in quella successiva, considerando che i punti ottenuti vengono cancellati e che per non perderne bisogna perlomeno ripetersi.

Il punto però è che non è attualmente allo studio nessun altro sistema per stabilire chi è il migliore in un determinato momento. E quindi il ranking ATP continua a dirci, settimana dopo settimana, chi è in cima alle classifiche del tennis mondiale. Magari non sarà sempre effettivamente il migliore, ma il numero uno…certamente sì. 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

September 13, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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Chi è il difensore più costoso di sempre? Si tratta di un titolo abbastanza importante, considerando che di solito le squadre spendono molto di più per chi i gol li fa, piuttosto che per chi cerca di evitare che accada. E a vedere a chi spetta, non è stato neanche troppo benaugurante.

Altre due istruzioni per l'uso per affrontare in modo diverso il noioso argomento della solita Premier spendacciona, anche nell'anno in cui raggiunge i trenta anno: come per i centrocampisti più pagati della storia, le squadre di Manchester battono tutti, un'altra volta.

Ancora, nella lista dei difensori compare per ben due volte, il Leicester come società cedente, mentre non è presente Kalidou Koulibaly

  1. JOSKO GVARDIOL (MANCHESTER CITY - 2023 - 90 MILIONI DI EURO)
  2. HARRY MAGUIRE (MANCHESTER UNITED - 2019 - 87 MILIONI DI EURO)
  3. MATTHIJS DE LIGT (JUVENTUS - 2019 - 85,5 MILIONI DI EURO)
  4. VIRGIL VAN DIJK (LIVERPOOL - 2017 - 85 MILIONI DI EURO)
  5. WESLEY FOFANA (CHELSEA - 2022 - 81 MILIONI DI EURO)
  6. LUCAS HERNANDEZ (BAYERN MONACO - 2019 - 80 MILIONI DI EURO)
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JOSKO GVARDIOL (MANCHESTER CITY - 2023 - 90 MILIONI DI EURO)

 

L’operazione che ha portato alla corte di Guardiole il centrale mancino Gvardiol, oltre per un curioso ed inedito caso di semi omonimia, rappresenta il nuovo record di spesa per il trasferimento di un difensore.

Gvardiol in chiusura su Haaland!

Nella stessa estate nella quale il Bayern, la società per distacco più sana del Mondo, ha pagato la clausola rescissoria al Napoli per liberare il fortissimissimo centrale coreano Kim, il passaggio da Lipsia a Manchester di una delle sorprese più belle dell’inedito Mondiale invernale passerà alla storia, in attesa del trasferimento… da 100 milioni!

Sono cifre che solo un paio di stagioni fa, si pagavano, raramente, esclusivamente per acquisire i diritti federativi di attaccanti dal gol sicuro!

HARRY MAGUIRE (MANCHESTER UNITED - 2019 - 87 MILIONI)

Il numero uno è infatti Harry Maguire, acquistato nel 2019 dal Manchester United per la non troppo modica cifra di 87 milioni di euro, versati al Leicester City.

L’inglese però non ha giustificato né la spesa per il suo cartellino né per lo stipendio che il club gli versa, 11,5 milioni di euro a stagione con un contratto fino al 2025.

Gli sono stati affiancati negli anni tanti centrali di caratteristiche diverse, ma la quadra, come del rest evidenziano i risultati, non è stata ancora trovata all'Old Trafford.

MATTHIJS DE LIGT (JUVENTUS - 2019 - 85,5 MILIONI)

Non è andata bene neanche l’esperienza del secondo della lista, ovvero Matthijs de Ligt. Sempre nel 2019 la Juventus lo ha strappato all’Ajax e a una folta concorrenza, dopo averne, per le scommesse live, subito la rete dell'eliminazione, versando ai Lancieri 85,5 milioni di euro.

de Ligt con la sua Olanda!

Per lui è anche arrivato un contratto quinquennale da 8 milioni di euro netti a stagione, che però l’olandese non ha rispettato fino in fondo, visto che nell’estate 2022 è stato acquistato dal Bayern Monaco.

E ai bavaresi è anche…costato meno, visto che hanno dovuto pagare “soltanto” 67 milioni ai bianconeri.

VIRGIL VAN DIJK (LIVERPOOL - 2017 - 85 MILIONI)

Chi non rimpiange di certo i soldi spesi è il Liverpool, che quando nel gennaio 2017 ha scelto Virgil van Dijk per la sua difesa ha fatto decisamente il salto di qualità. Il centrale olandese, l'unico, tra i 5 trasferimenti top per il ruolo, a comparire anche nella classifica dei difensori migliori al Mondo, è arrivato dal Southampton per quella che allora era una cifra record, ovvero quasi 85 milioni di euro.

Ma considerando che da quando è arrivato lui i Reds hanno sollevato una Champions League (giocando altre due finali) e sono tornati a vincere in Premier dopo un trentennio, beh, allora gli inglesi possono passare sopra sia sul cartellino che sui 13 milioni di euro fino al 2025 pattuiti nel rinnovo più recente!

WESLEY FOFANA (CHELSEA - 2022 - 81 MILIONI)

Nel mercato estivo 2022 c’è anche stato modo di aggiornare la top 5 dei difensori più costosi di sempre. La new entry è il franco-ivoriano Wesley Fofana, che il Chelsea ha acquistato dal Leicester City: veramente negativo il suo esordio in Champions con la sconfitta, a sorpresa per le quote calcio dei Blues a Zagabria!

Fofana con la maglia dei Blues!

Come nel caso di Maguire, le Foxes hanno davvero…centrato il jackpot, considerando che il calciatore è arrivato a Stamford Bridge di fronte a un assegno da 81 milioni di euro. Per lui con i Blues un contratto da cinque anni e a cifre molto importanti, quasi 12 milioni di euro a stagione fino addirittura al 2029, a dimostrazione che il Chelsea punta su di lui per il presente e…per il futuro.

LUCAS HERNANDEZ (BAYERN MONACO - 2019 - 80 MILIONI)

A chiudere la lista c’è un calciatore molto particolare, considerando la storia del suo trasferimento. Lucas Hernandez rappresenta infatti di gran lunga il calciatore più costoso della storia del Bayern Moanco, non esattamente un club propenso a spendere cifre mostruose quando si parla di calciomercato.

Eppure nel 2019 i bavaresi hanno sorpreso tutti, versando la clausola rescissoria di 80 milioni prevista dal contratto del francese con l’Atletico Madrid e portandolo all’Allianz Arena.

Per lui è anche arrivato un quinquennale con i…campioni perenni di Germania, che scade dunque nel 2024 e che gli permette di portare a casa 16 milioni di euro a stagione, la stessa cifra che il Bayern versa anche a De Ligt. A dimostrazione che anche i difensori possono eccome costare parecchio!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 7 settembre 2022

August 16, 2023

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Tra i calciatori più cari nel pazzo mercato delle ultime stagioni, davvero in pochi sono, poi, risultati decisivi per le sorti dei rispettivi club; molto meglio è andata alle società cedenti che di certo non hanno perso elementi tra i centrocampisti migliori al mondo, ma hanno realizzato affari sensazionali!

Vediamo quali sono stati i giocatori in mezzo al campo che sono costati di più.

  1. PAUL POGBA (MANCHESTER UNITED - 2016 - 105 MILIONI DI EURO)
  2. FRENKIE DE JONG (BARCELLONA - 2019 - 86 MILIONI DI EURO)
  3. AURELIAN TCHOUAMENI (REAL MADRID - 2022 - 80 MILIONI DI EURO)
  4. ARTHUR (JUVENTUS - 2020 - 76 MILIONI DI EURO)
  5. CASEMIRO (MANCHESTER UNITED - 2022 - 70 MILIONI DI EURO)
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PAUL POGBA (MANCHESTER UNITED - 2016 - 105 MILIONI)

La distinzione di essere il centrocampista più costoso di sempre appartiene certamente a Paul Pogba. Nel 2016 il Manchester United si accorge di aver commesso una leggerezza quando lo lasciò partire a parametro zero e decide che è ora di riportare il francese a Old Trafford. 

Pogba nel derby di Manchester!

Per farlo però ci vogliono 105 milioni di euro da versare alla Juventus e anche 17 milioni di euro per cinque anni, che poi diventano sei grazie alla clausola unilaterale a favore dei Red Devils relativa all’ultima stagione.

Visto com’è finita, con il ritorno alla Juventus e di nuovo gratis, soldi non esattamente ben spesi… 

FRENKIE DE JONG (BARCELLONA - 2019 - 86 MILIONI)

Al secondo posto della lista c’è l’olandese Frenkie de Jong, che il Barcellona vuole trasformare nel nuovo Iniesta.

Uno…scherzetto che nel 2019 ai blaugrana è costato e sta tuttora costando parecchio: per il centrocampista l’Ajax ha voluto 86 milioni di euro e il contratto del tulipano è da 16 milioni di euro netti a stagione, che lo rendono il più pagato della rosa di Xavi (molto più di Lewa…), nonostante il Barça abbia fatto di tutto per scaricarlo, visti i problemi economici del club. 

AURELIAN TCHOUAMENI (REAL MADRID - 2022 - 80 MILIONI)

Il Real Madrid vinvitore di Champions seriale per le scommesse online ha invece puntato sulla gioventù di Aurélien Tchouameni. Il centrocampista è stato acquistato nel 2021 dal Monaco per la bellezza di 80 milioni di euro, più 20 di possibili bonus, con il compito di imparare da Casemiro e, poi, di sostituirlo.

Aurélien Tchouameni con Carlo Ancelotti!

Il francese ci ha anche rimesso pur di volare al Santiago Bernabeu, considerando che il PSG era pronto a offrirgli un contratto da 13 milioni l’anno, mentre al Real Madrid il classe 2000 ne guadagnerà 7 fino al 2028. Ritocchi importanti permettendo, ovviamente. 

Per scendere ancora è necessario fare una distinzione: Zinedine Zidane e Kevin de Bruyne, entrambi acquistati per 77 milioni di euro da Real Madrid e Manchester City, non entrano nella lista, perchè pur avendo giocato eccome a centrocampo nascono come trequartisti, di quelli che non vorresti mai incontrare in una serata di Champions. 

ARTHUR (JUVENTUS - 2020 - 76 MILIONI DI EURO)

Per i veri habitué della mediana bisogna quindi scendere ai 76 milioni di Arthur Melo. O meglio, ai 76 milioni di valutazione che il Barcellona ha dato ad Arthur Melo quando nel 2020 lo ha inserito nello scambio che ha portato Miralem Pjanic al Camp Nou.

Per il brasiliano a Torino c’è stato uno stipendio importante, da oltre 5 milioni di euro fino al 2025, ma non certo la centralità che ci si poteva aspettare quando è arrivato alla Continassa. Vediamo se troverò spazio nella formazione del Liverpool sempre favorita per le quote calcio!

CASEMIRO (MANCHESTER UNITED - 2022 - 70 MILIONI)

Chiude la top 5 un acquisto recente, quello di Casemiro. Il brasiliano, dopo aver vinto tutto il possibile con il Real Madrid, ha optato per una esperienza in Premier League. Se lo è aggiudicato il Manchester United, che per lui ha sborsato 70 milioni, con la possibilità di doverne versare altri 12 in bonus.

Casemiro con la maglia dello United!

Ci ha guadagnato di certo il calciatore, che ha firmato un quadriennale da quasi 20 milioni di euro all’anno. Ma visto il rendimento degli ultimi anni, forse quello dei Red Devils è un investimento assai ponderato.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

September 7, 2022

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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Il calcio sarà anche con lo sport in cui l'importante è fare un gol in più dell'avversario, ma spesso e volentieri questo significa anche subirne uno in meno. Per quanto gli attaccanti siano ovviamente l'attrazione principale per i tifosi, non esiste una squadra nella storia del pallone che sia riuscita a vincere con continuità senza avere una difesa impenetrabile. 

Certo, nel corso dei decenni l'attenzione a non subire gol ha forse portato a un eccesso di difensivismo, ma anche nel calcio moderno e persino nel modo di giocare spettacolare di tecnici nettamente offensivi come Guardiola e Klopp, oltre ai fenomeni in avanti è fondamentale avere nella retroguardia qualcuno che sappia impedire agli altri undici in campo di segnare. 

E quindi, come avviene anche negli altri ruoli, la domanda si pone: chi è il miglior difensore del mondo?

Come sempre, la risposta è abbastanza complicata e mai univoca, perché non esistono parametri in grado di stabilirlo. Quel che è certo è che le prestazioni di alcuni difensori rubano decisamente l’occhio e che la loro presenza (o assenza) sul terreno di gioco è in grado di cambiare completamente le prospettive della squadra in cui giocano. 

  1. RUBEN DIAS
  2. VIRGIL VAN DIJK
  3. MARQUINHOS
  4. KALIDOU KOULIBALY 
  5. GIORGIO CHIELLINI
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GIORGIO CHIELLINI

A vedere la classifica del Pallone d'Oro, ad esempio quello del 2021, in cui non c'è alcun difensore nella top ten, neanche Giorgio Chiellini, top assoluto per anni: il difensore della Juventus è stato fondamentale nella vittoria dell'Italia agli Europei, dove grazie alla sua fisicità è riuscito, da sfavorito per le scommesse calcio , praticamente ad annullare avversari pericolosissimi come Lukaku o Harry Kane. 

Il suo iconico fallo tattico su Saka ha evidenziato in pieno la capacità fondamentale di un difensore moderno: capire sempre come si sta sviluppando il gioco e anticipare quello che può accadere, a volte in maniera regolare, altre… un po' meno.

Certo adesso gioca negli USA. Ma considerando le prestazioni con l’Italia e il fatto che la Juventus, con lui in campo, ha ottenuto risultati decenti anche nelle ultime due stagioni disgraziate, il quinto posto non è assolutamente troppo per un mito del calcio tricolore e mondiale.

KALIDOU KOULIBALY 

Il campionato italiano rappresenta da sempre un laboratorio tecnico tattico in cui i difensori stranieri…vengono a studiare e, purtroppo... poi se ne vanno.

Un ragionamento che vale per un giovane talento come l’olandese De Ligt, deludente per le quote Serie A nell'esperienza bianconera, ma che ha la perfetta sublimazione in Kalidou Koulibaly. Il difensore senegalese è stato acquistato senza troppe fanfare nel lontano 2014, quando aveva solo 23 anni. 

La perfetta scivolata di Kalidou Koulibaly!

L'esperienza con Benítez non è stata troppo positiva, ma l'arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina degli azzurri lo ha trasformato completamente. Lavorando a stretto contatto con il tecnico e con una leggenda come Raul Albiol, Kouilbaly ha smussato quei piccoli problemi di concentrazione e di posizione con cui era arrivato in Italia, diventando il difensore più dominante del campionato grazie al suo strapotere fisico.

La sua maturazione non è sfuggita alle big europee: ora, a trent'anni, il senegalese è al top della sua carriera e l'esperienza al Chelsea lo completerà a livello internazionale.

MARQUINHOS

A proposito di chi viene a studiare in Serie A, sembra passata una vita da quando un giovanissimo Marquinhos indossava la maglia della Roma. A portarlo nella capitale ad appena diciott'anni è stato Walter Sabatini e a dargli fiducia nonostante la giovane età ci ha pensato naturalmente Zeman. 

È bastata una stagione in giallorosso per convincere il Paris Saint-Germain a sborsare oltre 30 milioni per il brasiliano, che a conti fatti si è rivelato uno degli acquisti più azzeccati della storia recente del club. Il verdeoro è attualmente il capitano della squadra e in quasi un decennio al Parco dei Principi non ha mai deluso, offrendo una continuità di rendimento che difficilmente ha eguali tra i suoi pari ruolo. 

Marquinhos, capitano e bandiera del Paris!

La duttilità del calciatore, che può essere utilizzato anche come terzino o all'occorrenza come mediano davanti alla difesa e sarebbe anche tra i centrocampisti migliori al mondo, è un altro punto a suo favore, che lo spedisce tranquillamente nel novero dei migliori difensori del mondo.

VIRGIL VAN DIJK

Se il parametro principale per valutare il miglior difensore è l'influenza e l'importanza in una squadra, nessuno batte Virgil van Dijk. Per confermarlo, basta gettare un occhio alla stagione 2020/21 del Liverpool. I Reds, campioni d'Inghilterra in carica, hanno passato un’annata infernale a causa degli infortuni, ma nessuna assenza si è fatta sentire come quella del difensore, arrivato secondo nel Pallone d'Oro 2019 a una manciata di punti da Leo Messi. 

E per quanto gli arrivi di Salah o di Alisson abbiano cementato la forza del Liverpool, nessun volto nuovo negli ultimi anni degli inglesi ha avuto l’importanza di Van Dijk. Pochi mesi dopo il suo acquisto, che in quel momento lo ha reso il difensore più costoso di sempre, la squadra di Klopp si giocava la finale di Champions contro il Real Madrid. 

Lo stacco perentorio di VVD!

Anticipo, fisicità, impossibile da dribblare, capacità di essere devastante nelle sortite offensive e anche un piede così educato da poter battere le punizioni. Van Dijk ha davvero tutto per essere considerato il miglior difensore del mondo. Ma al momento non lo è.

RUBEN DIAS

E chi è allora il numero uno della retroguardia? Senza dubbio, il portoghese Ruben Dias. Il suo impatto sul Manchester City è paragonabile a quello di Van Dijk al Liverpool, a partire dal fatto che la sua prima stagione all’Etihad è terminata con una finale di Champions persa. I colleghi lo hanno eletto calciatore dell'anno della Premier e l’ex Benfica, pagato oltre 70 milioni di euro, si è guadagnato il titolo, dominando praticamente tutte le classifiche di rendimento per il suo ruolo.

Anche a lui, come all'olandese, non manca davvero nulla; marcatura, scivolate, anticipo, senso della posizione, colpo di testa, persino la propensione a giocare da terzino e un dribbling che non si vede spesso nelle retroguardie di una big. A suo enorme favore, però, il portoghese ha la carta d’identità. 

Ruben Dias contro il Real!

Nonostante la sicurezza in campo lo faccia sembrare un veterano, Ruben Dias è un classe 1997. E considerando che spesso i difensori migliorano con gli anni e danno il meglio quando approcciano i 30, c'è solamente da chiedersi cosa possa diventare il calciatore del Manchester City tra qualche stagione…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

September 6, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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