Come avviene ormai dal 2006, per ottenere il pass per il Qatar l’Australia ha affrontato le qualificazioni asiatiche e non quelle dell’Oceania. Il cambio di federazione continentale è arrivato per far cresce il movimento, ma ha reso più complicato ottenere il posto alla Coppa del Mondo.

E infatti i Socceroos sono dovuti passare per due fasi a gironi, per uno spareggio e anche per il playoff. La seconda fase asiatica ha visto l’Australia fare 8 vittorie in altrettante partite contro Kuwait, Giordania, Nepal e Taiwan. Nella terza fase invece è arrivato il terzo posto, dietro ad Arabia Saudita e Giappone, che ha costretto gli australiani a sfidare gli Emirati Arabi Uniti, terzi nel loro girone, per il posto nello spareggio intercontinentale contro la quinta classificata della CONMEBOL.

Dunque, la certezza di arrivare ai mondiali c’è stata soltanto dopo aver battuto, da sfavoriti per le scommesse calcio, il Perù di Lapadula ai calci di rigore.

 

La storia dell'Australia ai Mondiali di calcio

Solo 1 punto nel Mondiale 2018

L'Australia veste Nike nel football

Due sondaggi per il soprannome Socceros

I record australiani nel calcio

Il sistema di gioco è un 4-5-1 molto bloccato

Matthew Ryan alla terza partecipazione ai Mondiali

Occhi puntati su Garang Kuol

Graham Arnold promosso CT

Il girone dell'Australia simile a quello del 2018

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per l'Australia

La storia dell'Australia ai Mondiali di calcio

Questo lungo cammino porta l’Australia alla sua sesta partecipazione alla Coppa del Mondo. L’esordio dei Socceroos è arrivato nel 1974, mentre le altre presenze sono quelle consecutive tra il 2006 e il 2018.

Guus Hiddink consola i suoi dolo l'eliminazione di Kaiserslautern...

Il miglior risultato raggiunto finora sono gli ottavi di finale nel 2006, quando gli australiani passano il girone assieme al Brasile eliminando Giappone e Croazia, per poi arrendersi solo di fronte all’Italia con il calcio di rigore di Francesco Totti che ha bloccato, con gli Azzurri in 10 uomini, le scommesse live.

Solo 1 punto nel Mondiale 2018

Non è andata così bene nel 2018. Quattro anni fa l’Australia ha salutato la Russia dopo appena tre partite, venendo eliminata nel suo girone, che tra l’altro era particolarmente simile a quello che affronterà in Qatar.

L’unico punto nella manifestazione è arrivato grazie al pareggio con la Danimarca, ma le sconfitte contro Francia e Perù hanno costretto i Socceroos a tornare a casa con l’ultimo posto nel raggruppamento.

L'Australia veste Nike nel football

Per le divise dell’Australia in Qatar, la Nike ha voluto mantenere un certo equilibrio tra tradizione e novità. La tradizione è rappresentata dalla prima maglia, un vero e proprio classico: gialla, con una trama a macchie più chiare e con i tipici dettagli verdi, come i bordi delle maniche, lo stemma della federazione e il logo dello sponsor.

Più particolare la seconda maglia, che presenta una combinazione tra un blu molto scuro e un verde acqua, che schiarisce la zona sotto al colletto, i bordi delle maniche e fa evidenziare quello che i calciatori australiani mostrano sul petto.

Due sondaggi per il soprannome Socceros

La storia del soprannome della nazionale australiana è certamente particolare.

Quando nel 1967 un giornalista locale crea un sondaggio affinché i tifosi trovino un nome per la selezione, le proposte sono tantissime, ma “Socceroos” non è presente nella lista. Anzi, per qualche tempo il soprannome scelto è…gli Emù, ma poi nel 1972, in previsione della partecipazione alle qualificazioni Mondiali, la federazione lancia un nuovo logo con la presenza di Socceroo, un canguro che gioca a calcio. E il resto, come si suol dire, è decisamente storia.

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I record australiani nel calcio

Tra i record di squadra dell’Australia spunta un primato che è abbastanza celebre: i Socceroos sono infatti stati protagonisti della partita a livello internazionale con la vittoria più larga di sempre, il pazzesco 31-0 inflitto alle Samoa Americane nel 2008.

La peggior sconfitta della storia australiana è invece uno 0-8 casalingo subito dal Sudafrica nel 1955.

Mark Schwarzer nel 2010 contro la Serbia!

Il calciatore con più presenze della storia della nazionale è l’ex portiere Mark Schwarzer, che è sceso in campo con l’Australia per ben 108 volte. Il miglior marcatore di sempre è invece l’ex centravanti Tim Cahill, che ha timbrato il cartellino in ben 50 occasioni.

Il sistema di gioco è un 4-5-1 molto bloccato

L’Australia ha costruito la sua qualificazione su una squadra compatta difensivamente e pronta alle ripartenze. Non sorprende dunque che il modulo scelto da Arnold sia un prudente 4-5-1.

La formazione titolare prevede in porta Ryan, protetto da una linea difensiva composta da Atkinson, Wright, Rowles, Behich. A centrocampo i due esterni sono Boyle e Leckie, mentre il terzetto dei centrali presenta Irvine, Mooy e Hrustic. Il compito di sobbarcarsi l’attacco sulle spalle spetta infine a Duke.

Mitchell Duke, centravanti da battaglia!

Matthew Ryan alla terza partecipazione ai Mondiali

E con una squadra a vocazione così difensiva, logico che la stella della rosa sia il portiere. Matthew Ryan, classe 1992, è anche il capitano dell’Australia e si appresta a giocare il suo terzo mondiale.

L’estremo difensore, con un passato anche al Valencia, al Brighton e all’Arsenal, si è da poco trasferito in Danimarca, all’FC Copenhagen, firmando un contratto fino al 2024.

Ma soprattutto rinunciando allo stipendio da quasi 2 milioni di euro che gli versava la Real Sociedad, perchè in Spagna non avrebbe avuto i minuti in campo necessari per prepararsi al meglio per la Coppa del Mondo…

Occhi puntati su Garang Kuol

La grande sorpresa dell’Australia dovrebbe essere rappresentata da Garang Kuol, attaccante classe 2004.

Uno che a 18 anni non solo è stato convocato in nazionale, ma che secondo gli osservatori di mezzo mondo ha un futuro più che roseo.

Basterebbe pensare che il calciatore è già acquistato dal Newcastle per gennaio 2023, in un affare che porterà ai Central Coast Mariners circa 100mila euro, permettendo così al giovane più promettente del calcio australiano di mettersi alla prova in un club che, grazie alla nuova proprietà saudita, punta decisamente in alto.

Graham Arnold promosso CT

Dopo la deludente prestazione nel 2018 in Russia, la federazione ha puntato su…un vecchio amico per la panchina.

Graham Arnold con i suoi giocatori!

Graham Arnold non è stato solo un calciatore della nazionale, ma è anche stato a lungo vice-CT, in particolare nel periodo in cui alla guida dell’Australia c’era Guus Hiddink, artefice del miracolo del 2006.

Per Arnold è arrivato un contratto certamente remunerativo, che gli fa guadagnare circa 1,3 milioni all’anno ogni anno.

Il girone dell'Australia simile a quello del 2018

Il sorteggio per il Qatar è stato particolarmente ironico nei confronti dell’Australia, che si ritrova a giocare praticamente un remake del gruppo affrontato nel 2018.

Le facce conosciute sono quelle di Francia e Danimarca, mentre la differenza rispetto a quattro anni fa è data dalla presenza della Tunisia al posto del Perù. Dunque, ci sono logicamente già precedenti ai mondiali con i transalpini e con gli scandinavi, ma quelli in Russia sono anche gli unici: sconfitta per 2-1 contro i futuri campioni del mondo e pareggio per 1-1 contro Eriksen e compagni.

Sarà invece una novità a livello iridato il match con la Tunisia, già affrontata in passato ma solo in amichevole e in Confederations Cup.

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per l'Australia

Per migliorare il solo punto conquistato nell'edizione precedente, i Socceros avranno due, o più probailmente, una partita utile, dopo l'esordio proibitivo contro la Francia.

Se riuscirà a strappare un pari alla Danimerca nella seconda partita del gruppo, l'Australia potrebbe arrivare alla sfida contro la Tunisia ancora con una piccola speranza di qualificazione alla fase ad eliminazione diretta.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.
 

October 22, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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A differenza di quanto avvenuto quattro anni fa, con il biglietto per la Russia staccato con fatica, l’Argentina è arrivata ai mondiali in Qatar con alle spalle un buon girone di qualificazione sudamericano. In 17 match (manca quello non disputato con il Brasile e mai recuperato perchè non c’era la necessità di farlo) l’Albiceleste ha ottenuto 11 vittorie e 6 pareggi, rimandando così imbattuta e classificandosi comodamente seconda dietro ai verdeoro.

Vediamo la rosa della squadra Campione del Mondo nella straordinaria finale con la Francia.

La storia dell'Argentina e di Diego ai Mondiali di calcio

Il flop con Sampaoli nel 2018

L'Argentina veste Adidas da sempre o quasi

L’Albiceleste

Tutti i record dell'Argentina nel calcio

Il 4-4-2 degli argentini

Last dance per Messi in Qatar

Alvarez più di un bomber di scorta

Lo stipendio del CT Scaloni

Il girone dell'Argentina al Mondiale 2022 ed i precedenti

Le quote di 888sport dell'Argentina campione
 

La storia dell'Argentina e di Diego ai Mondiali di calcio

Del resto, difficile immaginare un mondiale senza l’Argentina. Nella sua storia l’Albiceleste ha saltato solamente quattro edizioni, due volte ritirandosi dopo l’iscrizione, una volta non partecipando proprio e solo in un caso, nel 1970, per mancata qualificazione.

E dagli anni Settanta in poi l’Argentina è stata grandissima protagonista, con le vittorie del 1978 del 1986 e del 2022 e i secondi posti del 1990 e del 2014, che si vanno ad aggiungere in bacheca alla medaglia d’argento nell’edizione inaugurale del 1930.

Diego con la Coppa a Città del Messico!

Il flop con Sampaoli nel 2018

L’ultimo mondiale, quello del 2018, è stato però parecchio complicato per la nazionale argentina. La squadra, all’epoca allenata da Jorge Sampaoli, parte malissimo, rischiando addirittura di uscire al primo turno.

Il pareggio nel match inaugurale contro l’Islanda e la pesante sconfitta (0-3) nella seconda partita contro la Croazia costringono Messi e compagni a giocarsi tutto contro la Nigeria, sconfitta solo negli ultimi minuti.

Paradossalmente, la miglior partita dell’Albiceleste è quella agli ottavi in cui arriva l’eliminazione, perchè gli argentini, da assoluti sfavoriti per le scommesse sportive, trascinano la Francia ai supplementari, facendo sudare il passaggio ai quarti ai futuri campioni del mondo.

L'Argentina veste Adidas da sempre o quasi

Tradizione più che rispettata nelle maglie che l’Argentina indosserà in Qatar.

La prima divisa è con le classiche tre strisce celesti su fondo bianco, con dettagli in nero, tra cui le tre strisce dell’Adidas e il logo dello sponsor, ma anche il colletto.

Nella seconda divisa cambia invece il blu, che solitamente è in tonalità navy ma che nei mondiali 2022 sarà invece più viola, a rappresentare l’uguaglianza di genere come parte integrante della campagna Adidas.

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L’Albiceleste

Tra le squadre che legano il proprio soprannome ai colori della maglia, l’Argentina è forse la più celebre.

Tutto il mondo conosce la selezione come “L’Albiceleste” proprio a causa delle strisce che riprendono la colorazione della bandiera argentina.

Ma negli ultimi tempi ha preso piede anche un altro modo di chiamare la nazionale, ovvero “La Scaloneta”, con ovvio riferimento al commissario tecnico e sulla scia di un modo di identificare il nuovo corso della selezione.

Tutti i record dell'Argentina nel calcio

Quella Argentina è una nazionale storica, dunque ci sta che i suoi record di squadra siano…sparsi tra due secoli. La vittoria più larga di sempre risale al 1942, quando l’Albiceleste demolisce l’Ecuador per 12-0 durante la Copa America. Le sconfitte peggiori sono invece tre 6-1, tra cui quello (quasi leggendario) subito dalla Bolivia nel 2009 ai tremila metri di La Paz.

Per quanto riguarda i primati personali, basta una sola parola: Messi.

Il Murales per Messi a Rosario!

Sia quello delle presenze che quello delle reti in nazionale sono in continuo aggiornamento, perchè la Pulce detiene entrambi!

Il 4-4-2 degli argentini

Scaloni opta quasi sempre per un 4-4-2 che, a seconda degli interpreti, si trasforma, per la gioia degli amanti del calcio liquido in un 4-3-3.

Il portiere titolare è Emiliano Martinez, che guida una difesa composta da Molina a destra, Tagliafico a sinistra e Romero e Otamendi al centro.

I centrali di centrocampo sono Paredes e De Paul, mentre sugli esterni la fantasia è garantita da Di Maria e Lo Celso, che possono anche fungere da attaccanti. In avanti i due posti disponibili sono prenotati da Messi e Lautaro Martinez.

Last dance per Messi in Qatar

Per quanto riguarda la stella della squadra, beh, non è che ci siano troppi dubbi. Lionel Messi, sette volte Pallone d’Oro, è molto semplicemente uno dei migliori calciatori di tutti i tempi. La Pulce, che è al suo quinto mondiale, cerca l’affermazione iridata per aggiungere alla sua bacheca l’unica cosa che gli manca, dopo aver contribuito alla vittoria della Copa America.

Il capitano albiceleste

Nonostante le critiche alla sua leadership, Messi è ovviamente anche il capitano dell’Albiceleste, con il compito di riportare la sua nazionale sul tetto del mondo 36 anni dopo che l’ha fatto un certo Diego Armando Maradona.

Nel frattempo, Leo sembra essersi ambientato bene al Paris Saint-Germain, che lo ha accolto dopo il mancato rinnovo con il Barcellona del 2021. E sotto la Tour Eiffel la Pulce è trattata molto bene anche dal punto di vista economico: per lui c’è uno stipendio di circa 40 milioni di euro, con un contratto che scade il 30 giugno 2023.

Alvarez più di un bomber di scorta

Tra le armi a disposizione di Scaloni c’è un calciatore che ha tutte le carte in regola per rappresentare la sorpresa del Mondiale, ovvero Julian Alvarez.

Julian Alvarez con la maglia numero 9!

L’attaccante, da poco acquistato dal Manchester City per una ventina di milioni di euro, ha dimostrato grandi doti con il River Plate ed è arrivato in Europa candidandosi come erede del Kun Aguero. Su di lui il City punta moltissimo, visto che gli ha fatto firmare un contratto fino al 2027 che gli garantisce 3 milioni di euro a stagione.

Lo stipendio del CT Scaloni

Dopo l’esonero di Sampaoli, nel 2018 il suo collaboratore Lionel Scaloni viene promosso come tecnico ad interim. Ma l’ex calciatore del Deportivo la Coruña (con anche una breve e simpatica esperienza nella Lazio) fa talmente bene da prendersi la panchina a tempo pieno.

Anzi, Scaloni riesce nell’impresa di sbloccare l’Argentina, facendo vincere all’Albiceleste il primo trofeo…dai tempi di Maradona, la Copa America 2021 in Brasile, oltre che la Coppa dei Campioni UEFA-CONMEBOL nel 2022.

Dunque, piena fiducia nel CT, che è anche nella top 10 degli allenatori più pagati del mondiale con uno stipendio da 2,6 milioni di euro all’anno.

Il girone dell'Argentina al Mondiale 2022 ed i precedenti

In Qatar l’Argentina si ritrova in un girone non esattamente semplicissimo, con Messico, Polonia e Arabia Saudita. Il rapporto con il Messico in Coppa del Mondo ha radici antiche, visto che le due squadre si sono scontrate già nel 1930, con vittoria argentina. Poi per due volte consecutive (2006 e 2010) l’Argentina ha infranto i sogni messicani ai mondiali agli ottavi di finale.

Due match in due Coppe del Mondo consecutive anche contro la Polonia, affrontata nel girone sia nel 1974 (perdendo) che nella vittoriosa edizione 1978 (vincendo per 2-1).

Contro i sauditi sarà invece un esordio mondiale, visto che finora l’Albiceleste li ha affrontati solamente in amichevole e una volta in un torneo locale. 

Le quote di 888sport dell'Argentina campione

Con la Francia, l'Argentina è la seconda favorita, alle spalle del solo Brasile, per le scommesse Coppa del Mondo .
Scontato il successo all'esordio contro l'Arabia Saudita, mentre le altre sfide del gruppo C contro Messico e Polonia nascondo delle insidie.

Con un potenziale offensivo clamorosamente superiore a quello odierno, rappresentato dalla presenza di Higuain al centro dell'attacco e, soprattutto, da Messi e Di Maria, più giovani di oltre 8 anni, vi ricordiamo che la forza dell'Albiceleste nel Mondiale dei Mondiali disputato in Brasile nel 2014, è stata la fase difensiva, con 443' di imbattibilità nella fase ad eliminazione diretta, fino alla stoccata decisiva di Mario Gotze. 

Ragionate, quindi, sugli Under ed i no gol.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 5 ottobre 2022.
 

December 18, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Dopo l’ottimo Europeo 2020, la Danimarca ha confermato un momento di forma eccezionale, qualificandosi per la Coppa del Mondo in Qatar senza neanche dover passare dalla tagliola dei playoff.

Gli scandinavi hanno infatti vinto il loro girone, che prevedeva anche Scozia, Israele, Austria, Far Øer e Moldavia, incamerando 27 punti sui 30 disponibili e perdendo soltanto la partita contro la Scozia all’ultima giornata, quando il risultato era comunque ininfluente ai fini della classifica.

La storia della Danimarca ai Mondiali di calcio

Che emozioni contro la Croazia nel 2018

Le polemiche della Hummel 

I biancorossi e la Danske Dynamite

Tutti i record della nazionale danese

Il sistema di gioco ed una difesa super

La stella Christian Eriksen

Højlund ha già sedotto il Gasp

L'eroe nazionale Simon Kjær

Hjulmand il CT della notte di Wembley

Il girone della Danimarca al Mondiale 2022 ed i precedenti recenti

Tutte le quote di 888sport sulla Danimarca
 

La storia della Danimarca ai Mondiali di calcio

Quello 2022 sarà soltanto il mondiale numero sei della storia della Danimarca, che fino al 1986 non era mai apparsa sul palcoscenico della massima competizione internazionale.

Le cinque partecipazioni precedenti (1986, 1998, 2002, 2010 e 2018) parlano comunque di buone prestazioni, come gli ottavi di finale all’esordio e nell’ultima edizione.

L'ex bomber danese del Verona!

Ma il miglior risultato è quello raggiunto nel 1998 in Francia, quando dopo aver passato il girone al secondo posto i danesi battono nettamente la Nigeria agli ottavi di finale, prima di fermarsi ai quarti contro il Brasile perdendo 3-2.

Che emozioni contro la Croazia nel 2018

Buona anche la prestazione nell’ultima edizione, quella in Russia. Nel 2018 la Danimarca ha finito il girone al secondo posto con 5 punti, battendo il Perù nella prima partita e poi pareggiando prima con l’Australia e poi con la Francia nell’ultimo match del raggruppamento.

Il sogno degli scandinavi però si è fermato agli ottavi di finale contro la Croazia, in un match davvero emozionante, anche per le scommesse Coppa del Mondo con due gol nei primi 5' di gioco ed un clamoroso duello dagli 11 metri tra Modric e Kasper Schmeichel: proprio i calci di rigore, alla fine, hanno premiato i balcanici e spedito a casa i danesi.

Le polemiche della Hummel 

La maglia della Danimarca per la Coppa del Mondo ha fatto decisamente scalpore. Tutto nasce dalla decisione della Hummel, sponsor tecnico, di non volersi associare all’evento per le accuse mosse al Qatar sul rispetto dei diritti dei lavoratori.

Dunque, l’azienda ha preparato divise assolutamente semplicissime e sottotono, con il logo dello sponsor e quello della federazione che si vedono a malapena sulle maglie, rossa la prima, bianca la seconda. Inoltre la terza maglia è stata fatta di colore nero, in segno di lutto.

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I biancorossi e la Danske Dynamite

La nazionale danese ha due soprannomi, uno storico e uno più recente. Quello che esiste da sempre è un semplicissimo “De rød-hvide”, ovvero i biancorossi, in onore ai colori nazionali.

Quello che invece è comparso parecchio più tardi è Danske Dynamite, “dinamite danese”, coniato nel 1984 in onore della squadra che ha partecipato alla fase finale degli Europei e che è diventato globale nel 1992, quando la Danimarca prende parte al torneo continentale per l’esclusione della Jugoslavia e finisce…per vincere la manifestazione!

Tutti i record della nazionale danese

Considerando che la nazionale danese nasce addirittura nel 1889, ci sta che i record di squadra possano essere abbastanza…antichi.

La vittoria più larga risale addirittura al 1908, un clamoroso 17-1 contro la Francia ai Giochi Olimpici di Londra. La sconfitta peggiore è invece un 8-0 subito dalla Germania nel 1937.

Il calciatore con più presenze è Kasper Schmeichel, che continua ad aggiornare il suo record, mentre i capocannonieri di sempre sono due, Poul Nielsen e Jon Dahl Tomasson, arrivati entrambi a 52 reti con la maglia della nazionale.

Uno spettacolare intervento di Kasper Schmeichel!

Il sistema di gioco ed una difesa super

Hjulmand non ha un modulo fisso, passando con una certa disinvoltura dalla difesa a tre a quella a quattro, anche grazie alla duttilità dei suoi interpreti.

Comunque, l’undici titolare è abbastanza ben definito, con in porta Schmeichel, al centro della difesa Christensen, Kjaer e Andersen, sulle fasce Maehle e Stryger Larsen, a centrocampo Höjbjerg, Delaney ed Eriksen e in avanti Dolberg, punta del Siviglia e Poulsen.

La stella Christian Eriksen

La stella della squadra è sicuramente Christian Eriksen. Il centrocampista sembra essersi perfettamente ripreso dalla grande paura del 2021, quando un infarto lo ha colpito nel bel mezzo del match contro la Finlandia durante gli Europei.

A seguito della rescissione con l’Inter, Eriksen è tornato a giocare con il Brentford, guadagnandosi poi la chiamata del Manchester United. Per gestire la mediana dei Red Devils, il centrocampista è pagato parecchio bene: per lui c’è un contratto annuale da 9 milioni a stagione.

Højlund ha già sedotto il Gasp

La sorpresa danese potrebbe invece essere un calciatore che sta facendo vedere di che pasta è fatto in Serie A. Il centravanti Rasmus Højlund è costato molto all’Atalanta, che per averlo ha sborsato ben 17 milioni allo Sturm Graz e ha offerto al calciatore un contratto da 500mila euro a stagione.

Ma considerando che si tratta di un classe 2003 e con un potenziale non indifferente, come dimostrano le prime convocazioni in nazionale, molto probabile che la Dea abbia fatto centro anche questa volta: con Zapata fermo ai box, il gigante mancino, nella parte di campionato premondiale, è stato spesso preferito a Muriel nel tridente atipico dei nerazzurri, come nella vittoria a sorpresa per le scommesse Italia all'Olimpico contro la Roma...

L'eroe nazionale Simon Kjær

Il leader e capitano della squadra è un’altra conoscenza del calcio italiano, ovvero il milanista Simon Kjær. Il difensore centrale, protagonista sia in campo che al di fuori del terreno di gioco, si è messo alle spalle il brutto infortunio al ginocchio ed è tornato a guidare sia la retroguardia danese che quella rossonera.

L'intervento di Simon Kjær su Lukaku!

Per lui è anche arrivato il rinnovo col Milan, che gli ha fatto firmare un contratto da 1,5 milioni di euro netti a stagione fino al 2024.

Hjulmand il CT della notte di Wembley

Il commissario tecnico della nazionale danese è Kasper Hjulmand, che nel decennio scorso ha fatto le fortune del piccolo club del Nordsjælland e che è stato nominato CT nel 2020.

Sotto la sua guida la Danimarca ha raggiunto il suo risultato più importante di sempre, il terzo posto agli Europei 2020. Il che però non significa che lo stipendio di Hjulmand sia esattamente da nababbo: la federazione danese gli ha fatto firmare un contratto da 1,1 milioni di euro a stagione per guidare la nazionale.

Il girone della Danimarca al Mondiale 2022 ed i precedenti recenti

Facce decisamente già viste in due delle tre squadre che incroceranno la Danimarca in Qatar. Il sorteggio si è infatti divertito a mettere di nuovo sulla strada degli scandinavi sia la Francia che l’Australia, già affrontate in Russia.

Con i francesi in realtà sarà addirittura il quarto match mondiale, considerando che le due nazionali si sono già incontrate anche nel 1998 e nel 2002, con un totale di una sola vittoria danese, in Giappone e Corea.

Thomas Delaney contro l'Australia nel 2018!

Il pareggio nel 2018 resta invece l’unico precedente iridato contro i Socceroos, mentre lo scontro con la Tunisia è una prima a livello di Coppa del Mondo, con solo un’amichevole (vinta dalla Danimarca) tra i precedenti.

Tutte le quote di 888sport sulla Danimarca

Inserita nel gruppo D con Francia, Tunisia ed Australia, Eriksen e soci di minoranza dovranno semplicemente ripetere le prestazioni della Coppa 2018.

Il passaggio del turno sembra a portata di mano, mentre per la vittoria del girone, i danesi sono i secondi favoriti, chiaramente dopo i Campioni in carica transalpini; il secondo posto, però, vorrebbe dire incontrare agli ottavi la prima del C, molto probabilmente l’Argentina e quindi una delle candidate vere a vincere l’inedito Mondiale invernale.

Nelle tre partite del girone, periziate bene i valori dei pareggi: i biancorossi ne hanno collezionati ben due nell’ultima partecipazione, tra l’altro proprio contro Francia ed Australia che ritroveranno in Qatar!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

October 5, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Il compito del direttore sportivo è sempre importante, ma in pochi campionati può essere fondamentale come nella Serie B 2023. In un torneo che già negli ultimi anni si è fatto sempre più imprevedibile e livellato, il confine tra una stagione eccezionale e una pessima può essere rappresentato proprio dalle scelte sul mercato.

E considerando che in B ci sono società dalla storia e dalle disponibilità economiche molto diverse, si capisce come le buone prestazioni di club non ricchissimi abbiano come base comune un lavoro certosino nello scoprire calciatori di talento o comunque funzionali al progetto. Abbiamo già presentato la lista dei direttori della Serie A, ma chi sono gli uomini mercato della serie cadetta?

Da Benevento Foggia vuole spiccare il volo

Perinetti e Marchetti mettono tutti in fila

Johannes Spors sfonderà anche in Italia?

Il Palermo sposa il City Group

Per Claudio Chiellini un futuro da big

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Da Benevento Foggia vuole spiccare il volo

L’Ascoli nel 2021 ha puntato per la terza su un volto…assai conosciuto, quello di Marco Valentini, già responsabile del mercato del club marchigiano in altri due periodi, con esperienze anche a Messina e a Padova.

La promozione del Bari dalla C ha anche il volto di Ciro Polito, arrivato nel 2021 per centrare quello che i suoi predecessori non avevano saputo raggiungere. E infatti le scelte sul mercato hanno portato i pugliesi in B e il rinnovo al DS fino al 2024.

Giovanissimo ma già un veterano Pasquale Foggia, che dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha studiato da dirigente ed è direttore sportivo del Benevento ormai dal 2017, firmando anche la seconda promozione in A della storia dei sanniti.

Perinetti e Marchetti mettono tutti in fila

A Brescia Cellino ha invece puntato su un grande vecchio come Giorgio Perinetti. Il responsabile dell’area sportiva delle Rondinelle ha un’esperienza infinita, iniziata negli anni Ottanta e che lo ha portato a gestire il mercato della Roma, del Napoli, del Palermo e di tanti altri club in giro per l’Italia.

L'inimitabile presidente Cellino!

Per tornare subito in Paradiso, il Cagliari, favorito per le Serie B quote, si è affidato a chi…lo ha già fatto, ovvero Stefano Capozucca, assunto nel 2015 per trascinare di nuovo i sardi nella massima divisione (risultato ottenuto) e poi diventato prima consulente del Frosinone e poi per qualche mese DS del Genoa.

Chi di certo ha saputo lavorare bene con risorse non eccezionali è Stefano Marchetti, “creatore” del miracolo Cittadella da ormai quasi vent’anni. Con lui il club veneto è arrivato in B, rischiando anche spesso il colpaccio attraverso i playoff. E il suo “modello Cittadella” è oramai un esempio per le altre piccole società che sognano in grande.

Johannes Spors sfonderà anche in Italia?

Anche il Como è uno dei club che ha puntato su un giovane, Carlalberto Ludi, che ha preso le redini del mercato dei lariani nel 2019, quando erano stati appena promossi in Serie C e ha contribuito alla promozione in B della stagione 2020/21.

A Cosenza c’è stato un cambio della guardia alla direzione sportiva all’inizio della stagione 2022/23, con il mancato rinnovo del contratto di Roberto Goretti e la presentazione di Roberto Gemmi, che come prima operazione ha portato sulla panchina San Vito-Marulla Davide Dionigi.

Altro grande esperto del calciomercato italiano è Guido Angelozzi, dal 2020 responsabile dell’area tecnica del Frosinone, che ha anche orchestrato le trattative del Perugia di Gaucci, del Lecce, del Bari, dello Spezia e del Sassuolo.

Alcuni dei calciatori scelti da Angelozzi per il Bari nel 2010!

Il Genoa targato 777 Partners si è affidato al know-how del gruppo Red Bull e come Global Sports Director ha assunto il tedesco Johannes Spors, che ha lavorato al Lipsia e all’Hoffenheim e ha scoperto talenti come Firmino e Werner.

Nel 2021 il Modena ha assegnato la direzione sportiva a Davide Vaira e i risultati si sono visti immediatamente: promozione immediata in Serie B in una stagione in cui gli arrivi dal mercato si sono rivelati fondamentali.

Il Palermo sposa il City Group

Il Palermo è in una situazione particolare, perchè visto il cambio di proprietà il City Group non ha ancora individuato una figura da mettere alla direzione sportiva. Al mercato, dunque, ci pensa almeno per il momento l’ex difensore rosanero Leandro Rinaudo; prima mossa dopo la promozione, la conferma di Matteo Brunori, primo marcatore seriale per le scommesse calcio!

Anche il Parma ha salutato di recente una proprietà nuova e il presidente Kyle Krause si è affidato a Mauro Pederzoli, ex chief scout del Liverpool, che nel maggio 2021 ha avuto l’incarico di riportare i Crociati nella massima serie.

Nel 2020 il Perugia si è invece messo nelle mani di Marco Giannitti, già direttore sportivo del Frosinone, che ha subito contribuito alla promozione in B e a un’ottima stagione, con la scoperta in panchina di Massimiliano Alvini.

Per Claudio Chiellini un futuro da big

Ha un cognome molto celebre il direttore sportivo del Pisa, visto che si chiama Chiellini Claudio, ovvero il gemello di Giorgio. Dopo l’esperienza da team manager della Juventus B, il toscano è diventato l’uomo mercato dei nerazzurri nel luglio 2021.

Scelta fatta in casa quella della Reggina, che ha affidato la direzione sportiva a Massimo Taibi, già leggenda amaranto tra i pali. L’ex portiere ha preso l’incarico nel maggio 2018 ed è stato uno degli artefici del ritorno in B del club.

Alla SPAL c’è invece un vero e proprio triumvirato, che vede Armando Ortoli come DS, Mario Donatelli come responsabile dell’area tecnica, entrambi supervisionati da Fabio Lupo, direttore tecnico dell’area sportiva.

L’artefice del miracolo Südtirol si chiama Paolo Bravo, che nel 2018 è stato chiamato dal club altoatesino per continuare l’ascesa dalle serie minori iniziata decenni fa. Risultato raggiunto, perchè la promozione nel 2022 conferma la bontà del lavoro fatto finora.

Alla Ternana si punta sulla continuità, che ha il nome di Luca Leone. Il direttore sportivo delle Fare è in carica ormai dall’inizio del 2019 ed è stato uno dei protagonisti del ritorno nella serie cadetta della stagione 2020/21.

Si chiude con il Venezia, che ha offerto a Cristian Molinaro il ruolo di direttore tecnico non appena il classe '83 ha deciso di ritirarsi. Per l'ex fluidificante di fascia c’è la collaborazione come direttore sportivo di Davide Brendolin.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

September 28, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini