La qualificazione del Ghana ai Mondiali in Qatar è stata un affare…molto rischioso, con le Stelle Nere che sono sempre passate per il rotto della cuffia. Il girone della seconda fase è stato particolarmente complicato: il Ghana lo ha terminato al primo posto con 13 punti, ma a pari merito con il Sudafrica e con parità totale negli scontri diretti e nella differenza reti.

Il passaggio alla fase successiva è arrivato solo grazie ai gol segnati (7 contro 6). Nella terza fase complicato anche lo spareggio con la Nigeria: due pareggi (0-0 e 1-1) e biglietto per il Qatar strappato grazie ai gol fuori casa, con la rete decisiva segnata in Nigeria da Partey.

La storia del Ghana ai Mondiali di calcio

Nel 2014 l'ultima partecipazione per il Ghana

Il Ghana veste Puma

Perché si chiamano Stelle Nere

Tutti i record della nazionale ghanese

4-3-3 o 4-2-3-1 per il Brasile d'Africa

La Stella Nera per eccellenza è Thomas Partey

Attenzione alla potenza di Inaki Williams

Il capitano del Ghana è Andre Ayew

Lo stipendio misterioso del CT Otto Addo

Il girone del Ghana al Mondiale 2022 ed i precedenti scomodi

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per il Ghana

 

La storia del Ghana ai Mondiali di calcio

Dunque, il Ghana si prepara a giocare il suo quarto mondiale. La prima storica qualificazione risale all’edizione 2006, quando gli africani hanno incontrato l’Italia. poi sono arrivate altre due presenze nel 2010 e nel 2014.

La migliore prestazione resta senza dubbio quella del 2010, con il Ghana che arriva ai quarti di finale e rischia seriamente di arrivare in semifinale.

La parata di Suarez...

Poi nei supplementari del match contro l’Uruguay Luis Suarez para…un gol fatto a tempo scaduto, le Stelle Nere sbagliano il penalty che avrebbe bloccato le scommesse live ed escono poi ai rigori.

Nel 2014 l'ultima partecipazione per il Ghana

All’ultimo mondiale, quello in Russia, il Ghana era assente, avendo mancato la qualificazione nel suo girone finendo addirittura terzo dietro Egitto e Uganda.

Dunque la presenza più recente resta quella del 2014, terminata al primo turno, in un girone con Germania, Stati Uniti e Portogallo. Arrivano due sconfitte con lusitani e americani, ma gli africani possono comunque vantarsi di essere stati l’unica squadra di tutto il turno a non aver perso con la Germania campione!

Il Ghana veste Puma

La prima maglia disegnata dalla Puma, storico fornitore per le selezioni top del Continente, per il Ghana è come sempre bianca, con dettagli neri (come la Stella d’Africa sul petto) e verdi (il numero) e una trama sfumata sui toni del grigio.

La seconda maglia segue invece le linee grafiche dello sponsor tecnico per le divise da trasferta: è rossa e al di sopra del quadrato che accoglie il numero ci sono una striscia con i colori della bandiera (presenti anche sui bordi delle maniche), la Stella Nera, la scritta Ghana e il logo della federazione. 

Perché si chiamano Stelle Nere

I due soprannomi del Ghana sono abbastanza celebri. Il primo è Black Stars, le Stelle Nere, riferito alla Stella Nera d’Africa presente sulla bandiera nazionale. Il simbolo rappresenta un simbolo di panafricanismo e di anti-colonialismo ed è stato inserito nello stemma nel 1957.

L’altro soprannome è quello di Brasile d’Africa ed è più strettamente calcistico, in quanto si riferisce alle capacità tecniche dei calciatori ghanesi, spesso molto più alte di quelli di altre nazionali africane.

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Tutti i record della nazionale ghanese

Quando si parla dei primati individuali della nazionale Ghanese si menzionano due vere e proprie leggende del calcio locale. Il record di presenze appartiene al capitano André Ayew, che ha appena superato le 109 di un altro mito come Asamoah Gyan, autore per le quote calcio anche del punto del momentaneo pareggio contro il Portogallo nel Mondiale dei Mondiali in Brasile...

Asamoah Gyan in gol contro il Portogallo

L’ex centravanti però può consolarsi con il primato di gol con la maglia della selezione, 51. La vittoria più netta della storia del Ghana risale al 1962 con il 12-0 al Nyasaland (l’attuale Malawi). La peggiore sconfitta è invece un 10-0 subito dalla Bulgaria ai Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968.

4-3-3 o 4-2-3-1 per il Brasile d'Africa

Nelle partite disputate finora sotto la sua guida, Addo ha sempre schierato un 4-3-3 o un 4-2-3-1.

La formazione titolare prevede in porta Wollacott, una linea difensiva formata da Odoi, Djiku, Amarteh e Mensah, una cerniera di centrocampo con Partey e Baba, in avanti Kudus, Ayew e Afena-Gyan a supporto della punta centrale Williams.

La Stella Nera per eccellenza è Thomas Partey

La stella della selezione africana è certamente il centrocampista dell’Arsenal Thomas Partey. Il classe 1993 è cresciuto calcisticamente in Spagna, nelle giovanili dell’Atletico Madrid, diventando un pilastro dei Colchoneros del Cholo Simeone.

Thomas Partey, a sinistra, contro la Nigeria

Nel 2020 sono arrivati i Gunners che lo hanno portato a Londra Nord pagandolo 50 milioni e mettendo sul tavolo un contratto da oltre 11 milioni di euro a stagione, che lo rende uno dei calciatori più pagati della rosa di Mikel Arteta.

Attenzione alla potenza di Inaki Williams

La sorpresa del Ghana si chiama Iñaki Williams.

Non che l’attaccante dell’Athletic (che al San Mames guadagna 6 milioni di euro a stagione fino al 2028) debba dimostrare il suo valore, ma la sorpresa è il fatto che abbia finalmente accettato la “corte” delle Stelle Nere, dopo che Luis Enrique continuava a non convocarlo (facendo però esordire suo fratello Nico). Dunque, Williams ha scelto di giocare con il Ghana e potrà provare a…vendicarsi sul palcoscenico più importante.

Il capitano del Ghana è Andre Ayew

Il capitano della selezione è invece una vera e propria leggenda come André Ayew.

L’esterno, figlio del grandissimo Abedi Pelè, è il recordman di presenze con la nazionale e prenderà parte al suo terzo mondiale. Dopo molte esperienze in Francia (tra cui quella al Marsiglia) e in Inghilterra (West Ham e Swansea) si è accasato al club qatariota dell’Al Sadd, dove percepisce uno stipendio di tutto rispetto: per lui nel Golfo Persico un contratto da 2,4 milioni di euro a stagione.

Lo stipendio misterioso del CT Otto Addo

Il CT del Ghana è Otto Addo, ex calciatore del Borussia Dortmund. Addo era uno dei vice di Milovan Rajevac ed è stato nominato CT ad interim nel febbraio 2022, portando la squadra in Qatar dopo lo spareggio con la Nigeria.

Il suo stipendio è un po’ un mistero perchè la federazione non lo ha ancora reso noto. Alcuni in patria parlano di un accordo da 300mila euro all’anno, altri invece sostengono che guadagni ben oltre 1,5 milioni. E chissà che la verità non stia nel mezzo.

Il girone del Ghana al Mondiale 2022 ed i precedenti scomodi

Nonostante le poche partecipazioni alle edizioni precedenti, nel girone che affronterà in Qatar il Ghana trova un paio di facce conosciute. Il Portogallo è già stato affrontato ai mondiali 2014, con una sconfitta nel girone.

Brutti ricordi ovviamente con l’Uruguay, quelli dei quarti di finale del 2010 in Sudafrica terminati con la beffa di Suarez nei supplementari e la sconfitta ai rigori. Contro la Corea del Sud sarà invece una prima assoluta a livello di Coppa del Mondo, perchè gli altri precedenti sono tutti in amichevole.

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per il Ghana

Il Ghana, al pari della Corea del Sud, è considerato l’ultimo favorito per il successo nel gruppo H: il passaggio del turno degli africani da primi si gioca a 14.

Le Stelle Nere esordiranno nell’inedito Mondiale invernale contro il Portogallo: non sarà certamente una  passeggiata per CR7 e soci di minoranza…

*Le immagini del contenuto sono distribuite da AP Photo.
 

October 18, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini
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La strada che ha portato la Corea del Sud ad assicurarsi la partecipazione ai mondiali in Qatar è stata abbastanza tranquilla. Nel girone della seconda fase delle qualificazioni asiatiche i coreani hanno affrontato un girone che prevedeva cinque avversarie, diventate poi quattro per il ritiro dei “cugini” della Corea del Nord.

Con 16 punti in 6 partite, la Corea del Sud non ha avuto problemi a passare il turno contro Libano, Turkmenistan e Sri Lanka. Anche nella terza fase non ci sono state grosse difficoltà, considerando che la Corea è sì arrivata seconda dietro l’Iran (perdendo contro i persiani l’unico match dell’intera campagna), ma con quasi il doppio dei punti della terza classificata.

La storia della Corea del Sud ai Mondiali di calcio

Che lezione ai tedeschi nel 2018

Le maglie della Nike per la Korea

Perché sono famosi come Tigri asiatiche

Tutti i record della nazionale coreana

Equilibrio nei moduli di Paulo Bento

La stella del Messico è Son, top player degli Spurs

Occhio a Kang-in Lee

Lo stipendio del CT Bento

Il girone della Corea al Mondiale 2022 ed i precedenti

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per la Corea

La storia della Corea del Sud ai Mondiali di calcio

Dunque, per la Corea del Sud sarà l’undicesima presenza alla Coppa del Mondo, la decima consecutiva visto che gli asiatici non mancano dall’edizione del 1982. L’esordio è arrivato nel 1954 in Svizzera, mentre la miglior prestazione è quella dei mondiali casalinghi del 2002.

Sotto la guida di Guus Hiddink, quella Corea si qualifica al primo posto nel suo girone, poi agli ottavi batte (in una partita assai discussa) l’Italia di Trapattoni e ai quarti anche la Spagna.

La partita dello scandalo

Il sogno si interrompe con la Germania in semifinale e termina con il quarto posto dopo la sconfitta nella finalina con la Turchia.

Che lezione ai tedeschi nel 2018

Non è invece andato benissimo l’ultimo mondiale, quello del 2018. In Russia la Corea del Sud si trova inserita in un girone decisamente complicato, con Germania, Svezia e Messico.

Gli asiatici lo terminano al terzo posto, dietro scandinavi e centroamericani, ma con la soddisfazione di superare i teutonici.

Uno scatto meraviglioso dei Mondiali 2018

Anzi, quella con la Germania è l’unica vittoria del girone (di fronte a due sconfitte), quando la Corea approfitta della necessità di vincere per passare il turno della squadra di Löw e la punisce, per quello che rappresenta un vero e proprio bonus scommesse dal punto di vista bettistico, due volte in contropiede nei minuti di recupero.

Le maglie della Nike per la Korea

La Nike ha prodotto per Qatar 2022 delle divise che uniscono la tradizione sudcoreana e la modernità. La prima maglia è come sempre rossa, ma con inserti neri nel colletto e sui lati e soprattutto una trama sulle spalle che riprende le strisce della tigre, elemento dei miti di fondazione del paese.

Più astratta la seconda maglia, con una base nera e pennellate di colore rosso, blu (colori che riprendono il simbolo che si trova sulla bandiera nazionale) e giallo.

Perché sono famosi come Tigri asiatiche

I due soprannomi della nazionale sudcoreana affondano le loro radici nella storia e nella cultura locale. Quello più conosciuto è quello di Tigri Asiatiche, con la tigre che è anche presente nello stemma che la selezione porta sul petto.

L’altro, Guerrieri Taeguk, si riferisce invece al simbolo sulla bandiera nazionale, che descrive la realtà in cui tutti gli esseri viventi e gli oggetti sono creati.

Tutti i record della nazionale coreana

I record di squadra della Corea del Sud sono abbastanza roboanti, sia nel bene che nel male. La miglior vittoria di sempre è un 16-0, inflitto al malcapitato Nepal nel 2003. La sconfitta più pesante è invece arrivata nel 1948, ai Giochi Olimpici di Londra, con un pesante 12-0 subito dalla Svezia.

Il calciatore con più presenze della storia della nazionale coreana è l’ex difensore Hong Myung-bo, capace di prendere parte a quattro mondiali e di vestire 136 volte la maglia della sua selezione. Il capocannoniere di tutti i tempi è invece Cha Bum-kun, che negli anni Ottanta giocava anche in Bundesliga, con 56 marcature.

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Equilibrio nei moduli di Paulo Bento

Paulo Bento schiera la sua squadra con una difesa a quattro, alternando a seconda degli avversari tra 4-1-4-1 e 4-2-3-1. La formazione titolare vede in porta Seung-Kyu Kim, in difesa Tae-Hwan Kim, Min-Jae Kim, Young-Kwon Kim e Jin-Su Kim.

Il mediano è Jung, tra centrocampo e trequarti ruotano Hee-Chan Hwang, Lee, Kwon e Son, con come riferimento offensivo principale Ul-Jo Hwang.

La stella del Messico è Son, top player degli Spurs

La stella, nonché il capitano della Corea del Sud è ovviamente Heung-min Son. L’attaccante del Tottenham, nonostante abbia compiuto da poco 30 anni, è già considerato il miglior calciatore sudcoreano di tutti i tempi e probabilmente è destinato a battere sia il record di presenze che quello di reti.

Il fuoriclasse degli Spurs

Una vera e propria celebrità in patria, al punto che le sue settimane di servizio militare obbligatorio sono state seguite dai giornali e dalle televisioni, Son è anche uno dei giocatori cardine degli Spurs, nonché un pupillo di Antonio Conte.

A Londra dal 2015, il numero 7, striker seriale anche per le scommesse calcio, ha firmato nel 2021 un prolungamento del suo contratto fino al 2025, con uno stipendio da top player: 12,2 milioni di euro a stagione, proprio come il suo compagno di reparto Harry Kane.

Occhio a Kang-in Lee

La nuova stella del calcio coreano si chiama invece Kang-in Lee. Il classe 2001 è in Europa da una vita, considerando che il Valencia lo ha portato in Spagna quando aveva soltanto 10 anni. Dopo la trafila nelle giovanili, ha esordito in prima squadra, ma i bianconeri non hanno creduto in lui, lasciandolo andare via a parametro zero.

Buon per il Maiorca, che si ritrova in rosa un trequartista di talento, con ottimi numeri nella Liga e con un futuro importante. E anche a un buon prezzo, perchè il contratto fino al 2025 del sudcoreano è di quelli leggerissimi: appena 250mila euro a stagione. E chissà che con un buon mondiale non possa arrivare un ritocco.

Lo stipendio del CT Bento

Per la panchina, come un po’ da tradizione, la Corea del Sud si affida a un CT europeo. Il selezionatore è il portoghese Paulo Bento, che si è preso la panchina nel 2018, al termine del mondiale in Russia. Per lui, che è anche stato commissario tecnico del Portogallo tra il 2010 e il 2014, finora ottimi numeri (oltre il 60% di vittorie nelle partite da CT) e risultati importanti, compresa la vittoria nella Coppa dell’Asia Orientale nel 2019.

Calciatori coreani

La federazione sudcoreana si fida parecchio e lo stipendia di conseguenza: con il suo ingaggio da 1,3 milioni di euro all’anno, Paulo Bento si piazza appena al di fuori della top 10 dei selezionatori più pagati del mondiale.

Il girone della Corea al Mondiale 2022 ed i precedenti

Come le accade spesso, la Corea del Sud in Qatar dovrà affrontare un girone molto equilibrato, con Portogallo, Uruguay e Ghana. Gli africani sono gli unici avversari che non sono mai stati affrontati a livello di Coppa del Mondo, visto che i sei precedenti sono tutte amichevoli.

Con i lusitani invece c’è già stato l’incontro in casa nell’edizione 2002, vinto dagli asiatici per 1-0, mentre con i sudamericani le sfide mondiali già giocate sono due, entrambe terminate con una sconfitta, nel girone a Italia ’90 e agli ottavi di finale in Sudafrica nel 2010.

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per la Corea

La Corea esordirà da sfavorita contro l'ostico Uruguay.

Il passaggio del turno da prima vale addirittura 14; il girone, infatti, è assolutamente complicato e, per tentare una qualificazione che avrebbe del miracoloso, gli asiatici dovranno uscire indenni dalla sfida contro Suarez e Cavani; a proposito, che duello che si annuncia con l'altro "napoletano" Kim...

*Le immagini del contenuto sono distribuite da AP Photo.

October 17, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Nonostante il terzo posto nel girone di qualificazione sudamericano alle spalle di Brasile e Argentina, l’Uruguay ci ha messo un po’ più del previsto ad avere la certezza di partecipare a Qatar 2022.

Alcune strisce di risultati negativi (come le quattro sconfitte consecutive tra ottobre e novembre 2021) hanno fatto temere che la Celeste potesse essere costretta ai playoff intercontinentali, ma le quattro vittorie da favorita per le scommesse calcio nelle ultime quattro giornate del gruppo hanno permesso alla nazionale più titolata del mondo di staccare il biglietto per il Medio Oriente.

La straordinaria storia dell'Uruguay ai Mondiali di calcio

Bel Mondiale nel 2018

Puma partner di Uruguay e di Suarez

La leggenda della Celeste

Tutti i record a Montevideo e dintorni

Il sistema di gioco dell'Uruguay

La stella dell’Uruguay è sempre Luis Suarez

Facundo Pellistri supersub nei secondi tempi

Il capitano è Diego Godin

Diego Alonso al posto del mito Oscar Tabarez

Il girone dell'Uruguay al Mondiale 2022 ed i precedenti

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per l’Uruguay

 

La straordinaria storia dell'Uruguay ai Mondiali di calcio

Se si parla della storia dei mondiali, l’Uruguay ne è decisamente parte integrante. La nazionale sudamericana ha preso parte a tredici edizioni, vincendone due, quella inaugurale del 1930 e quella in Brasile del 1950, celebre per il Maracanazo che ha assegnato il titolo.

Ghiggia in gol al Maraca

Certo, la Celeste ha anche avuto i suoi momenti complicati, in cui non è riuscita a qualificarsi anche per due edizioni consecutive, salvo però tornare sotto i riflettori con ottime prestazioni (come il quarto posto dell’edizione 2010).

Bel Mondiale nel 2018

Nell’ultimo mondiale, quello del 2018, la Celeste guidata dal Maestro Oscar Tabarez si è molto ben comportata, fermandosi solamente ai quarti di finale.

I sudamericani, finiti nel girone della Russia padrona di casa, con anche Arabia Saudita ed Egitto, hanno vinto il loro raggruppamento a punteggio pieno e senza subire neanche un gol.

Agli ottavi di finale il tabellone ha messo di fronte all’Uruguay il Portogallo campione d’Europa in carica, che però è stato eliminato, a sorpresa per le scommesse sportive, con un 2-1. Troppo forte però nel turno successivo la Francia, che ha regolato Luis Suarez e compagni con un 2-0.

Puma partner di Uruguay e di Suarez

Per le divise da indossare a Qatar 2022, la Puma è andata sul classico.

Prima maglia, neanche a dirlo, celeste, con colletto e maniche bianche e un taglio decisamente retrò. La seconda ha i colori invertiti e segue la collezione mondiale dell’azienda tedesca per le maglie da trasferta, con al centro un disegno che contiene il numero del calciatore, il logo dello sponsor e lo stemma della nazionale.

La leggenda della Celeste

Il soprannome della nazionale uruguaiana è uno dei più celebri al mondo ed è legato indissolubilmente al colore delle sue maglie.

La Celeste è un mito del calcio sin da quando, negli anni Venti del secolo scorso, l’Uruguay era la massima potenza mondiale, vincendo due medaglie d’oro consecutive ai Giochi Olimpici di Parigi e di Amsterdam, assicurandosi anche la prima edizione dei Mondiali nel 1930 in Argentina.

L’origine della maglia celeste risale al 1910, in una vittoria contro l’Argentina che ha fatto decidere che il colore utilizzato in quel match sarebbe stato quello ufficiale della selezione.

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Tutti i record a Montevideo e dintorni

La miglior vittoria della storia dell’Uruguay risale al periodo d’oro della Celeste, visto che è un 9-0 inflitto alla Bolivia durante la Copa America del 1927.

La sconfitta peggiore si perde invece quasi nella notte dei tempi, visto che è uno 0-6 subito in casa dall’Argentina nel 1902, in quella che è la prima partita della storia della Celeste.

Il calciatore con il maggior numero di presenze è Diego Godin, che ha superato il muro delle 150 partite con la maglia dell’Uruguay, mentre il capocannoniere di tutti i tempi è El Pistolero Luis Suarez.

Il sistema di gioco dell'Uruguay

Alonso non ha un modulo fisso e a seconda degli interpreti schiera un 4-3-3 o un 4-4-2. La formazione di base prevede in porta Muslera, in difesa Damian Suarez, Godin, Gimenez e Oliveira, a centrocampo Bentancur e Valverde, con l’inserimento di Torreira in caso di mediana a tre, mentre in attacco le scelte si chiamano Luis Suarez, Cavani e Nunez.

La stella dell’Uruguay è sempre Luis Suarez

La stella dell’Uruguay è ancora sicuramente Luis Suarez. El Pistolero, dopo oltre un decennio in Europa con le maglie di Ajax, Liverpool, Barcellona e Atletico Madrid, ha deciso di tornare in patria, al Nacional, il club che lo ha lanciato quando era ancora un giovanissimo.

L’obiettivo era quello di giocare con continuità per presentarsi in forma a quello che con tutta probabilità sarà l’ultimo mondiale della sua carriera.

Luis Suarez

Di certo, è stata una scelta di cuore e non di soldi: all’Atletico guadagnava 6 milioni di euro a stagione, al Nacional invece si “accontenta” di 30mila euro a settimana, che per i sei mesi di contratto fanno circa 750mila euro.

Facundo Pellistri supersub nei secondi tempi

Essendo impossibile definire sorprese calciatori giovani ma già parecchio affermati come Darwin Nunez e Federico Valverde, il giocatore che può mostrare il suo talento in Qatar si chiama Facundo Pellistri.

L’esterno offensivo classe 2001 è già arrivato in Europa e il fatto che su di lui abbia puntato il Manchester United (con un contratto da 1,2 milioni di euro a stagione) la dice lunga sulle sue potenzialità.

Certo, in avanti è un po’ chiuso sia con i Red Devils che con la Celeste, ma sul suo futuro in Uruguay sono in tanti a scommetterci.

Il capitano è Diego Godin

Il capitano della nazionale uruguaiana è Diego Godin, per anni bandiera dell’Atletico Madrid e attualmente in forza al Velez Sarsfield. Nonostante gli anni (è un classe 1986), El Faraon è ancora una certezza della Celeste, con cui è stato protagonista assoluto negli anni a guida Tabarez.

Godin, capitano di mille battaglie in campo

Per lui ci sono state anche due esperienze in Serie A, con le maglie di Inter e Cagliari. Il ritorno in Sudamerica è stato pensato appositamente per preparare al meglio il mondiale, ma un infortunio lo sta tenendo in dubbio. 

Diego Alonso al posto del mito Oscar Tabarez

Il compito che spetta a Diego Alonso, commissario tecnico dell’Uruguay, non è dei più semplici.

L’allenatore ha sostituito una vera leggenda del calcio uruguaiano come Oscar Tabarez, che a causa di una neuropatia cronica aveva sempre più difficoltà a guidare la Celeste.

Comunque, Alonso finora ha fatto bene, portando la squadra al mondiale con quattro vittorie in altrettanti incontri. Il suo stipendio però non è di quelli troppo importanti: per seguire le orme del Maestro, il CT guadagna 860mila euro all’anno.

Il girone dell'Uruguay al Mondiale 2022 ed i precedenti

Il gruppo dell'Uruguay

Il sorteggio dei gironi per Qatar 2022 ha regalato tutte facce conosciute all’Uruguay, visto che la Celeste affronterà tre squadre (Portogallo, Ghana e Corea del Sud) già incontrate nelle edizioni precedenti.

Lo scontro con i lusitani è il recente 2-1 nel 2018 in Russia, quello con gli africani è il celebre quarto di finale in Sudafrica, terminato ai rigori con vittoria dell’Uruguay dopo il fallo di mano di Luis Suarez all’ultimo minuto che ha impedito il gol al Ghana. Addirittura due invece i precedenti con i coreani, il 2-1 agli ottavi sempre in Sudafrica e l’1-0 a Italia ’90.

Le quote Mondiali 2022 di 888sport per l’Uruguay

I bookmakers non sembrano credere nelle prestazioni di Suarez e soci di minoranza; quella che sarebbe la terza Coppa per la Celeste vale 51 volte la posta.

L'Uruguay sicuramente non trionferà in Qatar, ma ha una squadra che rappresenta con orgoglio il proprio Paese e questo è già un fattore, con calciatori fortissimi in ogni ruolo.

Chiederà conferma a Carlo Ancelotti, l'allenatore più vincente della storia del calcio moderno che considera Valverde un titolare assoluto delel Merengues.

Se la Celeste passerà agli ottavi da seconda, potrebbe rappresentare il peggior avversario possibile da incontrare per tutti.

*Le immagini del contenuto sono distribuite da AP Photo.

October 16, 2022
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Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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