Gianfranco Zola Patrimonio: dopo il caos delle prime due settimane di gestione Malagò della FIGC, con l’arrivo di Paolo Maldini e di Leonardo, il no di Pep Guardiola alla panchina della nazionale, l’affaire Pirlo e le dimissioni dei dirigenti appena insediati, dalle parti di via Allegri sembra essere tornata la calma.
Terza figura FIGC chi è
Gli uomini su cui il presidente federale ha deciso di puntare sono Claudio Ranieri, che è diventato direttore tecnico della FIGC, e Roberto Mancini, tornato sulla panchina azzurra dopo la “fuga” via PEC del 2023. Ma queste due figure non bastano.
E per chiudere il triumvirato che ha il compito di risvegliare il calcio italiano dopo oltre un decennio di fallimenti (escludendo l’inatteso trionfo a Euro 2020), il nome che manca è quello di Gianfranco Zola.
I numeri di Gianfranco Zola calciatore
Ma prima di capire perchè Magic Box può essere l’uomo giusto, ecco qualche informazione che lo riguarda:
797 presenze e 238 gol con i club (Nuorese, Torres, Napoli, Parma, Chelsea, Cagliari);
35 presenze e 10 gol con la maglia della nazionale italiana;
stagione di esordio: 1984/85 con la Torres;
ultima stagione in campo: 2004/05, con il Cagliari;
palmares: un campionato italiano e una Supercoppa Italiana con il Napoli, due Coppe d’Inghilterra, una Coppa di Lega e una Charity Shield con il Chelsea, una Coppa UEFA con il Parma, una Coppa delle Coppe con il Chelsea, due Supercoppe UEFA, una con il Parma e una con il Chelsea;
votato come miglior giocatore del Chelsea del XX secolo nel 2003;
giocatore dell’anno della Premier League nel 1997;
inserito nella Hall of Fame del calcio italiano e di quello inglese.
Gianfranco Zola Napoli Maradona
Parlare di Gianfranco Zola significa prima di tutto parlare di un calciatore pazzesco, che probabilmente è stato decisamente sottovalutato per buona parte della sua carriera. Che è cominciata nella sua Sardegna, ma si è sviluppata sotto gli occhi del più grande. Luciano Moggi infatti lo porta a Napoli nel 1989, dove il piccolo trequartista studia ogni movimento di Diego Armando Maradona.
Insieme a Diego, Zola vince lo scudetto e la Supercoppa italiana e quando il Pibe de Oro lascia Napoli, il nuovo tecnico dei partenopei lo incorona suo erede, dandogli la maglia numero 10.
L’allenatore in questione è Claudio Ranieri, che rende Zola il centro del suo progetto tecnico, con il sardo che risponde andando in doppia cifra nelle sue ultime due stagioni al San Paolo.
Gianfranco Zola Parma
Nel 1993 però arriva il Parma, con un Napoli in difficoltà economiche che deve cedere le sue stelle.
Nelle prime due stagioni al Tardini, Zola è un trascinatore assoluto, con 22 e 28 gol in annate in cui il Parma vince, sempre da favorito per le Quote Calcio, la Coppa UEFA, la Supercoppa Europea e va vicinissimo a conquistare lo scudetto.
Zola diventa la leggenda Magic Box
Poi però le cose in Emilia cominciano ad andare così e così e quindi nel novembre 1996 lo acquista il Chelsea, che ha in panchina un altro che lo conosce bene: Ruud Gullit.
È l’inizio di un’avventura straordinaria, perchè in 7 stagioni Magic Box (così lo chiamano gli inglesi) diventa l’idolo assoluto di Stamford Bridge. Dopo Gullit, il Chelsea si affida prima a Gianluca Vialli e poi a Claudio Ranieri, ma la costante dell’Italian Connection è proprio Zola, che con i Blues vince due FA Cup, una Coppa di Lega, una Charity Shield, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.
Ma soprattutto, il sardo diventa una leggenda del club, al punto che nel 2003 viene votato come miglior giocatore del Chelsea del XX secolo.

Gianfranco Zola punizioni
Dopo l’addio a Londra (dove rimane comunque a vivere), Zola chiude la carriera con il Cagliari, contribuendo al ritorno in A del Casteddu e giocando l’ultima stagione tra i grandi.
E con gli ultimi gol su punizione, Zola fa registrare una statistica pazzesca: con 20 gol da fermo, è il quinto miglior realizzatore su punizione del nostro campionato anche per le Quote Live, nonostante 7 anni all’estero.
Dopo alcune esperienze da allenatore non entusiasmanti, Zola ha lavorato come opinionista tv in Italia e in Inghilterra, ma soprattutto dal 2023 ha un ruolo dirigenziale nel calcio italiano. Magic Box è infatti il vicepresidente della Lega Pro, affiancando il numero uno della C, Matteo Marani.
Riforma Zola serie C
Per la terza categoria, che Zola conosce bene avendola giocata con la Torres, l’ex trequartista ha da poco lanciato una riforma che porta il suo nome e che va a cambiare parecchie cose e soprattutto a valorizzare i giovani. I club di C dovranno infatti tesserare un numero sempre maggiore di giocatori cresciuti nel proprio vivaio, che non occuperanno posti nelle liste.
Inoltre, è prevista una stretta sui prestiti, per incentivare l’uso di calciatori di proprietà. Le squadre virtuose, quelle che schiereranno i giovani per un totale tra 270 e 450 minuti sommati a partita, avranno premi finanziari, chi non rispetterà le regole si beccherà le multe con cui poi verranno pagati proprio quei premi.
Gianfranco Zola Dirigente nazionali giovanili
Questo è ciò che fa ora Zola. Ma quale ruolo andrebbe a ricoprire in FIGC? La terza figura individuata da affiancare a Ranieri e Mancini è quella di un dirigente che possa supervisionare le squadre giovanili.
E chi meglio di Zola, che già in Lega Pro sta lavorando alacremente per far sì che sempre più ragazzi abbiano la possibilità di emergere? Il lavoro di Magic Box, che dovrebbe anche prendersi il ruolo di capo delegazione che negli ultimi decenni è stato di Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gigi Buffon, starà nel far sì che le nazionali giovanili rispondano all’identità tecnica e tattica stabilita dal DT, Ranieri, e che i calciatori siano così già pronti ogni volta che il CT, Mancini, vorrà far fare loro il grande salto.
Gianfranco Zola stipendio Chelsea
Di fronte a questo impegno, da aggiungere a quello in Lega Pro, ci si rende conto che quella di Zola sarebbe decisamente una scelta di cuore. E non certo di soldi, anche perchè il patrimonio di Magic Box è stimato tra i 25 e i 30 milioni di sterline, non solo grazie agli stipendi da calciatore.
Certo, quelli hanno dato una mano, visto che ai tempi del Chelsea il numero 25 guadagnava 2 milioni di sterline, con Abramovich che gliene aveva offerti 3 per tornare a Londra dopo che il sardo era rientrato in Italia per aiutare il Cagliari. Ma quei soldi sono cresciuti, anche grazie a una serie di investimenti nel Regno Unito, tra cui spiccano attività commerciali e nel settore della ristorazione, tra le quali c’è una catena di gelaterie chiamata Unico.
E anche se non ci sono ancora informazioni su quanto guadagnerà Zola come supervisore delle giovanili nè sul suo stipendio come vice presidente di Lega Pro, una cosa è certa: Magic Box tornerà a vestire l’azzurro per amore e non per denaro.
Gianfranco Zola Patrimonio - domande frequenti
D: Che ruolo ricopre Gianfranco Zola in Lega Pro?
R: Zola è vicepresidente della Lega Pro e ha lanciato una riforma volta ad aumentare l’utilizzo dei giovani calciatori nella terza categoria tricolore.
D: Che ruolo dovrebbe ricoprire in FIGC Gianfranco Zola?
R: Zola dovrebbe affiancare il DT Ranieri e il CT Mancini come supervisore delle nazionali giovanili, oltre che come capo delegazione.
D: Qual è il patrimonio di Gianfranco Zola?
R: Il patrimonio di Zola è stimato tra i 25 e i 30 milioni di sterline.
D: Quanto guadagnava al Chelsea Gianfranco Zola?
R: Nel 2003 il suo contratto con i Blues era di 2 milioni di sterline all’anno.
D: Zola è una leggenda del Chelsea?
R: Sì, come dimostra il premio come miglior calciatore del XX secolo dei Blues, che i tifosi gli hanno assegnato nel 2003.
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