Si dice spesso che gli infortuni sono la parte più imprevedibile del calcio. È vero, ma solo in parte. Se è totalmente impossibile aspettarsi fratture o incidenti vari, di certo esistono modi per rendere il proprio corpo un po’ più resistente ed evitare almeno i piccoli fastidi da stress muscolare che per molti calciatori sono un vero e proprio incubo. Come si fa?

L'unico infortunio al Manchester United

2010/2011: la stagione perfetta al Real

La sostituzione nella finale di EURO 2016

L'alieno a Torino

Allenamento metodico, una dieta ferrea e il riposo necessario. E non è certo un caso se a questi tre concetti viene associato un solo volto, quello di Cristiano Ronaldo. Il portoghese è celebre per la sua costanza nell’allenamento e per una cura del corpo quasi maniacale. E a confermare la bontà del suo lavoro c’è la storia degli infortuni subiti in carriera. Visti gli anni in campo, ormai quasi venti, e i calcioni ricevuti, una vera e propria medaglia al valore che siano così pochi…

L'unico infortunio al Manchester United

Basterebbe pensare che le prime stagioni al Manchester United sono costellate da brevi assenze, solitamente dovute alla volontà di Sir Alex Ferguson di gestire il giovane campione più che agli infortuni. Ronaldo salta i primi turni delle coppe nazionali, o le partite in cui non c’è nulla in palio come le ultime dei gironi europee o le giornate di campionato in cui lo United può anche fare a meno dell’esuberanza del portoghese. E se non è per scelta dello scozzese, solitamente Cristiano marca visita perché è stato selezionato dalla nazionale e si gestisce pre e post convocazione.

Questo canovaccio si ripete per quasi tutte le annate di Ronaldo a Old Trafford. Se la partita conta qualcosa, il numero 7 dei Red Devils in campo c’è. Nella stagione della Champions League e del primo Pallone d’Oro le partite saltate sono addirittura tre consecutive, ma il problema è che il Portogallo si sta giocando la qualificazione agli Europei 2008 e lo United gentilmente…concede il calciatore facendogli saltare le partite troppo vicine ai match decisivi. Ronaldo poi, pur sbagliando il rigore nella notte di Mosca, ripagherà con gli interessi il favore. Il primo vero stop per infortunio è dopo il torneo continentale, quando un fastidio alla caviglia avuto per parecchi mesi costringe Ronaldo a operarsi in estate e a stare fermo da luglio alla metà di settembre, per l’unico infortunio subito ai tempi dello United.

2010/2011: la stagione perfetta al Real

Al Real Madrid va peggio, perché la caviglia torna a dare fastidio. Nel match di Champions League contro il Marsiglia del 30 settembre 2009 CR… 9 (perché quell’anno il 7 ce l’ha Raul) subisce un infortunio all’articolazione della caviglia che lo tiene fermo quasi due mesi. Salta sette partite di campionato, le due sfide europee contro il Milan e due partite di Copa del Rey, tornando appena in tempo per giocare (e perdere) il suo primo Clasico contro il Barça.

Dopodiché in quella stagione, le uniche assenze sono…per squalifica. La stagione 2010/11 sembra andare molto meglio, perché CR7 non si perde neanche un minuto in campionato finché prima uno stiramento del gluteo e poi un fastidio muscolare gli fanno saltare tre partite in Liga tra marzo e aprile, senza però influire sulla Champions. L’annata 2011/12 è perfetta e non solo per i 60 gol segnati in tutte le competizioni con il Real (46 in Liga). In campionato Ronaldo gioca sempre e salta solo due partite inutili di Champions League e il ritorno del quarto turno di Copa del Rey. Una situazione che si ripete anche nella stagione 2012/13, con giusto le ultime partite della stagione, quelle dopo aver vinto la Copa del Rey, saltate per un po’ di meritato riposo. 

A Madrid quella 2013/14 è la stagione della Decima, ma per CR7 è quella della paura di non giocare quella finalissima tanto attesa contro l’Atletico. Il portoghese a novembre salta due partite per uno stiramento alla coscia, ma ad aprile 2014 le cose si mettono male. Una rottura parziale della fibra muscolare gli fa saltare, tra le altre cose, la finale di Copa del Rey contro il Barcellona, quella del Bale marziano per intenderci e un problema muscolare consiglia di tenerlo fuori dalle ultime di campionato per prepararsi al meglio al match contro i cugini.

CR7 e le cure del medico del Real

La sostituzione nella finale di EURO 2016

Alla fine, pur se appena rientrato, il lusitano gioca tutti e 120 minuti della finalissima e alza la sua seconda Champions. Dopo un’annata così fortunata ce n’è una molto più tranquilla, in cui solo un piccolo problema a una coscia ad agosto impedisce una stagione senza stop. Il 2015/16 è dolceamaro: l’assenza nella semifinale di Champions per un’altra rottura della fibra muscolare non crea problemi, perché i Blancos vincono di nuovo la Coppa e di nuovo contro l’Atletico, stavolta ai rigori. E paradossalmente, anche l’infortunio nella finale degli Europei non impedisce al Portogallo di sollevare il trofeo, ma lo stiramento al legamento mediale rimediato nel match lo fa fermare per un po’, costringendolo a saltare le prime partite della stagione 2016/17.

Stagione in cui arrivano anche piccoli problemi muscolari che gli fanno saltare due partite e che lo costringono ad alcune giornate di riposo nel corso del campionato. Una situazione che si ripete nell’ultimo anno a Madrid, in cui CR7 praticamente non gioca mai in Copa del Rey e nella seconda parte di campionato salta parecchie partite per precauzione, oltre a due match a maggio per un problema alla caviglia. A Kiev però c’è eccome per dare l’addio ai Blancos con la terza Champions consecutiva ed approdare, a sorpresa per le quote Serie A a Torino!

L'alieno a Torino

L’arrivo alla Juventus è clamoroso così come la forma fisica del portoghese nel 2018, che gioca da titolare tutto il girone di andata tranne il match con l’Atalanta. A fermarlo a marzo è prima un riposo precauzionale e poi un infortunio alla coscia rimediato in nazionale contro la Serbia, che gli fa saltare quattro partite, compresa una in cui viene tenuto a riposo contro la SPAL per il successivo impegno di Champions contro l’Ajax.

Nella seconda stagione, con i  bianconeri sempre favoriti per i pronostici Serie A sono solo alcuni piccoli problemi, ovviamente escludendo lo stop forzato delle attività, a fermare il cinque volte Pallone d’Oro. Un problema agli adduttori a settembre gli fa saltare il Brescia, mentre un dolore al ginocchio lo vede out con l’Atalanta. Lo stop più recente è quello di inizio campionato, che lo tiene fuori a ottobre 2020 per due match di Serie A e altrettanti di Champions. Del resto, niente può fermare il fisico spaziale di CR7…

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Michael Sohn ed Emilio Morenatti.

 
March 16, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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Di molti allenatori, quando erano ancora da calciatori, si diceva che già nel modo di giocare lasciassero intravedere un futuro in panchina. Spesso succede ai difensori o ai centrocampisti, come Klopp o Guardiola, che per il loro ruolo diventano per forza di cose perni centrali della squadra e sono abituati a dare indicazioni già quando ancora indossano scarpini, maglia e pantaloncini.

Crespo calciatore e bomber

La prima panchina a Parma

I tecnici di riferimento

La Copa Sudamerica al Defensa y Justicia

San Paolo e futuro

Ci sono anche fantasisti destinati a diventare tecnici, come Roberto Mancini, che nel corso degli anni è sempre stato l’alter-ego di Sven-Goran Eriksson e che, davvero poco sorprendentemente, è diventato un allenatore vincente e apprezzato. E persino di uno come Zidane, in fondo, ha sempre messo la sua classe a disposizione del collettivo. Eppure risulta strano immaginare un bomber di razza, di quelli capaci di segnare a ripetizione e con l’obiettivo fisso del gol, intraprendere una carriera importante. Ma Hernán Jorge Crespo non è mica un centravanti qualsiasi.

Crespo calciatore e bomber

E se le prime esperienze in panchina possono suggerire qualcosa, anche da tecnico Valdanito sembra destinato a grandi cose. In campo, del resto, le ha già fatte, vincendo campionati e coppe un po’ ovunque, partendo dal River Plate per poi continuare in Italia con Parma, Lazio, Inter, Milan, Genoa e Parma, più una parentesi al Chelsea. Crespo è stato un bomber implacabile, che ha vinto da favorito per le quote Serie Ala classifica dei marcatori della Serie A nel 2001 con 26 marcature. Inoltre ha segnato 35 gol con la nazionale argentina ed in carriera ha raggiunto quota 272 reti in 605 cinque partite con i club.

Col pallone tra i piedi, dunque, pochi dubbi sul classe 1976 nato a Florida, poco a nord di Buenos Aires. Che però l’ex centravanti ci sapesse fare anche quando c’era da guidare gli altri, era tutto da vedere. Ma, proprio come accaduto all’arrivo in Italia, quando per mesi Valdanito a Parma non ha trovato la porta avversaria, era solamente questione di tempo prima che l’argentino dimostrasse il suo valore.

La prima panchina a Parma

L’esordio in panchina, e non poteva essere altrimenti, è proprio a Parma, la città che lo ha adottato. Nel 2014 Crespo diventa allenatore della Primavera del club, che nel frattempo vive un’annata da dimenticare: è la stagione del fallimento e della retrocessione, che però non impedisce a Hernan di portare i ragazzi gialloblù, praticamente senza società alle spalle, a un ottimo sesto posto in campionato.

Questo incoraggiante inizio gli vale la prima panchina di una prima squadra, quella del Modena, che nell’estate 2015 gli affida una rosa che ha appena ottenuto la salvezza in Serie B dopo aver pareggiato i due incontri di playout contro l'Entella, entrambi con gol per gli appassionati di statistiche relative alla scommesse italiane

L’esperienza nella serie cadetta italiana è certamente formativa, ma è una doccia fredda. La società lo esonera nel marzo 2016, con la squadra al quintultimo posto. Il suo successore, Bergodi, non farà di certo meglio e gli emiliani, ventunesimi in classifica al termine delle quarantadue giornate di un campionato massacrante, retrocedono in C.

I tecnici di riferimento

Per oltre due anni, Crespo non ha una squadra. Nel frattempo però si dedica allo studio, una delle sue migliori capacità considerando che ai tempi del corso di Coverciano si era già dimostrato uno degli allievi più dotati. Manca soltanto una squadra in cui poter mettere in pratica quanto imparato.

L'ex formidabile padrone delle aree di rigore ha sempre detto di ispirarsi al suo connazionale Bielsa ma anche a due maestri che ha avuto modo di conoscere bene come Ancelotti e Mourinho ed è un tecnico che pretende sempre che la sua squadra domini la partita.

A dicembre 2018 arriva il ritorno in patria. Si fa avanti il Banfield, che lo prende in corsa e che con lui raggiunge il sedicesimo posto nella classifica della Primera Division. Il pessimo inizio della stagione successiva, però, con tre sconfitte nelle prime cinque partite, gli costa il posto. Ma come si suol dire, quando si chiude una porta si apre un portone.

La Copa Sudamerica al Defensa y Justicia

Che si chiama Defensa y Justicia, un club relativamente nuovo per quello che riguarda il grande calcio argentino. Mariano Soso, successore di Sebastian Beccacece (altro tecnico del futuro che meriterà un approfondimento, visto che è stato capace di portare i gialloverdi al secondo posto in campionato e alla qualificazione alla Libertadores), viene esonerato e Crespo si gioca le ultime giornate del torneo nazionale, chiudendo sesto, ma soprattutto le coppe continentali. In un’annata piema di partite rinviate, li Defensa y Justicia chiude terzo nel suo girone di Libertadores dietro ai brasiliani del Santos e agli ecuadoriani del Delfin e scende dunque in Copa Sudamericana, per un meccanismo che ricorda le squadre retrocesse dalla Champions alla Europa League.

Il cammino verso la finale non è semplice, ma i gialloverdi eliminano prima i paraguaiani del Club Sportivo Luqueño, poi, in fila, i brasiliani del Vasco da Gama e quelli del Bahia. La semifinale è un derby argentino contro il Velez, così come la finalissima, contro il Lanus. A Cordoba. il Defensa y Justicia vince per 3-0 e si aggiudica il suo primo trofeo.

San Paolo e futuro

E Crespo? Valdanito, dopo la vittoria, decide di cercare nuovi orizzonti. Il suo nome viene fatto per il River Plate quando non è certo che Gallardo rimanga al Monumental, ma il ritorno in biancorosso non c’è. In compenso, chiede di lui un’altra big del calcio sudamericano, il San Paolo, davvero fallimentari nei primi mesi del 2021.

Il Tricolor che in rosa ha qualche volto noto come Dani Alves, Hernanes e Miranda, gli offre un biennale, per puntare al ritorno alla vittoria nel Brasilerao dopo tredici anni. Crespo accetta, conscio di una sfida non semplice, ma che potrebbe influire parecchio sul suo futuro. Fare bene al San Paolo, un club all'avanguardia, che ultimamente ha avuto più di qualche difficoltà, potrebbe schiudergli di nuovo le porte dell’Europa, stavolta però in una big. Per dimostrare che chi lo ha definito l’allenatore del futuro non si sbagliava assolutamente…
 


*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Nicolas Aguilera e Fernando Vergara.

March 14, 2021

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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L’estate 2021 dovrebbe segnare il ritorno in attività di uno dei tecnici più famosi del calcio italiano. A giugno scadrà infatti il contratto che lega l’Inter a Luciano Spalletti e l’allenatore toscano potrà dunque cercare un nuovo club. Il suo è un profilo che fa gola a molte squadre, soprattutto a quelle che vogliono ricostruire. Negli ultimi decenni, il tecnico di Certaldo ha dimostrato di sapere dare la sua impronta alle squadre e spesso e volentieri, come confermano alcuni casi eclatanti, le sue esperienze sono state propedeutiche ad annate importanti, anche se, per uno strano scherzo del destino, non sotto la sua guida.

Spalletti calciatore

Samp, Venezia ed Ancona

Il primo ciclo a Roma

Spalletti in Russia

Il ritorno a Trigoria

Spalletti all'Inter

Spalletti calciatore

Da giocatore, il centrocampista Spalletti non lascia decisamente il segno, navigando tra Serie C1, C2 (allora la terza seri era divisa in due categorie diverse) e Serie D. Termina la carriera a Empoli ed è nella sua Toscana che spicca il volo come allenatore. Comincia come tecnico delle giovanili e nel 1994 viene chiamato a sostituire l’esonerato Lombardi, ottenendo la salvezza ai playoff.

Nella stagione successiva il club non punta su di lui, ma nell’estate 1995 il presidente Corsi gli affida la prima squadra. L’Empoli ottiene la promozione in B dopo aver vinto i playoff e, già che c’è vince anche la Coppa Italia di Serie C. Un capolavoro, ma si può fare meglio. Nella stagione 1996/97 arriva addirittura un clamoroso doppio salto, con il secondo posto in B che vale la promozione in Serie A. L’unica stagione nella massima serie con il club toscano, non a caso ribattezzato su questo blog Università del calcio, termina con la salvezza, ottenuta con una stagione di anticipo. Poi è tempo di andare altrove. Le esperienze successive, però, non sono molto soddisfacenti.

Samp, Venezia ed Ancona

Nel 1998 Enrico Mantovani lo sceglie come nuovo tecnico della Sampdoria, ma le cose non vanno per nulla bene. Nonostante una rosa con nomi importanti (come Montella o Ortega), a dicembre la squadra è in zona retrocessione e Spalletti viene esonerato. L’inglese Platt però non fa meglio, quindi il tecnico di Certaldo torna per il gran finale di stagione, non riuscendo però a salvare la Doria dalla retrocessione.

La stagione dopo, quella 1999/2000, a puntare su di lui è il Venezia. Il leitmotiv è sempre lo stesso: partenza lenta, esonero, ritorno, ma stavolta con un altro addio definitivo a febbraio. Dopo un anno di stop, nel 2001 arriva all’Udinese per sostituire De Canio e contribuisce alla salvezza dei bianconeri, che però non lo confermano. Giusto il tempo di salvare comodamente l’Ancona in Serie B che Pozzo lo richiama a Udine, dove per tre stagioni sarà grande calcio.

Il primo ciclo a Roma

Spalletti, che già a Empoli ha sviluppato un 3-4-3 che ha funzionato molto bene, ripropone lo stesso schema al Friuli e i risultati sono clamorosi. Per lui un sesto, un settimo e addirittura un inaspettato quarto posto per le scommesse Serie A, grazie a una squadra molto compatta con qualche individualità di spicco (De Sanctis, Jorgensen, Pizarro, Iaquinta). Il tecnico lascia in regalo ai bianconeri la Champions, ma non la affronterà, perché lo ha scelto la Roma di Sensi dopo il disastro dell’anno dei quattro allenatori.

Anche stavolta l’inizio non funziona, con tanto di rischio di esonero, ma poi Spalletti trova la quadra, inventandosi un nuovo modo di fare calcio. Nasce il 4-2-3-1, con il centravanti che in realtà è un falso nueve che più che segnare deve fare spazio per gli inserimenti di chi viene da dietro. Con Totti prima punta (nonostante l’infortunio che rischia di fargli perdere il mondiale) che vince la Scarpa d’Oro, Perrotta incursore e Pizarro regista, la Roma migliora.

In quattro stagioni arrivano tre secondi posti, con lo Scudetto sfiorato nel campionato 2007/08, ma anche due Coppe Italia, una Supercoppa. Nell’agosto 2009, però, dopo un avvio shock, arriva l’esonero.

Dalle ceneri della Roma di Spalletti nasce poi quella di Ranieri, che sfiorerà fino alla partita con la Samp all'Olimpico di nuovo il tricolore...

Spalletti in Russia

Ma per il tecnico toscano c’è già una nuova avventura: lo vuole lo Zenit San Pietroburgo, che gli costruisce ponti d’oro e gli regala una squadra attrezzatissima. E infatti in Russia Spalletti vince quelli che finora sono i due suoi unici campionati, portando sulle rive della Neva anche talenti italiani come Criscito, che diventerà una bandiera, e Rosina.

Poi però qualcosa si rompe e dopo un secondo posto, un campionato deludente e troppe eliminazioni precoci in Champions League, arriva l’esonero nel 2014. Serviranno due anni per rivedere l’allenatore di Certaldo in sella.

Il ritorno a Trigoria

Nel gennaio 2016 lo richiama la “sua” Roma per sostituire Rudi Garcia. La seconda esperienza in giallorosso di Spalletti regala alla Roma un terzo e un secondo posto, un record di punti in Serie A, ma soprattutto la contrapposizione a Totti. Il capitano giallorosso, che nel primo periodo di Spalletti era l’arma segreta, improvvisamente diventa argomento di discussione. Totti, che con il francese non aveva giocato a causa di alcuni infortuni, resta in panchina per la maggior parte delle prime partite dello Spalletti bis.

Spalletti in panchina

Prima della gara contro il Palermo, un’intervista del calciatore causa uno scontro frontale. Totti, che si lamenta della poca considerazione nelle scelte del tecnico, viene addirittura allontanato dal ritiro a Trigoria. Il caso poi, seppur parzialmente, rientra e le ottime prestazioni da subentrato nel finale di campionato, (con 4 reti e due assist, compresa la doppietta in 4 minuti che ribalta Roma-Torino), convincono la società a rinnovare il contratto al Capitano per un’ultima stagione.

L’annata 2016/17 però è un continuo ribollire. Con Dzeko capocannoniere la Roma arriva naturalmente seconda, facendo 87 punti, ma tutta l’attenzione è sullo scontro Totti-Spalletti, ormai un muro contro muro tra frecciate, dirette e indirette, da entrambe le parti. Alla fine ci perdono entrambi. Il numero 10 giallorosso lascia (malvolentieri) il calcio il 28 maggio 2017 in uno stadio che fischia il tecnico, dopo che durante la stagione più volte Spalletti lo fa entrare per pochissimi minuti a match chiuso o gli nega l’ingresso in campo, come nel caso dell’ultima partita a San Siro contro il Milan.

Vista però la reazione dell’ambiente alla querelle, il tecnico lascia Trigoria. E anche stavolta, pochi mesi dopo l’addio di Spalletti, la Roma sfiora un altro sogno, raggiungendo a sorpresa per le scommesse calcio la semifinale di Champions con Eusebio Di Francesco.

Spalletti all'Inter

Quella squadra però è già una rivale, perché nel frattempo il tecnico ha scelto l’Inter, che ha bisogno di ripartire dopo annate non all’altezza del blasone nerazzurro. Detto, fatto, perché a dicembre Icardi e compagni sono primi in classifica e imbattuti. I mesi invernali però vedono una flessione della squadra, che riesce a rimanere attaccata almeno al treno Champions e lo raggiunge all’ultima giornata, battendo la Lazio e scavalcando i ragazzi di Inzaghi per il quarto posto finale.

Il ritorno nell’Europa che conta, però, non è positivo e la stagione 2018/19 regala anche il caso Icardi, che scuote l’Inter dalle fondamenta e crea problemi alla squadra. Anche stavolta l’obiettivo minimo, la Champions League, è raggiunto, ma non basta perché nel maggio 2019, nonostante un contratto fino al 2021, viene annunciato l’esonero. Al suo posto arriva Conte e il resto è storia recente...  

E adesso, cosa attende Spalletti? Chi punterà su di lui? Complicato a dirsi, perché il profilo del tecnico di Certaldo è sospeso in un limbo: quello degli allenatori importanti, bravi e innovativi, ma non del tutto vincenti. Una situazione che pesa, quando si tratta di affidare una panchina importante. Prima di prendere Pioli ci aveva pensato il Milan, ricevendo però un no dell’Inter, che non ha liberato il tecnico. E ora chissà. In Italia ci sarebbe il Napoli in caso non si punti più su Gattuso. O perché no, la solita Roma, con il rinnovo di Fonseca ancora in dubbio. Sarebbe una storia strana, anche visti i trascorsi e gli attriti con la piazza. Ma come aveva già detto lui stesso dopo il secondo addio…”non escludo il ritorno”.

*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Francisco Seco ed Antonio Calanni. Prima pubblicazione 12 marzo 2021.
 

April 7, 2021

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Non poteva davvero mancare, nel rinnovato blog di 888sport, la guida delle partite che, giorno per giorno, settimana per settimana, saranno trasmesse in TV, da DAZN e dalle altre piattaforme streaming legali.

Partendo dalla Serie A e dalla B, normalmente concentrate tra il venerdì ed il lunedì, indicheremo anche i match principali dei campionati stranieri, della Serie C su Eleven Sports e, perché no, della D, vista la facoltà che la relativa Lega ha attribuito ad ogni società di produrre le partite casalinghe.

Lo sappiamo, le coppe europee e gran parte del calcio in generale sono a pagamento, ma con attenzione e un po' di pazienza, ogni giorno, si scovano incontri di calcio messi in onda dalle TV free come, ad esempio, il sempre interessante campionato Primavera.

Non vi resta che consultare quotidianamente questa pagina web, da parte nostra, ci prendiamo l'impegno e la responsabilità di aggiornarla costantemente, non con un semplice copia ed incolla, ma controllando, evento dopo evento, la correttezza delle informazioni pubblicate.

N.B. Tutte le partite delle italiane, rappresentative comprese, nelle manifestazioni internazionali e nelle coppe europee e gli incontri della Serie A sono in grassetto. Per le partite della Serie C abbiamo preferito tutelare l'investimento di Eleven Sports, da anni, nella categoria.     
 

MARTEDÌ 11 GENNAIO

14.00 Algeria-Sierra Leone (Coppa d'Africa) - DISCOVERY+
17.00 Nigeria-Egitto (Coppa d'Africa) - DISCOVERY+
20.45 Cagliari-Bologna - DAZN
21.00 Everton-Leicester (Premier League) - SKY SPORT 

MERCOLEDÌ 12 GENNAIO

14.00 Tunisia-Mali (Coppa d'Africa) - DISCOVERY+
17.30 Atalanta-Venezia (Coppa Italia) - ITALIA 1
20.00 Barcellona-Real Madrid (Final four Supercoppa di Spagna) - NOVE
20.00 Guinea Equatoriale-Costa d'Avorio (Coppa d'Africa) - DISCOVERY+
20.45 Tottenham-Chelsea (League Cup) - DAZN
20.45 West Ham-Norwich (Premier League) - SKY SPORT 
21.00 Inter-Juventus (Supercoppa Italiana) - CANALE 5
 

Kessie realizza un rigore contro il Verona!



Partite di oggi

Partite di Serie A oggi

Partite di Champions oggi

Partite NBA oggi

Partite del campionato Primavera oggi

Partite di oggi

Il blog di 888sport in congruo anticipo aggiornerà, per ciascun giorno della settimana, gli incontri in programma, gli orari ed il broadcaster sul quale poterli seguire. C'è calcio e sport a tutte le ore dell'anno in questo pazzo, pazzo 2021!

Ogni giorno, tante dirette anche dalla Serie B, serie C e serie D, le ultime due sulla piattaforma streaming Eleven Sports e sulle dirette Facebook delle squadre di calcio che ospitano il turno di campionato.

Il gol di Caicedo a gennaio 2021 contro la Fiorentina!

Partite di Serie A oggi

Il palinsesto della Serie A ha alcuni slot fissi: il sabato alle 15, 18 e 20.45 e la domenica alle 12.30, 15, 18 e 20.45. Frequenti, poi, i Monday Night che coinvolgono anche le squadre impegnate nelle coppe europee.

Vi ricordiamo che le partite trasmesse su SKY sono, generalmente, quelle del sabato sera, del lunch match della domenica ed una gara delle ore 15 della domenica o del posticipo del lunedì..

Partite di Champions oggi

Ricordiamo che SKY non ha più l’esclusiva della massima competizione europea per club; siamo all'interno della rivoluzione sui diritti TV che vede protagonista anche Amazon Prime, indicheremo anche quali degli incontri ad eliminazione diretta, con il Bayern faverito per il double per le scommesse calcio saranno trasmessi, in particolare il martedì sera, anche da Canale 5.

Lukaku in gol contro la Francia!

Per l’Europa League, due slot, ore 18.55 e 21 ed una gara trasmessa sempre in chiaro da Canale 8. 

Partite NBA di oggi

La NBA è una straordinaria esclusiva di SKY che segue la Lega più amata del mondo con dirette, approfondimenti, spazi ad hoc sul canale monotematico e 
Partite di tennis oggi

Per seguire il tennis, torneo dopo torneo, anzitutto è utile dare un’occhiata al nostro calendario sportivo. Possiamo vedere tennis di qualità sui canali di Eurosport, presenti anche su DAZN, SKY e, soprattutto, SuperTennis, emittente, forse, troppo sottovaluta nel panorama dei canali televisivi e che offre servizi sempre interessanti per ponderare i pronostici tennis

Il campione russo Daniil Medvedev

Partite del campionato Primavera oggi

La Primavera è una straordinaria esclusiva di Sportitalia. Il canale, cresciuto puntando tutto sul calciomercato, ha, ormai, un respiro più ampio e le dirette sono commentate con passione e competenza da giornalisti giovani, preparati e stimolati a crescere di pari passo alle gesta sportive degli atleti… che commentano, giornata dopo giornata, playoff compresi!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 11 marzo 2021.

 
January 11, 2022

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Il mercato estivo 2022 della Serie A è stato abbastanza particolare. Anzi, si potrebbe tranquillamente dire che il massimo campionato tricolore sia stato sottoposto a una vera e propria…spending review.

Tra trasferimenti a parametro zero, addii importanti, pochi acquisti davvero costosi e la fiducia a calciatori dai nomi non altisonanti (e dagli stipendi relativamente bassi), l’obiettivo di rendere il torneo un po’ più sostenibile sembra essere stato centrato. Il che significa anche dover riscrivere la graduatoria dei calciatori più pagati della A, perché ci sono stati cambiamenti importanti, rispetto alla precedente classifica con Dybala, solitario, in testa…

Romelu Lukaku il più pagato

Il podio degli ingaggi top è bianconero

Che rinnovo per Brozo!

A Trigoria il tetto salariale è di 5 milioni

Theo Hernandez il più pagato del Milan

Il caso Leao

La categoria dei "sottopagati"

Il bonus di benvenuto di 888sport!

Romelu Lukaku il più pagato

A partire da quello in vetta. Il giocatore con il contratto più oneroso è Romelu Lukaku, tornato  in prestito all’Inter dopo appena un anno di Chelsea.

Pur di…fuggire da Stamford Bridge il belga ha deciso di decurtarsi lo stipendio rispetto ai 12 milioni netti che percepiva a Londra, "accontentandosi", si fa per dire, di 8,5 milioni fino a giugno 2023.

Sulla scelta del magnifico centravanti class '93 ha pesato sicuramente il Mondiale invernale, da preparare al meglio e non seduti in panchina, ma l'esonero di Tuchel, un altro che vedeva nello "spazio" il suo numero 9 ideale, da manager dei Blues evidenzia come il bomber mancino sarebbe stato utilissimissimo anche a Fulham Rd...

Con il ritorno di Big Rom in Italia, l'Inter, nonostante un avvio di stagione da incubo, è da considerarsi la favorite per le Serie A quote!

Il podio degli ingaggi top è bianconero

Dietro di lui c’è un altro grande ritorno proveniente dalla Premier League, quello di Paul Pogba. Anche il centrocampista offensivo ha fatto davvero di tutto pur di indossare di nuovo la maglia della Juventus, rinnovando la tradizione dei francesi alla Juve, considerando che al Manchester United guadagnava 17 milioni netti a stagione e che sia i Red Devils per il rinnovo che il PSG per acquistarlo a parametro zero avrebbero offerto cifre simili.

La Signora invece è arrivata a 8 milioni netti all’anno, sfruttando il decreto crescita e aggiungendo ai soldi…quell’amore che il tuttocampista cercava dopo gli anni di attriti dalle parti di Old Trafford. 

La Juventus, tra l’altro, si prende con la sua forza economica anche il resto del podio, occupato da ben tre calciatori che indossano la maglia bianconera. Si parla però di situazioni diverse tra loro.

Adrien Rabiot è a lungo stato considerato cedibile dai bianconeri, che probabilmente hanno sbagliato a fargli firmare qualche anno fa un contratto da 7 milioni di euro a stagione.

Paredes subito contro il suo Paris!

La stessa cifra la percepiscono anche altri due compagni di squadra, che invece sono arrivati molto più recentemente. Sia Dusan Vlahovic, nome top per la griglia attaccanti che Leandro Paredes sono decisamente importanti nello scacchiere juventino e si sono legati a lungo termine alla Signora raggiungendo quasi la vetta degli stipendi della Serie A.

Che rinnovo per Brozo!

E poi arrivano le altre. Ma per modo di dire, perché scendendo si trovano altri calciatori di Inter e Juventus. A 6,5 milioni di euro i nerazzurri hanno Marcelo Brozovic, che ha spuntato un rinnovo a una cifra molto alta grazie al suo ruolo di regista imprescindibile per Simone Inzaghi.

Il gol di Brozo al derby!

Anche alla Juventus si versano 6,5 milioni di euro a due calciatori, che sono dei due veri e propri senatori bianconeri: Leonardo Bonucci ora è anche diventato il capitano della squadra dopo l’addio di Giorgio Chiellini, mentre Wojciech Szczesny difende la porta bianconera ormai dal 2017 e ha sempre visto il suo ingaggio crescere nel corso degli anni.

La Signora chiude anche la fascia dei 6 milioni con altri due elementi della sua rosa, entrambi un po’ avanti con gli anni. Il brasiliano Alex Sandro è stato a lungo il terzino titolare bianconero, ma difficilmente verrà rinnovato il suo contratto.

Accordo annuale invece per Angel Di Maria, che probabilmente dopo l’esperienza in Italia tornerà nella sua Rosario per chiudere la carriera.

A Trigoria il tetto salariale è di 5 milioni

A 5 milioni finalmente spuntano anche calciatori di squadre diverse, fermo restando che l’Inter a quella cifra ha in rosa Edin Dzeko, Hakan Calhanoglu e Lautaro Martinez, mentre la Juventus li versa al nuovo arrivo Gleison Bremer e ai veterani Juan Cuadrado e Federico Chiesa. 

La Roma ha a 5 milioni il suo tetto salariale, con in cima Tammy Abraham e Georginio Wijnaldum. A 4,5 i giallorossi hanno anche Paulo Dybala, che però con i bonus previsti dal suo accordo con il club di Trigoria può arrivare anche a percepire 6 milioni a stagione. 

Si ferma a 4 milioni invece il capitano Lorenzo Pellegrini, che ha da poco rinnovato con il club che lo ha visto crescere sin da quando era giovanissimo.

A 4,5 milioni a stagione ci sono anche i due calciatori più pagati del Napoli, ovvero Victor Osimhen, primo marcatore seriale per il sito scommesse e Hirving Lozano.

Theo Hernandez il più pagato del Milan

Ma dov’è il Milan? A 4 milioni, che con l’addio di Alessio Romagnoli sono diventati il tetto massimo degli stipendi rossoneri.

A toccarlo sono solamente il vice capitano Theo Hernandez grazie al recente rinnovo e il nuovo arrivo Divock Origi, preso a zero. Tonali, non in classifica come importo, ma sicuramente per rendimento, rinnova fino al 2027 a 2,5 milioni.

Theo, una velocità diversa!

A proposito di Romagnoli, il difensore con i suoi 3,5 milioni di euro non è il calciatore più pagato della Lazio. L’onore spetta a Ciro Immobile, che guadagna 4 milioni, mentre Sergej Milinkovic-Savic si ferma a 3,2.

Menzioni speciali negli altri club a Nikola Milenkovic, che ha rinnovato con la Fiorentina a 3 milioni all’anno più bonus, e a Domenico Berardi, che si è legato praticamente a vita al Sassuolo con un contratto fino al 2027 a 3 milioni.

Il caso Leao

Ma in Serie A non ci sono solo grandi cifre, anzi. Ci sono anche molti calciatori che rispetto alle loro prestazioni guadagnano decisamente poco. L’esempio migliore è l’MVP dello scorso campionato, il milanista Rafael Leao. Il portoghese ha un contratto fino al 2024 da 1,4 milioni di euro, una "miseria" rispetto all’apporto offerto alla causa del Diavolo.

Complimenti al Napoli per il colpo di mercato estivo, perché Khvicha Kvaratskhelia è stato preso nello scetticismo generale ma si sta già imponendo come una stella della Serie A. E il georgiano guadagna anche poco, 1,5 milioni di euro all’anno, una cifra che certamente De Laurentiis nel tempo aumenterà per blindare il suo talentino.

La categoria dei "sottopagati"

Non può non rientrare nel novero dei sottopagati…praticamente tutta la rosa dell’Atalanta, che negli ultimi anni ha fatto meraviglie con stipendi sotto i due milioni di euro. Basterebbe pensare che Toloi e De Roon, due dei capitani, superano di poco il milione di ingaggio.

Anche alla Roma c’è un ingaggio, forse, basso per il rendimento offerto, quello di Ibanez, che ha rinnovato nel 2021 per 1,5 milioni di euro a stagione.

E anche la nuova stella del calcio italiano, Destiny Udogie, guadagna decisamente poco visto che il suo contratto con l'Udinese è quello di un giovane appena uscito dalla Primavera. Ma tanto ci penserà a breve il Tottenham, che lo ha già acquistato, ad alzarlo parecchio…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 6 marzo 2021.

September 9, 2022

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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A volte, per emergere nel mondo del calcio, il talento non basta. Ci vuole anche la fortuna di trovarsi al momento giusto e al posto giusto, ma soprattutto c’è da evitare la sfortuna. Quella che, a forza di problemi fisici, rischia di trasformare persino le carriere più promettenti in veri e propri calvari.

Il Chievo ci crede

Trasferimento al Napoli per 12 milioni

A Parma a titolo definitivo

Uno dei calciatori italiani dell’ultimo decennio che ha avuto il più alto mix delle due cose, talento e sfortuna, è certamente Roberto Inglese. Classe 1991, l’attaccante del Parma non è mai riuscito a sfondare del tutto. E dire che le caratteristiche fisiche e tecniche non gli mancherebbero, soprattutto con caratteristiche così diverse dagli attaccanti italiani. Ma un conto aperto con il destino lo ha costretto a fermarsi spesso e volentieri e per problematiche sempre complicate.

Il ragazzo di Lucera entra nelle giovanili del Pescara e dalle parti dell’Adriatico sanno di avere un gioiellino in squadra. Lo fanno esordire ancora giovanissimo e lo dosano con perizia. Nella squadra che viene promossa dalla C1 alla B nella stagione del 2009/10 c’è anche lui, ma gioca pochissimo: appena una manciata di presenze, perché arriva subito a dargli problemi la spalla, che lo costringe a stare fermo quasi per tutta la stagione.

Il Chievo ci crede

L’anno dopo fa appena in tempo a esordire nel campionato cadetto agli ordini di Eusebio Di Francesco che il Chievo Verona decide di acquistarlo e di girarlo immediatamente al Lumezzane. All’inizio l’attaccante non trova molto spazio, ma la stagione 2011/12 potrebbe essere quella della consacrazione in Lombardia. Se non fosse che a settembre, alla seconda di campionato, arriva la rottura del perone. Quasi tre mesi fuori, con una certa difficoltà a riprendere il ritmo partita dopo un infortunio così grave. La terza e ultima stagione a Lumezzane è la migliore, gli infortuni danno tregua a Inglese che può così tornare al Chievo nella speranza di dimostrare il suo valore.

In realtà però lo aspetta un’altra esperienza lontano da Verona, al Carpi. A gennaio 2014 torna a farsi sentire una vecchia amica, la spalla, che lo costringe a fermarsi per altri due mesi e mezzo.

Va meglio nella stagione 2015/16, quella in cui il club biancorosso ottiene una storica promozione nel massimo campionato, a sorpresa anche per le quote Serie A. L’unica partita in cui Inglese non è nella lista dei convocati è quella contro la Virtus Entella del gennaio 2015 e il motivo è indipendente dal suo fisico: squalifica per somma di ammonizioni. Una volta conquistata la Serie A sul campo, Inglese si prende finalmente il Chievo Verona. 

La stagione 2015/16, la prima nel massimo campionato, si chiude con 26 presenze e 3 reti, ma anche con qualche partita saltata per infortunio. A fine febbraio un problema muscolare lo costringe a perdersi quattro turni di campionato e a tornare in campo a inizio aprile. In quella successiva lo stop è un solo, ad aprile, per un affaticamento al flessore. La beffa però è assai pesante, perché l’infortunio, per quanto lieve, lo costringe a saltare il match con il Cagliari ma anche lo stage con la nazionale di Ventura.

Trasferimento al Napoli per 12 milioni

Per fortuna di Inglese, ci sarà modo di rifarsi, anche se per lui non è ancora arrivata una convocazione vera e propria né da Ventura né successivamente da Mancini. In compenso però viene acquistato dal Napoli per 12 milioni di euro. I partenopei lo lasciano però in prestito al Chievo. La stagione 2017/18 è l’ultima a Verona ed è molto positiva, con 12 reti in A e un solo stop, di tre partite, dopo una contusione al ginocchio rimediata nel match contro il Benevento.

Il Napoli lo riporta a casa, ma solo per girarlo al Parma in prestito. La stagione 2018/19, però, è funestata dagli infortuni. Pronti, via, Inglese salta la settima e l’ottava di campionato per un ematoma alla coscia rimediato, ironia della sorte, nel match contro il Napoli. Al rientro contro la Lazio spunta una lombalgia acuta che lo costringe a saltare la partita successiva con l’Atalanta. Ancora un problema muscolare lo tiene fuori dalla partita di fine anno contro la Roma, mentre da fine marzo 2019 al termine del campionato per lui ci saranno solo 29 minuti: prima resta fuori più di un mese per una distorsione alla caviglia, poi, dopo essere rientrato nel derby con il Bologna alla terzultima di campionato, si fa male di nuovo prima del match con la Fiorentina e chiude così il campionato da infortunato.

Il Parma però in lui ci crede e lo tiene in prestito anche nella stagione 2019/20, un’altra in cui gli infortuni non lasciano in pace Inglese.

Il colpo di testa, la specialità della casa!

Prima una distorsione alla caviglia rimediata contro il Genoa, che lo fa rimanere fermo per due mesi. Poi, a cavallo della pausa forzata causa Covid, un lungo stop per una lesione di alto grado alla giunzione miotendinea dei flessori della coscia destra, da cui si riprende a luglio inoltrato. C’è tempo anche per un altro problema muscolare a fine campionato, poi in teoria si tornerebbe a Napoli.

A Parma a titolo definitivo per 18 milioni

La realtà però dice ancora Parma, stavolta a titolo definitivo per 18 milioni di euro. L’essere diventato a tutti gli effetti un giocatore dei crociati, però, non sembra aver fermato la sfortuna. Prima un problema muscolare alla seconda di campionato e poi un altro mese e mezzo di stop, con tanto di operazione per curare di nuovo una lesione miotendinea a carico dei flessori della coscia destra. Nel marzo 2021, Inglese è tornato in campo contro l'Inter in una sconfitta di misura che ha lasciato le quote calcio oggi in discussione fino al fischio finale.

E si spera che il fisico dia un po’ di tregua a un ragazzo che ha sempre avuto tutto per sfondare, ma che spesso ha dovuto lottare con un nemico assai subdolo e difficile da battere…


*Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di  Andrew Medichini ed Antonio Calanni. Prima pubblicazione 6 marzo 2021.

March 10, 2021

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Un calciatore che, anche visto il modo in cui gioca, di solito… è quasi d’acciaio. Da un centravanti come il classe 1993, uno che non toglie mai il piede e che si getta nei contrasti con una rabbia agonistica spaventosa, ci si aspetta una storia clinica complicata, fatta di botte subite e partite saltate per i postumi di qualche scontro.

L'infortunio contro la Ternana

Il record di presenze in A con il Palermo

La stagione da sogno 2016/2017

La doppia sfida con la Svezia

Tirato a lucido per Euro2020

E invece il Gallo le botte le prende (oltre a darle), ma poi puntualmente si rigetta in campo come se nulla fosse. E considerando che si parla di una carriera ormai quasi decennale, il fatto che gli stop più lunghi di un mese siano appena due testimonia che oltre al carattere anche il corpo del bomber di Calcinate è fatto veramente di materiale indistruttibile!

L'infortunio contro la Ternana

Paradossalmente, il primo vero infortunio in carriera è quello più grave. Nella stagione 2013/14 Belotti è (assieme a Dybala) una delle punte di diamante del Palermo che vince la Serie B e torna tra i grandi. Il centravanti però salta addirittura tre mesi di quel campionato a causa di un problema muscolare. Nel dicembre 2013 il l'attaccante esce al minuto 77 della partita contro la Ternana. Non una scena usuale per chi è abituato a giocare sempre tutto il match.

All’inizio il danno sembra di poco conto, un fastidio all’adduttore, che pare assorbirsi in breve tempo, al punto che il Gallo torna anche ad allenarsi. Errore, perché da ulteriori accertamenti emerge un distacco parziale dell’adduttore. Un problema importante, che lo tiene completamente fermo per un po’ e che lo costringe a un rientro lento e graduale, visto che la muscolatura nel frattempo si è indebolita.

38 presenze in A con il Palermo

Per fortuna di Belotti, però, il ritorno in campo arriva a marzo e a maggio c’è modo di festeggiare la promozione. E l’anno successivo, tanto per riprendersi quello che il destino gli ha tolto, l’attaccante gioca tutte e 38 le partite del campionato di Serie A, risultando il calciatore più presente del Palermo; primato che di solito appartiene ai portieri!

Quando nell’estate 2015 lo acquista il Torino, la musica non cambia. Belotti passa in panchina per scelta tecnica alcune delle prime partite, ma a novembre si prende il posto da titolare e non lo lascia più. Le presenze stavolta sono 35, quasi tutte dal primo minuto. E gli infortuni sembrano un lontano ricordo. Il primo stop dopo parecchio tempo arriva a settembre 2016, un infortunio muscolare alla coscia che lo costringe a saltare due partite.

26 gol nella stagione 2016/2017

Per il resto, la stagione 2016/17 è il solito tour de force per il Gallo, che negli ultimi match di quel campionato comincia anche a indossare la fascia di capitano del Toro. È la stagione migliore della sua carriera, con 26 gol che gli valgono il terzo posto nella classifica cannonieri dietro a Dzeko e a Mertens, ma davanti a punte del calibro di Higuain, Icardi e Immobile. Questa però sarà l’ultima stagione prima di affrontare quello che diventerà un problema cronico che di tanto in tanto lo costringe a fermarsi.

Il Gallo, bandiera del Toro!

L'incubo Svezia

La prima frenata arriva a ottobre 2017 per una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro. Lo stop è di tre partite, ma non permette al Gallo di arrivare in forma ottimale al match che vale una carriera: dei due spareggi mondiali contro la Svezia a novembre, Belotti gioca il primo da titolare ma è costretto a uscire, mentre nella partita di ritorno subentra ma non incide. Alla delusione si unisce anche la paura poco più di un mese dopo.

I granata lo hanno da poco blindato, chiedendo al Milan 100 milioni per portarlo via da Torino, ma in un allenamento di fine anno al Filadelfia arriva un crac. Si teme la rottura del crociato del ginocchio destro, ma alla fine è soltanto una forte distorsione, che terrà fuori il Gallo altre cinque partite. Dopo lo spavento, per il centravanti c’è un po’ di pace. La stagione 2017/18 termina senza altri infortuni e l’unica partita saltata nel campionato 2018/19 è per squalifica per somma di ammonizioni.

Tirato a lucido per Euro2020

La strana annata del 2020 è un’altra di quelle senza un minimo di riposo (se si escludono ovviamente i tre mesi di stop). Per Belotti “solo” un infortunio all’anca che gli fa saltare due match. Anni di stacanovismo però alla lunga si pagano e in questa stagione Belotti è già stato costretto a fermarsi per due volte. Nel primo caso quella al ginocchio è solo una contusione, nel secondo il problema è quello di sempre: l’articolazione, se troppo sollecitata, si infiamma.

Un qualcosa che ormai non preoccupa neanche troppo lo staff medico del Torino e a cui probabilmente il Gallo è ormai abituato, al punto da giocarci tranquillamente sopra quando il dolore è sopportabile. A novembre però il centravanti del Toro salta il match di Coppa Italia con l’Entella e quello di campionato con l’Inter. Segnale che stavolta proprio non si poteva fare altrimenti, perché di solito, con o senza dolore, il bomber granata in campo ci va sempre.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Matthias Schrader (AP Photo). Prima pubblicazione 4 marzo 2021.

March 10, 2021

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Lo chiamano la Joya, il gioiello. E sul perché Paulo Dybala sia soprannominato così, c’è poco da chiedere. Il calciatore della Juventus ha un talento decisamente…prezioso, sia dal punto di vista tecnico che da quello economico.

L'infortunio in Palermo - Trapani 3-0

La doppia sfida saltata contro il Bayern nel 2016

Lo stiramento in Juventus - Milan

L'infortunio in Juventus - Ajax

La maledetta serata contro il Lione

L’argentino è costato alla Signora 40 milioni di euro per prelevarlo dal Palermo ed è uno dei giocatori meglio pagati della squadra di Pirlo, visto che percepisce 7,3 milioni di euro netti a stagione fino al 2022 e che il suo valore di mercato (abbassato dalla scadenza prossima del contratto) è in ogni caso di 70 milioni. Ma come molti gioielli, Dybala è prezioso, ma anche fragile. Il numero 10 bianconero è attualmente fermo ai box, ma non è certo una novità per lui subire qualche infortunio.

L'infortunio a Palermo

Già ai tempi del Palermo, l’argentino si è trovato a fare i conti con una certa fragilità, in particolare a livello muscolare. Dopo una prima stagione libera da contrattempi, nel campionato di Serie B 2013/14 i rosanero hanno dovuto fare a meno di lui per un totale di tre mesi. Nel novembre 2013, durante il derby con il Trapani, la Joya accusa una lesione di secondo grado del muscolo obliquo esterno di sinistra.

La prognosi è di venti giorni, ma alla fine, dopo una panchina e un breve rientro, il vero ritorno arriva addirittura ai primi di marzo. In tempo per far vincere al Palermo il match contro il Bari e per segnare il primo dei sei gol che contribuiranno alla promozione della squadra di Iachini. Va decisamente al ritorno in A, con uno solo match saltato per infortunio, quello contro la Fiorentina nel gennaio 2015, a causa di un fastidio muscolare accusato durante il riscaldamento.

Niente Bayern

Poi per la Joya è l’ora di fare il grande salto. Dybala viene acquistato dalla Juventus e ci mette assai poco a prendersi il posto negli schemi di Max Allegri. La prima stagione a Torino, quella 2015/16, è abbastanza tranquilla dal punto di vista fisico, se non fosse per un problema nel momento peggiore possibile: edema da sovraccarico al polpaccio destro. L’argentino resta fuori un mese e salta tre partite, tra le quali gli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco.

E i bianconeri, che all’andata avevano pareggiato grazie a un suo gol, vengono eliminati.

 

Lo stiramento contro il Milan

Anche la stagione successiva non risparmia i muscoli di Dybala. Nel match contro il Milan di ottobre esce per problemi al flessore: è uno stiramento, che lo fa stare fermo per oltre un mese e gli fa saltare otto partite, sei di campionato e due di Champions League, stavolta però senza conseguenze troppo gravi per i bianconeri, che vincono il campionato agevolmente e in Europa arrivano, seppur da sfavoriti per le quote calcioin finale con il Barcellona.

Il ritmo di un infortunio muscolare a stagione viene mantenuto in quella 2017/18. Stavolta il problema è alla coscia e si teme di nuovo uno stiramento. Così è e anche stavolta Dybala passa un mese fuori, tra gennaio e febbraio. Nei 38 giorni di assenza la Juventus gioca sei gare, quattro di campionato, una di Champions League e una di Coppa Italia.

Anche in questo caso, la Joya fa comunque tranquillamente in tempo a tornare in campo per il double e anche per aggiudicarsi il titolo di capocannoniere della squadra, con 26 gol in tutte le competizioni.

Dybala in contrasto a San Siro

Juventus - Ajax

L’anno successivo, però, tra marzo e aprile, i problemi fisici tornano a farsi sentire. Nel riscaldamento di Juventus-Empoli arriva un dolore muscolare alla coscia destra, che gli fa saltare la sfida con i toscani e quella con il Cagliari. Dopo tre partite da titolare, esce malconcio dalla sfida di Champions persa contro l’Ajax per un problema al quadricipite che lo tiene fermo per le successive tre partite di campionato.

Insomma, gli infortuni sono una costante per Dybala, ma gli ultimi due anni stanno assumendo le sembianze di un calvario.

La serataccia contro il Lione

Nella stagione 2019/20 va tutto bene finché le attività non vengono sospese. Dybala quando rientra, viste anche le tante partite ravvicinate, subisce parecchio i postumi. A fine luglio, nel momento decisivo per la Champions League, arriva un’elongazione del muscolo della coscia. L’argentino salta le ultime di campionato, ma prova comunque a farcela per il match contro il Lione.

Viene convocato, entra quando la Juventus ha bisogno di un gol, ma si infortuna di nuovo alla coscia, perdendosi anche le prime partite della stagione in corso. Poi, a Natale 2020, un affaticamento muscolare lo ferma per un match, prima dell’infortunio al legamento collaterale del ginocchio destro che lo tiene fermo ormai da quasi due mesi, con 14 partite già saltate, favorendo così la fuga dell'Inter per le scommesse Serie A e un recupero completo da accelerare, prima del match da dentro o fuori con il Porto.

Ma attenzione a non affettare i tempi. Il gioiello bianconero è prezioso, ma anche assai fragile. 

Le immagini dell'articolo sono di Luca Bruno (AP Photo). Prima pubblicazione 4 marzo 2021.
 

July 27, 2021

Di Ermanno Pansa

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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Quella di “nuovo Zidane” è un’etichetta difficile da portare, soprattutto visto il livello a cui in carriera è arrivato il campione del mondo 1998. Ma, un po’ come succede in Argentina con Maradona e Messi, ogni volta che in Francia spunta un talento cristallina che gioca nella stessa zona di campo frequentata da Zizou, è facile che il paragone venga scomodato.

La scuola Lione

La Pépite

Gli esordi in Ligue 1 e Nazionale

Il contratto ed il valore di mercato

Le possibili pretendenti

A volte con risultati non proprio positivi, come nel caso di Mourad Meghni, classe 1984, ex Bologna e Lazio, che per primo è stato avvicinato alla leggenda di Juventus e Real Madrid ma non ha mai convertito in realtà neanche la decima parte delle aspettative poste su di lui. Forse è proprio per questo che quando si parla di Houssem Aouar il nome di Zidane viene sussurrato con un certo timore.

La scuola Lione

La…paura è comprensibile, perché nessuno vorrebbe che il talento del 1998 venisse sprecato. Men che mai lo desidera il Lione, che come sempre si crea in casa i fenomeni del domani (Benzema, Lacazette, Tolisso, Fekir, solo per citarne qualcuno) e, non potendoli quasi mai trattenere, punta a monetizzare. Nel frattempo, però, il ventiduenne enfant du pays continua a fare  in campo le fortune della squadra di Rudi Garcia, che infatti, al momento della prima pubblicazione di questo contenuto, è in piena lotta secondo i pronostici calcio per la vetta della Ligue 1 con Lille, PSG e Monaco.

E molto del successo stagionale, l’ex tecnico della Roma lo deve proprio al suo centrocampista con la maglia numero 8, che guida la squadra con l’entusiasmo di un ragazzino e con la freddezza di un veterano. Per lui finora in 22 partite stagionali sono arrivati cinque gol e tre assist, ma soprattutto un ruolo assolutamente centrale nel progetto.

La Pépite

Normale, considerando che “La Pépite”, come lo chiamano da quelle parti, sembra nato per fare tutto a centrocampo. Sin dai tempi delle giovanili del Lione, la sua forza è stata quella di adattarsi alla perfezione alla partita. Fisicamente Aouar non è un gigante (1,75 m per 70 kg), ma come tutti i calciatori delle nuove generazioni ha lavorato parecchio per non essere spazzato dal confronto con calciatori molto più imponenti. E in fase difensiva fa decisamente il suo, sfruttando la sua capacità di lettura del gioco che gli permette di trovarsi spesso e volentieri nelle linee di passaggio degli avversari.

È indubbiamente, questa la sua maggiore qualità, quella che lo rende il cardine del Lione. E poi c’è la tecnica, sopraffina e che si esprime alla perfezione nella specialità della casa: il dribbling e la conduzione palla al piede. C’è ancora qualcosa da affinare nell’ultimo passaggio, come dimostrano i dati un po’ bassi degli assist, ma il francese ci sta lavorando dopo. E anche per la posizione, di problemi non ce ne sono. Nelle giovanili giocava davanti alla difesa, con i grandi ha fatto sia la mezzala che il centrocampista offensivo, ennesima dimostrazione di una duttilità importante.

Video tratto dalla pagina ufficiale YouTube di Sports Moments 2.0

Gli esordi in Ligue 1 e Nazionale

E a ben vedere, Aouar è un punto fermo del Lione ormai da parecchi anni. L’esordio è arrivato nel 2017, ma ci è voluto poco al centrocampista per prendersi con la forza il posto da titolare. La 2020/2021 è per lui la quarta stagione “vera” e i suoi numeri sono andati costantemente in crescendo. Abbastanza da convincere Deschamps, uno che il Zidane…originale l’ha conosciuto abbastanza bene, a regalargli la prima presenza con i Bleus nel match contro l’Ucraina dell’ottobre 2020.

Non è l’unica soddisfazione per il transalpino, che non ha ancora vinto nulla con il Lione ma è stato comunque fondamentale nella cavalcata Champions dello scorso anno. Garcia e i suoi si sono fermati in semifinale contro il Bayern pigliatutto, ma hanno lasciato dietro di loro gli scalpi prima della Juventus di Sarri e poi del Manchester City di Guardiola, strafavorito per le quote Premier. E la UEFA non è stata a guardare, inserendo il centrocampista nella squadra della stagione assieme a stelle come De Bruyne e Thiago Alcantara.

Aouar contro il Nantes

Il contratto ed il valore di mercato

Logico dunque che su Aouar ci sia un certo interesse. Il Lione è ben conscio del fatto che non potrà trattenerlo per sempre e, nonostante un contratto da quasi quattro milioni a stagione che scade nel 2023, pensa già a come monetizzare. Le prestazioni del ragazzo danno una mano, considerando che il suo valore di mercato negli ultimi quattro anni è schizzato a cinquanta milioni di euro secondo il sito specializzato transfermarkt, che lo rendono uno dei transalpini di maggior valore.

Le possibili pretendenti

E le richieste non mancano. Aouar fa davvero gola a tutti, a partire (e non è un caso) dalle due squadre che hanno fatto grande Zidane: la Juventus e il Real Madrid. Certo, i Blancos hanno dalla loro parte un asso della manica che, neanche a dirlo, si chiama Zizou. Il tecnico della squadra spagnola non ha mai nascosto una certa ammirazione per il suo connazionale e sarebbe felicissimo di accoglierlo al Bernabeu e affidargli le chiavi del centrocampo delle Merengues.

Anche la Juve lo segue da parecchio tempo e il prestito di De Sciglio al Lione può certamente essere servito anche per gettare le basi per un possibile trasferimento. Occhio però anche all’Arsenal, club che ha sempre un occhio di riguardo per il campionato francese. Anche se, vista la situazione dei Gunners, un volo all’Emirates sarebbe soltanto una tappa intermedia prima dell’inevitabile approdo in una big del Vecchio Continente. Che potrebbe arrivare già a giugno, per la gioia delle casse del Lione…e di chi lo acquisterà!

Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Franck Fife e Laurent Cipriani. Prima pubblicazione 3 marzo 2021.

March 10, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

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Dura la vita del figlio d’arte, soprattutto quando è complicato emulare mamma o papà. Nel calcio ci sono molti che lo sanno bene. C’è chi fa anche meglio, come Paolo Maldini, che riesce nell’impresa di fare meglio di Cesare, che ha sollevato la prima Coppa dei Campioni della storia milanista.

La categoria dei figli d'arte

Obiettivo USA 2026

Il passaggio obbligato al Paris

Valore del trasferimento iniziale: 10 milioni

La categoria dei figli d'arte

Ma anche chi fallisce miseramente, per impossibilità palese di arrivare a certi livelli. Jordi Cruijff era certamente un discreto calciatore, ma da qui poter anche pensare di avvicinare papà Johan ce ne passava. Un problema, al punto che, per evitare paragoni, c’è chi cambia ruolo come Filip Stankovic, che giocando in porta non può certamente essere messo a confronto con Dejan. Logico dunque chiedersi in quale… categoria inserire Timothy Weah.

Di certo non tra quelli che cambiano ruolo, perché il classe 2000 con passaporto americano (è nato a New York) ha deciso di continuare con la tradizione di famiglia e fa l’attaccante. Pur sapendo di avere una montagna da scalare in quanto a aspettative, perché papà George è un mito del calcio africano e mondiale.

Primo calciatore non europeo a vincere il Pallone d’Oro (1995), tre volte calciatore africano dell’anno, capocannoniere della Champions League, vincitore di due campionati di Serie A e di una Ligue 1, eletto calciatore africano del XX secolo e candidato al Dream Team del Pallone d’Oro.

E poi, come se non bastasse questo, anche prima senatore e poi presidente della sua Liberia, di cui ovviamente è massimo marcatore e giocatore con più presenze, con tanto di ultima partita giocata a 52 anni. Insomma, come termine di paragone non esattamente tra i più semplici.

Obiettivo USA 2026

Di certo Timothy potrà fare di più con la nazionale, considerando che gli Stati Uniti hanno molte più possibilità di fare bene rispetto alla Liberia nelle competizioni internazionali. Per il resto, la cosa si fa complicata. Ma il ragazzino non ha alcuna voglia di mollare senza averci provato. E a 22 anni appena compiuti si sta facendo decisamente rispettare ed è nella rosa del Lille che sta sorprendentemente guidando il campionato francese davanti a una corazzata come il PSG.

Una stagione eccezionale, a cui Weah junior sta contribuendo con i suoi gol, 3 in 20 presenze alla prima pubblicazione di questo contenuto. Che possono sembrare pochi, ma non se si considera che Christophe Galtier, tecnico dei transalpini, lo utilizza spesso come super-sub, alla Muriel o Felipe Caicedo, insomma!

Timothy Weah con la maglia della nazionale statunitense!

I numeri veri sono quelli dell’Europa League, in cui nelle ultime tre partite è stato titolare: e infatti sono arrivate due reti, che non hanno impedito però all’Ajax di eliminare i francesi dall’Europa League, in una doppia sfida che valeva sicuramente qualcosa in più di una mera qualificazione agli ottavi. Forse per il Lille una benedizione, visto che mai come quest’anno il campionato è un obiettivo alla portata per le quote Ligue 1.

Il passaggio obbligato al Paris

E vincerlo sarebbe una grande rivincita nei confronti del Paris Saint-Germain, che in lui non ha mai creduto veramente. Quando Weah junior è arrivato in Europa, dopo un passaggio alla Academy dei New York Red Bulls, il passaggio al Parco dei Principi è stato… quasi obbligato. Del resto è lì che papà George si è rivelato al mondo dopo ottime stagioni al Monaco.

Video tratto dalla pagina ufficiale di YouTube della U.S. Soccer

E sembrava che la strada fosse spianata per il giovane Timothy, che ha avuto modo di esordire con la prima squadra e anche di segnare un gol nella vittoria della Supercoppa di Francia nell’agosto 2018. Poi però, dopo la prima rete anche in Ligue 1, di spazio ce n’è stato sempre meno. Dunque il club lo ha spedito in prestito in Scozia, al Celtic Glasgow.

Da quelle parti arrivano presenze e gol, ma anche un problema… diplomatico.

Calza Nike il predestinato, a differenza di papà, famoso anche per le scarpini rossi Diadora!

Valore del trasferimento iniziale: 10 milioni

Weah chiede al club di saltare la finale di coppa di Scozia contro gli Hearts perché è stato convocato dall’Under-20 statunitense per i Mondiali di categoria. Il Celtic accetta ma gli rescinde il contratto di prestito. E al ritorno in Francia, il PSG lo cede a titolo definitivo al Lille per 10 milioni.

Una cifra che però il club dell’Alta Francia potrebbe riprendersi con gli interessi, nel caso qualcuno decidesse di puntare su Weah. Del resto, pur non essendo in campo poi troppo simile a papà George, fisicamente dominante, Timothy ha dimostrato di avere numeri importanti e caratteristiche in grado di permettergli di brillare ad alti livelli. Pur non essendo un colosso (1,85 m per 75 kg) l’attaccante del Lille è sia veloce che forte fisicamente.

E poi è particolarmente duttile, considerando che Galtier lo schiera indifferentemente sia da centravanti che da esterno del suo 4-1-4-1: Timothy sarà sicuramente protagonista anche delle coppe europee 2021 per le quote Champions League. Il che lo rende utilissimo anche come attaccante laterale o trequartista per squadre che utilizzano il 4-3-3 o il 4-2-3-1.

Il millennial nato a New York ha un contratto fino al 2024 e, secondo il sito specializzato transfermarkt un valore attuale leggermente diminuito.

Un jolly, insomma, anche per la nazionale statunitense, a cui (come dimostra il caso della lite con il Celtic) Weah tiene molto. Al punto di aver rifiutato non solo la possibilità di giocare con la Liberia, ma anche quella di entrare nelle giovanili della Francia. Una scelta simile a quella di King George, che all’epoca ha preferito la nazionale del suo Paese a quella transalpina. Peccato che non sia riuscito a convincere suo figlio a fare lo stesso neanche... da presidente della Repubblica!

Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Michel Spingler e Sergei Grits. Prima pubblicazione 2 marzo 2021.

March 10, 2021

Di Ermanno Pansa

Ermanno Pansa
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Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Ermanno Pansa
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