Quanto guadagna Flavio Cobolli: lo chiamano effetto Sinner, ma sarebbe meglio dire semplicemente effetto Italia. 

Negli ultimi anni, anche prima dell’esplosione dell’attuale numero uno del mondo, il tennis tricolore, soprattutto a livello maschile, ha cominciato una crescita che si è tradotta in risultati eccezionali. 

Effetto Italia nel tennis

Anche volendo tralasciare tutti i primati ottenuti da Sinner e i suoi incredibili trionfi, ci si potrebbe limitare a parlare di tre Coppe Davis consecutive per la squadra azzurra, ma anche di due finali Slam in singolare giocate da tennisti italiani che non sono Sinner e quattro giocatori che dal 2020 in poi sono entrati nella top 10 del ranking ATP. 

La carriera di Cobolli in numeri

L’ultimo dei quali è Flavio Cobolli, che nonostante la finale persa al Roland Garros 2026 contro Alexander Zverev è riuscito a entrare nei 10 migliori tennisti al mondo per la prima volta.

Ecco un breve resoconto della carriera del tennista nato a Firenze ma cresciuto a Roma, sui campi del circolo Parioli che tanta fortuna ha portato anche a un certo Adriano Panatta, tra i migliori tennisti italiani di sempre:

  • esordio da pro: 2019 (in singolare);

  • tornei vinti: 3 (un ATP 250 e due ATP 500);

  • tornei vinti nel 2026: 1 (Acapulco, ATP 500);

  • finali perse nel 2026: 2, tra cui quella al Roland Garros;

  • finali Slam giocate: 1 (Roland Garros 2026);

  • best ranking: numero 10 al mondo, 8 giugno 2026;

  • overall in carriera: 102-79;

  • overall 2026: 27-14;

  • prize money in carriera: 8,4 milioni di dollari.


Cobbo fortissimo anche a calcio

La storia sportiva di “Cobbo”, come lo chiamano i suoi amici, è in qualche maniera simile a quella di Sinner. Se Jannik era un fenomeno anche sugli sci, oltre che con la racchetta, Cobolli è cresciuto alternando il tennis e il calcio, entrando a far parte delle giovanili della Roma (e mantenendo tuttora un’amicizia molto stretta con l’ex giallorosso Edoardo Bove, oltre a quella con Riccardo Calafiori). 

Poi però la scelta è stata quella di dedicarsi alla racchetta a tempo pieno, una decisione che evidentemente ha pagato, vista la crescita costante del tennista capitolino.

Cobolli: talento e grinta

Uno di quelli che, come dimostrano i suoi numeri, ha sempre lavorato parecchio e non si è mai tirato indietro, iscrivendosi a un numero di tornei magari anche superiore al dovuto, ma dando sempre il 100% in ogni match, indipendentemente dal risultato. E il ranking dimostra come l’ascesa sia stata allo stesso tempo rapida, ma costante. 

La top 100 è stata raggiunta nel 2023, mentre il secondo turno al Roland Garros 2024 gli è valso l’ingresso in top 50, per poi raggiungere anche la posizione numero 30 dopo il torneo di Pechino.

Il 2025 è l’anno dei primi due titoli, il Romanian Open (ATP 250) e il torneo di Amburgo (ATP 500), risultati che, uniti ai quarti di finale raggiunti a Wimbledon (battuto da Novak Djokovic) lo hanno portato al numero 19. La stagione 2025 è anche quella della prima Coppa Davis per Cobolli, vinta da primo singolarista. 

Quanto guadagna Flavio Cobolli

L'Effetto Roland Garros su Cobolli

Il 2026 lo ha visto confermare le ottime prestazioni dell’anno precedente, con il terzo titolo (l’ATP 500 di Acapulco), ma soprattutto con la cavalcata al Roland Garros, conclusa nella finale persa lottando fino al quinto set contro Zverev. Un risultato incredibile, nonchè il lasciapassare per la posizione 10 e l’ingresso in top 10.

La finale Slam, tra l’altro, ha portato anche un effetto collaterale molto ben accetto, un premio da 1,5 milioni di dollari, il più alto mai ricevuto da Cobolli in carriera. 

Prize Money in carriera di Cobolli

Una cifra che permette al capitolino di raggiungere gli 8,4 milioni di dollari di prize money, sommando i premi guadagnati nei tornei in singolare ma anche quelli derivanti dalle apparizioni in doppio. 

E, sebbene il dato sia meno significativo alla luce della consapevolezza che nel corso dei decenni i montepremi sono aumentati a dismisura, Cobolli può dire comunque di aver superato nella classifica di tutti i tempi un certo Mats Wilander. 

Ora l’obiettivo sono i 10 milioni di dollari, che avvicinano decisamente la posizione 100 della classifica dei tennisti che hanno guadagnato di più in carriera e che potrebbero permettere il sorpasso su un compagno di Davis come Lorenzo Sonego, che è attualmente a 9,8 milioni.

Montepremi Cobolli sempre aggiornato

Il prize money 2026 di Cobolli raggiunge così i 3,2 milioni di dollari, il che comunque significa che i restanti 1,7 milioni sono derivati dagli altri tornei giocati in stagione. 

Escludendo il Roland Garros, il premio più alto portato a casa è chiaramente quello per la vittoria ad Acapulco, che si aggira sui 500mila dollari (in piena quota ATP 500), mentre la sconfitta in finale a Monaco di Baviera contro Ben Shelton ha comunque fruttato altri 250mila dollari. 

Sui 150mila dollari invece si aggirano i premi per la partecipazione alla United Cup, quella non troppo positiva agli Australian Open (eliminazione al primo turno) e l’assegno derivante dal quarto di finale raggiunto all’ATP Masters 1000 di Madrid, dove è stato eliminato dal solito Zverev. 

A metà stagione, dunque prima di cominciare Wimbledon, Cobolli è quarto nella classifica dei Money Leaders 2026, dietro a Sinner, Alcaraz e Zverev, ovvero il dominatore dei Masters 1000 e i due vincitori dei tornei dello Slam già giocati.

Guadagni Cobolli: stagione per stagione

Grazie a questi ottimi risultati, Cobolli ha già superato anche quella che era stata finora la sua miglior stagione a livello economico, quella 2025, chiusa con 2,7 milioni di dollari in premi e con il diciannovesimo posto nella money list annuale. 

A fargli raggiungere quella cifra sono stati i premi per le vittorie, da favorito per le Quote Tennis, a Bucarest (circa 100mila dollari) e ad Amburgo (450mila dollari), ma anche le buone prestazioni al Roland Garros (200mila dollari per aver raggiunto i sedicesimi). 

Ma a fare la differenza lo scorso anno è stato chiaramente il quarto di finale raggiunto a Wimbledon, con tanto di premio da 530mila dollari, fino a Parigi l’assegno più alto ricevuto in carriera dal tennista romano.

Chiaramente, il miglioramento evidente a livello sportivo ed economico fa il paio anche con l’aumento dell’interesse a livello di sponsorizzazioni. 

Emblematico in questo senso il caso Renault, con la casa automobilistica francese che ha inserito Cobolli tra i suoi ambassador giusto qualche settimana prima del Roland Garros. Una scelta molto saggia, considerando l’esposizione che il tennista italiano ha avuto per le due settimane di torneo, non ultima una finale da oltre 4 ore arrivata al quinto set. 

A livello di abbigliamento, Cobolli è sponsorizzato da On, l’azienda svizzera che ha tra i suoi partner anche Iga Swiatek e Joao Fonseca, mentre per le racchette la partnership con Head è ormai stabile da anni. 

Non ci sono cifre pubbliche che riguardano le sponsorizzazioni di Cobolli, ma considerando che il classe 2002 è ormai un elemento fisso dei piani alti del ranking, il valore di una sua partnership non può far altro che salire. Proprio come la sua classifica, l suo prize money e.... 888sport!

Quanto guadagna Flavio Cobolli - FAQs

D: Quanto ha guadagnato Flavio Cobolli con la finale al Roland Garros?
R: Cobolli ha portato a casa il premio previsto per il secondo classificato, di 1,4 milioni di euro (che in dollari sono 1,5 milioni), il premio più alto mai ottenuto in carriera.

D: Quanto ha guadagnato in premi nel 2026 Flavio Cobolli?

R: A fine giugno 2026 Cobolli è quarto nella money list annuale, con un totale di 3,2 milioni di dollari in premi ricevuti nei tornei.

D: Quanto ha guadagnato in premi in carriera Flavio Cobolli?

R: Cobolli è attualmente a 8,4 milioni di dollari in prize money, una cifra che gli permette di puntare ai 10 milioni e alla top 100 di tutti i tempi.

D: Quanti tornei ha vinto in carriera Flavio Cobolli?

R: Cobolli ha vinto tre tornei, due ATP 500 (Amburgo e Acapulco) e un ATP 250 (Bucarest).

D: Quali sono gli sponsor principali di Flavio Cobolli?

R: On per l’abbigliamento, Head per le racchette e Renault come ambassador, anche se non ci sono cifre pubbliche riguardo il valore dei contratti.


*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.

Di Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini