Direttore Tecnico Nazionale: tra i piani del nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò per il rilancio della nazionale, che ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione alla Coppa del Mondo, c’è la volontà di inserire Paolo Maldini nell’organigramma federale, come direttore tecnico della selezione azzurra. 

Maldini direttore tecnico FIGC

Non sarebbe un ruolo inedito per l’ex capitano rossonero, che lo ha ricoperto già da dirigente del Milan, in un periodo di cinque che ha portato i rossoneri alla vittoria, da outsider per le Quote Calcio, dello scudetto numero 19 della loro storia. 

Eppure, la figura del DT nel calcio italiano è abbastanza nebulosa per quello che riguarda sia le competenze che i rapporti con il resto della dirigenza e dello staff. 

Direttore Tecnico Nazionale

Cosa fa un direttore tecnico nel calcio

Ecco dunque un breve riassunto dei compiti principali di un direttore tecnico:

  • stabilisce la filosofia del club a livello sportivo e tattico, con identità di gioco e principi etici che vengono implementati a partire dalle giovanili fino ad arrivare alla prima squadra;

  • si occupa della gestione dello staff, con ruolo di coordinazione tra le diverse componenti di uno staff, a partire dall’allenatore per passare ai preparatori, allo staff medico e ai match analyst;

  • supervisiona le metodologie di allenamento e delle performance a livello tattico e tecnico;

  • lavora a stretto contatto con il Direttore Sportivo affinchè i calciatori che vengono acquistati siano adatti al progetto;

  • funge da raccordo tra la dirigenza, l’allenatore la squadra, comunicando e moderando le istanze delle diverse parti del club.


In Premier li chiamano manager

Insomma, una figura a tutto tondo, che va ad agire in diverse aree e con diversi interlocutori per far sì che il lavoro di campo si svolga tutto in accordo con la policy del club. Quello del direttore tecnico è ruolo che in diversi paesi, in particolare in Inghilterra, può risultare ridondante. 

Del resto, nel paese in cui si è sviluppata la figura del manager, è quasi implicito che chi guida una squadra debba occuparsi anche di quanto detto sopra, andando anche a svolgere il ruolo di direttore sportivo, scegliendo direttamente i giocatori da acquistare. 

Se si pensa a Sir Alex Ferguson, viene in mente proprio un manager di questo tipo, che la mattina va a vedere come si allenano le giovanili, il pomeriggio guida la rifinitura tattica della prima squadra e la sera al ristorante incontra gli agenti del prossimo obiettivo di mercato.

Il calcio moderno è continua specializzazione

Ma il calcio moderno ha visto un aumento talmente esponenziale dello staff e una diversificazione così incredibile delle metodologie di allenamento che è diventato impossibile per una sola persona riuscire a seguire tutto. E quindi, persino in luoghi come la Premier League dove sembrava un tabù, è pian piano comparsa la figura del direttore tecnico, che da quelle parti viene definito “director of football”. 

Gli esempi di direttore tecnico

Un altro esempio straniero è quello di Jorge Valdano, che ai tempi del suo lavoro al Real Madrid aveva il titolo di direttore generale, ma le cui mansioni andavano particolarmente a coincidere con quelle del moderno DT.

In Italia l’esempio migliore è probabilmente proprio quello di Maldini, che lavorava con un team che prevedeva Frederic Massara, l'allievo prediletto di quel genio di Walter Sabatini, come direttore sportivo, mentre tra i direttori tecnici attualmente in carica c’è Francois Modesto alla Juventus (coadiuvato come DS da Marco Ottolini). Fino alla fine del campionato, anche il Milan aveva un DT, quel Geoffrey Moncada che è stato poi allontanato in seguito alla rivoluzione decisa dalla proprietà. 

Tra l’altro, Cardinale aveva deciso di scegliere un nuovo direttore tecnico per i rossoneri, il tedesco Markus Krösche, ma di fronte alla decisione dell’Eintracht Francoforte di non liberarlo il proprietario milanista ha fatto marcia indietro, optando per una struttura senza DT. Un po’ quello che succede in club come la Roma, in cui Gian Piero Gasperini ha pieni poteri dal punto di vista tecnico, o a Napoli con l’arrivo di Max Allegri.

I rapporti da gestire per il DT

L’aspetto più spinoso nella presenza di un DT è chiaramente il rapporto con due figure in particolare, il DS e l’AD, visto che potrebbero sorgere delle sovrapposizione di competenze. Avere un DT e un DS non sulla stessa lunghezza d’onda rischia di portare all’acquisto di calciatori che non rientrano nel progetto sportivo del club, mentre con l’AD i contrasti possono derivare da idee diverse sulla gestione a livello finanziario della società. 

Dunque, nello scegliere un Direttore Tecnico bisogna assicurarsi che tutte le componenti lavorino con idee il più possibile condivise.

Bierhoff e il Direttore Tecnico in Nazionale

E questo è ciò che riguarda i club. Ma in nazionale, a cosa serve un direttore tecnico? Beh, i compiti sono più o meno gli stessi, escludendo la collaborazione con la figura del DS, che nelle selezioni chiaramente non esiste. 

E quindi il DT di una nazionale forma la filosofia tecnica e tattica dell’intera filiera delle rappresentative, dalle giovanili alla prima squadra, lavora insieme allo staff sulle metodologie di allenamento e fa da raccordo tra Federazione e Commissario Tecnico. L’esempio di riferimento è quello di Oliver Bierhoff, l’artefice del ritorno ad altissimi livelli della nazionale tedesca a partire dal 2004. 

L’ex attaccante ha cominciato come team manager della Mannschaft, dunque partendo da uno dei ruoli del moderno DT, il raccordo tra calciatori e federazione. Poi però Bierhoff ha anche cominciato a gestire l’intera filiera delle giovanili e l’Academy della DFB, fino ad assumere il ruolo di direttore dello sport nella ristrutturazione completa dei ruoli federali arrivata nel 2018. 

Ed è proprio questa la strada che si prospetta per Maldini, che tra l’altro di Bierhoff è stato anche compagno di squadra e che quindi può mandare un messaggio al tedesco se dovesse aver bisogno di qualche consiglio al riguardo!

Direttore Tecnico Nazionale - FAQs

D: Quali sono i compiti di un direttore tecnico nei club?

R: Stabilire la filosofia tattica del club, gestire lo staff, supervisionare allenamenti e performance, lavorare assieme al direttore sportivo per acquisti mirati e fungere da raccordo tra squadra, staff e società.

D: Per quanto è stato direttore tecnico del Milan Paolo Maldini?

R: Maldini ha ricoperto l’incarico di DT rossonero dal 2018 al 2023, in un periodo che ha visto il Diavolo vincere il suo ventesimo scudetto.

D: Che differenza c’è tra direttore tecnico e direttore sportivo?

R: Il direttore sportivo si occupa dello scouting e delle trattative per l’acquisto dei calciatori e lavora in tandem con il direttore tecnico, che si assicura che i giocatori scelti siano adatti al progetto.

D: Cosa fa un direttore tecnico in nazionale?

R: Stabilisce la filosofia tattica e si assicura che sia applicata sin dalle giovanili fino alla prima squadra, lavora assieme allo staff e fa da raccordo tra federazione e CT.

D: Cosa ha fatto Oliver Bierhoff come DT della Germania?

R: L’ex attaccante ha cominciato da team manager della Mannschaft, per poi gestire le giovanili e le academy federali fino a quando, nel 2018, è diventato direttore dello sport della federazione.


*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.
 

Di Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini